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Stasera dalle 21,30 si svolgerà la seconda edizione di SitaFest, in piazza Madonna della Catena a Villaseta. Sul palco “Dancing Queen”, la cover band ’70-’80 dance. Dopo, toccherà alla guest star, la cantante e conduttrice Anna Tatangelo.
Sempre stasera sarà il momento, al Teatro della Valle dei Templi, per il Festival “Il Mito”, di Drusilla Foer con lo spettacolo “Eleganzissima Estate”, che si preannuncia come “un viaggio fra gli aneddoti tratti dalla vita straordinaria di Madame Foer”.
Domani sera a San Leone al piazzale Giglia concluderà le rappresentazioni estive il magico Lello Analfino dei Tinturia. A poche settimane dall’uscita del suo ultimo singolo “Mi fai stare bene”, Lello torrna in concerto nella “sua” Agrigento. Domani alle 21.30, in piazzale Giglia a San Leone, Analfino sarà sul palco con una insolita sorpresa: il concerto nella città dei templi sarà anche l’occasione di una storica reunion con i tanti amici musicisti di Lello nonché con chi negli oltre vent’anni di attività con i Tinturia ha fatto parte della band.
Il concerto – fortemente voluto da Roberto Sciarratta, direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi che ha finanziato l’evento – sarà soprattutto la prima occasione per Lello di cantare nella sua città alcuni brani del suo nuovo album “Punto e a capo”, in uscita il prossimo 9 settembre.

Rigettato il ricorso presentato da “Confcommercio Imprese per l’Italia Palermo” per ottenere l’annullamento degli atti del procedimento di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Palermo ed Enna, convenuta in giudizio con l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il TAR Sicilia-Palermo accogliendo tra le altre le ragioni prospettate dalla contro interessata SICINDUSTRIA, assistita dall’Avv. Michele Cimino, con l’ordinanza cautelare n. 533/2022 ha evidenziato come la procedura per il rinnovo del Consiglio camerale sia stato immune da censure e ossequioso della normativa nazionale e della disciplina di settore.

In particolare, i giudici del TAR hanno evidenziato come le criticità prospettate dalla Confcommercio Palermo sulla presunta irregolarità della procedura fossero non solo infondate  ma anche tardive.

In particolare, per quanto riguarda l’istanza istruttoria richiesta dalla ConfCommercio Palermo al TAR Sicilia, in merito ai vizi afferenti i verbali di accesso relativi al procedimento di rinnovo della C.C.I.A.A. di Palermo ed Enna, il TAR ha disposto che “per quanto attiene all’istanza istruttoria contenuta nel ricorso, la stessa non possa trovare accoglimento, in quanto parte ricorrente avrebbe dovuto impugnare tempestivamente i verbali di accesso nelle parti asseritamente illegittime; per contro, non risulta che detti atti siano stati contestati né formalmente, né sostanzialmente”.

L’ordinanza cautelare, in merito al presunto pregiudizio patito dalla ConfCommercio nei singoli settori e nei relativi seggi, ha inoltre evidenziato come a parte la mancanza di specificità degli assunti – e il consistente divario, in taluni settori, tra le medie aritmetiche delle contendenti e quella della ricorrente – i numerosi dati relativi a tutte le imprese iscritte sono statiassoggettati ad un primo controllo tecnico informatico sul 100% delle imprese, per mezzo della piattaforma Infocamere S.c.p.a.nonché ad un successivo controllo a campione disposto dalla Camera di Commercio  apparendo in linea con le regole che presidiano tale iter .

Infine i giudici, pronunciandosi sulla domanda cautelare, hanno stabilito per quanto attiene al periculum in mora, che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, appare prevalente l’interesse, palesato (anche) dalla resistente Camera di Commercio, assistito dal Prof. Avv. Salvatore Raimondi alla continuità nel funzionamento del sistema camerale e all’insediamento del nuovo Consiglio Camerale.

Si chiude pertanto con una vittoria della Camera di Commercio di Palermo ed  Enna e delle altre controinteressate tra cui  Sicindustria, il giudizio amministrativo instaurato dalla ConfCommercio volto a gettare ombre sull’ operato della C.C.I.A.A. di Palermo-Enna, che oggi più di prima risulta essere stato trasparente e immune da vizi procedurali.

