Sono già dodici, al momento, i ricorsi presentati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo avverso i provvedimenti del Tribunale del Riesame (diverse sezioni) che hanno annullato i provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Palermo Filippo Serio nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” che avrebbe scardinato le cosche della provincia agrigentina, soprattutto quelle della zona montana che comprende tra gli altri i comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini.  Epicentro mafioso provinciale sarebbe stato individuato nel comune di Favara.

 

I ricorsi già depositati, come detto, sono 12 e recano la firma dei sostituti procuratori della Dda che hanno delega ad occuparsi della mafia agrigentina ossia Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra.

 

Nel dettaglio i dodici provvedimenti impugnati riguardano Vincenzo Mangiapane, Raffaele La Rosa, Pietro Stefano Reina, Stefano Valenti, Giuseppe Blando, Giuseppe Scavetto, Raffaele Fragapane, Giovanni Gattuso, Francesco D’Ugo,  Vincenzo Pellitteri, Roberto Lampasona,  Salvatore La Greca.

Complessivamente sono 28 le misure cautelari revocate dal Tribunale della libertà molte delle quali bocciate perché il Gip avrebbe usato il copia e incolla, facendo propria la misura richiesta dai pubblici ministeri senza aver valutato criticamente e autonomamente i dati necessari per determinale le misure cautelari.

Già nel numero di Grandangolo – il giornale di Agrigento – attualmente in vendita vi abbiamo dato conto con dovizia di particolari dello scontro in atto tra Procura antimafia e Riesame.

Adesso, leggendo uno dei provvedimenti impugnati, quello riguardante il medico di Cammarata Pietro Reina, firmato da Gery Ferrara, che pubblichiamo integralmente, Ricorso Pm Reina, blitz Montagna montagna il lettore potrà avere esatta contezza del livello dello scontro.

Intanto, a breve verranno depositati gli altri sedici ricorsi avverso le decisioni del Tribunale del Riesame di Palermo