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NO ALL’AUMENTO DELLE TARIFFE CIMITERIALI

 

E’ inaccettabile, nonché, incomprensibile il provvedimento che la Giunta Comunale ha approvato con la delibera n. 108 del 24.07.2018 riguardante l’aggiornamento del canone di concessione del loculo cimiteriale esistente o da realizzare, scaricandone il peso sulle tasche dei cittadini.

In particolare, il canone di concessione dei loculi cimiteriali è stato rideterminato nel seguente modo:

–        per la durata dei primi trent’anni si passa da Euro 800,00 a Euro 1.100,00 (AUMENTO DEL 40%!);

–        per i rinnovi (successivi ai primi trent’anni) l’AUMENTO E’, ADDIRITTURA, DEL 100%: infatti, con la delibera, il nuovo canone aumenterà:

–         da Euro 800,00 a Euro 1.650,00 per anni trenta;

–        per anni venti da Euro 550,00 a euro 1.100,00;

–         per anni dieci da 226,00 a 550,00 Euro.

Trattasi, Sig. Sindaco, di AUMENTI ESORBITANTI, rispetto alle tariffe vigenti prima dell’emanazione della delibera richiamata, con inevitabili riflessi negativi in capo ai cittadini, i quali, dovranno, da ora in avanti, sopportare il conseguente aumento dei costi dei servizi cimiteriali e dell’acquisto dei loculi.

Pertanto, alla luce delle difficoltà economiche in cui versa oggi il paese si

CHIEDE

All’Amministrazione comunale di revocare la delibera n. 108 del 24 Luglio 2018

 al fine di evitare un aggravio di costi in capo ai Raffadalesi

Sabato 11 e domenica 12 agosto l’Associazione Indàra presieduta dall’arch. Salvatore Todaro ha organizzato, per il quinto anno consecutivo, la “Festa delle arti 2018”, l’appuntamento con la cultura, l’arte e l’enogastronomia che caratterizza le estati naresi. Nell’edizione di quest’anno sono in programma passeggiate guidate alla scoperta dei monumenti, street food, opera dei pupi, rappresentazioni teatrali, un weekend pieno di cibo e attrazioni per scoprire Naro, il suo patrimonio, la sua storia e le sue tradizioni.

Anche in questa estate il Club per l’Unesco di Agrigento, presieduto dall’arch. Paolo Licata, ha dato il suo piccolo contributo culturale e parteciperà all’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Naro e degli Ordini degli architetti e degli ingegneri della provincia di Agrigento. Questi ultimi riconosceranno i crediti formativi per l’aggiornamento professionale, agli iscritti dei relativi ordini, che parteciperanno alla visita guidata di giorni 11 agosto.

Il programma del fine settimana prevede:

Sabato 11: “In giro per Naro”, ore 17:30, con partenza dalla chiesa di San Nicolò di Bari, si svilupperà un percorso guidato e raccontato fra i monumenti della città: palazzo conte Gaetanilargo torrettacastello chiaramontano in tutte le sue parti, quarto nobilebalcone della maschere, museo civico, chiesa madre.

Al termine della passeggiata, alle 20.30, nella piazzetta Comizi, davanti la chiesa Madre, si aprirà la “Festa del cibo di strada” dove oltre a poter gustare le specialità della cucina narese e siciliana, sarà possibile assistere all’esibizione dell’opera dei Pupi”La Fulgentissima” del maestro Fonso con lo spettacolo “I non si parte”.

Domenica 12 agosto: “Tra cunti e stiddri”, ore 20.30 da piazza Roma, presso il Santuario di San Calogero, partirà la visita guidata notturna con un inedito percorso che attraverso la visita al calvario, la cruci di petra, la chiesa del SS. Salvatore, si svilupperà all’interno del centro storico di Naro e terminerà nel cortile dell’ex pretura, dove sarà possibile gustare la granita narese.

Durante il percorso guidato si assisterà allo spettacolo teatrale, a cura della “Compagnia del tempo relativo”, che metterà in scena alcuni episodi del “Don Chisciotte”.

