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Sono 431 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 13.176 tamponi processati. Il tasso di positività è 3.27%, in discesa rispetto alla giornata di ieri. La Sicilia è la terza Regione per incremento di nuovi casi giornalieri dietro a Lazio (500) e Lombardia (438). Anche oggi non si registrano vittime sull’isola e i guariti/dimessi sono 53. Attualmente ci sono 4.787 persone positive (+378).

I nuovi casi per province:

Ragusa 134; Catania 56; Agrigento 50; Palermo 48; Caltanissetta 38; Siracusa 37; Trapani 56; Enna 23; Messina 12

Questa mattina, presso la sede di viale Leonardo Sciacca, ad Agrigento, ha avuto luogo un incontro tra il direttivo provinciale di Fratelli d’Italia, capitanato dal commissario provinciale, Calogero Pisano, ed il candidato Sindaco di Porto Empedocle, Rino Lattuca, nel corso del quale è stato sancito un accordo in vista delle amministrative che si terranno il prossimo autunno nella città marinara e dove il partito di Giorgia Meloni concorrerà con una propria lista di candidati al Consiglio comunale.

All’evento hanno partecipato, i consiglieri comunali di Agrigento, Fabio La Felice e Gerlando Piparo, l’assessore comunale della città dei templi, Costantino Ciulla, e  numerosi dirigenti e militanti del partito provenienti da tutta la provincia.

A giorni la conferenza stampa di presentazione del progetto politico ed amministrativo per Porto Empedocle.

L’assessore al Turismo della Regione Siciliana, Manlio Messina e il direttore della Sicilia Film Commission, Nicola Tarantino, hanno presentato al Festival cinematografico di Cannes, ‘Sicily, women and cinema’, un progetto di comunicazione per “attrarre nell’isola un numero sempre più alto di produzioni cinematografiche internazionali e il cine-turismo”. Prevede la realizzazione nella regione di un remake cine-fotografico affidato a Moja, fotografo di moda e di star del cinema, che “intende rinnovare l’immagine della donna siciliana veicolata dal cinema rievocando, attualizzandoli, i personaggi femminili di alcuni film di culto girati in Sicilia, da ‘Il gattopardo’ di Visconti a ‘L’avventura’ di Antonioni, da ‘Maléna’ di Tornatore, a ‘Stromboli’ di Rossellini, ricreando le ambientazioni e gli scenari dei film e mostrando la stupefacente bellezza del patrimonio artistico monumentale dell’isola”.

Dal castello di Donnafugata alla Riserva naturale dello Zingaro, dai ruderi di Poggioreale al barocco fastoso di Noto, dal fascino di Ortigia alla Scala dei Turchi di Realmonte.
“Vogliamo mettere in campo – afferma Manlio Messina – nuove energie e rinnovare l’immagine cinematografica della Sicilia, spezzando il binomio mafia-Sicilia e mostrando quanti e quali scenari di grandissimo pregio e varietà possa offrire la Sicilia”.
“Con Moja lavorerà una squadra di collaboratori, reclutata interamente in Sicilia – annuncia Nicola Tarantino – la mostra fotografica sarà inaugurata durante il prossimo Festival Internazionale del Cinema di Cannes, nel 2022, e sarà poi in tournée in Europa con una tappa a Palermo”.
Alla presentazione del progetto a Cannes hanno preso parte alcuni elementi dell’Orchestra Filarmonica del Teatro Massimo Bellini di Catania che ha eseguito colonne sonore di film ambientati in Sicilia

“Dove eravamo”, è il titolo del documentario di Tv2000 realizzato in occasione del 29° anniversario della strage di Via D’Amelio. Un racconto sulle emozioni di quella drammatica domenica del 19 luglio 1992, attraverso le testimonianze di chi accorse subito nel luogo dell’attentato in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

