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Controlli ai terminal dei bus per verificare chi arriva dall’Est Europa. E’ questa la proposta del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura formalizzata in una lettera al prefetto di Agrigento dopo il caso di Covid-19 registratosi a Ravanusa e che riguarda una donna romena impegnata come bracciante. In tanti, in questo periodo dell’anno, arrivano infatti nella nostra provincia per andare a lavorare nella campagne. “Come lei già sa – dice Di Ventura nella lettera – Canicattì è un territorio di rilievo per le attività agricole, particolarmente interessato dai numerosissimi trasferimenti di braccianti provenienti dall’estero, prevalentemente dall’ Europa Orientale. La critica situazione sanitaria, registratasi in questi giorni nei Paesi dell’Est, ha spinto il Ministro della Salute a firmare un’ordinanza in cui si dispone che in tutto il territorio nazionale, i cittadini che provengono da Romania e Bulgaria, debbano porsi in quarantena. Questa misura è già vigente per tutti i paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare, per questo occorre ancora prudenza e attenzione. La maggior parte degli arrivi di persone provenienti dall’estero avvengono tramite autobus, quindi sarebbe necessario effettuare degli accertamenti al terminal, affinché si possano monitorare i flussi in arrivo di tutti gli stranieri che transitano per Canicattì”.”Come responsabile della mia comunità – conclude Di Ventura – sono fortemente convinto che si devono mettere in campo tutte le azioni utili e necessarie per poter controllare al meglio le situazioni che si vanno verificando e quindi poter rasserenare tutti gli abitanti di quel vasto territorio a vocazione agricola che vede Canicattì come punto di riferimento, nonchè tutte quelle famiglie in cui si registra la presenza di badanti che accudiscono gli anziani, ovvero le persone più fragili, quelle maggiormente a rischio contagio Covid”.

Saranno le elezioni del prossimo 4 e 5 ottobre a decidere chi sarà il sindaco di Casteltermini. Lo ha deciso la Cassazione, condividendo le tesi degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, confermando che Filippo Pellitteri non ha alcun titolo ad insediarsi alla carica di sindaco al posto di Gioacchino Nicastro. Come si ricorderà, l’avvocato Filippo Pellitteri, candidato del Movimento 5 Stelle alla carica di sindaco di Casteltermini, non eletto alle scorse Amministrative, aveva proposto un ricorso giurisdizionale per la declaratoria di ineleggibilità del sindaco eletto Gioacchino Nicastro. Giunge quindi ad un passaggio decisivo una vicenda complessa che era iniziata alcuni mesi fa quando la Corte d’Appello, accogliendo il ricorso proposto da Pellitteri aveva dichiarato ineleggibile Nicastro, consentendo al primo di subentrargli nel ruolo di sindaco. Fu poi la Corte di Cassazione, cui Nicastro si era rivolto a sparigliare le carte in tavola, disponendo la sospensione anche di Pellitteri e spalancando le porte al commissariamento regionale.

Questa mattina a Favara un ottantenne P.U è stato ritrovato suicida all’interno della sua auto sulla Strada provinciale 80. L’uomo, che aveva manifestato intenzioni suicide, si era allontanato da casa con la sua auto e i familiari già nella giornata di ieri avevano allertato i carabinieri della Tenenza di Favara. Questa mattina il cantoniere insospettito della presenza della macchina si è avvicinato e ha visto l’uomo. Scattato l’allarme sul posto si sono diretti i Carabinieri che hanno confermato che era l’uomo che stavano cercando.

Visitare, scoprire e anche assaggiare, degustare, assaporare. E ascoltare, guardare, emozionarsi. Perché naso e bocca sono vicini agli occhi e, tutti insieme, mirano al cuore: l’innamoramento da sempre, parte da qui. E passa dalla riscoperta di sapori antichi, che possono diventare uno dei tanti mezzi per rilanciare il territorio, attirare i turisti, proporre esperienze diverse. Come il progetto Diodoros, un unico paniere di prodotti che nascono dalla Valle dei Templi che ha messo i suoi terreni a disposizione di aziende di qualità: nasce così il vino dai vigneti coltivati sotto il tempio di Giunone; l’olio extravergine dagli ulivi secolari tra il Tempio della Concordia e i resti dell’antica Akragas; il miele dolcissimo, i capperi piccoli e profumati, le mandorle saporite.

Ma il Parco archeologico guarda più avanti: ha ristrutturato Casa Barbadoro, un casale rurale sotto il Tempio della Concordia, e lo ha destinato a polo per la cultura enogastronomica, fornendolo di ogni supporto per studiare, preparare, esporre e vendere non solo i prodotti Diodoros, ma anche le eccellenze della gastronomia del (ricchissimo) territorio.

