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Ad Agrigento si svolgerà a breve la conferenza di presentazione della 75esima edizione della Sagra del mandorlo in fiore. In proposito sono a lavoro, e non da adesso, Giovanni Di Maida, attuale presidente reggente del Consorzio universitario e da sempre appassionato e impegnato nel settore del folclore soprattutto nell’ambito del Festival internazionale dei Bambini del Mondo. E poi Lello Casesa, funzionario della Provincia e anima e cuore del gruppo folk Val d’Akragas, e Riccardo Cacicia, funzionario della Camera di Commercio e promotore del gruppo folk Città di Agrigento. Di Maida, Casesa e Cacicia sono consulenti tecnici del Parco dei Templi per l’organizzazione della Sagra a titolo gratuito. Di Maida, in particolare, assicura che la Sagra 2020 costerà almeno 70mila euro in meno con un’offerta di spettacoli e di intrattenimento ben superiore rispetto alle precedenti edizioni. Secondo indiscrezioni saranno circa 30 i gruppi folk partecipanti, ed oltre 10 i gruppi dei Bambini del Mondo.

 

Il segretario provinciale di Agrigento del Fast Confsal, Manlio Cardella, annuncia che, insieme a Sinalp Sicilia e Usi Palermo, chiederà al governo regionale di istituire un tavolo permanente di crisi su grande distruzione e lavoro, al fine di predisporre adeguate misure di sostegno e salvaguardia dell’occupazione e del reddito di tutti i dipendenti dei supermercati Fortè, d’intesa anche con i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Nel frattempo, a fronte della vertenza in corso e del rischio di oltre 500 posti di lavoro nel gruppo siciliano Meridi srl Supermercati Fortè, domani, venerdì 10 gennaio, è in programma una giornata di sciopero regionale. A Palermo sindacati, dipendenti e rispettive famiglie marceranno in corteo, dalle ore 9 , da Corso Tukory a Palazzo d’Orleans.

Il Comune di Naro ha aderito alla manifestazione di protesta contro l’isolamento viario e infrastrutturale in programma il prossimo 25 gennaio quando alle ore 11 dalla rotonda Giunone si marcerà fino alla rotonda Degli Scrittori. La sindaca di Naro, Maria Grazia Brandara afferma: “Le nostre strade sono ridotte a un colabrodo, è impossibile vivere in una situazione del genere. Con la marcia di protesta s’intende accendere i riflettori su questa assurda situazione. Dalla rotonda Giunone alla rotonda degli Scrittori tutti insieme. Tra le priorità non può mancare la Statale 410 che collega Naro con le principali statali. E’ il momento di dire basta e di vivere nella normalità”.

Anche il Comune di Siculiana parteciperà alla manifestazione di protesta del 25 gennaio contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia agrigentina. Il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella, nell’annunciare l’adesione, ha chiesto che nel documento delle rivendicazioni, in fase di redazione, sia inserito il progetto esecutivo elaborato dall’ex Provincia di Agrigento per i lavori di manutenzione straordinaria del ponte “Sul fosso delle Canne”, ubicato lungo la Strada provinciale 75 Siculiana-Montallegro e chiuso da diversi anni “nonostante – spiega Lauricella – sia indispensabile in quanto unica alternativa al transito in caso di chiusura della statale 115. Lo stesso tratto stradale consente inoltre di raggiungere in modo lineare la Riserva Naturale Torre Salsa, oasi incontaminata di importante valenza turistica ubicata tra Siculiana e Montallegro. E non solo: sono numerosi i cittadini che, essendo proprietari di case e appezzamenti di terreno in tale zona, hanno difficoltà a raggiungere l’area”.

la sindaca Francesca Valenti ha nominato un nuovo assessore. Si tratta di Michele Bacchi, 50 anni, commercialista. E’ il secondo nuovo assessore nominato, dopo il primo, Roberto Lo Cicero, a seguito delle dimissioni, prima delle festività natalizie, degli assessori Carmelo Brunetto e Calogero Segreto. A Roberto Lo Cicero tra le altre è stata assegnata la delega ai lavori pubblici. A Michele Bacchi le deleghe a bilancio, attività produttive e società partecipate. Lo stesso Bacchi commenta: “Non ho nessuna appartenenza politica. Ho ritenuto di impegnarmi in favore della città e per questo motivo ho accolto la proposta che mi è stata fatta dalla sindaca Valenti”.

