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I ministeri della Salute e dell’Economia hanno reso l’ok al piano della rete ospedaliera del governo Musumeci in Sicilia, e quindi vi è adesso il parere positivo, in sintesi, alla decurtazione di 196 primariati e all’incremento di 1.700 posti letto. Inoltre, il decreto di approvazione definitiva della rete ospedaliera, prossimo alla firma dell’assessore regionale Ruggero Razza, riavvierà la stagione dei concorsi che dovrebbe comportare oltre 5000 nuovi posti di lavoro nella sanità siciliana.

La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale ha reso parere favorevole alla nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere in Sicilia. Il parere interessa Giorgio Giulio Santonocito (Azienda sanitaria provinciale di Agrigento); Alessandro Caltagirone (Asp di Caltanissetta); Maurizio Letterio Lanza (Asp di Catania); Francesco Iudica (Asp di Enna); Paolo La Paglia (Asp di Messina); Daniela Faraoni (Asp di Palermo); Angelo Aliquò (Asp di Ragusa); Salvatore Lucio Ficarra (Asp di Siracusa); Fabio Damiani (Asp di Trapani); Roberto Colletti (Arnas Civico Di Cristina-Benfratelli di Palermo); Fabrizio De Nicola (Arnas Garibaldi di Catania); Mario Paino (Azienda ospedaliera Papardo di Messina); Walter Messina (Azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo); Salvatore Emanuele Giuffrida (Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania). Il presidente della Commissione Affari Istituzionali, Stefano Pellegrino, commenta: “Si tratta di un passaggio importante per garantire la regolare e serena gestione delle aziende sanitarie”.

E poi capita che dei 750mila euro messi nel bilancio “preventivo” 2018, approvato a fine Dicembre 2018 (ma chissà quanti sono stati incassati realmente?), 250mila vadano ad un progetto per valorizzare via Cesare Battisti. L’indicazione sulla spesa è della amministrazione, lo scrive il dirigente nella DD 2503 del 31/12718, non indicando atti scritti ma solo la comunicazione (orale?) di un’intenzione della giunta.

Per il regolamento sulla tassa di soggiorno la destinazione delle somme è stabilita attraverso la consulenza di un’apposita consulta; inoltre una relazione su quanto realizzato deve essere presentata annualmente in Consiglio comunale.

Non ci sono evidenze oggettive di consultazioni con chi giornalmente fa da esattore per un balzello che, oggi si può affermare, non serve a niente e  non migliora i servizi ma sfoga la passione di un sindaco a cui piace “firmare” vie e piazze anche con ceramiche di (suo?) gusto particolare. Ricordiamo che la fronti stante scalinata Madonna degli Angeli è stata riqualificata attirando l’ironia e lo sdegno di tanti cittadini: la volontà è quella di completare il “capolavoro”?

Quello che si legge in queste carte sembra una cieca imposizione dall’alto, con appalto già pronto in attesa dell’approvazione del bilancio. 

A leggere bene il regolamento per la tassa di soggiorno, la riqualificazione di una via della città non è,  però, tra le possibilità di spesa che sono specificate dall’art 2 bis e, dunque, si può  far saltare la spesa dissennata. Non è nemmeno la prima volta che questa amministrazione commette un errore, rispetto a regolamenti scritti dal Consiglio comunale (palesando menefreghismo e/o ignoranza?),   recentemente è successo con il regolamento per la cittadinanza onoraria.

In più 470mila euro, che dovevano essere utilizzati per i servizi di promozione turistica, finiscono nelle economie vincolate e non saranno toccati, con molta probabilità, nel 2019: creeranno un bel capitale per il 2020 quando magari potranno dare slancio a qualche progetto finalizzato alla promozione in piena campagna elettorale.

Sono tanti soldi 470mila euro per una città dove servizi per i turisti ce ne sono veramente pochi. Sono soldi finanziati dagli stessi turisti che potrebbero lasciare migliori recensioni invece di lamentarsi per una città dove non ci sono bagni pubblici o bus notturni.

