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“Cari Sindaci,
il voto Vi consegna insieme all’onore, l’onere di farVi carico di problemi giganteschi: Comuni, in alcuni casi,  sull’orlo del dissesto; eredità pesanti; problemi irrisolti da decenni, come la vicenda dei “precari” o quella di servizi privatizzati come acqua e rifiuti (solo per fare degli esempi); una crisi economica che è pesante per tutto il Paese ma è più grave qui dove il Paese era già debole e dove l’apparato produttivo era più fragile.
Ma questo lo sapevate anche prima di aver accettato la sfida di candidarVi e metterVi “al servizio” della Vostra Comunità.
Nel formularvi i migliori auguri di buon lavoro, abbiamo una sola cosa da chiederVi: non rinchiudeteVi nei “palazzi” e mettete al primo posto il lavoro!
Per non “rinchiudersi nei Palazzi” la cosa a cui dovete tenere di più è la PARTECIPAZIONE, dovrete tenere aperte le porte e le finestre alla Società; trovare soluzioni comuni e condivise con chi nella Società opera perché organizza interessi o svolge ruoli di rappresentanza.
Basta con una politica autoreferenziale che ritiene di essere “unta dal Signore” e che pensa che sia faticosa la concertazione ed il confronto o che i cosidetti “corpi intermedi” siano un peso e non una ricchezza.
Confronto e partecipazione, condivisione e socializzazione anche delle difficoltà, bilanci e democrazia partecipata: questi devono essere le bussole per far vivere meglio le Vostre esperienze di Amministratori moderni.
Altra bussola dev’essere il lavoro: accrescerne quantità e qualità, a cominciare da quelli che operano in questi Palazzi che devono essere i primi interpreti del cambiamento che volete portare.
Se questo sarà l’approccio il Sindacato  non verrà mai meno a dare il suo contributo, a caricarsi il peso che gli compete.
Noi non giudichiamo le Giunte dal loro “colore” politico ma da quello che riescono a dare in termini di risposte ai Lavoratori, ai Pensionati, ai Cittadini e ci confronteremo con Voi senza pregiudizi e nel richiamato spirito civico.
Attendiamo fiduciosi una Vostra convocazione e Vi inviamo cordiali saluti.”