I percorsi delle passeggiate potranno essere seguiti tramite “Monumenta”, la nuova app voluta da Indara per lo sviluppo turistico di Naro.

Quest’anno, grazie alla collaborazione dell’associazione Igers di Agrigento sarà lanciato il primo contest Instagram con l’hashtag #InGiroperNaro e tra i partecipanti al concorso fotografico sarà premiata la foto più bella che sarà pubblicata su instagram, in ciascuna delle due serate, e postata contemporaneamente con i due hashtag #INGIROPERNAROe#IGERSAGRIGENTO.

Mareamico esprime soddisfazione per l’approvazione delle opere finanziate dalla regione Sicilia per salvare la spiaggia di Eraclea minoa aggredita dall’erosione costiera, ma nutre parecchie perplessità sulle modalità progettuali. Le tre barriere (pennelli sub-ortogonali alla linea di costa) rappresentano una struttura rigida di vecchio stampo ad alto impatto visivo, che stravolgerà le caratteristiche paesaggistiche di Eraclea.

Sarebbe stato meno impattante collocare delle barriere soffolte a distanza dalla costa e rendere il sistema più dinamico. E poi l’ottima idea del ripascimento artificiale, praticata utilizzando 184 mila metri cubi delle sabbie provenienti dal dragaggio del porto di Siculiana, in assenza di modifiche strutturali del porto rischiano di essere solo un palliativo temporaneo e spreco di denaro pubblico.

Ecco l’ultima mareggiata ad Eraclea minoa:https://www.facebook.com/835808973122116/videos/1605221319514207

A dirlo è la Svimez. Dai dati del Miur emerge come negli atenei isolani ci siano quasi solo siciliani, mentre quelli del Centro-Nord accolgano molti meridionali già a partire dalle triennali. Il motivo non starebbe nei programmi, ma nelle opportunità post-laurea

 

Più di un siciliano su quattro sceglie di andare fuori per frequentare l’università. Non solo per conseguire particolari specializzazioni, ma già dal principio del percorso accademico. Il racconto della Sicilia che si spopola passa anche dai corridoi degli atenei isolani, un tempo luogo dove allevare sogni e aspettative con la consapevolezza che la loro realizzazione molto probabilmente sarebbe passata per la partenza verso altre terre. Forse Roma, magari in Continente, quasi certamente al di là dello Stretto. Negli ultimi anni, però, quei corridoi sono meno frequentati già a partire dagli anni successivi al diploma. A dirlo sono i dati dell’Anagrafe nazionale degli studenti curata dal Miur, ripresi negli scorsi mesi dalla Svimez, l’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, in un rapporto in cui emerge come oltre un siciliano su quattro faccia le valigie ancora prima della laurea

Stando all’ultimo aggiornamento dei dati ministeriali relativi all’anno accademico 2016-2017, i siciliani iscritti all’università sono stati oltre 155mila, dei quali più di42mila nei corsi offerti dagli atenei del Centro-Nord. A Bologna, per esempio, i siciliani rappresentano il 4,31 per cento degli studenti universitari. Percentuali ancora maggiori a Milano, dove la popolazione siciliana della Cattolica è del 4,4, mentre gli iscritti alla Bocconi superano il 5 per cento. L’ateneo di Pisa beneficia invece del 7,43 per cento di iscrizioni provenienti dalla Sicilia. Guardando alla Capitale, la maggior parte dei siciliani si iscrive a La Sapienza (2,21% della popolazione studentesca), mentre a Tor Vergata e Roma Tre i dati sono del 3,22 e 1,23. La percentuale più alta, tra gli atenei più importanti, è quella del Politecnico di Torino con più di tremila studenti, pari al 10,21 per cento degli iscritti. Davanti a questi numeri, se è naturale pensare alle perdite economiche derivanti dal fatto che raramente i laureati torneranno al Sud, un aspetto sottovalutato secondo la Svimezsta nel fatto che la perdita di una tale quota di giovani «implica che nel Sud vi sia una minore spesa per istruzione universitaria da parte della pubbliche amministrazioni». In altre parole, meno studenti si iscrivono alle università siciliane e meno soldi saranno investiti dalle istituzioni, con la possibile conseguenza che la qualità dei servizi peggiori. 

