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Questa mattina alle ore 10.30, nella sede del cantiere della società “Villaseta”, in via Fosse ardeatine n. 51 (primo piano), il sindaco di Agrigento Marco Zambuto presenterà ai rappresentanti degli organi di informazione i dettagli dei lavori in corso di realizzazione relativi alla viabilità che renderà più agevole la circolazione nei pressi nella costruenda nuova struttura commerciale portando indubbi benefici per tutti gli abitanti dei quartieri di Villaseta e Monserrato.
Attraverso l’analisi delle relative cartografie e la visione diretta dell’attività nei cantieri sarà possibile prendere precisa cognizione della nuova situazione che consentirà l’accesso direttamente sul viadotto di collegamento con il centro città, facilitando la circolazione veicolare che sarà più sicura e fluida nella zona del centro commerciale, della vicina via Caduti di Marzabotto e renderà anche più scorrevole l’uscita da Monserrato da parte dei cittadini che abitano nei popolosi quartieri che vi gravitano.

Riceviamo e pubblichiamo alcune precisazioni in ordine alla vicenda del depuratore del Villaggio Peruzzo e del sistema fognario depurativo della fascia costiera inviateci degli ingegneri Vincenzo Rizzo e Giovanbattista Platamone:
Quali incaricati di pubblico servizio da parte del Comune di Agrigento per i lavori della rete fognante e relativi impianti della fascia costiera del territorio comunale, per i venticinque lettori interessati, riteniamo di dire:
‐ è del tutto condivisibile il comunicato stampa del PD di Agrigento, in quanto, pur essendo documento “politico”, si distacca da una prassi certamente non valida che caratterizza questo tipo di esternazioni, non limitandosi a genericità, ma affrontando concretamente i temi;
‐ privo di concretezza, contraddistinto da gratuita apoditticità, da facile retorica e farcito di espressioni offensive, come suo tipico stile, è invece il comunicato stampa di Arnone, nel quale non esiste neppure una sillaba che affronti il tema e giustifichi le prese di posizione;
‐ stupefacente appare la posizione della Soprintendenza: dagli anni ‘80 ha espresso il proprio nullaosta
per la realizzazione dell’Impianto del Villaggio Peruzzo, lo ha confermato per iscritto più volte e solo ora, dopo un trentennio nel quale si è proceduto a realizzare importanti opere allo stesso del tutto conformi, cambia improvvisamente parere, annunciando una revoca dello stesso nullaosta rilasciato, forse per una nuova posizione dell’attuale responsabile della competente sezione, arch. Terrana; posizione che, con evidenza oggettiva, non è sostenuta da alcuna disposizione normativa né è suffragata da serie considerazioni di merito sui contenuti e sulle soluzioni del progetto, tali da far comprendere che lo stesso non sarebbe rispondente a criteri di compatibilità paesaggistica. Su questo tema ci aspettiamo che la Soprintendenza, pubblicamente e, come si suol dire, democraticamente, citi norme vigenti e  faccia discorsi ed analisi approfonditi –e non generici e tipicamente burocratici su come il progetto per cui è stato rilasciato il nullaosta di cui si ventila la revoca, è ora –solo ora non rispettoso del paesaggio o di altri valori tutelati.
‐ D’altra parte è bene far conoscere che posizione di diniego è stata anche assunta, sempre dalla Soprintendenza, e con istruttoria dell’arch. Terrana, in merito ad altro intervento fognante nella zona del Fiume Naro, sempre senza suffragio normativo, pur essendo l’intervento di cui si parla conforme alla programmazione fognaria vigente all’epoca. La conseguenza del mancato rilascio, in questa occasione, del nullaosta ha comportato la perdita del finanziamento e la mancata realizzazione delle necessarie fognature nella zona, con conseguente mantenimento, ed anzi aumento, dell’inquinamento.
‐ Con la soluzione che apprendiamo dai media per il sistema fognario della fascia costiera sembra –e non potrebbe essere diversamente che la Soprintendenza, per bocca del Dirigente di sezione arch. Terrana, accetti che si realizzi una conduttura di collegamento fra il sito dell’ Impianto del villaggio Gescal e l’Impianto S. Anna, conduttura da realizzarsi in piena zona archeologica “A” a seguito di uno scavo lungo oltre 3 chilometri, mentre, per la fognatura del Fiume Naro non si è ritenuto di assentire la messa in opera di una tubazione molto più breve –solo alcune centinaia di metrinell’arenile con dune, pur essendo stata prevista la utilizzazione di tecnologia nodig, ovvero senza operare scavi, ed essendo stati previsti altri accorgimenti all’avanguardia per la più scrupolosa salvaguardia della conformazione e degli aspetti biologici connessi con la conservazione fisica dell’arenile con dune.