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Tra le testimonianze quelle di Giuseppe Ayala, don Luigi Ciotti, Felice Cavallaro, Gianni Riotta, Francesco Bongarrà e Giorgio Mulè. “Arrivato a Via D’Amelio – ricorda Giuseppe Ayala – sono inciampato in qualcosa e stavo cadendo. E questo qualcosa era il tronco bruciato di Paolo Borsellino che ho fatto fatica a riconoscere. Questo moncone di cadavere senza braccia e senza gambe tutto bruciato era del mio fraterno amico oltre che collega Paolo Borsellino”. “Mi ritrovai accanto alla macchina di Paolo Borsellino – racconta Felice Cavallaro – senza sapere che fosse la sua. Lì c’era molta confusione. Un agente in borghese tirò fuori una borsa di cuoio che stava appoggiata sotto il sedile dell’auto. Quella borsa stava per darla a me e mi ritrovai quasi a sfiorare il manico. Di quella borsa non sapemmo più nulla”. “Ricordo perfettamente – prosegue Ayala – di essermi ritrovato questa borsa che era sicuramente quella di Paolo Borsellino e di averla consegnata ad un ufficiale dei Carabinieri perché io non avevo nessun titolo per tenerla. Non ero infatti più sostituto procuratore della Repubblica a Palermo ma ero un deputato del Parlamento”.
Nel documentario di Tv2000 anche il ricordo di don Ciotti: “Era un ottimo magistrato, un cercatore di verità e un costruttore di giustizia”.
“Uno degli agenti della Squadra ‘Catturandi’ di Palermo – afferma Giorgio Mulè – mi venne incontro come uno zombie, mi abbracciò e cominciò a piangere. Ad un certo punto ci girammo e dietro un’inferriata c’era il tronco di un uomo. Il giudice Ayala riconobbe Borsellino dai baffi. Quella scena non mi ha mai più lasciato. È un incubo ricorrente. E dopo quasi 30 anni sento ancora l’odore delle gomme che bruciano, l’odore della carne e le lacrime”

Il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, e l’assessore Nino Fugallo, hanno incontrato, sul litorale del versante est di Capo Rossello, il presidente del Circolo Nautico, Livio La Placa, e gli associati, per discutere sulla disponibilità avanzata al Comune dagli stessi associati, di installare un impianto di videocamere per monitorare e controllare l’area ad est, sottostante il promontorio di Capo Rossello. Il presidente La Placa ha inoltre proposto l’ormeggio e lo stazionamento di piccoli natanti all’interno dell’area consentita dal Genio Civile. Infatti, il Genio Civile di Agrigento ha precisato che il rischio crollo massi calcarenitici riguarda una porzione del versante alto 66 metri e distante circa 120 metri dall’area che potrebbe risultare fruibile. Si è in attesa di nuovi provvedimenti da parte del Demanio Marittimo.
In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda gli interventi video del presidente del Circolo Nautico, Livio La Placa, e del sindaco Sabrina Lattuca.

Sono trascorsi 55 anni dalla frana che il 19 luglio del 1966 scosse il centro storico di Agrigento. Lunedì prossimo, 19 luglio, in occasione dell’anniversario, nel santuario dell’Addolorata, in via Garibaldi, alle ore 18:30, si svolgerà un convegno sul tema: “19 luglio 1966: giorno della consapevolezza”. Introdurranno don Lillo Agrigento e Franco Miccichè. Interverranno Alessia Cilona, Giovanni Tesè, Gabriella Battaglia, Rino La Mendola, Roberto Sciarratta, e Giovanna Iacono. Coordina Paolo Cilona. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista allo stesso Cilona.

E’ ancora un giallo la morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele, dei quali non vi è stata più traccia dal 3 agosto del 2020 a Venetico, in provincia di Messina. Viviana Parisi fu rinvenuta cadavere, ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, l’8 agosto, e a circa 800 metri di distanza, in linea d’aria, furono ritrovati i resti dilaniati, da animali selvatici, del piccolo di 4 anni. Il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, ha annunciato che, entro fine luglio, le due salme saranno consegnate ai familiari per i funerali, e tutte le consulenze tecniche saranno depositate, frutto dell’esame di centinaia di reperti disseminati nella vasta area boschiva di Caronia.

A Favara, ogni cumulo di rifiuti, ancora non raccolto è un cazzotto allo stomaco dei favaresi. La disorganizzazione della logistica di RTI SEA ISEDA è sotto gli occhi di tutti. La raccolta dei rifiuti avviene con la velocità di un Bradipo. Nessuno dei “tecnici” della spazzatura, parla di sanificazione del territorio, “ostaggio” infinito della spazzatura (l’appalto milionario dovrebbe comprendere anche questo ciclo?).

Non dobbiamo dimenticare che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha comportato, nel settore dei rifiuti, numerose criticità legate alla garanzia della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, alla sicurezza per i lavoratori del settore nell’assicurare il mantenimento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. La fase più critica nel ciclo dei rifiuti è stata osservata nella gestione dei rifiuti urbani per la possibilità, laddove i rifiuti vengano in contatto con il virus, di trasformarsi in oggetto o veicolo di trasmissione dello stesso. Forse Favara è nata sotto una cattiva stella. Del problema “munnizza” non se ne parla tra gli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana, non se ne parla nei “salotti” della politica che conta, non ne parlano nemmeno i  politici che hanno ricevuto tanto dai favaresi. Su grave problema della “munnizza” che ha sconvolto Favara, i cittadini hanno una grande voglia di riscatto.