DIODOROS FOOD EXPERIENCE. Da domani (giovedì 30 luglio) e poi ogni weekend sempre alle 18,30 per tutto il mese di agosto,  visite e degustazioni in Valle dei prodotti a marchio Diodoros, dell’intero territorio della provincia e della strada del vino e dei sapori della Valle dei Templi. L’esperienza legata ai cinque sensi (il primo appuntamento è dedicato al vino) prevede un biglietto (15 euro) che comprende una visita guidata, sì, ma con una chicca in più: un sentiero nascosto che permetterà di godere di una prospettiva inaspettata sul Tempio della Concordia.

 Casa Barbadoro diventa dunque un luogo aperto per  corsi, didattica, degustazioni, presentazioni aziendali e convegni a tema, ma anche la vendita sia dei prodotti che delle attività legate all’enogastronomia e all’enoturismo. CoopCulture – che cura i servizi del Parco archeologico – si occuperà di ogni prenotazione e vendita biglietti, marketing e valorizzazione. Ma Casa Barbadoro sarà anche il luogo per assistere a dei tour digitali alla scoperta delle eccellenze e dei produttori del territorio: Food exhibition di sommelier, esperti di biodiversità, chef che spiegheranno e racconteranno il vino e i prodotti del Parco a tutti gli appassionati. Le video esperienze (in italiano, inglese, francese, cinese), a disposizione del pubblico, saranno legate alla possibilità di acquisto di un box di prodotti anche a distanza. In questo momento particolare il Parco promuoverà anche attraverso dei video racconti  la bellezza, il paesaggio, l’archeologia e i sapori della Valle. Il progetto Diodoros Food exhibition, ideato da  CoopCulture  è un viaggio nel vino e nei prodotti della Valle per raccontare il legame tra vigna, terre, coltivazioni e il territorio attraverso l’esperienza digitale.

ARCOSOLI JAZZ. Il giovane sassofonista americano Dan Kinzelman (classe ’82) considerato una delle promesse più intriganti del New jazz; la femme prodige del jazz palermitano, Carla Restivo e il Niwas quintet di Giuseppe Guarrella al contrabbasso: saranno i protagonisti della IX edizione dell’ARCOSOLI JAZZ, un intenso weekend di musica nel cuore antico della Valle dei Templi, proprio sotto il Tempio di Giunone. Si inizia venerdì (31 luglio, alle 21) con le riletture originali di pezzi di Ellington, Nichols e Monk, ma anche improvvisazioni e brani originali di Dan Kinzelman (sax tenore e clarinetto) e il pianista catanese Fabrizio Puglisi. Sabato (1 agosto) ecco il sax “rosa” di Carla Restivo pronta a proporre ad Agrigento il suo “4et Paula Project” completato da Valerio Dainotti (pianoforte), Luca De Lorenzo (basso elettrico) e Piero Alessi (batteria). Domenica terza ed ultima serata con il Giuseppe Guarrella Niwas quintet, formato da Gianpiero Fronte (sax), Salvo Scucces (vibrafono), Giuseppe Guarrella (contrabbasso), Emanuele Primavera (batteria) e la vocalist Mara Marzana. Un ensemble eccezionale che vede il suo cuore nel contrabbassista che presenta “Urban Lullaby”, concerto nato cinque anni fa e pubblicato su CD dalla Convivio Records, un progetto di grande impatto emotivo, un continuo e impellente richiamo alle origini del jazz puro, all’Africa e al Blues.

Ieri sera ad Agrigento, personale della Polizia di Stato in relazione a  precipui servizi predisposti per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina sulle coste agrigentine, ha proceduto all’arresto di 19 cittadini extracomunitari sbarcati in Lampedusa nelle giornate scorse; fra questi  11 perchè hanno violato il decreto di espulsione; sono rientrati in Italia entro i previsti cinque anni dall’effettivo rimpatrio e 8 per violazione dell’art. 10, comma 2 ter e quinques D.L 286/98, poiché, destinatari di decreto di respingimento, rientravano in Italia entro i previsti tre anni dall’effettivo rimpatrio.

Tutti gli extracomunitari, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del giudizio direttissimo sono stati sottoposti dagli Uomini della Squadra Mobile di Agrigento agli arresti domiciliari presso il C.A.S. “Villa Sikania” di Siculiana (AG).

