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Fioccano le segnalazioni e la procura di Enna apre un fascicolo nei confronti di un prete.

Si indaga dunque dopo le denunce di alcuni adolescenti per presunti abusi sessuali da parte del parroco che è anche insegnante di religione e che avrebbe abusato dei giovani, durante le attività dell’oratorio.

Dei fatti ne sarebbero a conoscenza anche altri sacerdoti ma a quanto pare avrebbero tutti taciuto compresa la curia di Piazza Armerina che, raggiunta da segnalazioni, non avrebbe fatto altro se non allontanare momentaneamente il parroco dalla parrocchia.

Al lavoro la squadra mobile che sta raccogliendo le dovute testimonianze sul caso

 

Questi i numeri in Sicilia per quanto riguarda i nuovi casi positivi al Covid 19. Il Ministero della Salute e della Protezione Civile riportano 1439 casi nelle ultime 24 ore su 44527 tamponi effettuati.

I decessi sono 35 e nel totale regionale si sfiorano le tremila unità. In totale in Sicilia gli attuali positivi superano i 46 mila; le persone ricoverate con sintomi sono 1.422 di cui 208 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 44.795 persone. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 71.315.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 431 casi, Palermo 388, Messina 245, Siracusa 192, Ragusa 53, Trapani 44, Caltanissetta 59, Agrigento 22, Enna 5.

Una persona è morta in uno scontro tra due auto sull’A29 Palermo-Mazara del Vallo, sulla rampa dello svincolo di Alcamo. A bordo di una delle vetture c’era una famiglia. Quattro i feriti, tra cui tre bambini.

Le auto coinvolte sono una Nissan Micra e una Peugeot 2006 che si sono scontrate frontalmente. Stanno intervento gli agenti della polizia stradale, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.

(ANSA)

L’azienda farmaceutica è stata denunciata per il taglio alla produzione dei vaccini anti-Covid che porterà nel nostro paese ad una riduzione del 30% delle dosi di vaccino, nonostante gli accordi presi dall’Italia con la società.

«Chiediamo alle Procure siciliane – si legge in una nota del Codacons – di aprire indagini sulla decisione unilaterale di Pfizer di ridurre le consegne di vaccini, alla luce delle possibili fattispecie penali di inadempimento di pubbliche forniture, truffa, concorso in epidemia colposa e frode in commercio. Il comportamento dell’azienda sembra infatti violare il contratto siglato con lo Stato Italiano e gli accordi commerciali avviati, attraverso una riduzione unilaterale e ingiustificata di forniture essenziali per il nostro paese che potrebbe configurare veri e propri reati».

Il Codacons sta inoltre predisponendo sul proprio sito un modulo attraverso il quale tutti i cittadini ultrasettantenni potranno chiedere i danni alla Pfizer per la riduzione delle dosi di vaccino consegnate nelle prossime settimane all’Italia, e chiedere al Governo di procurare dosi di vaccino presso altre aziende o ricorrendo agli istituti farmaceutici militari per la loro produzione.

La Sicilia avrà una riduzione di circa il 23,8 per cento. Su 49.140 dosi previste inizialmente ne riceverà soltanto 37.440: ovvero -11.700.

Dalla ripartizione delle dosi (considerate ormai su 6 per ogni fiala e non più 5) resa nota dall’ufficio del Commissario straordinario Domenico Arcuri è emerso che Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione dei vaccini Pfizer-BioNTech.

L’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con circa 25mila dosi sono le regioni più penalizzate, poi il Lazio con 12 mila la Puglia con 11.700. Dalla prossima settimana, quindi, a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi (-29%).

Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19,prevede,nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado), la didattica integralmente in presenza. Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

Contemporaneamente, in Sicilia, dichiarata zona rossa, la Task force regionale alla presenza dell’Assessore all’Istruzione Roberto Lagalla e dell’Assessore alla Salute Ruggero Razza danno il via alle misure anti covid. I bimbi, tutti a scuola. Decisione presa senza consultare i Sindaci dei paesi dove il virus è presente. Al momento in Sicilia il numero delle persone contagiate è di 45.452 (43.834 delle quali in isolamento domiciliare). La scrivente Organizzazione sindacale consapevole dell’importanza della funzione pedagogico educativo che svolge la scuola, non è assolutamente convinta delle decisioni della task force di lasciare in presenza la scuola dell’infanzia.  Non sono le giuste misure, in quanto comporterebbe comunque lo spostamento giornaliero di famiglie e alunni all’interno delle città. Non si può non tenere conto del contesto territoriale. Solo un elevato rigore nei comportamenti civici e di misure sanitarie preserva anche le scuole dal diventare moltiplicatori di contagio. Fortunatamente, l’intervento dei sindaci ,vedi il provvedimento voluto dal sindaco Franco Micciché  il quale ha deciso di chiudere tutte le scuole e quelle recenti della Sindaca di Realmonte Sabrina Lattuca e della Sindaca di Favara Anna Alba, con le quali  dicono “stop” alla  didattica integralmente in presenza. SGB in una nota indirizzata alla task force regionale e all’ASP di Agrigento, chiede che questo lasso di tempo, previsto per la riapertura delle scuole, sia utilizzato energicamente al fine di poter pianificare le vaccinazioni per tutti gli operatori della scuola e di tutti i cittadini.

La Rete degli studenti medi si confrontano per chiedere alle Istituzioni il rientro in classe in sicurezza. Hanno convocato un incontro on line invitando per un confronto la C.G.I.L. di Agrigento.
E’ stato un dibattito franco, gli intervenuti hanno fatto proposte precise e chiesto al Sindacato come intende muoversi a sostegno delle loro richieste. Per l’Organizzazione Sindacale sono intervenuti la responsabile del Dipartimento Cultura, Giovani e Legalità Maria Concetta
Barba ed il responsabile della F. L. C. (Federazione Lavoratori Conoscenza) Gaetano Bonvissuto. I rappresentanti del Sindacato hanno ricordato le iniziative messe in campo nelle settimane scorse, in particolare, le sollecitazioni alla Prefettura di convocare un tavolo di concertazione con i Dirigenti scolastici ed i rappresentanti delle Autonomie Locali che poi ha portato ad un accordo che prevedeva una serie di interventi in concerto tra sindaci e Dirigenti per il ritorno in classe giorno 8 gennaio, poi 11, in sicurezza; flessibilità orarie, potenziamento dei mezzi di trasporto erano i capi saldi dell’accordo.
Naturalmente, dopo le ultime decisioni dei Governi nazionale e regionale di inserire la Sicilia in zona rossa, tutto si è fermato; quindi, si spera che il 31 gennaio si esca dalla zona rossa e si possa riprendere di presenza ed in sicurezza. “ La didattica a distanza crea seri problemi ai ragazzi perché a distanza può continuare la didattica, ma non la scuola. Come è emerso anche dall’incontro con i ragazzi, la scuola è un luogo di confronto, di appartenenza, dove la dimensione umana dell’incontro vale quanto i contenuti trasmessi a lezione – dichiarano Barba e Bonvissuto. I docenti fanno fatica a seguire tutti e bene, perché è difficile interagire davanti ad uno schermo senza alcun vero coinvolgimento, in una situazione che avrebbe potuto andare bene per i primi mesi di pandemia ma non è più accettabile che sia ,oggi, un modo “normale “di fare scuola. Sicuramente, come organizzazione sindacale, non vogliamo dimenticare che ci sono condizioni generali e oggettive che impediscono l’ingresso a scuola, ma dal 3 marzo 2020 ,la scuola è stata spinta ad arrendersi al virus .Ed è perché non ci vogliamo arrendere, perché non vogliamo avere rimpianti di non aver agito accanto a chi ha voglia di far sentire la propria voce, che i rappresentanti sindacali si sono impegnati a continuare a stare a fianco degli studenti per un ritorno in classe prima possibile ma, ovviamente, in sicurezza.”

