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Sono al vaglio della Tenenza dei Carabinieri di Favara le scritte sui muri della contrada “Crocca” dove i militari cercano di individuare i possibili legami tra il “L.C.” (citato nei murales) e la scomparsa di Gessica Lattuca del 12 Agosto scorso.
Le scritte, rinvenute stamani sui muri, indicano l’assassino di Gessica.
Ma perché chi ha compiuto questo gesto ha scelto di farlo in maniera così plateale?
Può quindi essere un’indicazione o anche un depistamento. Ma ciò che si domandano il fratello di Jessica, Enzo Lattuca e l’ex compagno, Filippo Russotto, è il fatto che la persona che ha compiuto questo gesto ha rischiato di essere sorpreso con lo spray in mano quando avrebbe potuto scrivere una lettera o fare una telefonata anonima e quindi rischiare meno.
Al momento gli investigatori continuano le indagini.

 

 

E’ finito in manette, con l’accusa di coltivazione ai fini di spacci, il 48enne, di Licata, Antonino Tilocca proprietario di un’officina.

I carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dello stabile scoprendo che con l’officina confinava un magazzino grezzo di circa 280 mq dove venivano tenuti due cani apparentemente aggressivi e di taglia medio/grande.

Dopo aver allontanato gli animali è scattata la perquisizione e nel magazzino grezzo sono state ritrovate 11 piante di cannabis nascoste sotto della plastica per uso agricolo.

Piante, alla vista, tagliate poco prima ed è stata trovata anche una serra di circa 200 mq dove all’interno vi erano 150 contenitori pieni di terriccio di cui 104 con ancora il fusto reciso alla base della pianta di cannabis.

Sono stati trovati anche dei fili di nylon appesi ad una altezza di circa due metri usati, sicuramente, per l’essiccazione delle piante mentre in un altro piccolo contenitore è stato rinvenuto una discreta quantità di fiori e foglie di cannabis essiccata.

 

 

Palillo Andrea, 30 anni, ricercato in tutta Europa e destinatario di un “mandato di arresto” emesso dalle Autorità belghe perchè responsabile di una rapina ed un furto in abitazione commessi in Belgio, tra il mese di Novembre 2017 e Giugno 2018.

Così i Carabinieri della Stazione di Porto Empedocle, per molti giorni, si sono appostati nei pressi dell’abitazione di Palillo e proprio questa notte i militari dell’Arma hanno subito riconosciuto l’uomo e accerchiandolo hanno fatto scattare le manette dopo le procedure di identificazione.

All’uomo è stato notificato il provvedimento restrittivo e successivamente portato in carcere.

 

 

 

 

Nella seconda udienza preliminare per il cosiddetto “sistema Montante” che si è svolto al Tribunale di Caltanissetta, come parte civile l’Ordine dei giornalisti di Sicilia è stato ammesso.

«Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento della nostra richiesta da parte del gup David Salvucci», afferma il presidente dell’Odg Sicilia, Giulio Francese, il quale ha voluto ringraziare l’avvocato Salvino Pantuso, che ha rappresentato l’Ordine.

“Quella di costituirsi parte civile – ha aggiunto – è una scelta doverosa da parte dell’Ordine che chiede sia fatta piena luce sulla vicenda tra Montante e i giornalisti, a tutela del buon nome e della funzione della categoria, ma anche nel rispetto della memoria dei colleghi che in Sicilia hanno pagato con la vita il proprio impegno per la verità, diventando un esempio per tanti giornalisti che continuano a lavorare con la schiena dritta, senza piegarsi davanti a minacce o a tentativi subdoli per ammorbidirli o metterli a tacere”.

 

 

 

Alfonso Malato, attuale presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, aveva il ruolo di giudice per le indagini preliminari nello stesso procedimento, dunque, risulta incompatibile nella guida del collegio dei giudici.

A sedere nel banco degli imputati 50 persone, tra medici, faccendieri, e finti disabili accusati a vario titolo e che facevano parte di un sistema sulle agevolazioni della legge 104 e garantiva, di poterne usufruire beneficiando quindi di tutti i vantaggi anche a chi non aveva diritto. Lo scorso marzo il giudice per l’udienza preliminare Stefano Zammuto rinviò a giudizio 48 persone mentre 9 furono le condanne con rito abbreviato, nello specifico: Barragato (3 anni e 10 mesi interdetta in perpetuo dai pubblici uffici), Roberto Ibba (4 anni e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici), Eleonora Moscato (3 anni e 10 mesi e interdetta in perpetuo dai pubblici uffici), Giuseppe Cuffaro (1 anno e 4 mesi), Giuseppa Patrizia Ibba (4 anni e 2 mesi e interdetta in perpetuo dai pubblici uffici), Giuseppe Aquilino (3 anni e 6 mesi con interdizione da pubblici uffici per 3 anni e 4mesi), Vincenzo Gaziano (3 anni e 6 mesi e interdetto da pubblici uffici in perpetuo) e Domenico Giglione (3 anni e 6 mesi e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici).

