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Il bilancio del Comune di Agrigento, portato in aula a soli 4 giorni dalla scadenza  del termine ultimo previsto dalla legge, è stato approvato solo grazie alla presenza in aula dei consiglieri di opposizione che, pur votando contrari, hanno garantito il numero legale e la validità della seduta.

Infatti, i Consiglieri Hamel, Spataro, Bongiovì, Bruccolerei, Gramaglia  e Civiltà, pur  avendo manifestato il loro dissenso verso  allo schema di bilancio 2021, con la loro presenza in aula, hanno consentito  di  colmare una gravissima carenza della maggioranza  che non è stata in grado di assicurare autonomamente   un numero di presenze sufficiente per rendere valida la seduta.

Come dichiarato nei loro interventi dai consiglieri Hamel e Spataro, si è trattato di un atto di amore verso la città  che non meeritava di  subire il fermo dell’ attività amministrativa e pertanto , pur potendo abbandonare l’aula,  hanno preferito esprimere il loro dissenso con il voto contrario pur consentendo il mantenimento del numero legale.

Le assenze di molti consiglieri di maggioranza, ad eccezione di alcuni impediti per motivi di forza maggiore, sono il sintomo del malessere politico dell’attuale  gestione amministrativa, un malessere che blocca   molte delle attività  e che è una delle cause delle molteplici carenze e difficoltà che fanno soffrire la città.

In merito al bilancio i consiglieri di opposizione hannosottolineato che il loro voto negativo e stato  motivato dalle insufficienze riscontrate nel bilancio 2021 ed hanno criticato  la mancata attivazione della manovra correttiva, più volte, richiesta e diffidata dalla Corte dei Conti, i ritardi nella conclusione di una serie di adempimenti obbligatori, la mancanza di una programmazione della spesa  da cui, tra l’altro,  è stato totalmente escluso il Consiglio Comunale, l’assenza di proposte innovative sulla gestione dei tributi con assoluta  assenza di prospettive di riduzione, anche minima, dell’IMU e della TARI.

Per queste ed altre motivazioni, è stato  espresso il voto contrario pur senza abbandonare l’aula  per senso di responsabilità istituzionale ed attaccamento al bene della Città.

Il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato il bilancio di previsione 2021-2023. In aula sono stati presenti anche il sindaco, Franco Micciché, e l’assessore al bilancio, Aurelio Trupia, che commenta: “Anche quest’anno il bilancio è stato approvato alla fine dell’anno. Ci sono stati dei fatti che non ci hanno permesso di predisporre il bilancio prima. Ad esempio la sentenza della Corte costituzionale sul fondo di anticipazione e liquidità che ha previsto la restituzione di queste somme prima di quanto previsto. Non eravamo nelle condizioni di adempiere. Il governo ha poi dato rimedio verso ottobre scorso con nuove disposizioni. Ma non solo questo: ci sono stati altri ritardi come quelli derivanti dalla costituzione di un fondo per sopperire ai ritardati pagamenti nei confronti dei fornitori. Era importante dotare la città del bilancio perché se fosse avvenuto oltre il 31 dicembre avrebbe causato effetti deleteri. C’è stata grande responsabilità da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione, ne va dato atto”.

Ormai non si ferma più il numero dei positivi in Sicilia (ma anche in Italia). Nella giornata di ieri sono 2.087 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia a fronte di 18.154 tamponi processati. Purtroppo si registrano anche 20 morti mentre i guariti sono 732. Il tasso di positività schizza all’11,5%. Attualmente in Sicilia ci sono 29.864 persone positive, 1.335 in più rispetto a ieri. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 657, sono 81 i ricoveri in terapia intensiva con 7 nuovi ingressi.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo 606; Catania 457; Messina 299; Agrigento 250; Siracusa 165; Ragusa 131; Caltanissetta 96; Trapani 81; Enna 2

 