Le imprese aderenti a Fipe Sicilia, la federazione dei pubblici esercizi, spegneranno le insegne dalle 20 del 15 settembre per protestare contro il caro bollette.

«Una situazione – ha affermato il presidente Dario Pistorio presentando l’iniziativa nella sede regionale di Confcommercio a Palermo – che ci porterà all’inaridimento della già problematica economia siciliana, alla perdita del lavoro per i collaboratori e i titolari d’azienda. Ma era questo quello a cui puntavamo dopo il Covid?».

Alla conferenza stampa erano presenti Antonio Cottone, vicepresidente vicario, e presidente provinciale Fipe Palermo, Giovanni Trimboli, presidente del sindacato ristoratori di Catania, e Gianluca Manenti, presidente Confcommercio Sicilia.

“Ogni giorno che passa, man mano che arrivano le varie bollette – ha spiegato Pistorio – il comparto va sempre più in tilt. In pochi, con questi chiari di luna, se la sentono di andare avanti. Le nostre stime? Parlano della chiusura in Sicilia di circa 4.000 attività nel settore somministrazione con la perdita del lavoro per poco meno di 12mila persona. Insomma, un disastro». “Abbiamo subito una crisi aziendale e di sistema – ha detto Cottone – abbiamo subito l’aumento delle materie prime e quello dei costi dell’energia. Tutto ciò senza avere potuto aumentare i listini, e ci chiediamo, d’altronde, che senso avrebbe avuto, visto che il nostro pubblico ha subito gli stessi aumenti e fa, dunque, i conti con una spendibilità minore».

L’imprenditore palermitano antimafia e testimone di giustizia Gianluca Calì, in politica con il Movimento “Sud chiama Nord”, rilancia l’invito a tutti candidati alle elezioni Regionali e alle Nazionali a sottoscrivere una “carta comune” contro la mafia. E spiega: “Si tratta di una sorta di manifesto, promosso da chi ha conosciuto la mafia e ha lottato e continua a combattere contro il racket delle estorsioni, e che intende far sottoscrivere a quanti oggi si candidano a rappresentare le istituzioni a Palermo e a Roma. Il terreno del contrasto alla criminalità organizzata, in special modo in Sicilia, deve costituire un impegno prioritario per i partiti e per i candidati, e non soltanto una mera dichiarazione di intenti. Tutto ciò deve poi trasformarsi in azioni di governo concrete al fine di contrastare l’illegalità. In questa campagna elettorale si sente parlare poco di questi argomenti, e pertanto crediamo sia necessario più che mai porre con forza all’attenzione dell’agenda politica di tutti la questione della criminalità organizzata che rappresenta una seria minaccia per le nostre imprese e per la nostra fragile economia” – conclude Gianluca Calì.

