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Obiettivo depurazione delle acque reflue raggiunto. Pubblicati gli avvisi di gara per l’affidamento dei lavori di completamento della fognatura nella zona di Cannatello fino a Zingarello e dei lavori di costruzione del nuovo depuratore consortile che servirà la fascia costiera di Agrigento e il Comune di Favara. Come confermano molti cittadini il mare è già molto più pulito degli scorsi anni e alla foce dei fiumi la campagna di monitoraggio di Goletta Verde conferma anche che i valori registrati sono entro i limiti. In pochissimo tempo avremo finalmente chiuso un capitolo orribile della storia della nostra città in cui l’accostamento delle nostre meravigliose spiagge di sabbia finissima alle parole inquinamento o divieto di balneazione sembrava aver superato un punto di non ritorno. Così non è.
Quel che ricordiamo oggi sono le interlocuzioni continue col Commissario straordinario unico per la depurazione per sottolineare la necessità e l’urgenza della città di adeguarsi alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue. Non c’erano notizie certe ancora sui lavori e chiedevamo che si provvedesse. Avevamo più volte rappresentato ai soggetti a vario titolo competenti il disagio subito dalla città a causa della mancanza di un sistema di depurazione efficiente, chiedendo anche la definizione di ogni questione propedeutica o problematica ostativa al celere avvio dei cantieri, e seguendo passo passo l’iter. Ora finalmente la buona notizia. Riusciremo a completare la rete fognaria nella zona costiera e si compenserà adeguatamente la depurazione dei reflui, attualmente caricati sull’insufficiente depuratore del Villaggio Mosè. Le due gare ammontano a oltre 20 milioni di euro, 17 dei quali solo per il nuovo depuratore che si realizzerà in contrada Timpa dei Palombi. L’ennesima prova che bisogna lavorare con fiducia. Insistere, mai mollare, combattere per  gli obiettivi importanti, per la città, per i cittadini. Ci vuole tempo. Alla fine le buone notizie arrivano.

Non sarà da crociera ma certamente è più grande della Moby Zazà.

Si chiama Azzurra e sui fianchi non spicca il volto di gatto Silvestro; solo una scritta: GNV che sta per Grandi Navi Veloci ed ha una capienza di 700 posti.

E’ la nave che ha accettato le richieste di noleggio da parte del Governo centrale per ospitare i migranti e tenerli in quarantena. La Azzurra è arrivata a Porto Empedocle per le prime verifiche e, secondo quanto annunciato del pentastellato Vito Crimi, in visita a Porto Empedocle venerdi scorso, la nave stazionerà non più di fronte il porto empedoclino ma nelle acque antistanti l’Isola di Lampedusa.

 

 

“La visita del vice ministro Vito Crimi è stato un momento importante per cercare di risolvere il problema immigrazione che sta attanagliando la nostra città ma ciò non può e non deve fermarsi a una semplice passerella.

Già venerdì 07 agosto, in occasione del consiglio comunale straordinario, il vice ministro nonché capo politico del partito di maggioranza al governo, può dire quali misure e quali atti il governo centrale ha attivato per contrastare un fenomeno cosi complesso e allo stesso tempo cosi dannoso, per la salute ed anche per l’economia del nostro paese.

Mi aspetto una grande presenza da parte delle forze maggioritarie del governo centrale, in occasione del consiglio comunale, in modo che possano rassicurare la città ormai stremata e chi ha incarichi istituzionali di rilievo su questo problema non si fermi soltanto a fare qualche interrogazione parlamentare per cercare di scaricare le colpe su altri. Non abbiamo più bisogno di passerelle ma di atti che dimostrino che il governo è accanto ai propri cittadini”.

Lo dichiara il consigliere comunale di Porto Empedocle Giuseppe Todaro.

Ormai non fa più cronaca. Diventa un fatto strano se quando apri il giornale non trovi la notizia dell’ennesima rissa avvenuta a San Leone.

E così, sabato notte, in un noto locale della movida sanleonina, è scoppiata l’ennesima scazzottata avvenuta tra due gruppi di giovani che se le sono date di santa ragione dinnanzi agli occhi non più increduli degli astanti.

Il “duello” è finito soltanto quando qualcuno ha pensato bene di chiamare i Carabinieri e lo strillo delle sirene ha fatto desistere i contendenti che si sono dati alla fuga.

I militari dell’Arma, comunque, hanno avviato una indagine per scoprire gli autori dell’ennesima rissa.

Altro giorno di caldo infernale, poi l’intensa ondata di calore di questi giorni è ufficialmente destinata a concludersi tra domani e martedì 4 agosto.

Ma intanto, secondo il bollettino quotidiano sulle ondate di calore pubblicato sul portale del ministero della Salute oggi sarà ancora allerta caldo in 12 città, con bollino rosso e temperature che raggiungeranno picchi massimi anche superiori ai 40 gradi, e tra queste Palermo.

Da domani il tempo sarà stabile, soleggiato e le temperatura dovrebbero abbassare di qualche grado in vista, da martedi prossimi, dell’arrivo di una certa instabilità. Il caldo anomalo di questi giorni e la mancanza di pioggia ha costretto un numero crescente di regioni a fare i conti con la siccità nelle campagne e gravi danni alle coltivazioni, avverte la Coldiretti, ma anche con il rischio di incendi.