“Non possiamo abituarci alla “munnizza” perché farlo significherebbe rassegnazione, apatia,  inerzia, indifferenza” . “Bisogna difendersi e battersi, affinchè Favara torni una Città pulita” ripete il delegato SGB di Favara Filippo Baio.

Sono in corso di allestimento, e arriveranno in Sicilia entro fine mese, le 13 ambulanze acquistate dalla Regione tramite la Struttura commissariale preposta al potenziamento della rete ospedaliera siciliana, guidata dal presidente Nello Musumeci.

Le ambulanze sono le migliori offerte nell’ambito della gara effettuata dal commissario nazionale e sono attrezzate come unità mobili di rianimazione. I mezzi saranno destinati alle Aziende sanitarie provinciali di: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani; all’ospedale Civico di Palermo, al Policlinico di Messina, al “Garibaldi” e al “Cannizzaro” di Catania.

Non saranno la panacea di tutti i mali ma l’arrivo di queste ambulanze sicuramente andrà a rattoppare qualche falla che si è verificata nelle strutture ospedaliere. Appena tra mesi fa avevano vibratamente protestato Fsi-Usae, Cobas, Csa, Confintesa e Fials parlando di personale del 118 ridotto all’osso, specie nella Sicilia orientale, peraltro sottopagato e con mezzi di soccorso insicuri. Su questi temi vi fu uno strappo rispetto alle altre organizzazioni sindacali, pesantemente accusate di non fare gli interessi dei lavoratori, in quanto “vorrebbero spadroneggiare, rivolgerebbero il loro interesse sulle adesioni al sindacato, piuttosto, che a quelle che sono le richieste della categoria” si legge nella nota dei sindacati organizzatori della manifestazione.

I sindacati avevano parlato senza mezzi termini della necessità di “potenziare dei punti di sanificazione e l’apertura di presidi di decontaminazione allestiti negli ospedali e mai aperti, motivo per cui ad oggi le ambulanze permarrebbero bloccate in attesa di sanificare, incrementando il rischio di contagi a causa dei lunghi tempi di permanenza con in dosso i dispositivi di protezione contaminati, spesso anche ore”.

Sul fronte della gestione delle ambulanza in Sicilia c’è stata anche una recente operazione di polizia giudiziaria. I carabinieri dei Nas di Catania nel giugno scorso hanno sequestrato 3 ambulanze private che operavano all’esterno dell’ospedale di Caltagirone. Secondo quanto era emerso nella relazione dei militari, i mezzi di soccorso erano privi di autorizzazione sanitaria ed equipaggiati con estintori antincendio scaduti, inoltre sono stati ritenuti “in condizioni di degrado tali da pregiudicare la sicurezza e salubrità dei pazienti trasportati”. Insomma, i rischi corsi dai pazienti sono stati elevati e le indagini sono state avviate dopo una segnalazione giunta ai militari.

La Sicilia brucia, come ogni anno, più di ogni anno. E puntuali scoppiano anche le polemiche sulla gestione delle attività di prevenzione. “Perché la prevenzione a maggio non si è fatta ma è partita solo a luglio, perché il servizio antincendio è allo sfascio, con uomini e mezzi insufficienti ad affrontare l’ondata di caldo e le prevedibili conseguenze”. Lo sostengono la Cgil e la Flai della Sicilia che annunciano la richiesta del sindacato al ministero dell’ambiente di avviare un’attività ispettiva e di verifica “a supporto di una Regione – scrivono in una nota i segretari generali Alfio Mannino e Tonino Russo – che evidentemente da sola non ce la fa ad affrontare il problema”.
I due esponenti sindacali rilevano che “ancora una volta a pesare sulla Sicilia e sul suo patrimonio ambientale, che rischia la devastazione, sono state le difficoltà finanziarie della Regione e la mancanza una seria programmazione da parte di un governo dall’azione politica stagnante, non in grado di individuare le priorità evitando che gli interventi arrivino a tempo scaduto”.

Incertezze sul finanziamento dell’antincendio
Sono stati infatti le incertezze sul finanziamento dell’antincendio, che il governo Musumeci, metteva a carico dei fondi europei in assenza di riprogrammazione tanto da rendere necessarie le variazioni di bilancio, a ritardare l’avvio degli interventi nei boschi. “Ora peraltro – aggiungono Mannino e Russo – è intervenuta una proposta di riforma del settore forestale che non interviene su nessuna delle criticità dell’anti incendio e non prevede un suo rafforzamento in termini di uomini e mezzi”.
Si diano indicazioni alla Regione
Da qui la richiesta del sindacato al Ministero: “Si verifichi lo stato dell’arte – sottolineano Mannino e Russo – con una vera ispezione a cui seguano indicazioni alla Regione, perché il patrimonio ambientale della Sicilia non è solo una questione regionale ma è una questione di carattere nazionale”.