Nel 2011 il Comune di Lampedusa e Linosa aveva rilasciato in favore della Società W.S. s.r.l la concessione edilizia in sanatoria per un fabbricato costruito in data antecedente al 1976 sito in Lampedusa, il quale, ad oggi, ricade in zona vincolata all’interno della Riserva Naturale Orientata.
A distanza di quasi 7 anni dal rilascio del titolo edilizio, il Comune di Lampedusa e Linosa aveva disposto l’annullamento in autotutela della concessione in sanatoria per la presunta mancata acquisizione del nulla osta dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente necessario per gli immobili ricadenti all’interno delle riserve naturalistiche.
A questo punto la Società W.S. s.rl. con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha proposto ricorso un straordinario innanzi al Presidente della Regione censurando l’illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sotto diversi profili.
In particolare, i difensori Rubino ed Airo’ hanno censurato il difetto di motivazione poiché l’asserito interesse pubblico finalizzato al ripristino della legalità violata, in assenza di un’adeguata e compiuta istruttoria, non può assumersi in maniera apodittica e generica come prevalente rispetto alla posizione del privato che negli anni, sulla base del titolo assentito, ha consolidato l’aspettativa di mantenere legittimamente l’immobile in questione.
Il CGA, nell’esprimere il proprio parere di competenza sul ricorso straordinario presentato dalla W.S. s.r.l. ha ritenuto di condividere le difese degli Avv.ti Rubino e Airo’, “in coerenza con la soluzione adottata in giurisprudenza che ha come presupposto una necessaria motivazione “rafforzata”, laddove l’intervento che si vuole essere ripristinatorio della legalità non sia stato tempestivo o abbia violato il termine previsto dei 18 mesi”.
Per effetto del predetto parere il Presidente della Regione ha definitivamente accolto il ricorso della Società W.S. s.r.l. e per l’effetto ha annullato il provvedimento impugnato, ripristinando così il titolo in sanatoria rilasciato in precedenza.
Successivamente all’accoglimento del ricorso straordinario il Comune di Lampedusa e Linosa, senza alcun preventivo contraddittorio, ha disposto un nuovo annullamento del titolo concessorio adducendo che la Ditta, in seno alla domanda di sanatoria, avesse addotto delle false rappresentazioni in ordine all’epoca di realizzazione delle opere oggetto di sanatoria ed il contrasto delle stesse con in vincoli derivanti dalla riserva naturale orientata di Lampedusa.
La società W.S.s.r.l, con il patrocinio degli Avv. Rubino e Airo’, si è vista costretta a proporre un nuovo ricorso innanzi al TAR Sicilia – Palermo censurando la violazione del contraddittorio procedimentale e dell’affidamento ingenerato negli anni in capo alla ditta privata, giacché le presunte irregolarità erano state espressamente vagliate e superate dalla PA in senso favore alla proprietaria.
Nel giudizio innanzi al TAR Palermo si sono costituiti il Comune di Lampedusa e Legambiente, per chiedere il rigetto del ricorso.
Il TAR Palermo, in accoglimento delle tesi difensive degli Avv. Rubino e Airo’, ha accolto il ricorso proposto dalla società W.S., ritenendo che: “ai fini dell’annullamento d’ufficio per falsa, infedele, erronea o inesatta rappresentazione – esercitabile in ogni tempo non operando il limite temporale previsto dall’art. 21- nonies della l. n. 241/1990 – occorre che la stessa sia stata determinante per il rilascio del provvedimento ampliativo”, mentre nel caso di specie “l’istruttoria espletata dal Comune non smentisce” che le opere in questione siano state realizzate in ogni caso entro la data del 1°ottobre 1983 prevista dall’art. 26 della L.R. 37/1985 per l’ottenimento del condono.
Per effetto della pronuncia del TAR Palermo la concessione edilizia annullata dal Comune di Lampedusa e Linosa è stata ripristinata.

A Catania è morto all’ospedale “San Marco” un avvocato di 83 anni trovato gravemente ferito con un colpo alla testa la mattina del 5 settembre scorso nella sua abitazione di Castel di Judica, dove ha vissuto da solo. Secondo quanto emerso dalle prime sommarie indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Caltagirone, l’uomo sarebbe stato vittima di una rapina avvenuta la sera prima del ritrovamento. L’avvocato, del quale non è stata resa nota l’identità, a causa della gravità della ferita procurata con un corpo contundente, è stato ricoverato al “San Marco”. I medici ne hanno accertato la morte cerebrale.

I funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Porto Empedocle hanno scoperto una presunta maxi truffa perpetrata nel 2017 e nel 2018, e che avrebbe fruttato circa 250mila euro. L’artefice sarebbe stato un commerciante all’ingrosso di bevande che, simulando cessioni comunitarie di merce, sarebbe riuscito a vendere in nero sul territorio nazionale i prodotti senza applicare l’Iva. Ciò, inoltre, gli avrebbe consentito di acquisire indebitamente lo status di “esportatore abituale”, e quindi la possibilità di acquistare i prodotti senza Iva, ottenendo così un duplice e indebito vantaggio fiscale. Il commerciante è stato denunciato.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Paganini, è accaduto che un camion cisterna è stato risucchiato da una voragine sprofondata in strada, forse a causa di infiltrazioni d’acqua e della precarietà del manto stradale. L’autista del mezzo, un’autobotte, non ha subito ferite. Solo spavento. Sul posto sono giunti i Vigili urbani, Vigili del fuoco e personale dell’Aica.

Lotta all’abusivismo commerciale e alla contraffazione: Cattolica Eraclea, Montallegro e Realmonte ammessi dalla Prefettura di Agrigento ai fondi del bando del ministero dell’Interno “Spiagge sicure”.

