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Riaperto oggi lo svincolo di Caltanissetta che dalla A19 immette il traffico sulla SS 640 per Caltanissetta e Agrigento.
“Quando sono arrivato al Ministero delle Infrastrutture, nel 2019, mancavano ancora 27 km, il cantiere era fermo e tra Anas, General Contractor e imprese non c’era praticamente nemmeno la più elementare forma di dialogo” commenta il sottosegretario Giancarlo Cancelleri ricordando i numerosi nodi sciolti di quest’opera.
“Il lavoro costante per portare a termine quest’opera è sotto gli occhi di tutti. Mentre c’era chi minacciava blocchi e rescissioni, l’interesse del governo e di anas è stato esclusivamente quello di consegnare l’opera al territorio e mettere fine si disagi”.
“Con l’apertura dello svincolo, in seguito alle demolizioni della vecchia ss 640, dalla A19 fino all’ingresso in città è tutta nuova SS 640 e i chilometri rimasti sono solo 4, ovvero quelli della galleria Caltanissetta.
Giorno 24 febbraio intanto sarà aperto al traffico il bypass che evita l’interruzione della galleria che migliorerà anche la viabilità per e da Agrigento” conclude Cancelleri.

Nel corso del fine settimana sono stati rinforzati i controlli del territorio volti a verificare il rispetto delle disposizioni sul contenimento contagio COVID-19.

A capo sono state predisposte pattuglie interforze (polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, e Polizia Locale), che anno eseguito massicci controlli di locali  e persone sia nel centro cittadino e località  periferiche del Capoluogo,  con particolare riferimento alla località di San Leone.

Nnella circostanza sono stati controllati 38 esercizi commerciali n. 419 avventori,  7  Pulman , sui quali viaggiavano  86 persone.

A seguito dei citati controlli,  venivano elevate 2 sanzioni, nei confronti di due esercizi commerciali: una ubicato a San Leone il cui titolare veniva trovato all’interno sprovvisto di Green Pass. Il secondo ubicato nel centro storico di Agrigento veniva sanzionato perché il titolare veniva trovato  con  Green Pass scaduto.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, annuncia che è in corso una raccolta di firme per la valorizzazione di Scala dei Turchi a Realmonte. Catanzaro afferma: “Il sito di Scala dei Turchi, che non potrà più essere oggetto di speculazione economica e tra non molto passerà in mani pubbliche, deve al più presto valorizzare ancora di più la Sicilia agli occhi del mondo. E’ grazie alle nostre iniziative degli ultimi anni, fatte di interpellanze e sollecitazioni a tutti i livelli, che su Scala dei Turchi c’è maggiore attenzione da parte di tutti, ma dobbiamo ancora batterci per l’iscrizione del sito nell’elenco dei beni ‘Patrimonio dell’Unesco’.

2.466 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 17.804 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 4.468. Il tasso di positività scende al 13,8% ieri era al 15,1%. L’isola è al secondo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 246.666 con un decremento di 856 casi. I guariti sono 3.390 mentre le vittime sono 18 e portano il totale dei decessi a 9.281. Sul fronte ospedaliero sono 1.256 ricoverati, in terapia intensiva sono 94.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 741. casi, Catania 479, Messina 355, Siracusa 243, Trapani 212, Ragusa 167, Caltanissetta 89, Agrigento 170, Enna 96.

Storie di ordinaria “movida” ad Agrigento. I locali tra Porta di Ponte, via Atenea e dintorni con l’emissione di musica al massimo del volume. Tante le telefonate di protesta da parte dei residenti alle forze dell’ordine. Mascherine al braccio nonostante si fosse in luoghi affollati. Controlli a tappeto sul possesso del green pass rafforzato nei locali. Automobili in sosta selvaggia ovunque. Resosi necessario anche l’intervento del carro-attrezzi. Vandali in azione: ciclomotori ribaltati a terra e danni.

