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Domenica 9 maggio nella cattedrale di Agrigento si celebrerà la beatificazione giudice del Rosario Livatino, la funzione, su mandato speciale di Papa Francesco, sarà celebrata dal cardinale Semeraro. E’ la prima volta che un giudice assurge alla beatificazione ed è proprio un figlio della nostra terra, un Santo nato nella nostra martoriata provincia, dove soprusi ingiustizie e mafiosi spesso imperversano e la povera gente subisce in silenzio

Rosario Livatino è stato come uno dei tanti giudici che, per compiere il loro dovere, sono stati uccisi per mano della mafia, per portare avanti valori come la legge la giustizia e la trasparenza.

CittadinanzAttiva, si sente molto vicina a questi valori essenziali per ogni uomo, abbiamo bisogno di uomini come lui che lottano ogni giorno per questi ideali, ma abbiamo altresì il bisogno giorno 9 come Associazione di ricordare tutte le vittime della mafia, anche quelle meno note che, in silenzio, hanno combattuto giorno per giorno e che combattono contro la corruttela ed il malaffare e che trovano nelle persone che credono che la giustizia sia la loro giusta sponda.

CittadinanzAttiva, proprio perché insiti al suo interno ha questi valori, parteciperà con una delegazione a questa cerimonia di beatificazione nella Cattedrale di Agrigento, compatibilmente con le giuste restrizioni imposte per il covid, orgogliosi comunque come abitanti di un territorio che ha dato i natali a questo grande e coraggioso servitore dello stato, immolato sull’altare della giustizia.

Domani, nella Basilica Cattedrale di Agrigento, avrà luogo la Santa Messa con il rito di beatificazione del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Lo stesso giorno, per il ciclo “La Grande Storia Anniversari”, in onda alle 8.50 su Rai3, Paolo Mieli introdurrà “Rosario Livatino – Un giudice di frontiera”, con i giornalisti Attilio Bolzoni e Franco Castaldo, memoria storica della mafia agrigentina.
Il 21 settembre 1990 Rosario Livatino, un giovane magistrato di 38 anni in servizio presso il Tribunale di Agrigento, viene barbaramente ucciso mentre si reca al lavoro. E’ l’ottavo giudice a cadere in Sicilia sotto i colpi della malavita organizzata. Livatino ha condotto inchieste importanti sulla mafia agrigentina, impegnandosi senza risparmio, con serietà e rigore morale, in una delle provincie piu’ povere d’Italia, un territorio in cui Cosa Nostra è una presenza antica e pervasiva: una mafia che per anni ha agito indisturbata, grazie al silenzio e alle connivenze di uomini delle istituzioni. La puntata ricostruirà la storia di Rosario Livatino e la guerra di mafia scatenatasi negli anni Ottanta con l’emergere del fenomeno criminale della cosiddetta Stidda, organizzazione contrappostasi a Cosa Nostra in uno scontro che ha causato oltre 200 morti, coinvolgendo i principali centri della provincia agrigentina, da Palma di Montechiaro a Porto Empedocle, fino a Racalmuto, il paese natale di Leonardo Sciascia.
Tre anni dopo, il 9 maggio 1993, è Karol Wojtyla, in visita pastorale nell’agrigentino, a pronunciare parole di fuoco contro la mafia durante la sua omelia nella Valle dei Templi: poche ore prima il pontefice ha incontrato i genitori del giudice assassinato. Poche settimane dopo giunge la risposta di Cosa Nostra, prima con le bombe di Roma alla Basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro, poi con l’omicidio di Padre Pino Puglisi, parroco nel quartiere palermitano di Brancaccio.
(ANSA)

Sono 851 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia, su 25.434 tamponi processati, con una incidenza del 3,3%, in aumento rispetto a ieri. La Regione è sesta per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 19 e portano il totale a 5.546. Il numero degli attuali positivi è di 22.630 con decremento di 700 casi. I guariti oggi sono 1.532. Negli ospedali i ricoverati sono 1.135, 28 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 140, due in meno rispetto a ieri.
La distribuzione tra le province vede Palermo con 236 casi, Catania 199, Messina 81, Siracusa 73, Trapani 41, Ragusa 71, Caltanissetta 65, Agrigento 69, Enna 16.

A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Fabio Rubbino, 24 anni, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Lui si sarebbe scagliato, con calci e pugni, contro un Carabiniere intervenuto a difesa di un medico che avrebbe disposto il ricovero del fratello di Rubbino nel Centro di salute mentale dell’Azienda sanitaria. Il Carabiniere è stato soccorso in ospedale, per trauma cranico-facciale e ferite ad una gamba, con prognosi di 7 giorni.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice monocratico del Tribunale, Iacopo Mazzullo, ha inflitto 6 mesi di reclusione a Salvatore Casalicchio, 31 anni, di Raffadali. L’uomo, difeso dall’avvocato Daniela Posante, avrebbe gestito un giro di scommesse illegali nella sua sala giochi. Casalicchio è stato denunciato a seguito di un controllo indotto da una fonte confidenziale dei Carabinieri. Dall’accertamento è emerso che la piattaforma di scommesse della sala giochi non sarebbe stata riconosciuta dall’amministrazione dei Monopoli di Stato.