In provincia di Agrigento, i Comuni costieri Cattolica Eraclea, Montallegro e Realmonte hanno presentato dei progetti relativi al bando del ministero dell’Interno intitolato “Spiagge sicure”. Si tratta di attività di prevenzione e di contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione. La Prefettura di Agrigento ha approvato tali progetti ritenendoli ammissibili al finanziamento del ministero tramite il Fondo per la sicurezza urbana. Tra i requisiti per essere ammessi vi sono non essere capoluogo di provincia, un numero di residenti non superiore ai 50mila, e le presenze nelle strutture ricettive locali in base ai dati Istat. La Prefettura ha valutato i progetti presentati da Cattolica Eraclea, Montallegro e Realmonte tramite il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e ha espresso parere di coerenza e di ammissibilità. Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato il ministero dell’Interno, che ha concesso 14mila e 388 euro a ciascuno dei tre Comuni. La Prefettura erogherà materialmente i soldi. A garanzia degli impegni assunti, ad Agrigento, martedì prossimo, 13 settembre, in Prefettura, alle ore 10, saranno stipulati con i tre Comuni beneficiari dei protocolli d’intesa nel corso di una riunione dello stesso Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Secondo tali protocolli si procederà, tra l’altro, ad un monitoraggio delle iniziative anche attraverso report mensili sulle attività. Il prefetto, Maria Rita Cocciufa, commenta: “Esprimo soddisfazione per il sollecito riscontro assicurato dai Comuni interessati nel cogliere l’opportunità offerta dal contributo che, sebbene non di rilevante entità, potrà fornire un utile supporto alle azioni sullo specifico obiettivo svolte sui territori in particolare dalle Polizie Municipali”.

Da oggi, a 15 giorni dal voto, così come impone la legge in materia, è silenzio elettorale in riferimento ai sondaggi. Stop alle valutazioni e alle stime delle percentuali di consenso verso partiti, coalizioni e candidati alla presidenza della Regione Siciliana oltre che ai seggi di Camera e Senato. Dalle ultime rivelazioni sono emersi dati poco confortanti per il Partito Democratico siciliano e l’aspirante governatrice, Caterina Chinnici, ma il segretario regionale, Anthony Barbagallo, crede nella rimonta e afferma: “Da oggi stop alla divulgazione dei sondaggi elettorali, così come prevede la norma. I sondaggi dicono di tutto e di più: di certo c’è che l’unica alternativa vera al centrodestra è la nostra proposta, ovvero la candidata presidente Caterina Chinnici che sosteniamo assieme a Claudio Fava. Mancano 15 giorni al voto e noi siamo convinti di potere compiere la rimonta sulla coalizione di destra che si è riunita attorno a Renato Schifani, così come attestato ad esempio da Tecnè e da Youtrend che confermano un distacco che diminuisce sempre più. Questo non solo perché hanno dimostrato totale inadeguatezza e inaffidabilità con il governo guidato da Nello Musumeci, ma soprattutto perché la serietà, la concretezza, l’esperienza, il dialogo, la competenza e il confronto – tutte qualità che caratterizzano Caterina Chinnici – stanno facendo breccia sulle siciliane e sui siciliani che si rendono conto che il voto alla Chinnici è l’unico modo per dare il via alla svolta di cui la nostra Isola ha assoluta necessità” – conclude Barbagallo. E condivide dal fronte della prima linea la stessa Caterina Chinnici, che rilancia: “Con tutto il rispetto per i sondaggi e per chi li fa, cosa non facile, credo comunque che ci siano ancora troppe variabili per immaginare un risultato. Ci sono ancora 15 giorni che saranno determinanti per gli indecisi e per convincere quelli che non pensano di andare a votare a recarsi, invece, alle urne”. E sui due punti cardine dei programmi amministrativi caratterizzanti l’attuale campagna elettorale, ovvero l’emergenza infrastrutturale e dei rifiuti, la Chinnici non oppone un netto ‘no’ al ponte sullo Stretto di Messina né ai termovalorizzatori, e ribadisce: “Per quanto riguarda il ponte bisognerà prima risolvere il nodo delle strade e delle altre infrastrutture interne, poi si valuterà anche sulla base dello studio di fattibilità che sarà pronto nel 2023. Sui rifiuti serve un piano organico e spingere sulla differenziata. Soltanto in seguito si dovrà ragionare sul come eliminare quegli scarti non riutilizzabili e che vanno diversamente eliminati”.