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Raid vandalico nel centro cittadino a Porto Empedocle, dove ignoti hanno strappato e stracciato il manifesto del trigesimo di Andrea Camilleri, affisso dal Comune in diverse zone della città, come nei pressi della Torre Carlo quinto, dove è stata deposta anche una corona di fiori, e in tutti gli spazi destinati ai manifesti funebri. In particolare, i vandali si sono accaniti sul manifesto affisso su un cavalletto innanzi alla statua del celebre commissario Montalbano. La sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, commenta: “E’ un atto deprecabile, che condanniamo duramente. Il Comune ha già disposto l’acquisizione delle immagini degli impianti di video-sorveglianza della zona per scovare gli autori del gesto. La morte di Camilleri è stata vissuta dalla mia comunità come un lutto personale. Nonostante il maestro vivesse fuori da tempo, non si era mai staccato veramente da Porto Empedocle, da cui ha tratto ispirazione per i suoi capolavori. Ognuno di noi ha perso un familiare. Non sappiamo neppure se sia stato un empedoclino l’autore del gesto. In queste settimane la popolazione è triplicata e i turisti invadono sino a tarda sera le nostre strade”.

Durante una manifestazione avvenuta in Piazza Cavour dove si ricordava lo scrittore favarese Antonio Rossello era presente anche il notaio Bartoli insieme alla sua consorte Florinda Saieva.

Dopo l’intervento iniziale del Prof. Agnello viene passata la parola proprio al notaio che mentre si prepara ad esprimere il suo pensiero viene aggredito da un uomo prima verbalmente e poi fisicamente. L’uomo sferra un pugno sul volto di Bartoli che subito è stato aiutato dalla gente presente che ha cercato di mandare via l’aggressore ma l’uomo ha continuato a inveire e minacciare il notaio accusandolo di aver “rubato” delle sue idee.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Favara che dopo aver identificato l’uomo lo hanno subito rilasciato.

Fortunatamente in notaio Andrea Bartoli sta bene ma non è ancora chiaro se abbia sporto denuncia contro il suo aggressore.

E’ avvenuta una rapina a mano armata, stamattina, al distributore di carburante di viale Sicilia a Fontanelle.

In sella ad una moto, due uomini con il volto coperto e pistola alla mano hanno minacciato l’impiegato che aveva nel borsello facendosi consegnare tutto il denaro contante.

Subito dopo si sono dileguati ed è scattato l’allarme e la caccia ai due malviventi.

Scattato l’allarme, in viale Sicilia, si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri che hanno ricostruito l’accaduto e avviato le ricerche effettuando anche le riprese delle telecamere di video sorveglianza nel posto del distributore ed altre eventuali nelle vicinanze.

 

 

 

 

Mentre continua a tenere il banco il caso Open Arms, con la nave ormeggiata fuori dal porto di Lampedusa da oltre due settimane, non sembrano arrestarsi gli sbarchi sull’isola.

Poco dopo le 10 di questa mattina una motovedetta della Guardia di Finanza ha intercettato un’imbarcazione con a bordo 37 migranti. Le forze dell’ordine scorteranno la barca fino al porto. La nave Sansovino della Siremar con a bordo 37 naufraghi della Open Arms, tra cui sei donne e 24 minori approdera’ a Porto Empedocle.

Ennesimo sbarco, dunque, che si aggiunge ai due avvenuti tra la notte di ieri e questa mattina: 16 persone sono sbarcate ieri a Lampedusa mentre in 11 sono arrivati fino a Sciacca a bordo di una piccola imbarcazione.

Si respira aria di nuovo al Consorzio Universitario “Empedocle” di Agrigento. A metà agosto si sono registrate molte iscrizioni per il nuovo anno accademico.

Io c’ho creduto, fortemente e non ho dato ascolto a chi la riteneva una missione impossibile. Un risultato che va ben oltre le aspettative”, ha commentato il Sindaco Calogero Firetto.