‐ Vorremmo chiedere all’arch. Terrana chi è il suo ispiratore per queste posizioni noi avremmo qualche idea che di fatto impediscono la realizzazione di opere conformi alla programmazione comunale sancita normativamente, creando il perdurare del danno ambientale connesso alla mancata realizzazione del sistema fognario.
‐ Tornando al tema iniziale della validità o meno delle soluzioni del sistema fognante che sembra sia stato prescelto, chiediamo ancora una volta a chi di competenza, all’autore cioè delle scelte, quanto costa questa soluzione in termini di investimento iniziale (costo delle opere) ed in termini di costi ricorrenti gestionali (tra cui i consumi energetici ed i relativi inquinamenti che dovrebbero pur essere considerati specie da ambientalisti) da attualizzare, da trasformare cioè in un importo equivalente ad una spesa effettuata all’attualità anziché diluita nel tempo. E torniamo a chiedere quanto costa, negli stessi termini di cui si è detto, la soluzione oggi codificata e per cui sono stati effettuati ingenti investimenti di denaro pubblico che andrebbe, in non trascurabile parte, perduto. Altra nostra richiesta riguarda la comparazione fra i tempi direalizzazione del sistema.
‐ Occorre anche chiarire in modo inequivoco a chi farebbe carico questa maggiore spesa, alla mano pubblica in senso lato, certamente, o direttamente ai fruitori agrigentini del sistema fognario? La tariffa da corrispondere resterebbe immutata o verrebbe aumentata in relazione ai maggiori costi?
Se qualcuno, comunque, chiedesse un risarcimento per questi maggiori costi, ampiamente immotivati –o anzi motivati da chi si risveglia dopo trent’anni, chi dovrebbe pagare?

Se nella prima Repubblica l’ex Ministro Enzo Scotti fu chiamato Tarzan per via della facilità con la quale passava, all’interno della D.C., da una corrente all’altra, nella seconda Repubblica il dottor Piero Luparello in cinque anni cambia per sei volte formazione politica, battendo Scotti e diventando il vero Tarazan.
Nel 2005 infatti si candida alle elezioni provinciali con l’UDC e per conto di Totò Cuffaro ricopre la carica di Presidente del Consiglio Provinciale.
Nel 2006 lascia l’UDC e nel 2007 diventa Vice-Sindaco di Zambuto.
Nel 2008, quando Zambuto si avvicina a Berlusconi ed Alfano per chiedere aiuto per Agrigento grida allo scandalo, lascia Zambuto e ritorna nell’UDC.
Con Totò Cuffaro parlano a lungo della sua candidatura alla Presidenza della Provincia.
Nel 2009, quando questa candidatura non si concretizza, perché l’on. Di Mauro impone Eugenio D’Orsi, Luparello lascia l’UDC e si schiera col PD.
Nel 2010 l’on. Capodicasa lo nomina coordinatore cittadino del partito di Bersani.
In tale nuova veste prepara la sua candidatura a Sindaco di Agrigento presiedendo per conto del PD incontri, dibattiti e convegni.
Quando, a fine 2011, intuisce che la sua candidatura vacilla lascia il PD e si schiera con la Associazione «Societas» di Adragna.
È di queste ore il passaggio del dr. Luparello col partito di Berlusconi.
La spiegazione è semplice. Alfano pensa ad un uomo per tutte le stagioni, un uomo da sponsorizzare senza contarsi, da far votare senza affanni; un uomo da candidare senza la faccia – né di Berlusconi né di Alfano.
Luparello è il nome adatto per risolvere i gravi problemi PDL che dopo avere da sei mesi parlato di primarie oggi è costretto a ripiegare su un nome qualunque anche se percepito come “il Tarzan della situazione”.
Cicerone

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il decreto di approvazione della graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento sulla misura 3.3.1.3. del PO FESR 2007/2013. I tre progetti presentati dalla Provincia Regionale di Agrigento sono stati dichiarati ammissibili, ottenendo il massimo del punteggio (70/70) da parte del Dipartimento Regionale del Turismo della Regione, e sono stati gli unici ad avere ottenuto questa valutazione su tutti i 19 progetti presentati dalle Province.