Ciò che è successo nel settembre 2014 fu un vero e proprio uragano che portò alla nascita l’inchiesta La carica delle 104” diventata anche nazionale.

Diciannove persone, di cui dieci medici, finirono agli arresti: per sei di loro venne disposta la custodia in carcere, per 8 i domiciliari e a 5 indagati venne imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli indagati erano complessivamente 101.

Nell’ottobre 2016 nell’inchiesta si aggiunse un secondo filone ovvero il seguito delle investigazioni condotte dalla Digos della Questura di Agrigento che portò il numero degli indagati a 252.

Nell’ottobre 2017, si apre il terzo (e al momento ultimo) filone d’inchiesta della “Carica delle 104” che coinvolge principalmente insegnanti. Il processo riprenderà il 7 gennaio.

 

 

 

La sicurezza delle infrastrutture stradali in Sicilia, e il monito del presidente della Regione, Nello Musumeci: “Se Anas non è in grado di fare le verifiche su ponti e viadotti lo dica, e ci attrezzeremo diversamente”. Ebbene, Anas ha subito replicato così al governatore della Sicilia: “Siamo pronti ad estendere le nostre attività di controllo e di monitoraggio, già costantemente svolte sui ponti di nostra competenza, anche alle opere non di nostra competenza, ad esempio sulla rete stradale delle ex Province e del Cas, il Consorzio autostrade siciliane. E’ necessaria però la stipula di un’apposita convenzione con la Regione per poter avviare quanto prima tali attività. Da parte nostra sono state già 5077 le verifiche fatte da gennaio ad oggi su ponti e viadotti. Svolgiamo regolarmente attività di monitoraggio e controllo sui 1614 ponti e viadotti della rete di competenza, con le ispezioni periodiche previste dalle norme, nonché con l’installazione di avanzati sistemi di monitoraggio strumentale su alcune opere particolarmente rilevanti”.

Una serata di grandi emozioni, quella che si è svolta martedì scorso a Grotte, nel ristorante “Officina del Gusto”. Un evento organizzato dallo chef Antonio Bellanca (FOTO), per festeggiare l’importante riconoscimento ottenuto a San Vito Lo Capo proprio il mese scorso, ovvero il titolo di Campione Italiano del Cous Coosu Fest 2018. Una serata di degustazioni ma anche un modo per diffondere la cultura e la storia del CousCous, dall’Africa alla Sicilia, un cibo da consumare insieme e considerato piatto della pace. Importanti momenti della serata sono stati dedicati alle produzioni agroalimentari locali, come la cipolla paglina di Castrofilipo presidio Slow Food, il pistacchio di Raffadali, il pomodoro secco di Pachino (tutti ingredienti che compongono il piatto vincitore al Campionato Italiano) e in ultimo lo Zafferano Sikano, prodotto ad Aragona e recentemente certificato come prodotto di alta qualità. Importante la presenza di Confcommercio, a sancire il valore di queste attività che portano alto il nome e l’economia locale e in conclusione la consegna di una targa da parte del primo cittadino, Alfonso Provvidenza, che insieme agli Assessori ha voluto complimentarsi con lo chef Bellanca per l’amore e l’impegno messo nel suo lavoro e per il risultato ottenuto che é un orgoglio per tutta la cittadinanza.  

 Tecnici e cantonieri del Libero Consorzio ancora impegnati sulle strade provinciali interne dopo i violenti nubifragi dei giorni scorsi che hanno provocato non pochi problemi su vari tracciati per l’abbondante quantità di fango e detriti che si sono riversati sulle carreggiate. La situazione è tornata alla normalità su quasi tutte le strade interessate del comparto centro nord, in particolare sulla SP n. 25 Soria-Mussomeli ove stamattina sono stati ultimati gli ultimi lavori di sgombero della carreggiata dal fango, e su alcune ex consortili nella stessa zona.

 Lunedì invece inizieranno gli interventi sulle Strade Provinciali n. 17 Raffadali-Siculiana e n. 29 Raffadali-Cattolica Eraclea, ove le quantità di detriti da rimuovere chiederanno un impegno sicuramente maggiore di uomini e mezzi. Pur essendo stata assicurata la transitabilità il Settore Infrastrutture Stradali invita gli automobilisti a rispettare rigorosamente i limiti di velocità e le limitazioni con transito alternato in caso di restringimento della carreggiata, secondo la segnaletica installata nei giorni scorsi, prestando attenzione ai mezzi ancora al lavoro.