Ininterrotti gli sbarchi a Lampedusa, come era facilmente prevedibile e che adesso, però, creano problemi molto seri.

Ieri in 300 sono sbarcati sull’Isola ma adesso l’hot spot è stracolmo. Salvatore Martello dovrà gestire una situazione che ormai è degenerata. Ha chiesto lo stato di emergenza al Governo centrale visto che nell’hot spot ci sono oramai più di mille persone per una campienza originaria di non più di 200 posti.

Martello ha deciso di chiudere il centro di accoglienza. Dice: “L’ho spot ormai è stracolmo e probabilmente verrà aperta la struttura della ‘Casa della fraternità’ della chiesa per arrivare a sistemare tutte le 300 persone”. La cosa importante è avviare i trasferimenti per “svuotare l’hotspot” anche perché non possiamo sapere quante altre persone sbarcheranno nelle prossime ore; non capisco – continua e conclude Martello – perché il presidente del Consiglio non dichiari lo stato di emergenza considerato che in due settimane abbiamo avuto 250 sbarchi. Cinquemila persone in 28 giorni numero superiore al 2011: in quel caso il governo dichiarò lo stato di emergenza. La situazione all’interno del centro di accoglienza è sempre molto delicata per l’eccezionale numero di ospiti. Abbiamo scongiurato la possibilità di focolai da coronavirus trasferendo subito e in meno di 24 ore coloro che erano risultati positivi”.

 

La morte dell’uomo trovato nella notte privo di vita nelle campagne di Ribera potrebbe essere sopravvenuta per un improvviso malore. I vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca, intervenuti sul posto in seguito all’allarme lanciato dai familiari che non avevano visto rientrare il congiunto, lo hanno trovato riverso a terra e ancora con in mano un rastrello. Attorno a lui non c’erano però sterpaglie incendiate. Un piccolo incendio era in corso poco distante, sempre nell’appezzamento di terreno di contrada Scirinda.

Non si esclude quindi un malore, causato dal caldo eccessivo. Oppure, come la prima ipotesi, intossicazione dalle esalazioni del fumo. Sono in corso indagini dei carabinieri. La vittima, Francesco Biamonte,  risiedeva a Bologna ma era originaria di Ribera. Il mattino presto era uscito di casa per recarsi nell’uliveto di località Scirinda vicino l’isola ecologica, un piccolo appezzamento di 2 mila metri quadrati coltivato a uliveto. I parenti hanno chiesto aiuto ai carabinieri, per tutto il giorno hanno cercato i probabili posti che lui frequentava, poi il rinvenimento del cadavere a sera inoltrata in mezzo alla campagna.

Incidente mortale sulla statale Palermo Sciacca nei pressi del carcere Pagliarelli, all’ingresso del capoluogo.

Una moto Honda si è scontrata con un’Opel Agila. Ad avere la peggio è stato il giovane motociclista di 27 anni, che è morto in ospedale. Le sue condizioni sono apparse subito gravi ai medici del 118.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale che stanno eseguendo i rilievi ed accertare le responsabilità dello scontro. L’automobilista della Opel è stato trasportato in ospedale in codice verde.

L’incidente avvenuto ieri mattina e che ha causato la morte del 64enne di Delia Filippo Fantauzzi ha un primo risvolto.

I Carabinieri, dopo avere effettuato i rilevi, hanno arrestato il conducente dell’auto che ha tamponato quella della vittima per omicidio stradale. Si tratta di un 45enne con la patente scaduta, positivo al test dell’alcool e positivo anche alla assunzione di sostanza stupefacente.

L’uomo, in attesa dell’udienza di convalida, è stato tradotto presso il carcere di Agrigento.

“Ad Agrigento risultati “entro la norma” dal monitoraggio di Goletta Verde 2020, sia alla foce del fiume Akragas che alla foce del fiume Naro. Un sospiro di sollievo anche per questa amministrazione. Molto c’è ancora da fare su entrambi i percorsi naturalistici di grande bellezza. C’è bisogno della collaborazione dei cittadini e del loro sostegno per il raggiungimento degli obiettivi. Intanto non siamo stati con le mani in mano. Il Comune di Agrigento ha inserito l’area della foce del Fiume Akragas come percorso ciclopedonale all’interno della Rete Ciclabile Strategica, finanziata con i fondi europei di “Agenda Urbana”: un’investimento di 3 milioni 550 mila euro.  L’amministrazione presenterà il progetto di fattibilità entro metà settembre, dopodiché si procederà all’appalto. La bici, elettrica o muscolare, piace sempre di più agli agrigentini.  La rete ciclabile s’impone quale utile strumento per ripensare il modo di vivere la città.  Un plauso ai volontari di Legambiente che hanno effettuato i prelievi nelle due foci seguendo le istruzioni di Goletta Verde, impossibilitata a causa delle restrizioni per la pandemia a seguire il classico itinerario coast to coast a bordo dell’imbarcazione.
Un ringraziamento anche per l’opera di sensibilizzazione attuata con  “Goletta Verde Challenge” a Maddalusa dal Circolo “Rabat” di Agrigento. I volontari hanno spiegato la corretta fruizione dell’ambiente spiaggia-mare, con un focus specifico sul problema dell’abbandono indiscriminato di rifiuti. Determinati come noi nel voler correggere certi comportamenti e nell’immaginare un futuro diverso per il nostro ambiente e per la nostra città”.