Ma qual è il motivo per cui si sceglie di anticipare le partenze dalla Sicilia? Per la Svimez non starebbe nell’offerta formativa meno appetibile – e questo nonostante le ultime classifiche sulle università italiane vedano le siciliane relegate agli ultimi posti – ma nella volontà da parte dei giovani di «anticipare la decisione migratoria già al momento della scelta universitaria, con l’obiettivo di avvicinarsi a mercati del lavoro che vengono ritenuti maggiormente in grado di assorbire capitale umano ad alta formazione». Ovvero una decisione frutto della consapevolezza che, visto che prima o poi bisognerà partire, tanto vale farlo prima così da avere più tempo per stringere relazioni utili a quello che gli amanti degli anglicismi definiscono self marketing. «I partecipanti ai master con cui collaboro sono perlopiù giovani del Meridione – dichiara a MeridioNews Claudio Achilli, formatore e docente alla Business School de Il Sole 24 ore -. Ma è una scelta che io per primo suggerisco ai giovani laureati che partecipano agli incontri di formazione che mi capita di fare al Sud, Sicilia compresa. I motivi sono tanti, ma su tutti il fatto che frequentare un corso al Nord significa avere stage con un tessuto imprenditoriale più vivo. Tirocini che possono realmente diventare un lavoro». Per Achilli, però, partire significa anche altro: «Amo la Sicilia, ma nel Sud purtroppo il concetto di professionalità funziona ancora molto poco. Contano l’amicizia e altre cose che inevitabilmente sviliscono gli sforzi di chi si vorrebbe impegnare nella propria terra – continua l’esperto -. Al Nord c’è un livello di rigore che non trovo da altre parti».

«Farei distinzioni tra le triennali e le magistrali – commenta Salvatore Zappalà, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Bologna -. Nel primo caso l’iscrizione al Nord deriva spesso dal desiderio di fare un’esperienza di vita lontano da casa, che esula dalla formazione in sé. Per quanto riguarda le magistrali, la scelta è influenzata dalla necessità di trovare un corso di studi più attinente possibile ai propri interessi». I dati ministeriali confermano che l’aumento delle partenze nel recente passato ha riguardato sia le magistrali che i corsi triennali: facendo, per esempio, un raffronto tra il numero di immatricolazioni alle triennali a La Sapienza e al Politecnico di Torino, negli anni 2001-2012 e 2016-2017, si scopre che il numero di siciliani è cresciuto in maniera sostanziosa. «Se una università dà la possibilità di fare stage prestigiosi – continua Zappalà – ma anche l’opportunità durante le lezioni di confrontarsi con figure provenienti da aziende importanti è naturale risulti più appetibile per gli studenti. Oggi più di un tempo pensano al mondo del lavoro sin dal momento della scelta dell’ateneo». In questo starebbe anche il motivo per cui è molto raro che un ragazzo cresciuto al Nord decida di andare al Sud per studiare. Anche in questo caso a fotografare la situazione è il Miur: oltre il 99 per cento degli iscritti nelle università di Palermo, Catania ed Enna è siciliano, percentuale che si abbassa al 75 per cento a Messina, complice la vicinanza allo Stretto (i calabresi sono oltre il 23 per cento). «Un primo passo per ridurre l’esodo – propone Zappalà – sarebbe quello da parte delle università di coinvolgere maggiormente il mondo del lavoro del Sud, ma bisogna anche riconoscere che entrano in gioco questioni che vanno oltre la volontà degli atenei».