E’ uno schiaffo per chi raccoglie i soldi e, spesso, le critiche: loro conoscono bene i bisogni (non come la giunta!) dei turisti. Questa spesa dovrebbe essere un’assurdità  per  chi lavora e investe in questa città, per chi crede ancora che qui si possa fare turismo.

Dopo l’intervento, anche, dell’autonomista On. Pullara che ha duramente attaccato il governo Lega/Cinquestelle per i permessi rilasciati per le trivellazioni nel mar Ionio, definendo la questione addirittura “Vergogna Ionica”, il Mise, ieri, ha messo a punto un emendamento blocca-trivelle al decreto legge Semplificazioni.

Tale emendamento prevede, per un termine massimo di tre anni, la sospensione dei permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione (cioè esplorazione del sottosuolo) o di ricerca o di coltivazione dei giacimenti sottomarini di idrocarburi. “Non mi fermo e non basta. Continua lo strasbismo di questo Governo, che non guarda alla Sicilia. Per il Mediterraneo sono già stati rilasciati i permessi per la coltivazione. Il che significa che, risolta la vergogna ionica, rimane quella Mediterranea. Continuerò a vigilare e lottare per fermare questa violenza e per capire lo stato dell’arte dei documenti autorizzativi per le trivellazioni del nostro mare”- dichiara Pullara.

“Come avete potuto constatare, portando le nostre lamentele alla ribalta regionale, abbiamo ottenuto un primo risultato. Oggi Pentastellati/Lega fanno marcia indietro per lo Ionio, ma come accaduto per Ischia ed il condono edilizio accordato solo a quell’isola, così accade oggi per le trivellazioni. Il Governo guarda solo ad alcune Regioni. La Sicilia e il resto del Sud attendono le loro risposte” continua il deputato.

“Il Mediterraneo è ancora in pericolo. E’ una grande risorsa naturale, storica, turistica. Non si può e non si deve abbassare la guardia. U mari un si spurtusa, neanche quando di fronte a noi, come contraltare, abbiamo i grandi colossi petroliferi che vogliono trasformare una risorsa di tutti e per tutti in un affare di pochi e per pochi” conclude Pullara.

La relazione dell’Ufficio studi dell’Assemblea Regionale ha bocciato in ampia parte il testo della Finanziaria presentato dal governo Musumeci in commissione Bilancio. Dubbi sono espressi sulla valutazione delle entrate tributarie, che non sarebbero connesse ai dati macro-economici ed agli accordi con lo Stato. E poi sulla bassa incidenza della spesa di investimento, generante sviluppo, rispetto alla spesa corrente. Altri chiarimenti sono richiesti sul meccanismo di incidenza del debito. Poi è stata bocciata la proposta del “modello Portogallo”, ovvero lo sconto fiscale per chi trasferisce la residenza in Sicilia, e ciò perché “nulla si rintraccia in merito alle modalità di quantificazione, cosicché non ci si può esprimere sulla congruità. Inoltre non appare di facile interpretazione il riferimento alla operatività del provvedimento rispetto ai tributi comunali”. E poi, ancora tra l’altro, sulla prescrizione del rimborso della tassa automobilistica “si rileva che la norma presenta profili di illegittimità, atteso che la competenza in materia è dello Stato”.

L’associazione nazionale antimafia, antiracket e antiusura “In Movimento per la Legalità”, così come l’associazione anti-estorsioni “Libero Grassi”, ritiene che le attività condotte siano possibili anche senza fondi pubblici. Il presidente nazionale di “In Movimento per la Legalità”, il giornalista Nino Randisi, afferma: “Noi tutt’oggi continuiamo ad operare con le modeste e libere donazioni che provengono sia da privati cittadini che da imprenditori che sposano in pieno i nostri obiettivi, la nostra missione. Siamo convinti, come l’Asaec di Catania, che i finanziamenti statali e regionali dovrebbero essere quasi del tutto destinati a potenziare gli sportelli antiracket ed antiusura presenti nelle Prefetture”.

