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Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, rischia il rinvio a giudizio dopo che la Procura ha depositato ritualmente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari riguardante una vicenda, quella del mancato abbattimento delle case abusive nella città del Gattopardo che già tante polemiche ha scatenato.

 
Il sindaco, nonostante numerosi avvisi che lo esortavano a procede con le demolizioni, nulla avrebbe fatto finendo così sotto inchiest

Dal Cipe quasi 66 milioni di euro per 9 dighe siciliane. Risorse finanziarie subito utilizzabili. I dettagli sulle opere. L’intervento di Musumeci.

La pioggia è stata invocata e, in ritardo, è piovuta, però non tanta pioggia da colmare gli invasi e le dighe. E se l’acqua dal cielo non è stata sufficiente, almeno per il momento, allora è stata scatenata una pioggia di finanziamenti dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. A favore di nove dighe siciliane pioveranno al più presto quasi 66 milioni di euro per opere utili e necessarie che il governo regionale ha sollecitato al fine di fronteggiare l’emergenza idrica in Trinacria.

Sono soldi ricavati dal cilindro del Fondo per lo sviluppo e la coesione, e che saranno dirottati, in primis, a foraggiare finanziariamente la conclusione delle opere alla diga Pietrarossa, struttura strategica a cavallo tra le province di Enna e Catania, e che è una ‘rinomata incompiuta’ da oltre 20 anni. I progetti in itinere comprendono anche interventi antisismici, e i cantieri sono da intraprendere entro il 2020. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Fin dall’insediamento, il governo ha dovuto fronteggiare emergenze decennali mai risolte, a cominciare, proprio, da quella idrica. Ma ha voluto anche concepire un piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, in modo tale che, fra qualche anno, questo attuale stato di crisi possa essere solo un lontano ricordo. Il completamento della diga Pietrarossa rappresenta, in particolare, un traguardo importante atteso da lunghissimo tempo. E’ questa la risposta concreta a tutti coloro che hanno messo in dubbio l’azione tempestiva ed efficace del governo. Adesso bisogna passare alla fase operativa. Niente più perdite di tempo”.

Ecco la mappa dettagliata dei nove appalti in marcia: Pietrarossa tra Aidone e Mineo, 60 milioni, Fanaco, a Castronovo di Sicilia, provincia di Palermo, 700mila euro, Garcia a Contessa Entellina, provincia di Palermo, 1 milione, Nicoletti a Leonforte, provincia di Enna, 1 milione, a Paceco, in provincia di Trapani, 350 mila euro, Piano del Leone, a Castronovo di Sicilia, 2 milioni, Ponte Barca, a Paternò, in provincia di Catania, 175 mila euro, Rubino, a Trapani, 250mila euro, e Scansano, a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, 300mila euro.

A.R. (teleacras)

NEL 2017 AVVELENATI OLTRE 31.800 CANI Sono oltre 31.800 le segnalazioni di cani avvelenati  con i bocconi avvelenati nel corso del 2017 di cui si è avuto notizia con un incremento di 8.300 cani avvelenati rispetto al 2016 anno che aveva avuto un altro importante incremento nonostante la legge ritenga un reato penale la diffusione dei bocconi avvelenati aumentano in maniera esponenziale i casi di avvelenamento collettivi di cani attraverso la diffusione dei bocconi e dei lumachicidi nei parchi pubblici ed anche nelle aree cani. Purtroppo sono in aumento anche i casi di cani morti tra atroci sofferenze dopo aver ingerito il veleno. Nel 2017 si ebbe un picco con ottomila avvelenamenti registrati nel mese di febbraio. Il maggior numero di casi di avvelenamenti accertati sono stati registrati nel Lazio in Veneto, Sardegna, Sicilia e nelle provincie di Brescia, Pavia tra le città Milano in Lombardia.

 

Si è svolto ieri, nella sala della Biblioteca comunale di Ravanusa, un incontro, dal tema “Fenomenologia e gestione del Cyberbullismo e dei rischi psicosociali della navigazione”.
Un evento che ha trattato la delicata tematica del cyberbullismo, organizzato dal Kiwanis club di Agrigento in collaborazione con l’I.S.T Giudici Saetta e Livatino di Ravanusa.
Il club Service Kiwanis ha voluto incontrare gli studenti del liceo di Ravanusa, con lo scopo di far conoscere i rischi cui sono sottoposti i giovani, a causa del sempre più dilagante fenomeno del bullismo via web.
Dopo i saluti della Dirigente dell’I.S.T Giudici Saetta e Livatino, prof.ssa Adriana Mandracchia e del Presidente del club Kiwanis di Agrigento, prof.ssa Fiorella De Girolamo, a catturare l’attenzione dei tanti studenti presenti, è stato il dott. Francesco Cannavà, il quale, ha illustrato con estrema chiarezza le problematiche connesse al cyberbullismo nonché gli aspetti della recente normativa.
Presenti all’incontro anche il past Governatore del Kiwanis international, dott. Elio Garozzo e la referente divisionale per il cyberbullismo, dott.ssa Rosalba Fiduccia.