Ancora una volta l’industria alimentare ha dimostrato di essere non solo un settore strategico, ma anche un comparto in grado di sostenere l’economia in periodi di crisi. E la Sicilia si è confermata al primo posto tra le regioni italiane per crescita del valore della produzione certificata dei prodotti Dop e Igp del settore del food (Fonte: Qualivita2020), e al terzo posto nella graduatoria delle regioni a maggiore vocazione agricola, con un contributo al settore agricolo nazionale di ben il 9,3%. E’ questo il contesto in cui una recente analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell’Istruzione (Miur) conferma lo stesso trend con un record di studenti negli istituti tecnici agrari che fa registrare un incremento del 36% negli ultimi cinque anni.

Fenomeno che trova la sua spiegazione nel desiderio da parte dei ragazzi di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni come si fanno le cose e come si possa costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un’esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nei laboratori, nelle cantine, nelle aziende agricole ed agroalimentari.

Prospettiva di futuro confermata anche dal fatto che nei 35 percorsi didattici degli istituti tecnici tutti, il tasso di occupazione più elevato (di oltre il 73%) a un anno dal diploma – secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Indire/Ministero dell’Istruzione – si registra proprio per i diplomati degli Istituti Tecnici Agrari. Probabilmente perché i giovani hanno compreso che si deve puntare su quegli asset di distintività che garantiscono un valore aggiunto nella competizione economica, quali il territorio, il turismo, la cultura locale e il cibo, giacché proprio l’agroalimentare e l’agriturismo offrono nuove e interessanti prospettive di futuro per chi sa esprimere la propria creatività a contatto con la natura.

Anche a livello locale, l’Istituto Tecnico Agrario “Sen. A. Di Rocco” di Caltanissetta diretto dalla Prof.ssa Giuseppina Terranova fa registrare un quasi nullo numero di abbandoni scolastici e una grande attrattività per i passaggi degli studenti che arrivano da altri percorsi di studio. Ciò grazie alla varietà della sua offerta formativa con i suoi tre indirizzi (Gestione Ambiente e Territorio, Viticoltura ed Enologia, Produzione e Trasformazione) e alla formazione tecnico/scientifica portata avanti attraverso la continua interazione tra le componenti tecniche e scientifiche del curricolo e il contatto concreto con le aziende del territorio e gli immensi spazi di cui dispone. Trasversalmente alle provincie di Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento in cui risiedono i suoi studenti, grazie alla presenza del Convitto che li ospita durante la settimana, l’Istituto nel corso degli anni ha infatti promosso e sostenuto la formazione di professionisti di successo capaci di progettare e realizzare iniziative professionali e imprenditoriali innovative in armonia con le vocazioni economico-produttive del territorio.

Una realtà favorita anche dalla legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001) che ha rivoluzionato il mondo rurale e le aree interne consentendo alle giovani generazioni di interpretare in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale: dalla produzione e trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, alla cura, manutenzione e gestione di parchi, giardini, strade, all’agri-benessere e alla cura del paesaggio, alla produzione di energie rinnovabili o al controllo di qualità, senza ovviamente tralasciare la libera professione, la possibilità di insegnare nelle scuole superiori in qualità di docenti tecnico pratici, e a tutte le possibilità di inserimento che la filiera agroalimentare e vitivinicola offre.

Fra le più antiche scuole di Sicilia, con una storia che affonda le radici nel lontano 1943 (data di inizio delle prime lezioni) che ha reso il Tecnico Agrario un punto di riferimento importante, oggi l’Istituto guarda al futuro ampliando la propria offerta formativa con un nuovo percorso extracurriculare dal taglio fortemente innovativo, giacchè non si rintracciano esperienze similari a livello regionale. Il Corso SMART FARM LAB 4.0 si propone infatti di costruire un percorso di apprendimento attraverso il riferimento alla agricoltura di precisione, strategia di gestione aziendale che usa le tecnologie dell’informazione per acquisire dati che portino a decisioni finalizzate alla produzione agricola, grazie all’utilizzo di Big Data Analytics e Internet of Things.

