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Un pianto liberatorio quello di Filippo Russotto, ex compagno di Jessica Lattuca. Un pianto esploso e buttato fuori insieme a tanta ansia e rabbia accumulata in questi mesi pieni di tensione e preoccupazione.

I, tanti attesi, risultati dei Ris di Messina sono, finalmente, arrivati e sugli esami effettuate nella traccia ematica trovata nel bagno di Russotto non appartiene a Jessica Lattuca ma bensì ad una persona di sesso maschile.

Si avvalora, quindi, la tesi che, probabilmente, la traccia ematica appartenesse davvero al fratello di Gessica, Vincenzo Lattuca, come stato già detto in precedenza dal Russotto stesso, raccontando di un episodio dove il cognato si era ferito a un sopracciglio e poi medicato nel bagno di casa sua.

La reazione è stata inevitabile oltre che incontrollabile e non appena appreso dei risultati dei Ris è scoppiato in un pianto spontaneo davanti ai giornalisti abbracciando il suo avvocato Salvatore Cusumano.

Adesso si aspetta il dissequestro della sua casa, dell’auto e della proprietà di campagna.

 

 

 

 

Domani, sabato 27 ottobre, alle ore 10, presso la sala convegni dello spaccio dell’Ente di Assistenza della Casa Circondariale “Sovrintendente Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, sarà presentato ufficialmente il progetto “Amaro Il mio eroe”, l’amaro della Polizia Penitenziaria prodotto dall’Ente di Assistenza del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria, diretto dal dirigente Giuseppe Di Rosa, con la piena disponibilità del direttore della struttura Dott. Valerio Pappalardo.

Alla conferenza saranno presenti il Direttore, il Comandante Giuseppe Lo Faro ed il dirigente dell’ente Giuseppe Di Rosa

 

 

 

 

 


 

La Segreteria provinciale della Uil commenta con molta preoccupazione i dati della Fondazione Migrantes e i dati sul Def appena approvato dalla giunta regionale, dove si evince chiaramente un leggerissimo aumento di decimali del pil siciliano nei prossimi tre anni e soprattutto una fuga di giovani e meno giovani dalla Sicilia. Sono i numeri drammatici che si sono registrati in questi ultimi 5 anni con un’emigrazione di massa che ha visto le nostre risorse umane varcare lo stretto verso i paesi europei o la nostra penisola, spopolando le nostre città.
“Questi dati fanno ancor più riflettere sulla situazione generale in cui vive il territorio e di come viene spogliato ed impoverito annualmente, senza una pausa, di generazioni che vanno dai neet ai cinquantenni che, senza un presente e un futuro, lasciano la nostra terra e i propri cari per un futuro migliore. Siamo in presenza di una catastrofe: il sud, la Sicilia e Agrigento non volano proprio, anzi sprofondano. Riconosciamo al governatore Musumeci di aver avuto l’onestà di ammettere candidamente, dopo l’approvazione del Def, che in Sicilia la crisi è profonda e ha utilizzato in merito all’emigrazione parole forti come “strage generazionale”, a causa delle migliaia di siciliani e agrigentini che vanno via. Questa però non può essere un’assoluzione solo per la giusta analisi che ha esternato ai media. Invero, se questo Governo regionale non inverte la rotta, sarà anch’esso correo con lo tsunami in corso della crisi che è diventata sempre più una costante negativa nei dati macro e microeconomici e che non riesce a far ripartire l’economia e lo sviluppo, accelerando la programmazione politico-economica e progettuale.
I siciliani non si fidano della politica, perché i tempi per realizzare un serio programma di crescita sono sempre frenati da mille rivoli e dalla poca collaborazione istituzionale e burocratica; il tutto non aiuta quel cambio di passo per sostenere le imprese e i comparti in crisi a uscire dal pantano della recessione e risvegliare la produzione e la creazione di nuovi posti di lavoro. E oggi in Sicilia non funziona quasi nulla, le emergenze si sono cronicizzate, i lavori pubblici non si riescono a sbloccare e la spesa è sostanzialmente bloccata. E si continua a vivere di emergenze: frane, allagamenti, disastri idrogeologici e, di conseguenza, si riscontrano le chiusure di attività piccole e medie e quelle poche di grandi dimensioni, per politiche industriali obsolete, hanno acuito il disastro occupazionale e la desertificazione dei territori e in molti casi neanche bonificando i siti inquinanti.
In provincia di Agrigento il dato è ancora peggiore: negli ultimi 5 anni la realtà è molto più inquietante, con 10 mila agrigentini in più iscritti all’Aire, il crollo degli iscritti nelle scuole pubbliche, l’indice di natalità a ribasso e il numero record di iscritti nei centri per l’impiego che hanno creato un solco e una disintegrazione sociale ed economica senza precedenti.
Una terra, la nostra, senza opportunità, che forma e cresce uomini e donne che trovano lavoro nelle scuole e nell’imprese del nord. E’ una sconfitta per la nostra crescita come popolo.
Per questo la Uil di Agrigento, ancora una volta, sollecita la politica a tutti i livelli di riflettere e sbloccare la situazione che è tragica. Anche oggi le organizzazioni sindacali sono scese in piazza per il rischio di licenziamento di 220 maestranze impegnate nel passante ferroviario di Palermo della Sis: un’altra notizia che non può passare inosservata. Si deve attivare la spesa regionale, nazionale ed europea in maniera costruttiva e strategica o quest’isola, seppur bella, resterà povera e senza futuro e non possiamo permettercelo. Si suol dire che chi non combatte ha perso in partenza e la Uil non resterà con le mani in mano supinamente senza reagire. La campana cominci a risuonare e a scuotere le teste dei governanti”.