 

“A seguito delle segnalazioni ricevute dai cittadini residenti in via Favignana presso il quartiere di Monserrato che di fatto si ritrovano senza un tetto,reputo opportuno dire la mia nella qualità di rappresentante eletto direttamente dal popolo. Credo fermamente che questa amministrazione a guida Firetto ed il rispettivo Assessore al ramo, dovevano intervenire molto prima che si verificasse il crollo, perchè questa amministrazione era a conoscenza da molto tempo dell’imminente frana del costone che insiste in Via Favignana. A parte le transenne, chiedo con forza di sapere cosa in questi tre anni  di legislatura è stato fatto per evitare il mortificante è pericoloso problema da parte del governo cittadino? Quali misure sono state adottate per contrastare tale fenomeno di dissesto idrogeologico? Quale strategia è stata utilizzata per garantire la pubblica e privata incolumità dei cittadini? Se e quando sono stati fatti gli appositi sopralluoghi da parte del Sindaco Firetto e dall’Assessore al ramo? Quale soluzione intende dare ai cittadini colpiti da tale frana a parte la magra risposta del Sindaco di essere ospitati a spese del Comune per due sole notti in una camera d’albergo? Inoltre chiediamo di sapere se e quando le sette famiglie senza tetto potranno rientrare presso le proprie abitazioni o se dobbiamo adibire Palazzo dei Giganti per coloro che rischiano seriamente di restare per lungo tempo senza un tetto sicuro. Via Favignana rimane in attesa di una imminente, cordiale e risolutiva risposta da parte dell’Amministrazione attiva.

A dichiararlo il Consigliere comunale a Palazzo dei giganti Salvatore Borsellino.

La villetta un po’ isolata di un cittadino residente a Lampedusa (Ag), poteva sembrare un facile colpo per tre tunisini ospiti presso il locale Hot Spot.

Ed infatti, approfittando del buio, i tre magrebini erano riusciti ad entrare nell’abitazione dopo aver forzato una finestra, approfittando dell’assenza del proprietario, rovistando e mettendo a soqquadro tutta le stanze, arraffando ogni cosa.

Ai topi d’appartamento, che stavano operando indisturbati, è stato fatale, però, aver acceso la luce di una stanza. Infatti, in quel momento stava rincasando un vicino che si è subito insospettito ed ha telefonato immediatamente al “112”. In un lampo sono accorse due pattuglie dei Carabinieri già impegnate in vari posti di blocco sul territorio, che dopo aver circondato la villetta, hanno fatto irruzione all’interno, sorprendendo i tre tunisini ancora con le mani nel sacco. Dai loro giubbotti, durante le perquisizioni, sono saltati fuori gioielli ed oggetti di ogni genere, subito sequestrati.

E così, grazie alla preziosa telefonata ricevuta da un cittadino, con l’accusa di “Furto in abitazione”, i Carabinieri della Stazione di Lampedusa hanno fatto scattare le manette ai polsi dei tre tunisini, un ventenne e due trentenni giunti sull’isola da circa un mese, mettendoli a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento.

Tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario dell’abitazione

Furiosa lite tra madre e figlia per la gestione di un Bed and Breakfast nel centro storico di Agrigento. Protagoniste due donne, una 55enne e la figlia di 25 anni che hanno avuto un alterco sfociato, sembra, in una lite dai toni tanto accesi da indurre i vicini a chiamare i carabinieri.

 
Sul posto i Militari dell’Arma hanno riportato la calma tra le due congiunte

Il giudice del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, in accoglimento delle richieste della Procura della Repubblica,  ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Antonella Guzzon, 36 anni, domiciliata a Porto Empedocle e accusata di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

 La donna venne trovata in possesso di 60 dosi di eroina per un peso di 5,5 grammi e per questo finì ai domiciliari.

Ad Agrigento, venerdì prossimo, 2 marzo, nella sala convegni del Santuario dell’Addolorata, alle ore 17:30, si svolgerà un incontro su monsignor Giuseppe Cognata, vescovo salesiano agrigentino. L’iniziativa è promossa dalla Società Agrigentina di Storia Patria, presieduta da Attilio Dalli Cardillo, dall’ Arciconfraternita dell’Addolorata, presieduta da Dino Montana, e dal confrate responsabile Franco Zanini. Dopo l’introduzione di Dalli Cardillo e Montana, relazioneranno lo storico e saggista, Gaetano Allotta, e don Lillo Argento, rettore del Santuario.

“Sette famiglie evacuate ad Agrigento per il cedimento della palazzina dove abitano a causa della frana di un costone. Poteva scapparci il morto. La Sicilia continua a crollare, pagando anni di incapacità e incuria dei governi Pd a Roma e alla Regione. Renzi si è sempre riempito la bocca con la lotta al dissesto idrogeologico, annunciando opere immediatamente cantierabili, risorse per progetti da realizzare che non si sa che fine abbiano fatto. Non solo. Ora il Comune dice che non ci sono i soldi per sistemare in albergo le famiglie sgomberate. Quindi per ospitare i clandestini in hotel si trovano e per loro no? Non scherziamo. Do un consiglio al sindaco Firetto: vada dal prefetto e si faccia dare i soldi copiosi che sono destinati alla finta accoglienza dei clandestini. Se non glieli danno si incateni. Il sottoscritto correrà al suo fianco e con me tutta la Lega di Agrigento e di Sicilia. Che sia chiaro, dal 5 marzo tutti i soldi dati al business dell’immigrazione verranno destinati per le famiglie italiane bisognose e meritevoli”. Così il deputato Alessandro Pagano, capolista alla Camera per la Lega-Salvini premier nel collegio plurinominale di Agrigento, Gela, Mazara del Vallo.