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La Sezione misure di prevenzione della Corte d’Appello di Palermo ha confermato il verdetto del Tribunale di Agrigento che ha rigettato la proposta di applicazione della misura preventiva della sorveglianza speciale, in quanto socialmente pericoloso, a carico dell’avvocato agrigentino, Giuseppe Arnone. Nelle motivazioni del no alla misura i giudici tra l’altro hanno scritto: “Giuseppe Arnone svolge l’attività di avvocato e non risulta accompagnarsi a pregiudicati, né allontanarsi dal proprio domicilio in ore notturne per compiere attività delittuosa, né detenere o portare armi in luogo pubblico”. Il sostituto procuratore generale ha proposto che la sorveglianza con obbligo di dimora fosse applicata per due anni. Arnone è stato difeso dagli avvocati Daniela Principato e Francesco Menallo.

La Confasi Sicilia ha chiesto all’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Roberto Lagalla che nel programma di vaccinazione venga data priorità a tutti i nuclei familiari conviventi con studenti, docenti, personale ATA coinvolti nella apertura delle scuole”. ” Tutto ciò– dichiara il Presidente di Confasi Davide Lercara-  considerata l’intenzione del Governo di aprire le scuole fino alla prima media anche in zona rossa. Tale richiesta viene avanzata tenuto conto della necessità di tutelare la salute di tutto il mondo della scuola e del  piano vaccinale attualmente vigente per età e vulnerabilità”. Confasi ha indirizzato la lettera anche al Presidente del Consiglio Draghi e ai ministri Bianchi e Speranza.

953 i casi registrati su 25.247 tamponi (tra molecolari e test rapidi), con un tasso di positività in aumento e che si attesta al 3,8%. Rispetto a domenica scorsa una crescita dei contagi del 36% con soltanto il 5% di tamponi in più. Le vittime del virus oggi sono 25.

La curva sale e di conseguenza aumenta anche la pressione sugli ospedali dell’Isola: i ricoverati in regime ordinario nei reparti Covid diventano 844, una crescita di 31 pazienti rispetto a ieri. Lieve incremento anche nelle terapie intensive, con 2 ricoverati in più e un totale di 129 pazienti.

I nuovi contagi per province:

Palermo 395,

Catania 119,

Messina 121,

Siracusa 51,

Trapani 25,

Ragusa 86,

Caltanissetta 45,

Agrigento 100,

Enna 11.

Cinque persone tutte originarie del Gambia, sono state arrestate dai carabinieri della compagnia di Licata per occupazione abusiva e furto aggravato. I carabinieri sono intervenuti subito dopo una segnalazione.

La casa, abusivamente occupata è di proprietà di un uomo di Licata ma residente a Milano.
I cinque si sono giustificati dicendo di non avere un tetto dove soggiornare e che credevano fosse disabitata. I militari durante il controllo hanno poi scoperto i cinque in flagranza di reato per allaccio abusivo alla rete idrica

 

E’ accaduto a San Leone, dove un quarantenne ha perso completamente la testa.

Dopo una normale lite per futili motivi, tenta di accoltellare il vicino di casa, poi si barrica in casa, apre la bombola del gas e minaccia di far saltare tutto in aria.

Il vicino di casa è riuscito a evadere l’aggressione e si è chiuso in casa.

Sul posto i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che, dopo aver fatto evacuare la zona, sono riusciti a bloccare il quarantenne, che è stato poi condotto in ospedale in evidente stato di shock.

Se non arriveranno gli stipendi ai netturbini, senza fine mai, come è stato a dicembre scorso, i netturbini inizieranno uno sciopero il prossimo lunedì.

In piena pandemia con notevole aumento dei contagi, la città di Favara sarà destinata ad essere una mega discarica.

Il Comune non ha soldi, l’assessore al bilancio Laura Maggiore sta cercando in tutti i modi di recuperare la copertura finanziaria per saldare le fatture al gestore del servizio di igiene ambientale. Martedì prossimo l’assessore ha promesso di far sapere come affrontare la particolare problematica.

Intanto, gli operatori ecologici hanno fatto sapere che finché non riceveranno le mensilità maturate non torneranno al lavoro.

L’astensione dal lavoro è stata annunciata direttamente dai lavoratori.

Stabile la curva dei contagi in Sicilia. Sono complessivamente 890 su 29.038 tamponi processati i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola, dove gli attuali positivi sono 16.412, appena nove in più rispetto a ieri.

Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, da cui emerge che le vittime in un solo giorno sono state 23 (4.558 dall’inizio dell’emergenza sanitaria)  e i guariti 858.

Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 813, mentre si trovano in terapia intensiva 127 pazienti.

I nuovi contagi per province:

Palermo 286

Catania 121

Messina 83

Ragusa 109

Trapani 20

Siracusa 98

Camtanissetta 78

Agrigento 70

Enna 25

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari, Alessandra Vella, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha assolto dall’imputazione di falso ideologico in atto pubblico C D, sono le iniziali del nome, 45 anni, di Agrigento, alla quale è stato contestato di avere denunciato falsamente ai Carabinieri lo smarrimento del libretto di circolazione di un’automobile che aveva invece venduto diversi anni prima. Tuttavia, l’autovettura era stata sequestrata al nuovo proprietario dalla Polizia Stradale di Agrigento e il libretto non era da tempo nella disponibilità della donna. L’avvocato Ganci ha però dimostrato come l’azione della donna non fosse finalizzata ad ottenere un duplicato del documento che la donna aveva.

E’ stato approvato all’Assemblea Regionale l’articolo della finanziaria che autorizza la Regione all’avvio di progetti per la produzione e la fornitura di marijuana terapeutica in convenzione con le imprese presenti sul territorio. Angela Foti, vicepresidente dell’Assemblea regionale e deputata regionale di Attiva Sicilia, commenta: “La questione della cannabis ad uso terapeutico, più che di norme regionali, ha la necessità di azioni amministrative, che rendano prima di tutto operativo il Decreto Assessoriale approvato nel gennaio 2020 e che prevede le Linee di indirizzo per l’utilizzo e la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale, quindi la gratuità dei farmaci a base di cannabis medica per i pazienti affetti da dolore cronico. Al momento la fornitura gratuita del farmaco è ostacolata dall’assenza, nella maggior parte delle province siciliane, delle necessarie convenzioni fra Azienda sanitaria e farmacie”. Soddisfazione per l’approvazione dell’articolo in finanziaria sulla cannabis terapeutica esprime l’avvocatessa agrigentina Roberta Zicari, componente del comitato “Esistono i diritti”.

La vicenda risale al lontano 2005, allorquando il sig. A.M. di anni 36, originario di Agrigento, Carabiniere ausiliario presso l’8° Battaglione Carabinieri Lazio, a causa dell’infortunio accidentalmente subito all’interno del presidio di appartenenza, aveva beneficiato di un periodo di convalescenza e, contestualmente, aveva inoltrato al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri rituale istanza volta ad ottenere il riconoscimento dell’infortunio subito dipendente da causa di servizio; istanza che, tuttavia, veniva respinta con dimissione del sig. A.M. dall’Arma dei Carabinieri.

Quest’ultimo, pertanto, decideva di proporre un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, definito solamente nel 2019 in appello con sentenza del Consiglio di Stato, il quale, richiamati i precedenti giurisprudenziali citati dagli avv.ti Rubino e Piazza e le difese dagli stessi espletate, in parziale riforma della sentenza di primo grado, accoglieva il ricorso proposto dal sig. A.M.

A questo punto, il sig. A.M., considerata l’irragionevole attesa che lo stesso aveva dovuto subire per la definizione del suddetto giudizio conclusosi dopo ben quattordici anni dalla sua instaurazione, decideva di agire nuovamente in giudizio, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, al fine di ottenere l’indennizzo riconosciuto ai sensi della Legge n. 89/2001, meglio nota come “Legge Pinto”, per l’eccessiva ed irragionevole durata del processo; nel caso di specie, del giudizio amministrativo.

Con i motivi di ricorso, i legali del ricorrente ribadivano infatti come la durata del giudizio del suddetto processo non potesse trovare giustificazione alcuna né nella complessità della questione né nella condotta della parte che nessuna condotta negligente aveva posto in essere.

La Corte di Appello di Roma, condividendo le censure sollevate dagli avv.ti Rubino e Gattuso, ha accolto la domanda di equa riparazione presentata dal sig. A.M. ai sensi della citata L. n. 89/2001, il quale, pertanto, per effetto di tale pronuncia, potrà così ottenere ristoro per i danni subiti a causa delle lungaggini della giustizia italiana.