Tra le immatricolazioni ai nuovi corsi di laurea, quelle di Scienze dell’educazione per la prima infanzia sono al primo posto. Seguono
Economia e amministrazione aziendale e Architettura e ambiente costruito. Stabili sono i numeri per quanto riguarda il corso di Servizio Sociale. Bene anche per il corso in Mediazione linguistica, realizzato dal Consorzio universitario con Trisform-Agorà Mundi.

Tra i 12 indicatori l’incidenza di librerie, ristoranti e bar, le proiezioni cinematografiche, gli spettacoli di teatro, gli eventi sportivi, i concerti, le mostre e l’attrattivita’ turistica. Qual e’ la provincia italiana dove il tempo libero dei cittadini e’ migliore? A scattare questa fotografia e’ la classifica pubblicata sul Sole 24 Ore di lunedi’ 19 agosto, che analizza la situazione nelle 107 province del nostro paese attraverso 12 indicatori che rilevano l’offerta culturale, i servizi e l’attrattivita’ turistica dei territori.

Sul podio si trovano Rimini, Firenze e Venezia, mentre maglia nera della classifica e’ Enna, capitale con la minore offerta per il tempo libero, seguita da Isernia e Agrigento. Tra le grandi citta’ anche Milano e Trieste compaiono nella top ten, che include ben cinque province della Toscana (Siena, Grosseto, Livorno e Pisa) e due del Friuli Venezia Giulia (Trieste e Gorizia). Complessivamente, la classifica premia i grandi centri metropolitani dove la presenza di spazi e servizi favorisce la coesistenza di proposte di cultura alta (ad esempio il teatro) ed esperienze di cultura popolare (come i concerti pop) o sportiva, offrendo un ricco mix di proposte per il tempo libero della popolazione residente. La provincia romagnola viene premiata da una serie di indicatori: si posiziona in cima alla classifica per capacita’ di attirare turisti sul territorio (presenze per kmq); e’ seconda per spesa pro capite in spettacoli culturali; quarta per incidenza di librerie ogni 100mila abitanti; sesta per numero di rappresentazioni teatrali realizzate nel 2018 ogni mille abitanti. Guardando ai singoli indicatori, dalla classifica emerge che Savona e La Spezia registrano la maggiore incidenza di ristoranti e bar ogni 100mila abitanti, mentre Massa Carrara e’ in cima alla classifica per incidenza di librerie.

Ascoli Piceno, Gorizia e Pescara sono sul podio per numero di proiezioni cinematografiche ogni mille abitanti, ma la spesa pro capite in cinema e teatro risulta piu’ elevata a Verona e a Milano dove indubbiamente ci sono eventi capaci di attirare un pubblico piu’ ampio e proveniente da fuori provincia. Tre sono gli indicatori che raccontano le performance turistiche e quindi l’attrattivita’ del territorio: la densita’ di presenze di turisti per chilometro quadrato premia le proposte di massa come Rimini, Venezia e Napoli, capaci di attirare visitatori da tutto il mondo; la permanenza media (notti nelle strutture ricettive), invece, penalizza il turismo mordi e fuggi a vantaggio di territori capaci di ‘intrattenere’ visitatori per lunghi periodi di vacanza (ad esempio Crotone, Fermo e Vibo Valentia); per ultima, la diffusione di agriturismi sul territorio racconta il successo del turismo slow che rende sempre piu’ interessanti location italiane meno conosciute (sul podio Bolzano, Siena e Livorno).