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, si sono concluse nella tarda serata di ieri tutte le operazioni di sbarco dei migranti a bordo della Ocean Viking e del veliero approdati sabato. I minori non accompagnati sono ospiti in parte nell’hotspot di Pozzallo e altri nel centro d’accoglienza in contrada Cifali a Ragusa. Dei 338 migranti a terra, 35 sono risultati positivi al covid, e quindi imbarcati sulla nave quarantena Azzurra. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, commenta: “Spiace che un leader politico nazionale come la Giorgia Meloni, in un suo post faccia trasparire l’idea che i 35 migranti positivi si trovino liberamente a Pozzallo. Così non è. In questa città, come sempre, si fa accoglienza e lo si fa con grande umanità e con grande professionalità con le Forze dell’Ordine, le Autorità Sanitarie, le Associazioni Umanitarie e con l’ottimo coordinamento della Prefettura di Ragusa”.

“Sono parole del magistrato Massimo Russo, pronunciate nel corso processo che si celebra presso il Tribunale di Agrigento, che vede imputato Gian Joseph Morici, querelato dall’ex pentito Vincenzo Calcara per diffamazione a mezzo stampa” – afferma Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari di vittime innocenti di mafia, dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
“Morici, querelato da Calcara per averlo definito un falso pentito, aveva presentato una lunga lista testi citando in sua difesa magistrati e collaboratori di giustizia.
All’udienza del 17 febbraio sono  stati escussi il Dott. Massimo Russo, attualmente magistrato in servizio presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, e i collabori Vincenzo Sinacori e Francesco Milazzo.
Il Dott. Russo, esperto conoscitore della mafia trapanese, con un passato di sostituto procuratore accanto al giudice Paolo Borsellino, e con una lunga esperienza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stato tranciante nell’esprimere il proprio giudizio sull’ex pentito, ricordando come questi non fosse mai stato un uomo d’onore e come le sue dichiarazioni da collaboratore di giustizia non erano farina del suo sacco, mentre sarebbe interessante sapere chi metteva quella farina.
Secondo quanto esposto dal magistrato – prosegue Ciminnisi -, sarebbe necessario partire con il far chiarezza sul periodo in cui Calcara cominciò a collaborare con la giustizia, per capire quale fu il prologo delle stragi del ’92, in particolare quella di via D’Amelio nella quale persero la vita il giudice Borsellino e i componenti della sua scorta.
Calcara, infatti, iniziò a collaborare nel novembre del ’91, e pur dichiarandosi uomo d’onore riservato di Francesco Messina Denaro, non fece mai il nome del figlio, l’attuale boss latitante Matteo Messina Denaro, che durante quel periodo organizzava le stragi.
Parole durissime quelle rivolte dal Dott. Russo nei riguardi dell’ex pentito, rispetto le cui dichiarazioni ha evidenziato come provenissero da altre fonti e non da sua diretta conoscenza.
È la seconda volta – prosegue Ciminnisi – che un magistrato ritiene che Calcara fu strumento di altri, allontanando gli inquirenti dalla ricerca della verità.
Già il Dott. Gabriele Paci, attuale procuratore di Trapani, nel corso del processo di Caltanissetta, che vedeva imputato Matteo Messina Denaro per le stragi del ’92, aveva definito Calcara un “inquinatore di pozzi” e pentito eterodiretto.
Anche sulla vicenda del presunto “uomo d’onore riservato”, l’ex pentito è stato smentito dai collaboratori di giustizia Sinacori e Milazzo, che nel corso del video collegamento da località segreta, hanno ricordato come all’epoca della presunta affiliazione di Calcara a “Cosa nostra”, nel 1979, non esistesse la figura di un “uomo d’onore riservato”.
Tale figura nacque dopo l’inizio delle collaborazioni dei veri mafiosi, intorno alla metà degli anni ’80, per proteggere l’organizzazione criminale da pentimenti che avrebbero finito con il coinvolgere l’intera consorteria mafiosa.
Da familiare di vittima innocente di mafia, e in nome degli altri familiari che rappresento nell’associazione – conclude Giuseppe Ciminnisi – chiedo che venga fatta piena luce su questa vicenda, così come si sta facendo a Caltanissetta con il falso pentito Vincenzo Scarantino, autore di un depistaggio per il quale sono attualmente a processo appartenenti alle forze dell’ordine.
Chi “imbeccò” Calcara, facendo sì che si distogliesse l’attenzione dai Messina Denaro che si apprestavano a massacrare i giudici Falcone e Borsellino?