Come già pubblicato, Palma di Montechiaro è tra le cinque città siciliane candidate a Capitale della Cultura Italiana 2021. In proposito, il sindaco Stefano Castellino ha costituito un gruppo di lavoro per la candidatura, composto da Angela Rinollo, Giuseppe Todaro, Marilena Vaccaro e Alfonso Di Vincenzo. I quattro opereranno gratuitamente. Lo stesso sindaco Castellino commenta: “E’ una sfida che forse ai più può sembrare molto ambiziosa. Ma siamo certi e convinti che la storia del nostro paese meriterebbe questo grande riconoscimento, anche perché da tempo abbiamo intrapreso la strada del cambiamento. Vaccaro, Todaro, Di Vincenzo e Rinollo sono certo che predisporranno tutti gli atti necessari affinché Palma di Montechiaro fino alla fine lotti per essere eletta Capitale della cultura. Noi non ci facciamo illusioni ma, al contempo, siamo certi di potercela fare. Palma ha intrapreso, ormai, un cammino di rinnovamento e di rilancio della propria immagine, sempre più cosciente della sua storia e delle sue radici. Auguro ai quattro componenti un buon lavoro, d’altronde, in passato si sono già spesi per la nostra comunità, in particolare per l’evento Dolce e Gabbana”.

Ad Agrigento il coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, denuncia, e documenta in foto, come un “ennesimo scempio al verde pubblico cittadino”, l’avere tagliato diversi alberi di pino al Villaggio Peruzzo. Di Rosa afferma: “Non sarebbe bastata una giusta potatura e una manutenzione ordinaria? Ad un’altra parte di Agrigento è stata cambiata totalmente la fisionomia e la storia paesaggistica. E’ stato un agronomo incaricato dal Comune a decidere ciò? Oppure è stato l’agronomo ingaggiato da un privato? Esiste una relazione che giustifichi il taglio netto degli alberi? Questa ennesima distruzione del patrimonio arboreo ha avuto tutti i nulla osta previsti per legge? E’ possibile che neppure la recente lettera del presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali abbiamo sortito effetto sul sindaco e sui dirigenti comunali?”.

Mareamico ringrazia il Presidente della Regione Musumeci per la sensibilità istituzionale mostrata nell’aver raccolto il nostro grido di allarme sulla grave situazione della Scala dei Turchi, convocando immediatamente una riunione, a palazzo d’Orleans.
Il Presidente ha capito benissimo quali sono i problemi della Scala dei Turchi: i mancati controlli dell’enorme flusso di visitatori, i rischi connessi alla pericolosità oggettiva del sito, le ricorrenti frane e la vicenda legata alla proprietà della scogliera.
La Regione ha il dovere di proteggere questa bellezza paesaggistica e l’unico percorso per tutelarla dovrebbe essere quello di espropriare il bene!
Avendo acquisito la titolarità della scogliera si potrà proseguire con ulteriori interventi di salvaguardia e messa in sicurezza nel settore ovest, che crea le maggiori preoccupazioni.
Sarebbe necessario anche che la famosa scogliera possa essere iscritta tra i monumenti naturali e, come auspicano tutti, inserita tra i siti patrimonio dell’UNESCO.
In questi ultimi anni, mentre centinaia di migliaia di persone la visitavano in maniera incontrollata correndo grossi rischi, nulla si è fatto per regolamentare tali flussi e l’amministrazione comunale si è distinta per incapacità decisionale, anche perché un piccolo comune non ha la potenzialità economica per garantire un futuro dignitoso, per un sito di tale importanza.
L’egoismo e l’istinto di possesso non devono prevalere sulla sopravvivenza di un gioiello paesaggistico come la Scala dei Turchi, che tutto il mondo ci invidia!