Si è concluso ieri,con un seminario per giornalisti, l’attività formativa nell’ambito delle celebrazione del 50° anniversario del sisma che, nel 1968, ha colpito la Valle del Belìce, organizzata dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile Siciliana, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, tenutosi a Palermo nei locali della Presidenza della Regione Siciliana di Via Gen. Magliocco.

Nel corso del seminario, aperto dal Dirigente Generale del DRPC Sicilia Calogero Foti, che ha ribadito l’importanza della comunicazione sia in fase di prevenzione che in emergenza, e da Daniele Ditta in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, è stato illustrato, dal Direttore Emergenze del DPC Luigi D’Angelo, il sistema di protezione civile nazionale e dalla dirigente del DRPC Sicilia Teresa Maria D’Esposito, quello regionale.

Ampio spazio è stato riservato anche al sistema di allertamento nazionale e regionale sul rischio idrogeologico e idraulico. Il dirigente del DRPC Sicilia Giuseppe Basile, responsabile del Centro Funzionale Decentrato Multirischio Integrato della Regione Siciliana, ha illustrato le procedure per la redazione degli avvisi e guidato alla loro lettura.

Due esperienze dirette di comunicazione in emergenza, sono state illustrate da componenti dell’ufficio stampa del DPC Raffaella Marcolella e Lucrezia Martinelli.

L’appuntamento adesso è fissato domani mattina – 26 ottobre – per l’esercitazione per posti di comando nelle tre province interessate di Agrigento, Palermo e Trapani, finalizzata, in particolare, a testare la funzionalità dei centri di coordinamento.

Per tale esercitazione saranno attivati i COC – Centri Operativi Comunali di 25 comuni*, i COM – Centri Operativi Misti – di Sciacca, Corleone e Castelvetrano, i CCS – Centri di Coordinamento dei Soccorsi – presso le tre corrispondenti Prefetture di Agrigento, Palermo e Trapani e la SORIS – Sala Operativa Regionale Integrata della Regione Siciliana.

Unico scenario operativo, nella stessa mattina del 26, si svolgerà nel sito dei Ruderi di Poggioreale dove, le varie strutture operative del Sistema competenti per materia, testeranno le procedure di censimento danni, verifiche di agibilità, recupero e messa in sicurezza dei beni culturali.

 

Palermo, 25 ottobre 2018

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Bisacquino Contessa Entellina Montevago Santa Margherita di Belìce

Calatafimi – Segesta Corleone Partanna Santa Ninfa

Campobello di Mazara Gibellina Poggioreale Sciacca

Campofiorito Giuliana Roccamena Vita

Camporeale Menfi Salaparuta

Castelvetrano Mazara del Vallo Salemi

Chiusa Sclafani Monreale Sambuca di Sicilia

 

 

 

 

Una fortissima scossa di terremoto di magnitudo 6.8 è stata registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla costa occidentale del Peloponneso, in Grecia. Il sisma, registrato alle 00:54 ad una profondità di 10 km, è stato avvertito anche nella provincia di Siracusa, Catania e Ragusa. Molte le chiamate di cittadini impauriti, in particolare residenti nei piani alti degli edifici. Al momento non si hanno notizie di danni o feriti.