I big data non costituiscono infatti solo degli archivi cui attingere in fase di pianificazione e controllo, vi affluiscono anche i cosiddetti dati “real time”, provenienti da diverse fonti, che agevolano il processo decisionale anche quando questo deve essere tempestivo in situazioni di urgenza. L’analisi dei big data ha migliaia di applicazioni in tutte le fasi della filiera agri food, offre supporto alle decisioni agronomiche per i produttori, consente la manutenzione predittiva di trattori e attrezzature, l’efficientamento della supply chain per le aziende di trasformazione o la creazione di una tracciabilità certa e completa per i prodotti in favore dei consumatori.

L’Internet of Things (IoT) comprende invece l’insieme di componenti, dispositivi (droni, sensori, microprocessori, etc.) e piattaforme software che si possono incorporare all’interno di oggetti fisici e macchinari, per renderli in grado di comunicare attraverso la rete Internet: in tal modo, tutti i dispositivi possono essere monitorati e controllati in maniera remota da Internet, creando un filo diretto tra il macchinario e l’uomo.

In tal ottica, il nuovo corso extra-curriculare che partirà a breve, ha tra i suoi obiettivi anche quello di fare acquisire agli allievi partecipanti nuove competenze rivolte all’uso delle tecnologie di rilievo di ultimissima generazione che utilizzano i droni “APR” (Aeromobile a Pilotaggio Remoto).

Il Tecnico Agrario è infatti l’unica istituzione scolastica, presente nel territorio, in possesso della struttura e del know-how necessari a formare tecnici qualificati nel campo della tutela ambientale e della salvaguardia del patrimonio naturalistico del territorio, grazie anche alle molteplici collaborazioni con Enti ed Istituzioni, e al suo porsi in continuità verticale con il Corso di Laurea in Scienze Agrarie, istituito a Caltanissetta dall’Università degli Studi di Palermo.

La Sicilia si è svegliata “rossa” in virtù dell’ordinanza del governatore Musumeci e le strade in lungo e in largo sull’isola sono quasi deserte, considerato anche il divieto di andare a far visita a parenti e amici. Nelle città qualche negozio di alimentari, bar aperti solo per asporto e consegne a domicilio ma quasi tutti vuoi.

Ieri le file fuori ai supermercati erano lunghissime, oggi quasi nessuno.
In giro solo persone in tuta e scarpe da ginnastica e persone che portano a spasso i cani, o che spingono i passeggini.

Pochissime le auto in circolazione e sembrerebbe che ci sia un bisogno di rispettare le regole e i divieti imposti, per provare ad allontanare lo spettro del covid. In diverse città siciliane, pochi i controlli delle forze dell’ordine

Tutto nel giro di poche ore.
Ad Agrigento sono state raccolte due denunce di furto di mezzi, un’automobile e uno scooter.
L’auto, una Fiat Panda di un giovane di 26 anni è stata rubata in via Mattarella, è coperta da polizza assicurativa contro il furto.
Lo scouter, un Liberty 125 di proprietà di un sessantenne di Agrigento, è stato rubato in Via Pietro Nenni.

Entrambi hanno fatto la scoperta personalmente, nel momento in cui si sono recati per prendere il loro mezzo.

Ora sui furti indagano i poliziotti del commissariato guidato dal commissario Sammartino e sarà da capire se c’è un nesso tra i i due furti avvenuti nel giro di poche ore, se dunque c’è una banda che agisce o se restano casi isolati

 

 

I vigili del fuco hanno domato le fiamme, i Carabinieri hanno avviato le indagini per capire chi sia il proprietario dell’auto oltre che il motivo del rogo della Bmw abbandonata da tempo in via Carbonelli, nel centro dell’agrigentino, da molto tempo e incendiata nelle ultime ore.

Sarà difficile risalire all’identità del proprietario considerati i danni e il fatto che la targa è stata asportata. I tecnici probabilmente lavoreranno sulla matricola del mezzo