Il Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco ha disposto il giudizio immediato per Roberto Fragapane, 27 anni e Giuseppe Casà, 24, accusati di avere rapinato con una pistola un nigeriano al quale avrebbero sottratto un cellulare e un portafogli. I difensori – gli avvocati Annalisa Russello e Davidè Casà – entro quindici giorni possono chiedere un giudizio alternativo come l’abbreviato o il patteggiamento. In caso contrario la prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 6 ottobre davanti al giudici della seconda sezione penale. I due imputati, arrestati dalla squadra mobile tre settimane dopo la rapina, compiuta il 12 gennaio, hanno sempre negato i fatti dicendo che c’era stata una semplice colluttazione dopo aver chiesto al nigeriano se aveva dell’hashish. La vittima della rapina ha denunciato, invece, di essere stato avvicinato dai due ragazzi a bordo di un’auto, di cui ha fornito la targa, dalla quale sarebbe sceso uno dei due – secondo l’accusa Fragapane – mentre Casà lo avrebbe atteso al volante. L’aggressione sarebbe avvenuta al Quadrivio. Lo straniero sarebbe stato minacciato con una pistola, immobilizzato e rapinato.

I residenti e i commercianti del fabbricato del viale Cannatello al Villaggio Mosè, da un paio di mesi utilizzato come centro per la quarantena di decine di immigrati, hanno presentato denuncia contro ignoti. Chiedono che la struttura venga sgomberata. A stilare la denuncia e inviarla agli organi competenti è stato l’avvocato Giusy Katiuscia Amato. E’ la struttura affittata alla Prefettura di Agrigento da privati che, dopo un periodo di inutilizzo come centro di accoglienza, ha trovato “nuova vita” in questa fase di emergenza non solo sanitaria. Una destinazione che non va a genio della famiglia che risiede a pochi centimetri dall’area destinata ai migranti, ma anche ai commercianti che lavorano nei magazzini al piano terra. Tutti circondati, giorno e notte, dalle camionette blindate delle forze dell’ordine, chiamate in massa a vigilare che dal fabbricato non fugga nessuno degli “ospiti”, come avvenuto diverse volte nelle scorse settimane. Fughe che da alcuni giorni pare non siano avvenute, ma che sono sempre dietro l’angolo.

Alcuni giorni fa la Prefettura decise di non sistemare nella struttura gente proveniente dalla Tunisia, ma di altre origini ritenute meno “effervescenti” dei nordafricani. La militarizzazione dell’area, il continuo rischio di imbattersi in persone dalla dubbia fedina penale, ha spinto i commercianti e i residenti a chiedere in sostanza la chiusura della struttura di accoglienza, ritenendola dannosa per le attività commerciali e per la sicurezza pubblica. C’è la parafarmacia, c’è la clinica veterinaria e altri esercizi che sono stanchi di vedere i propri clienti farsi largo in una sorta di area militare, in tempo di pace.

Sarà adesso la Procura della Repubblica a valutare la situazione, alla luce della denuncia contro ignoti presentata dai “vicini” del centro quarantena, incastonato tra supermercati, villette e negozi assortiti.

E’ un egiziano di 17 anni il migrante trovato positivo al Covid 19 dopo avere effettuato il tampone avvenuto subito dopo lo sbarco, lunedi scorso.

Sarebbe il terzo caso avvenuto in pochi giorni, dopo che un uomo e un figlio sono stati trovati positivi all’esame rinofaringeo.

Il giovane egiziano è stato posto in isolamento in una stanza della struttura di contrada Imbriacola.

 

Sono oltre trecento i migranti sbarcati nell’Isola di Lampedusa da quando ieri sera è stato avvistato il primo di tredici sbarchi, intorno alle 23,00 nell’Isola di Lampedusa. L’arrivo dei barchini è terminato, al momento, questa mattina alle sette.

Impossibile trasportare i nuovi arrivati all’hotspot in quanto all’interno della struttura sono presenti più di 1.100 migranti a fronte di una capienza massima di 95. Le Forze dell’Ordine li hanno trattenuti al molo Favarolo.

Ad arrivare sull’Isola non solo barchini ma anche un grosso peschereccio con a bordo 160 tunisini.

 

 

 

“Il caso riguardante la signora rumena residente nel Comune di Ravanusa, risultata positiva al Covid 19 e trasferita all’ospedale di Caltanissetta, ci preoccupa e non poco”. Lo scrive il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura che ha inviato una lettera al prefetto di Agrigento.

“Il campanello d’allarme – scrive il sindaco – è risuonato anche nel nostro territorio. In queste ore ho raccolto le preoccupazioni di tanti cittadini e, con la presente, mi faccio portavoce dell’intera comunità. Come lei già sa, Canicattì è un territorio di rilievo per le attività agricole, particolarmente interessato dai numerosissimi trasferimenti di braccianti provenienti dall’estero, prevalentemente dall’ Europa Orientale. La maggior parte degli arrivi di persone provenienti dall’estero avvengono tramite autobus, quindi sarebbe necessario effettuare degli accertamenti al terminal, affinché si possano monitorare i flussi in arrivo di tutti gli stranieri che transitano per Canicattì”.

Di Ventura ritiene necessario coinvolgere tutte le istituzioni presenti sul territorio per la prevenzione e il monitoraggio affinché si possano scongiurare possibili focolai.