Il Presidente Silvio Alessi ed il Presidente onorario Marcello Giavarini rappresentano quanto segue:
Dopo due stagioni di Lega Pro, difficili, ma esaltanti sotto il profilo sportivo, dobbiamo riscontrare, purtroppo, ancora una volta  una complessa e problematica situazione dovuta a diversi fattori.
In questi anni sono state impegnate risorse umane ed economiche non indifferenti da parte dei sottoscritti ognuno per le proprie possibilità, nei mesi scorsi abbiamo lanciato più di un grido di allarme a cui puntualmente NESSUNO ha risposto, abbiamo più volte ribadito che senza un aiuto economico questa società avrebbe avuto dei  seri problemi nel proseguire il progetto intrapreso,  abbiamo promesso, anche tra mille difficoltà, di completare il campionato in corso e di raggiungere la salvezza e quindi mantenere la categoria, promessa mantenuta fino in fondo, nella speranza di rendere il progetto ancora più interessante  e quindi provare ad attrarre l’interesse da parte di nuovi investitori, ci abbiamo messo anima, corpo e denaro per mantenere un bene che pensavamo e lo pensiamo ancora essere di tutta la città di Agrigento ma anche della provincia, abbiamo provato a portare avanti  noi delle interlocuzioni con degli imprenditori al fine di convincerli ad investire in questo progetto, ma anche queste non hanno avuto l’esito sperato.
Abbiamo fatto tanto, e ci dispiace anche dirlo, tra l’indifferenza totale da parte di tutti e ci riferiamo alla classe imprenditoriale e politica di Agrigento, un’indifferenza che ci ha molto addolorato, dolore alleviato in parte dall’affetto dimostrato da quei tifosi (non tantissimi) che ci sono sempre stati accanto e sostenuto in questi anni.
Francamente il percorso ora si fa molto impervio, avendo preso atto di un totale disinteresse da parte di nuovi investitori, del mancato rinnovo del contratto del Main Sponsor, la totale assenza di nuovi sponsor e infine le eterne problematiche legate agli impianti sportivi.
Poiché abbiamo più volte ribadito che TUTTO, purtroppo, non può essere più mantenuto e sostenuto solo da due persone, Silvio Alessi e Marcello Giavarini, oggi senza l’apporto di nuovi soci, il sostegno adeguato di sponsor ed imprenditori, l’Akragas Calcio non potrà più continuare il suo importante percorso sportivo.
Abbiamo atteso fino ad oggi che qualcosa si muovesse e che almeno qualcuna delle tante promesse fatte fosse stata mantenuta. Oggi non possiamo più attendere e siccome il tempo stringe, per correttezza e rispetto verso chi ha a cuore le sorti di questa squadra (che purtroppo non sono tanti) abbiamo deciso di portare a conoscenza la drammatica situazione in cui versa l’Akragas.
Come già detto purtroppo i tempi sono assolutamente ristretti in quanto entro fine mese bisognerà procedere agli adempimenti di rito ed all’iscrizione della squadra al Campionato di Serie C 2017-2018, sostenendo spese non indifferenti.
Per questo, e per l’ultima volta, rivolgiamo, un accurato appello a tutti i tifosi, alle forze politiche ed imprenditoriali, affinché condividano questo progetto e sposino la causa dell’Akragas, per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra disponibilità o a cedere la società (tra le prime della Lega Pro con i conti in ordine) anche a costo zero o valutare la nostra permanenza anche con quote minori rispetto a quelle attuali.
È chiaro che, se entro tempi ragionevolmente brevi (per il calcio lo sono) e cioè una settimana da oggi, non dovessimo riscontrare alcun interessamento, per come detto, non potendo più, da soli, sostenere la gestione societaria, saremo costretti simbolicamente a consegnare al Sindaco di Agrigento, nella qualità di rappresentante della Città, la nostra squadra”.

Il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, annuncia che la chiesa di San Francesco, chiusa e transennata da quasi 10 anni, sarà recuperata a sicurezza e restituita alla fruizione pubblica. Il sindaco Messana spiega: “Il Fondo Edifici di Culto presso il Ministero dell’Interno, proprietario dell’edificio, ha previsto un intervento urgente per eliminare i pericoli di crollo. Sono già in corso le procedure di gara per affidare i lavori per circa 100mila euro. Si tratta del risultato di una collaborazione costruita in questi anni con la Curia, con la Soprintendenza ai Beni Culturali, e con la Prefettura di Agrigento, verso l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio artistico e architettonico. Ringraziamo l’architetto Bernardo Agrò della Soprintendenza, Padre Pontillo della Curia, il Prefetto Nicola Diomede, il nostro arciprete Don Diego Martorana, l’onorevole Vincenzo Fontana, e l’amico Carmelo Collura, che negli anni passati si era occupato, quale amministratore comunale, della vicenda e che è stato al nostro fianco per sostenere gli interessi della nostra comunità.”

In Sicilia la gestione dell’acqua è ancora in mano ai privati, e qualsiasi tentativo di restituire al pubblico la gestione di tale servizio primario è sempre fallito.
Era il 2011 quando attraverso un referendum, approvato dal Governo Berlusconi, i cittadini, oltre il 90% degli elettori, si sono espressi per restituire alla collettività la gestione delle reti idriche. Era il 2014 quando i sindaci di 27 Comuni dell’Agrigentino si sono incatenati davanti la presidenza della Regione a Palermo, per dire “basta alla gestione privata del servizio idrico”, dopo aver, consegnato nel 2008 le condotte alla società Girgenti acque, definendo “fallito” il sistema di gestione privata.
Ma sta di fatto che, nonostante il tempo trascorso, l’acqua è ancora affidata al mercato, e, in assenza di una nuova normativa regionale, bocciata dalla Corte Costituzionale, si è ricaduti nella normativa europea che prevede la scelta tra tre diversi modelli di gestione cioè la società pubblica in house, la gestione interamente privata e l’ultima, la società mista pubblico-privata, che rappresenterebbe una soluzione di mezzo, come un accordo tra le parti visto che al privato, selezionato con gara pubblica, verrebbe affidato il servizio idrico, mentre la parte pubblica vigilerebbe sul corretto andamento della gestione. E se la Corte Costituzionale dunque boccia la riforma dell’acqua pubblica dichiarandola incostituzionale, dall’altro lato il vice capogruppo del Partito Democratico Giovanni Panepinto continua a ribadire che la gestione dell’acqua deve essere pubblica.
Giovanni Panepinto.