Ma come la pensano i diretti interessati? Tra chi ha fatto le valigie per andare a studiare fuori dalla Sicilia c’è anche chi – la minoranza – dopo avere ottenuto la laurea ha trovato il modo per ritornare a casa. Per cercare lavoro o tutt’al più inventarselo. È il caso di Francesco Armato, palermitano che dopo avere frequentato l’università a Roma ha fatto il percorso inverso dando vita alla casa editoriale Il Palindromo. Anche per lui a fare da ago della bilancia è il contesto lavorativo. «Il Centro-Nord continua a essere un bacino che assorbe meglio e più diffusamente la domanda di lavoro. Più che dove ottieni la laurea, il punto fondamentale è dove sei disposto e puoi permetterti di andare per cercare il lavoro – commenta -. Ciò non significa che bisogna necessariamente scappare al Nord, o ancor meglio all’estero, per trovare lavoro, ma sicuramente i tempi di questa ricerca al Sud sono sempre più lunghi e la possibilità di ottenere un posto retribuito, che corrisponda al grado di competenze ed energie intellettuali offerte da un giovane specializzato, è davvero arduo». Difficile ma non impossibile. «Sono tornato in Sicilia consapevole che per fare quello che volevo, insieme al mio socio Nicola Leo, dovevamo inventarci il lavoro – continua Armato -. Era una scommessa in cui credere. Ma nel nostro caso sarebbe stato così dovunque in Italia, quindi siamo tornati nella nostra città che è e resta la nostra finestra privilegiata sul mondo. A Palermo abbiamo costruito la nostra rete di contatti, coinvolgendo nei nostri progetti decine di giovani tra autori, illustratori e collaboratori. Solo qui possono e potranno nascere la maggior parte dei nostri libri. Resta sempre una scommessa, ma dopo cinque anni – conclude – sappiamo già che ne è valsa la pena». 

Diversa è la storia invece di Valerio Cassarino, fisioterapista gelese tornato in Sicilia dopo avere studiato in Liguria. «Quando sono partito l’ho fatto innanzitutto per fare un’esperienza di vita in una realtà diversa da quella della provincia siciliana – racconta -. Poi, dopo un periodo di lavoro al Nord, ho trovato posto qui nell’Isola, dove da poco sono stato assunto a tempo indeterminato in una struttura privata». Nel caso di Cassarino entra in gioco la particolarità del settore sanità e le differenti situazioni tra la Sicilia e il resto del Paese. «Al Centro-Nord il contratto a tempo indeterminato lo si ottiene con i concorsi, da noi sono bloccati – continua -. In Sicilia, invece, molto più che altrove è possibile avere l’indeterminato lavorando per i privati. La struttura in cui sto lavorando è alla ricerca di cinque fisioterapisti. Ciò non toglie – conclude – che a parità di condizioni contrattuali mi piacerebbe ritornare a lavorare al Nord». 

La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, ed a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna, dopo avere risposto no alla richiesta di sequestro, adesso ha risposto no anche alla richiesta di confisca, da parte della Questura di Agrigento e della Procura antimafia di Palermo, di 10 supermercati R7 in provincia di Agrigento di cui è titolare una società riconducibile alla famiglia Alongi di Aragona. I giudici, nel motivare il provvedimento di diniego, scrivono: “La disponibilità in capo alla famiglia Alongi di una società di così elevato rilievo economico appare molto sospetta, tuttavia al di là delle congetture non ci sono sufficienti elementi per disporne la confisca”. La richiesta di sequestro trae origine dalla presunta contiguità a Cosa Nostra dell’ottantenne Giovanni Alongi, di Aragona, condannato al maxi processo “Akragas” a 4 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. Ancora più nel dettaglio, è stato chiesto il sequestro e poi la confisca della società Al.Ca. srl, costituita nel 2012, gestita dai figli di Alongi, e proprietaria di 10 supermercati R7. La famiglia Alongi è difesa dagli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Vincenza Gaziano.