La misura in questione si riferisce alla creazione di marchi d’area ambientale e loro promozione: dunque, finanziamenti per i prodotti turistici basati sulla valorizzazione dell’ambiente e delle sue peculiarità. Le tre schede progettuali sono state elaborate dal Servizio Politiche Comunitarie del Settore Ambiente, Territorio e Politiche Comunitarie della Provincia Regionale di Agrigento, in collaborazione con il Consorzio Turistico “Valle dei Templi” e l’associazione “Strade del Vino Terre Sicane”. I progetti riguardano, in particolare: l’area della Valle dei Templi (700 mila euro), le strade del vino Terre Sicane (300 mila euro) e l’area Valle del Platani Monti Sicani (300 mila euro).
Complessivamente, dunque, i progetti elaborati dalla Provincia mettono in gioco 1 milione e 300 mila euro di finanziamenti su una misura molto importante, in quanto rivolta esclusivamente all’incremento dei flussi turistici, in particolare in un segmento di mercato molto appetito dagli operatori e al tempo stesso con ampi margini di interventi promozionali sull’offerta di prodotti di un territorio incontaminato e dalle notevoli potenzialità turistiche. Giovedì scorso, in questo senso, si era svolta una riunione all’URPS con il direttore del Dipartimento Regionale del Turismo, Marco Salerno, presente  per la Provincia di Agrigento l’Assessore Provinciale al Turismo Angelo Biondi, nel corso della quale erano state delineate le modalità di atttuazione dei progetti.

Sotto un sole tiepido si è svolta la cerimonia conclusiva della 67esima Sagra del Mandorlo in Fiore, sottratta alla pioggia che ha investito la kermesse per buona parte del suo programma. Sul palco, allestito al Tempio della Concordia si sono svolte le esibizioni dei 13 gruppi folcloristici internazionali dinanzi ad una folta cornice di spettatori. A margine delle esibizioni la giuria ha provveduto all’assegnazione del primo premio e dei riconoscimenti secondari. L’ambito tempio d’oro è andato al gruppo dell’India ovvero del Nrityanjali Academy New Deli”,proveniente dalla capitale del Paese. Un gruppo che svolge un importantissimo ruolo sociale rivolto alle fasce più deboli ed escluse di quell’area in quanto richiama a sé frange di soggetti emarginati della società, cercando di risolvere con la musica, la danza e l’arte i loro quotidiani problemi. L’accademia oltre ad una scuola di danze tipiche, offre una formazione teatrale, attraverso cui riscoprire le tradizioni letterarie del passato. Il gruppo ha inoltre partecipato a numerosi festival in Asia e in America. Le danze che portano in scena sono danze che esprimono gioia e che in passato venivano eseguite in ogni possibile occasione pubblica e privata, come un matrimonio, una nascita, una festa religiosa o laica. Ogni danza, aveva il suo specifico costume che veniva scelto anche in base alla casta e alla destinazione dell’esibizione stessa.
Questo pomeriggio, sempre alla Valle dei templi si è proceduto all’assegnazione degli altri premi: dal premio “Ugo Re Capriata” voluto dall’Assostampa ed attribuito al Burkina Faso, al primo premio “Pippo Agozzino” alla Serbia per la danza, premio “Gian Campione” all’Irlanda per la migliore musica, al premio “Gigi Casesa” all’Isola di Pasqua per la migliore interpretazione.
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Con la sfilata dei 13 gruppi folk partecipanti e dei carretti Siciliani, lungo le vie agrigentine, si chiude oggi pomeriggio, a partire dalle ore 16,30, davanti al Tempio della Concordia la 67^ Sagra del Mandorlo in Fiore ed il 57^ Festival Internazionale del Folklore, tra storia, folklore ed arte. C’è attesa di conoscere quale gruppo si aggiudicherà il tempio d’oro, messo a disposizione come ogni anno dalla Camera di Commercio. Saranno attribuiti altri riconoscimenti, mentre come detto l’associazione Re Capriata ha premiato il gruppo del Burkina Faso per la loro autenticità espressiva espressa anche attraverso costumi, balli e canti.
La festa del Mandorlo in Fiore alle sue origini era solamente una giornata di Festa nella sola Valle dei Templi per ricordare la fioritura dei Mandorli e si svolgeva solo in un giorno, poi via via si sono aggiunte altre manifestazioni culturali e collaterali.