Girgenti Acque interviene a seguito delle segnalazioni di tracce di inquinamento nel mare a San Leone, e afferma: “Tutti gli impianti fognari gestiti nella zona balneare di San Leone risultano regolarmente funzionanti, senza perdite segnalate e senza alcuna anomalia agli impianti di sollevamento dei reflui, dotati di allarmi collegati in continuo con la centrale operativa della Società e, pertanto, eventuali rischi di sversamento sono tempestivamente segnalati per l’immediato intervento da parte del personale tecnico, evitando ogni possibile inquinamento. Si precisa che nell’ultimo periodo non sono stati registrati casi di sversamenti riconducibili a infrastrutture gestite dalla Girgenti Acque. A tal proposito, per completezza di informazione, si precisa che nella zona di San Leone esiste un sistema duale di collettamento degli scarichi: la rete delle acque nere, gestita dalla Girgenti Acque, dove sono convogliati gli scarichi fognari che vengono condotti al depuratore di Sant’Anna. E la rete delle acque bianche, gestita dal Comune di Agrigento, dove vengono convogliati gli scarichi dei pluviali, cioè le acque meteoriche, che sono condotti direttamente a mare senza alcuna forma di trattamento.”

L’artista italiana, dopo il successo a Sanremo e il sold out del tour primaverile, si esibirà con i brani storici e del nuovo album “Combattente”.
Tutto è pronto: date, artisti e iniziative collaterali. I “concerti sotto le stelle” di Sicilia Outlet Village anche quest’anno si confermano tra gli eventi gratuiti più attesi del calendario estivo regionale. Il programma degli appuntamenti offerti sarà sempre all’insegna della grande musica italiana e internazionale.
Si comincia in grande stile giovedì 29 giugno – dalle 20.30 in Piazza Eventi – con una delle più grandi voci femminili italiane, che da oltre quarant’anni fa cantare diverse generazioni: Fiorella Mannoia. Dopo aver registrato, la scorsa primavera, il sold out in varie città dello Stivale con “Combattente il Tour”, l’artista romana – classe 1954 – dalle inconfondibili e grintose note cantautorali abbraccerà dal palco il pubblico del Village intonando i successi storici della sua carriera – come Caffè Nero Bollente, Quello che le donne non dicono, Le notti di maggio – e i brani dell’ultimo album, tra cui la canzone sanremese Che sia benedetta (disco certificato Platino) e il nuovo singolo Siamo ancora qui.
Nel mese di luglio invece Sicilia Outlet Village proporrà ai suoi visitatori una nuova, esclusiva e potente formula Dj Set: tre venerdì sera – sempre dalle 20.30 in Piazza Eventi – per tre stili musicali diversi, che faranno battere il cuore dell’Isola al ritmo di sound coinvolgenti. A fare da apripista, il 14 luglio, sarà Kris Reichert – musicista, speaker, volto noto del panorama radiofonico e televisivo anche col duo “Kris&Kris” – che scalderà l’atmosfera con il suo nuovo disco. Il 21 luglio toccherà al disc jockey britannico Nick the Nightfly – voce inconfondibile di Monte Carlo Nights su RMC – con la sua elegante playlist che spazia dal nu-soul al contemporary jazz, dalla world music alla new age. A concludere la stagione sarà invece, il 28 luglio, il deejay italiano di fama internazionale Joe T Vannelli, protagonista in console nelle più importanti discoteche del mondo con la sua inconfondibile house music.
In occasione del concerto di Fiorella Mannoia gli oltre 140 negozi di Sicilia Outlet Village saranno aperti fino alle 23.00, mentre nelle serate dei dj set fino alle 22.00, per riservare agli amanti dello shopping e a tutti i visitatori momenti e promo speciali. Tutti i dettagli sono disponibili e in continuo aggiornamento sul sito web del Village e sui canali social ufficiali.