Proseguono senza sosta le attività ispettive dei Carabinieri in tutta la provincia agrigentina, finalizzate a scovare i furbetti dei contatori dell’acqua e dell’energia elettrica. Nel corso delle ultime ore, sono stati effettuati una ventina di accessi ispettivi in varie abitazioni, per accertare eventuali irregolarità, con il proficuo contributo dei tecnici competenti. Ad Agrigento, a Villaseta, sono stati arrestati marito e moglie, entrambi di 40 anni, perché hanno allacciato abusivamente la loro abitazione, al Viale Kennedy, alla rete idrica pubblica. Risponderanno di furto aggravato e sono ristretti ai domiciliari.

Si organizza su tutto il territorio nazionale il comparto scuola della Conf.A.S.I. Il segretario Antonio Labate annuncia: “In occasione del nuovo sciopero degli operatori della scuola (tra docenti e personale Ata) previsto per il 26 gennaio prossimo, il sindacato sarà presente per rilanciare ancora una volta alcune questioni importanti quali la tutela dei docenti di sostegno, la riapertura dei corsi abilitanti per gli stessi docenti, maggiori emolumenti per i docenti europei, i buoni pasto e il riconoscimento del lavoro usurante già operativo per gli insegnanti di scuola materna. Il comparto scuola della Confasi è già attrezzato in termini di servizi per gli iscritti, e per quanto concerne il bando di Direttore dei Servizi Amministrativi, che scadrà il 28 gennaio, il sindacato è pronto a fornire assistenza per la presentazione delle relative domande, ad organizzare i corsi di preparazione e ad assistere per eventuali contenziosi che dovessero sorgere. Nelle prossime settimane la segreteria nazionale scuola nominerà i segretari regionali del settore”.

A Canicattì sabato prossimo 12 gennaio, nella chiesa di San Diego, alle ore 10:30, sarà celebrata la ricorrenza del 74° anniversario dell’uccisione del Tenente dei Carabinieri Antonino Di Dino, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”, deceduto nell’adempimento del dovere a Naro, in occasione di una ribellione armata. Il Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, Don Salvatore Falzone, insieme al parroco di San Diego, Don Salvatore Casà, officerà una messa a cui parteciperanno i vertici delle Forze dell’Ordine provinciali, il Sindaco di Canicattì, altre Autorità locali, civili e militari, nonché rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e di studenti del locale Istituto Tecnico Commerciale “Galilei”. L’11 gennaio 1945 i rivoltosi assaltarono la Stazione dei Carabinieri Reali a Naro, sequestrando i 9 militari presenti, occupando anche il Municipio dopo aver incendiato la locale Pretura e l’Ufficio delle Imposte. Per l’intera notte, tra l’11 e il 12 gennaio, vi furono vani tentativi, da parte dei Carabinieri, di forzare l’assedio della cittadina di Naro, a fronte di una forte opposizione armata e senza riuscire a superare l’organizzata resistenza dei rivoltosi. Il Sottotenente Antonino Di Dino tentò in tutti i modi di condurre alla ragione i rivoltosi, ma – quasi riuscito nell’intento – all’improvviso e vigliaccamente, uno di loro, armato di fucile, esplose un colpo che investì al volto l’Ufficiale, uccidendolo”.

L’assessore comunale all’Ecologia di Agrigento, Nello Hamel, informa che il mancato ritiro ieri dell’umido in alcune zone della città è stato causato dall’improvvisa chiusura della piattaforma di conferimento che impedisce lo scarico dell’umido e la possibiltà di continuare la raccolta. Il Comune – aggiunge Hamel – ha in corso una verifica per l’adozione dei provvedimenti e l’accertamento delle responsabilità.