La nostra amministrazione aveva nella massima chiarezza e trasparenza avviato l’iter di revisione del Prg . In Consiglio Comunale sono state approvate all’unanimità dei presenti le Direttive Generali al Prg. Ad oggi nulla sappiamo del prosieguo. Erano stati con grande fatica, per le note condizioni finanziarie dell’Ente , incaricati i tecnici progettisti per gli studi preliminari, affinchè si passasse alla redazione dello schema di massima. Tutto tace dopo oltre  un anno. Sembra che questo tema non interessi  e che non sia abbia interesse a farlo ritornare in Consiglio Comunale per esaminarlo dinanzi alla città. Sappiamo di recenti finanziamenti regionali che non hanno pero’ beneficiato  il comune di Agrigento ai fini della pianificazione urbanistica. Eppure sarebbero stati finanziamenti utilissimi .  Gli unici finanziamenti che ricordiamo essere andati a buon fine sono quelli della pianificazione del Piano del Parco territoriale e del Piano particolareggiato del centro storico derivanti dal finanziamento del progetto Girgenti. Cosa osta al pubblico dibattito? Che fine hanno fatto le Direttive Generali? Quale il pensiero di questa amministrazione in materia di pianificazione urbanistica del nostro territorio? Sono definitivamente sepolte le oramai superate e non più attuali prescrizioni esecutive  tanto care ad alcuni?

Lo scorso venerdì 17 dicembre, si è tenuto, presso il comune di Agrigento, un incontro sull’anomala situazione dell’applicazione ICI/IMU sui cosiddetti “terreni edificabili”.

All’incontro erano presenti, oltre al Sindaco di Agrigento dott. Francesco Miccichè, alcuni dirigenti comunali e numerosi cittadini interessati alla problematica.

Alla fine dell’incontro è emersa l’assurdità della vicenda, che ad Agrigento perdura da oltre 15 anni, ed è stata apertamente dichiarata la volontà di porvi, in qualche modo, rimedio.

Al fine di riassumere l’anomala vicenda si ricorda che ad Agrigento alcuni terreni delle zone Cannatello, Guardia, Zingarello, che prima erano “agricoli”, sono diventati edificabili, già dal 2005. Il paradosso, è che anche se sono edificabili, i diversi proprietari non hanno mai potuto costruirci sopra non solo un qualsiasi manufatto in muratura, ma neanche un gazebo. Tale situazione perdura da oltre 15 anni. Questo perchè il comune di Agrigento non ha mai completato l’iter urbanistico che avrebbe permesso l’effettivo utilizzo edificatorio. I titolari dei terreni, però, sono stati chiamati, per tutti questi anni, a pagare il relativo tributo, con l’aliquota per i terreni edificabili, che in alcuni casi arriva a pesare diverse migliaia di euro l’anno.

La situazione agrigentina vede inoltre un altro paradosso.

Non solo gli importi da primato degli accertamenti tributari, ma anche il fatto che la revisione del piano regolatore si muove per azzerare del tutto ogni espansione urbanistica, prevedendo, nelle linee guida al nuovo PRG, un consumo di territorio pari a zero.

Tale situazione annulla anche ogni lontana possibilità di poter, in qualche modo, compensare, in un lontano futuro, i prelievi tributari a cui i cittadini sono attualmente esposti.

Ed ecco in breve il grande paradosso e la grande ingiustizia di cui sono vittima molti Agrigentini.

E’ da anni che si prova a sollevare la problematica senza fino ad ora aver ottenuto alcun risultato. A niente sono valsi gli interpelli e le sollecitazioni ai politici di tutti i livelli. A questo punto è d’obbligo una riflessione e qualche dettaglio consumato a margine dell’annosa questione. I rappresentanti politici agrigentini, sia locali che deputati e referenti nazionali, della questione, non hanno minimamente mai voluto interessarsi.

Anche le passate amministrazioni e i consiglieri comunali nel frattempo eletti, non hanno mai trattato l’anomala e pesante situazione di cui sono vittima i malcapitati cittadini. L’intera deputazione agrigentina, sulla questione, come su mille altre, non ha mai voluto spendere una sola parola.

Purtroppo ormai siamo di fronte ad una totale assenza della rappresentatività della politica e del vecchio obbligo di mandato, che in tempi passati è stato un sicuro aiuto per la trattazione di tanti problemi.