www.siciliaoutletvillage.com | tel. +39 0935 950040 | Autostrada A19 Palermo-Catania uscita Dittaino Outlet
Aperto da lunedì a venerdì ore 10-20; sabato, domenica e festivi ore 10-21 | Dal 19 giugno tutti i giorni dalle 10 alle 21 | Aperture straordinarie: 1-2 e 8-9 luglio (ore 10-22) e 15 agosto (ore 10-21).
SERVIZIO BUS NAVETTA – Il Village è facilmente raggiungibile dalle principali città della Sicilia con il servizio navetta consultabile on line. Dal 10 giugno al 10 settembre 2017 saranno in funzione anche i collegamenti dalle maggiori località turistiche regionali. Info e orari al link http://www.siciliaoutletvillage.com/it/come-arrivare/navetta, oppure telefonando al numero +39 0935 950040, o ancora scaricando l’app gratuita per smartphone “Sicilia Outlet Village”.



Non ci sono ancora notizie ufficiali ma tutti gli elementi lasciano oramai presagire l’imminente apertura di un centro di accoglienza per migranti a Porto Empedocle, a due passi dalla Via Roma e alle spalle della Scuola Rizzo.
“Sappiamo bene che all’origine dell’emigrazione ci sono conflitti, persecuzioni politiche, razziali, religiose e devastazioni di ogni genere. Proprio per questo non si può e non si deve rimanere insensibili alla necessità, oggettiva e incomprimibile, di garantire la sopravvivenza e l’accoglienza delle persone coinvolte.
Ritengo però a questo punto indispensabile una progettualità e una valutazione programmatica che coinvolga anche i singoli Comuni, di concerto con gli assessorati preposti e le autorità prefettizie, sugli interventi di localizzazione delle singole strutture di accoglienza.
Servono delle regole e dei criteri il più possibile condivisi dalla collettività, che fungano da viatico per un reale processo di integrazione ed inclusione dei migranti nel nostro tessuto sociale.
In queste settimane il Comune di Porto Empedocle ha raccolto le tante preoccupazioni manifestate dai commercianti e residenti della zona.
Sul punto penso sia doveroso non solo intervenire manifestando il mio pubblico dissenso, ma attivare ogni azione utile che possa dare voce ai cittadini sfiancati da una situazione divenuta oramai intollerabile.
Porto Empedocle è già un centro nevralgico, punto di approdo di migranti. Per questa ragione l’apertura di centri di accoglienza, nel nostro territorio, dovrebbe essere soggetta a regole più ferree e stringenti.
Purtroppo la gente comincia a percepire l’immigrazione non più come una tragedia umanitaria di immani dimensioni, quale effettivamente è, ma come un fenomeno speculatorio legato a logiche affaristiche e perpetrato in barba a regole di reale fattibilità e rispetto del contesto sociale.
Imporre la presenza di centri di accoglienza, siano essi per adulti o minori non accompagnati, certamente non agevola sistemi di integrazione ma al contrario rischia di creare delle tensioni sociali che devono essere scongiurate, a monte, dalle autorità preposte a concedere le relative autorizzazioni.
Appare assurdo che sul punto non sia riconosciuto ai Comuni il diritto di poter esprimere il consenso sulla eventuale apertura di strutture che hanno un così forte impatto sul proprio territorio.
Per discutere di questa delicata tematica e valutare possibili iniziative da intraprendere ho deciso di convocare una conferenza capigruppo per giorno 19 giugno alla quale verranno invitati, oltre i consiglieri che si sono già fatti portavoce della problematica, il nostro Sindaco, l’Ufficio Tecnico, il Commissario Castelli ed una rappresentanza dei commercianti e cittadini.”