L’epicentro del terremoto è stato localizzato nel mar Ionio, a 38 km dall’isola di Zacinto. La scossa è stata avvertita distintamente in tutto il Sud Italia, in particolare sulla costa orientale della Puglia, in Calabria, sulla costa orientale della Sicilia ma anche in Campania, con alcune segnalazioni arrivate da Napoli.

In seguito alla scossa è stata diramata anche un’allerta tsunami.

“Per le coste di Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia (Ionio) l’allerta è arancio: possibili variazioni del livello del mare inferiori a 1 metro.

L’Ingv. avverte “Si consiglia di stare lontani da coste e spiagge”.

 

Operazione Cc Agrigento, trovate 10 tonnellate di spazzaturaDodici discariche abusive e oltre 10 tonnellate di rifiuti sequestrate e cinque persone denunciate. E’ il bilancio di un’operazione di controllo eseguita dai carabinieri di Agrigento nella Città dei Templi e in provincia per contrastare i reati in materia ambientale e gli abbandoni di rifiuti. Il Comando provinciale dell’Arma ha impegnato oltre 50 militari, supportati da colleghi del reparto speciale del Centro anticrimine natura. A Porto Empedocle sono stati fermati e denunciati per trasporto illecito di rifiuti 4 persone che stavano movimentando senza autorizzazione oltre due quintali di rifiuti urbani. A Raffadali è stato denunciato un imprenditore di 59 anni per illecita gestione di rifiuti: aveva realizzato in un fondo di dua proprietà, una discarica abusiva contenente rifiuti speciali non pericolosi, estesa per circa 500 metri quadri.


Sono al vaglio della Tenenza dei Carabinieri di Favara le scritte sui muri della contrada “Crocca” dove i militari cercano di individuare i possibili legami tra il “L.C.” (citato nei murales) e la scomparsa di Gessica Lattuca del 12 Agosto scorso.
Le scritte, rinvenute stamani sui muri, indicano l’assassino di Gessica.
Ma perché chi ha compiuto questo gesto ha scelto di farlo in maniera così plateale?
Può quindi essere un’indicazione o anche un depistamento. Ma ciò che si domandano il fratello di Jessica, Enzo Lattuca e l’ex compagno, Filippo Russotto, è il fatto che la persona che ha compiuto questo gesto ha rischiato di essere sorpreso con lo spray in mano quando avrebbe potuto scrivere una lettera o fare una telefonata anonima e quindi rischiare meno.
Al momento gli investigatori continuano le indagini.

 

 

E’ finito in manette, con l’accusa di coltivazione ai fini di spacci, il 48enne, di Licata, Antonino Tilocca proprietario di un’officina.

I carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dello stabile scoprendo che con l’officina confinava un magazzino grezzo di circa 280 mq dove venivano tenuti due cani apparentemente aggressivi e di taglia medio/grande.

Dopo aver allontanato gli animali è scattata la perquisizione e nel magazzino grezzo sono state ritrovate 11 piante di cannabis nascoste sotto della plastica per uso agricolo.

Piante, alla vista, tagliate poco prima ed è stata trovata anche una serra di circa 200 mq dove all’interno vi erano 150 contenitori pieni di terriccio di cui 104 con ancora il fusto reciso alla base della pianta di cannabis.

Sono stati trovati anche dei fili di nylon appesi ad una altezza di circa due metri usati, sicuramente, per l’essiccazione delle piante mentre in un altro piccolo contenitore è stato rinvenuto una discreta quantità di fiori e foglie di cannabis essiccata.

 

 

Palillo Andrea, 30 anni, ricercato in tutta Europa e destinatario di un “mandato di arresto” emesso dalle Autorità belghe perchè responsabile di una rapina ed un furto in abitazione commessi in Belgio, tra il mese di Novembre 2017 e Giugno 2018.

Così i Carabinieri della Stazione di Porto Empedocle, per molti giorni, si sono appostati nei pressi dell’abitazione di Palillo e proprio questa notte i militari dell’Arma hanno subito riconosciuto l’uomo e accerchiandolo hanno fatto scattare le manette dopo le procedure di identificazione.

All’uomo è stato notificato il provvedimento restrittivo e successivamente portato in carcere.