I nostri politici oramai si occupano di altro, disinteressandosi completamente delle istanze dei cittadini che rappresentano e delle problematiche dei territori in cui sono stati eletti.

In mezzo a tale situazione di totale assenza dei referenti politici, si registra il promettente atteggiamento del sindaco di Agrigento, dott. Francesco Miccichè, che sulla questione ha posto un orecchio più attento, condividendo inoltre un’ interpretazione dell’intera vicenda, che obbliga a dover ritrattare l’anomala situazione.

Purtroppo anche l’autorevole voce del primo cittadino di Agrigento non lascia intravedere una sicura risoluzione del problema per i malcapitati cittadini.

E’ evidente che la troppa mediocrità ed il totale disinteresse della politica agrigentina, lasciano spazio a forti preoccupazioni ed al perdurare delle condizioni in cui versa la città di Agrigento e l’intera provincia.

Domenica  02 gennaio 2022, alle ore 17,00 nella Sala Zeus del Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento e nell’ambito del cartellone Destinazione Agrigento – Natale 2021, patrocinato dalla Regione Sicilia, dal Comune di Agrigento, dal Distretto Turistico Valle dei Templi e dal Parco Valle dei Templi, andrà in scena una trasposizione teatrale multidisciplinare (teatro, canto e videoproiezioni) tratta da “Tango dell’anima”, una pubblicazione letteraria della giornalista agrigentina Daniela Spalanca (Edizione Medinova 2017).

In scena Salvatore Di Salvo, Irene Giannone, Zaira Picone, Giusi Urso e Salvo Preti, artisti della Associazione Culturale TeatrAnima di Agrigento, associazione che ha portato in scena, dal 2015 ad oggi, numerosi spettacoli teatrali, tutti con notevole successo di critica e pubblico, e che per l’impegno artistico è stata insignita del Premio Alessio Di Giovanni nel 2019.

La regia della messinscena è di Salvatore Di Salvo, direttore artistico dell’associazione e cantante, che firma anche le scelte musicali, gli adattamenti video, le scene ed i costumi, nonché  l’adattamento teatrale del testo de “Tango dell’anima” di Daniela Spalanca.

Le parole scritte dall’autrice (che sarà ospite della serata insieme all’editore Antonio Liotta), suggerisce il regista – scorreranno lievi, fluide ed intense, scena dopo scena, regalando allo spettatore un mosaico di colori ed emozioni. Le riflessioni tracceranno sentieri inesplorati dell’anima, toccando corde sentimentali ad alta tensione. E come scrive la stessa autrice, saranno “pensieri sparsi, intimi, personali, sinceri, veri, qualcosa di universalmente valido a patto però che si condivida il mio stesso “sentire” mosso dall’amore, dal dolore, dalla malinconia, dall’inquietudine di questo vivere che a volte stanca pur restando, prodigiosamente, la cosa più affascinante e appassionante del mondo”.

 

L’ingresso è gratuito, nel rispetto delle norme in vigore Covid-19 e fino ad esaurimento dei posti in sala.

Mentre avvengono i primi sequestri di veri e propri di arsenali di botti vietati per legge, come a Missilmeri in provincia di Palermo dove sono stati sottoposti a sequestro 2.800 chili di fuochi d’artificio illegali e a Prato dove il sequestro ha riguardano altri 150 kg di esplosivi tra cui una pericolosi ed altri sequestri sono stati effettuati questa mattina, si segnalano anche i primi cani feriti per fortuna non gravemente nel Lazio  e in Campania a causa di alcuni petardi esplosi nella sera di Natale. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente lancia un allarme ed un appello. L’allarme è riferito ad un possibile importante aumento di botti di capodanno nella notte di San Silvestro e l’appello rivolto in primis ai sindaci per vietare questi botti. “Pensiamo che il fatto che si festeggi la fine dell’anno tra le mura domestiche porterà ad un importante aumento dei botti di capodanno che saranno consumati sui balconi e nei giardini condominiali e per strada con rischi sempre maggiori per gli animali compresi i selvatici, gli anziani ed i cardiopatici- scrivono gli animalisti di AIDAA- il maggior numero di fuochi di artificio, spesso illegali si concentreranno non solo nelle città del sud ma prevediamo una recrudescenza anche a Milano e nelle altre città del nord. Per questo- continuano gli animalisti dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente- chiediamo ai sindaci di emettere da subito ordinanze chiare di divieto, ma di organizzare nel contempo dei seri controlli di prevenzione e repressione  delle violazioni di tali diviet in modo che si possa evitare un aumento di morti e feriti tra gli umani e tra gli animali domestici. Ricordiamo- conclude il comunicato AIDAA- che lo scorso fine anno il tragico bilancio fu di un morto e 79 feriti tra gli umani e 360 furono i cani e gatti morti, oltre a un numero non rilevabile ma sicuramente alto di animali selvatici morti per gli stessi motivi”.