Nata a Naro per esaltare la primavera agrigentina, annunciata dalla candida fioritura dei mandorli, e regalare una giornata spensierata di festa ai contadini della Valle del Paradiso, la sagra si trasferì ad Agrigento, dove allargò i suoi orizzonti raccogliendo sotto lo splendido scenario della Valle dei Templi i popoli di tutte le razze e culture e trasformando l’antica Akragas nel fulcro della concordia e della cultura dei popoli, nel segno della gioia, della pace e della fratellanza.
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Il gruppo consiliare del PDL,  alla luce della proroga concessa dalla Regione Sicilia  fino al 24 febbraio 2012 per consentire ai Comuni  di aderire  ai distretti turistici, invita il Sindaco Manganella e la Giunta a mettere in campo le opportune azioni per portare nuovamente al vaglio della massima assise cittadina la proposta di adesione ai distretti turistici. L’adesione del Comune di Favara, ai Distretti turistici, consentirà ad un vasto territorio di fare rete e di sviluppare un progetto ricettivo e ambientale omogeneo e integrato, comprendendo al proprio interno,  non solo comuni ma anche associazioni socio-culturali, alberghi, b&b, ristoranti.  Il Distretto Turistico non ha scopo di lucro e rappresenta ormai l’unico strumento attraverso cui verranno veicolati tutti i finanziamenti regionali, nazionali e comunitari. Inoltre, la partecipazione ai distretti consentirà – grazie al DL 70 del 2011, meglio noto come Decreto sviluppo – di fruire di un processo di defiscalizzazione e di un sistema burocratico molto più snello. La mancata adesione del Comune di Favara, a seguito della bocciatura del Consiglio Comunale,  comporta senza dubbio  la marginalizzazione della nostra città  dai flussi turistici che si svilupperanno nei prossimi anni nonché  un duro colpo per i tanti imprenditori locali,  oggi in grande difficoltà a causa della crisi economica e per l’assenza di servizi a supporto del turismo,  che il nostro Comune da solo certamente  non riuscirà  ad assicurare.
Riteniamo quindi necessario che l’Amministrazione predisponga tutte le iniziative utili affinché, nel confronto con le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, possano essere valutati ed apprezzati i vantaggi che deriverebbero dall’adesione al distretto tematico delle miniere, ed al distretto turistico valle dei templi, per il rilancio economico e finanziario del nostro territorio.


Ad Agrigento quella che è appena trascorsa è stata una notte di bufera, tra vento e pioggia incessanti. Diversi alberi in centro sono stati letteralmente sdradicati, finendo sulla carreggiata. E’ accaduto lungo la via Panoramica dei Templi, chiusa al traffico in queste ore ed in piazza Vittorio Emanuele, dove un albero davanti alla Questura e l’adiacente palo della luce sono stati del tutto divelti. Intanto alcune insegne pubblicitarie nel quartiere del Villaggio Mosè sono state piegate dal forte vento, abbattendosi sopra automobili parcheggiate. Piccoli cedimenti di calcinacci nel cuore del centro storico, con la formazione sulle strade di macerie, per le quali è stato necessario transennare l’area. E’ stata una notte di duro lavoro per le squadre dei Vigili del Fuoco, allertati fino alle prime luci del giorno dalla popolazione agrigentina, soprattutto da anziani soli e famiglie del centro storico. Sarà un weekend all’insegna del maltempo in Sicilia. E’ arrivato nel Canale di Sicilia il Ciclone Mediterraneo in risalita dal nord Africa.  Nella notte si formeranno forti temporali proprio in movimento dalla Tunisia verso il Canale di Sicilia, e inizierà a diluviare proprio nella Sicilia sud/orientale, dove già adesso ci sono delle piogge moderate e soffiano dei venti tesi da nord/est con prime raffiche fino a 60km/h. I fenomeni precipitativi più intensi poi insisteranno su due aree ben precise nel corso della giornata di domani: la Sicilia orientale e la Tunisia settentrionale, perchè le correnti nord/orientali addenseranno le precipitazioni più intense in queste zone, con quantitativi pluviometrici straordinari. Nella Sicilia orientale il maltempo insisterà anche nella mattinata di domenica, con ulteriori piogge torrenziali specie tra messinese, catanese e siracusano.
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