Il  68enne accusato di avere abusato sessualmente della nipotina di 6 anni mostrandole materiale pornografico dal suo cellulare ha parzialmente ammesso i fatti. L’uomo rimarrà in carcere. Assistito dall’avvocato Mauro Tirnetta, ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere e ha smentito alcuni particolari del racconto della piccola fatto ai genitori. E’ stato interrogato davanti al gip Antonio Cucinella e al pm Alberto Gagliatto del tribunale di Sciacca.

L’uomo, residente a Trapani, era stato arrestato mercoledì scorso dai carabinieri di Sciacca. Secondo le accuse, approfittando dell’assenza dei genitori, avrebbe della nipotina la scorsa estate. Fatti poi svelati dalla vittima con un racconto ai genitori. Secondo la bambina, infatti, il nonno le avrebbe fatto vedere alcune immagini dal suo cellulare di uomini e donne intenti a fare sesso e avrebbe anche mostrato alla bambina le sue parti intime.

I genitori, sotto choc, si sono subito rivolti ad una psicologa per farle valutare la storia e poi, credendo alla versione della piccola, nell’autunno del 2021, hanno raccontato tutto ai magistrati della Procura di Sciacca. La bimba davanti agli psicologi nominati dall’autorità giudiziaria ha ricostruito con lucidità i comportamenti del nonno, descrivendo fatti e particolari in maniera puntuale: questo è quanto è stato ricostruito dagli investigatori. I genitori della bimba sono assistiti dagli avvocati Pamela Nastasi e Vincenzo Savalla.

E’ diventato inarrestabile il cammino della Fortitudo Agrigento in questo campionato, una vittoria dietro l’altra e sempre più vittime di Chiarastella e compagni. Battuta in netta rimonta Salerno con il punteggio di 74-80 con i campani avanti di dieci punti visti sfumare tutti nel quarto parziale di gioco. La Fortitudo ha saputo resistere, lottare, difendersi e reagire quando era necessario farlo. Una grandissima prova di squadra, la doppia cifra di Costi, Grande, Lo Biondo e Morici permettono alla Fortitudo di portare a casa altri due punti fondamentali e, con la sconfitta di Bisceglie in campo della Viola Reggio Calabria, si porta avanti con un vantaggio di sei punti ed un match da recuperare contro la Virtus Ragusa. I ragazzi di coach Catalani non si fermano più, la pausa ha ridato energie alla squadra, reduce da ben 16 vittorie consecutive, sembra un lontano ricordo la sconfitta di ottobre contro Ruvo di Puglia, da lì in poi un successo dietro l’altro. Nel match odierno contro Salerno le difficoltà sono stati sin da subito evidente, il primo parziale si è chiuso con il punteggio di 24-14, la squadra campana è partita subito forte sostenendo un ritmo elevato. Il secondo parziale si chiude in parità sul 18-18 e tiene a distanza di 9 punti Agrigento. La squadra fatica a trovare la solita energia ma il rientro in campo favorisce Agrigento e recupera tre punti. Serve una grande prestazione finale, la testa ed il cuore che ha contraddistinto gli agrigentini fin qui durante la stagione. Rimonta riuscita e sorpasso netto portando a +6 nel risultato finale ed un parziale decisivo di 12-24 che porta il risultato sul 74-80. Top scorer del match è Andrea Lo Biondo con 19 punti, seguito da Cosimo Costi con 16 punti e Alessandro Grande con 14. Domenica prossima si torna al Palamoncada per la sfida contro Monopoli, servirà una motivazione maggiore visto il netto distacco dalle avversarie ma sono partite importanti anche in vista della Coppa Italia di marzo.