La classifica finale e’ il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei 12 indicatori presi in esame che fotografano tre aspetti fondamentali del tempo libero: l’attrattivita’ turistica, i servizi e l’offerta culturale. Il diverso modo di offrire e di vivere la cultura nel tempo libero, rappresentato con questi dati, fa emergere una distinzione tra territori fast e slow. Nei primi prevale un’offerta culturale con ritmi, quantita’ e qualita’ frenetici e capaci di raccoglie la sfida dell’accelerazione. Nei territori slow si privilegiano, invece, il rallentamento dei ritmi e la valorizzazione di alcune nicchie di offerta culturale. L’indice per la prima volta quest’anno verra’ utilizzato nella Qualita’ della vita 2019, la classifica che storicamente viene pubblicata a fine anno e che misura i livelli di benessere del territorio. Quest’anno la storica indagine del Sole 24 Ore compie 30 anni dalla sua prima edizione pubblicata nel 1990 e, per l’occasione, verra’ anticipata da una serie di tappe tematiche di avvicinamento durante l’anno. Con il tempo libero si celebra cosi’ la terza puntata di un percorso che si sviluppera’ durante tutto l’anno e’ che e’ partito lo scorso lunedi’ 25 marzo con la pubblicazione dell’Indice del clima ed e’ stato alimentato a maggio con l’Indice della Salute.

Mentre incombe il caso della ong spagnola Open Arms, a Lampedusa proseguono gli sbarchi di migranti. A largo dell’isolotto di Lampione, Guardia di Finanza e Guardia Costiera hanno soccorso una barca con 57 migranti a bordo, condotti poi a Lampedusa e approdati sul molo Favarolo. Sarebbero tutti tunisini comprese due donne, una delle quali incinta. E nottetempo, ancora a Lampedusa altri 16 tunisini sono giunti a bordo di un barchino in legno. I migranti hanno eluso i controlli in mare e poi sotto costa sono stati raggiunti e scortati dalla Guardia di Finanza.

Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto di nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo a Palermo. Lo stesso Giambrone è stato già designato nell’incarico lo scorso primo agosto, ma il successivo 13 agosto, tramite una lettera al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il ministro Bonisoli ha inviato il Consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro a riconsiderare la designazione perché Francesco Giambrone è fratello di Fabio, vicesindaco del Comune di Palermo, e il Comune è uno dei soci della Fondazione. Il sindaco di Palermo, Orlando, commenta: “Con la firma, da parte del ministro Alberto Bonisoli, del decreto di nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo si conclude una procedura che ha registrato da parte di tutti i componenti del consiglio di indirizzo una forte e ripetuta unanimità, volta a garantire continuità e portare sempre più alla realizzazione di un programma di altissimo livello che ha contribuito a fare assumere al nostro Teatro e alla intera città un grande prestigio nazionale e internazionale. Ritengo che sia stato del tutto fuori luogo che nei giorni scorsi siano stati prospettati impropri ruoli di intermediazione di un percorso che è sempre rimasto, come doveva rimanere, nei canali del rigore e della qualità nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti”.

Per il comparto artigiano italiano il 2019 è un anno di contrazione tanto che, secondo la Cgia di Mestre, sono 6.500 le aziende in meno nel solo primo semestre dell’anno. A pesare negativamente sono lo spettro dell’aumento dell’Iva, il calo dei consumi, le tasse, e l’accesso al credito. Ad eccezione del Trentino Alto Adige, in tutte le altre regioni italiane il saldo del primo semestre è stato negativo. I risultati più preoccupanti si sono registrati in Emilia Romagna (-761), in Sicilia (-700) e in Veneto (-629). Per la Cgia è una morìa che dura ormai da 10 anni. Tra il 2009 e il 2018, infatti, il numero complessivo delle aziende artigiane si è ridotto di quasi 165.600 unità. La Sicilia, con il -15,1 per cento, ha perso 12.747 attività. E la stessa Cgia spiega: “Lo spettro dell’aumento dell’Iva è una ulteriore “stangata” al mondo dell’artigianato e potrebbe arrivare il prossimo primo gennaio. Se non si disinnescherà l’aumento dell’Iva, l’innalzamento di 3 punti percentuali sia dell’aliquota ordinaria che di quella ridotta rischia di provocare degli effetti molto negativi sul fatturato di queste attività che vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie. E oltre agli effetti economici e occupazionali, la riduzione del numero delle attività artigiane, e in generale dei negozi di vicinato, ha provocato delle ricadute sociali altrettanto significative. Con meno botteghe, si assiste ad una desertificazione dei centri storici e anche delle periferie urbane sia delle grandi città che dei piccoli paesi”.