Le OO.SS. FLAI CGIL, UILA UIL  e FAI CISL di Agrigento comunicano che in data 17 dicembre è stato sottoscritto, insieme alle Organizzazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e Cia, il Contratto Provinciale di Lavoro per i lavoratori agricoli della Provincia di Agrigento.
Un’intesa ottenuta dopo una vacanza contrattuale di 24 mesi, dovuta anche alla pandemia da Covid 19,  in cui non sono mancate prese di posizioni diverse tra le varie Organizzazioni, ma alla fine ha prevalso il buon senso che ha portato alla stipula del nuovo contratto.
Tra le novità, sono state inserite nella declaratoria del vecchio Cpl le nuove qualifiche e le mansioni, ma va sottolineato la conferma in toto dell’art.11 che riguarda l’orario di lavoro così come stabilito dal precedente Cpl, articolo che è stato oggetto di attenzione e di discussione su modifiche da apportare da parte delle OO.SS. datoriali.
Per  quanto riguarda la parte economica, l’accordo prevede l’aumento per tutti i settori del 1,7% a decorrere dal 01/01/2022.
Il contratto avrà una validità dal 01/01/2020 al 31/12/2023.
I segretari generali provinciali di Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl (Di Franco, Acquisto e Cimino), nel ribadire l’importanza della contrattazione di secondo livello, esprimono grande soddisfazione per essere riusciti a rinnovare il Cpl in un momento molto difficile dal punto di vista economico e sanitario.

L’ex avvocato Angela Porcello, dopo poco meno di un anno di carcere, ci riprova: collegata dal carcere con l’aula del carcere palermitano Pagliarelli, dove è iniziata l’udienza preliminare, rinviata due settimane fa proprio per una notifica irregolare nei suoi confronti, revoca in aula tutti i suoi difensori ma non solo.

L’ex penalista cinquantunenne, cancellata su sua stessa richiesta dopo l’arresto nell’operazione “Xydi”, con l’accusa di associazione mafiosa, ha consegnato un manoscritto ai pm con cui chiede di collaborare chiedendo in cambio garanzie.

“Voglio pentirmi. Sono affiliata a Cosa Nostra per volontà del mio compagno – ha scritto-. Per scelta sentimentale prima. Poi per il tramite della mia professione ero avvocato e mafioso. Affiliazione conquistata sul campo. Prima dell’udienza voglio parlare con il pubblico ministero. So molte cose e soprattutto so cose inedite su Catania”.

L’avvocato Porcello nei mesi scorsi aveva provato a collaborare con la giustizia facendo nomi e cognomi e raccontando pure di un omicidio irrisolto degli anni scorsi venendo, però, “bocciata” dai pm per la scarsa consistenza delle sue rivelazioni.

Ad Agrigento, a Villaseta, due banditi, travisati e a bordo di uno scooter, hanno minacciato e rapinato un commerciante sessantenne, diretto a casa, costretto a consegnare il portafogli con dentro circa 1.600 euro. Indagano i Carabinieri. L’episodio è avvenuto in via dell’Autonomia dove, nonostante le tante segnalazioni dei residenti anche tramite la stampa, l’illuminazione pubblica è spenta, e nessuno degli organi preposti ha ancora testimoniato dignità nel riaccenderla.