Due delle sei persone finite nell’inchiesta della rapina a mano armata compiuta ai danni di un’ anziana di Favara, chiedono il patteggiamento.
Coinvolti nelle indagini furono: Amodeo Stagno, 27 anni, Gianluca Stagno, 27 anni, (accusati di rapina), Giuseppe Matina, 41 anni, Filippo Buscemi, 36 anni, Maddalena Stagno, 32 anni, e Angelo Noto, 32 anni, tutti favaresi, e denunciato un giovane, all’epoca dei fatti minorenne, Giuseppe Mejri.
Il colpo avvenne in casa di un’anziana, e fruttò ai presunti autori dello stesso un bottino composto da diversi oggetti e monili in oro e argento. La difesa di Buscemi e di Maddalena Stagno ha chiesto ed ottenuto, dalla Procura di Agrigento, di discutere il patteggiamento della pena.
La rapina fu compiuta 8 anni fa, grazie alla complicità del nipote della donna, che, secondo l’accusa lasciò la finestra di casa aperte per favorire i complici che, scondo l’accusa, minacciarono l’anziana con tanto di pistola puntata al volto.

Sarebbe di matrice dolosa l’incendio che, l’altra notte, a Ravanusa, ha distrutto il furgone di un operaio. Il mezzo era parcheggiato in Corso Garibaldi quando, nelle ore notturne si è sviluppato il rogo. Sul posto i carabinieri della locale stazione e i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Sembra che questi ultimi abbiano ritrovato tracce di liquido infiammabile, pare benzina, sul luogo dove si è verificato l’incendio. Il proprietario del furgone, un Fiat Doblò, un uomo originario dell’est Europa, è irreperibile. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

La presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, ha relazionato sulle condizioni di Salvatore Riina, adesso ospite dell’Ospedale Maggiore a Parma. E quando lei, la Bindi, ha ceduto la parola agli altri componenti della Commissione, gli altri hanno sottolineato che il paziente Riina riceve assistenza e cure che probabilmente tanti altri anziani e malati concittadini non ricevono affatto. In tale riflessione si sintetizza l’esito del sopralluogo compiuto dalla Commissione antimafia all’Ospedale di Parma, e che servirà da traccia alla decisione a cui si appresta il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che si pronuncerà sull’istanza di scarcerazione del Capo dei Capi dopo la tirata di orecchie da parte della Cassazione, che ha raccomandato il rispetto del diritto alla morte dignitosa per Riina come per altri detenuti. Dunque: Totò Riina riceve cure mediche adeguate in regime di detenzione, tali da assicurarne un decorso dignitoso e una morte, quando avverrà, altrettanto dignitosa. Così come, del resto, è stato per Bernardo Provenzano. E Rosy Bindi, a conclusione della visita al detenuto Riina, in spola tra ospedale e carcere di Parma, tra l’altro ha riferito: “Viste le condizioni fisiche di Riina, sì imprevedibili ma al momento stabili, si potrebbe anche ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari. Questo gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa. A meno che non si voglia affermare un diritto a morire fuori dal carcere, che non è supportato da nessuna norma. Riina è stato e rimane il capo di Cosa nostra perché tale rimane per le regole mafiose. Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità. Conserva immutata la sua pericolosità concreta e attuale, è perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento. Riina si alimenta autonomamente, è sotto osservazione medica ed è costantemente assistito da un’equipe di infermieri” – ha concluso la presidente Bindi, che poi ha proiettato la questione in un contesto più ampio, che comprende tutti i detenuti al 41 bis, e ha spiegato: “E’ necessario considerare che molti dei detenuti al 41 bis condannati all’ergastolo, specie quelli a cui il regime speciale è stato applicato sin dalla sua entrata in vigore, sono invecchiati o destinati a invecchiare in ambito carcerario dove bisogna far fronte al loro naturale decadimento fisico spesso accompagnato dall’insorgenza o dall’aggravarsi di patologie mediche.”
Fonte Teleacras