A Favara sono stati conclusi i lavori di ristrutturazione ed è stato inaugurato il Centro polivalente multifunzionale per il recupero della marginalità sociale. Il Centro ha sede nell’ex carcere mandamentale di Favara cosiddetto “O Castè”. L’immobile, di proprietà del Comune di Favara, è stato ristrutturato con fondi europei destinati ad interventi di recupero funzionale e riuso di beni pubblici con finalità sociali. La sindaca, Anna Alba, commenta: “Si tratta di un polo di attrazione capace di coinvolgere ed elaborare percorsi di recupero e rigenerazione umana e urbana, vitali ed urgenti per la nostra comunità. Attraverso l’azione congiunta e mirata delle associazioni e degli uffici competenti sarà possibile dare un altro centro sociale e culturale di eccellenza al servizio della comunità favarese. Sarà luogo in cui organizzare laboratori, incontri, spettacoli e mostre, che vedranno protagonisti gli abitanti del quartiere e l’intera comunità locale”.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte domenica 09 Maggio, saremo a Casteltermini in Piazza A. De Gasperi n.10 dalle ore 8.00 alle 12.00 ed a Porto Empedocle in Via Marconi dalle 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

La sig.ra C.F., proprietaria di un immobile sito nel Comune di Lampedusa nella centrale via Roma, nel maggio 2018 aveva richiesto alla Soprintendenza di Agrigento il rilascio  dell’autorizzazione paesaggistica per lavori di ristrutturazione edilizia a piano terra e per la realizzazione di una sopraelevazione.

La Soprintendenza di Agrigento, tuttavia, con provvedimento del luglio 2019, ha rigettato la predetta richiesta affermando  ritenendo che nella zona in questione, le previsioni del Piano Paesaggistico non consentirebbero la sopraelevazione.
Avverso il diniego del nulla osta della Soprintendenza, la sig.ra C.F., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha presentato ricorso innanzi al TAR chiedendone l’annullamento previa la sospensione.
In particolare, gli Avv.ti Rubino e Airo’ hanno dedotto l’illegittimità dell’operato della Soprintendenza  sostenendo l’inapplicabilità delle previsioni del Piano Paesaggistico soltanto adottato e non ancora definitivamente adottato, la disparità di trattamento rispetto ad altri nulla osta favorevoli rilasciati dallo stesso ente e l’avvenuta formazione del silenzio assenso.
Il TAR Palermo, recependo le difese degli Avv.ti Rubino e Airo’, in accoglimento della domanda cautelare, aveva disposto il riesame del diniego alla stregua delle censure dedotte e dei documentati provvedimenti, versati in atti, favorevolmente resi dalla stessa Soprintendenza nell’ambito del medesimo contesto del paesaggistico  del Comune di Lampedusa.
Tuttavia, in sede di riesame la Soprintendenza di Agrigento si limitava a reiterare le medesime motivazione del precedente diniego senza dar seguito alle indicazioni del TAR Palermo.
Per tanto la sig.ra C.F. si vedeva costretta a contestare anche il provvedimento di riesame “fotocopia” del precedente diniego.
In esito alla trattazione del merito, il TAR Palermo, confermando la fondatezza delle censure promosse dai legali Rubino e Airo’, ha dichiarato l’illegittimità dei provvedimenti adottati dalla Soprintendenza di Agrigento affermando che: “Il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti sono fondati sulla base della censura con cui è stata affermata l’avvenuta formazione del silenzio assenso sull’istanza di autorizzazione paesaggistica, doglianza che riveste carattere assorbente rispetto alle altre dedotte”.
Per effetto del predetto pronunciamento, che riconosce la formazione del silenzio assenso sulla richiesta di nulla osta di competenza Soprintendenza di Agrigento, la sig.ra C.F. potrà ottenere dal Comune il rilascio del titolo edilizio per eseguire i lavori.

Due morti, tra cui Samuel Cuffaro di appena 19 anni. Una persona ferita gravemente e trasferita in elisoccorso al Centro grandi ustionati di Cesena e altre due all’ospedale di Branca, tutte di età compresa tra 20 e 30 anni.

È il bilancio drammatico dell’incidente sul lavoro che si è consumato all’interno di un laboratorio-magazzino di Gubbio, precisamente in zona Canne Greche, dove per cause in corso d’accertamento si è innescata una violentissima esplosione che ha sventrato l’edificio di una società privata fondata da un gruppo di giovanissimi. Sul posto hanno lavorato per ore i vigili del fuoco di Gubbio insieme alle squadre di Perugia e Gaifana, fino al ritrovamento del corpo di una donna di 52 anni, Elisabetta D’Innocenti, la seconda vittima, anche lei impiegata nell’azienda. Hanno poi ripreso sabato mattina prestissimo, per la messa in sicurezza dell’area e il supporto ai carabinieri per l’accertamento delle cause. Anche un pompiere, fra l’altro, è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dopo aver lottato contro le fiamme e le esplosione che i primi soccorritori hanno dovuto fronteggiare: il vigile del fuoco è rimasto intossicato ed è stato trasferito all’ospedale di Branca.

fonte: umbria24.it