Al confine tra Agrigento e Favara, in contrada Crocca, nottetempo, uno scooter 125 sarebbe stato investito da un’automobile. Il conducente dell’auto non ha prestato soccorso ed è ricercato dalle forze dell’ordine. I due giovani a bordo del due ruote hanno subito ferite. In particolare una ragazza di 16 anni di Agrigento è stata trasferita all’ospedale “Sant’Elia” a Caltanissetta, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico a rimedio di traumi cranico e facciale. La 16enne versa in stato di coma. Il ragazzo di 17 anni alla guida dello scooter ha subito traumi lievi ed è ricoverato all’ospedale di Agrigento. I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno accertato, da pezzi di carrozzeria rinvenuti in strada, che l’automobile pirata è una Fiat Punto.

 E’ stata intitolata ai minatori di Marcinelle, la piazza principale di Montaperto. Nel corso di una breve cerimonia in occasione del 62° Anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956 in cui morirono 252 minatori tra cui due agrigentini di Montaperto, Carmelo Baio e Calogero Reale, l’assessore Nino Amato in rappresentanza dell’Amministrazione e il consigliere Maria Grazia Fantauzzo per il Consiglio Comunale, hanno deposto una corona d’alloro ai piedi della lapide che ricorda il tragico evento. Nell’occasione è stata mostrata la targa marmorea che indicherà il nuovo toponimo della piazza e che sarà collocata a breve a cura dell’Amministrazione Comunale a memoria del sacrificio di questi lavoratori. 

E’ stato attivato stamani dall’Ufficio Provinciale di Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili. Il servizio è stato concordato in sinergia con i vari soggetti istituzionali competenti in materia di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, e consiste nell’attivazione di postazioni dinamiche lungo le strade provinciali limitrofe alle aree boscate. Quattro le associazioni di volontariato, iscritte nel registro di Protezione Civile, che opereranno con due volontari per ciascuna postazione dinamica tre volte la settimana e per otto ore giornaliere (dalle ore 12.00 alle ore 20.00), ed a seguito dell’emissione del bollettino di pericolosità incendi “alta” del Centro Funzionale della Regione Siciliana. I volontari agiranno sotto il diretto coordinamento dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio per garantire le attività di vigilanza e avvistamento dei focolai di incendio.
Un servizio garantito, dunque, anche in questa stagione, sino al 31 agosto prossimo, nonostante le difficoltà di bilancio. La sua attivazione è stata comunicata dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio dott. Girolamo Alberto Di Pisa alla Prefettura, al Comando dei Vigili del Fuoco, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile ed ai Sindaci dei Comuni interessati.
Le postazioni di avvistamento si trovano lungo le seguenti strade (tra parentesi l’associazione che effettuerà il servizio):
– SP n. 63A, SP n. 05B, SPC n. 67, SPC n. 68, SPC n. 69 nei comuni di Palma di Montechiaro e Licata (Organizzazione Europea Volontari di Prevenzione e Protezione Civile di Camastra);
– SP n. 20B, SP n. 21, SP n. 19, SPC n. 29, SPC n. 30 nei comuni di San Biagio Platani, S. Angelo Muxaro e Casteltermini (Giubbe Verdi Santa Croce di Casteltermini)
– SP n. 75, SP n. 17B, SP n. 28, SPR n. 21 nei territori di Siculiana, Montallegro e Cattolica Eraclea (Emergency Life di Porto Empedocle)
– SP n. 24, 24 B bivio SS 118, SP n. 26 nei territori di Cammarata San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina (Sicilia Soccorso di San Giovanni Gemini).

 

RACCOLTA FIRME PER DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Il delegato delle funzioni dirigenziali, Giuseppe Cottitto, rende noto che presso l’ufficio elettorale è in corso la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare:
a) L’educazione alla cittadinanza come materia autonoma nelle scuole;
b) Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva.

La raccolta durerà per tutto il mese di agosto, tutti i giorni di ufficio, dalla ore 8,30 alle ore 13,00. e, nella giornata di martedì anche nelle ore pomeridiane dalle ore 16,00 alle ore 18,00.