Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1383)

A conclusione di un’approfondita attività investigativa, personale del Commissariato di P.S. di Acireale ha arrestato Giuseppe Marcello Di Mase, acese di 46 anni, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania.
Di Mase è indagato per svariati gravi reati nei confronti di più vittime e, in particolare, per il reato di atti persecutori (stalking), violenza sessuale, circonvenzione di incapace, sostituzione di persona ed estorsione.
L’indagine consiste, sostanzialmente, in due diversi filoni.
Il primo è iniziato nel mese di settembre 2016, allorquando è stata avviata un’attività investigativa che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del Di Mase che, abusando dello stato di infermità psichica di una donna, si è fatto consegnare, in più occasioni, ingenti cifre di denaro per oltre 5.000 euro. Inoltre, utilizzando falsi account Facebook, si è attribuito l’identità di un altro uomo, sempre al fine di ingannare la donna per estorcerle denaro. In una circostanza l’arrestato ha estorto, colpendola con un pugno, la somma di 350 euro a un’altra donna che era stata incaricata dalla vittima di consegnargli del denaro.
Intanto, un’indagine parallela consentiva di accertare che Di Mase era responsabile anche del reato di atti persecutori nei confronti di una donna di 41 anni, con la quale aveva avuto una relazione amorosa, interrotta per volontà della donna nel mese di giugno dello scorso anno, proprio a causa dei comportamenti violenti e minacciosi dell’uomo il quale, secondo la denuncia fatta dalla vittima agli investigatori del Commissariato, in una circostanza l’aveva costretta con la forza a un rapporto sessuale.
I risultati dell’attività investigativa, condotta in costante e perfetta sinergia con la Procura della Repubblica, sono stati compendiati in una dettagliata informativa di reato inviata all’Autorità giudiziaria.
Negli ultimi giorni, tuttavia, Di Mase, pur essendo stato indagato, ha aumentato la sua pressione psicologica nei confronti della vittima di stalking con messaggi dalle chiare frasi minacciose, imponendole perfino di non allacciare altre relazioni, altrimenti avrebbe provveduto a eliminarla. La gravità delle minacce, il comportamento violento e persecutorio dell’uomo, la frequenza sempre più intensa con la quale i messaggi sono stati inviati, ha fatto scattare un’immediata attività di protezione della vittima, concordata con la competente A.G., che è stata costantemente seguita dal personale della Polizia di Stato, al fine di tutelarne l’incolumità.
In particolare Di Mase, cercando di rimanere non identificabile, nei giorni scorsi ha inviato, da cabine telefoniche ubicate ad Acireale e a Catania, messaggi con minacce di morte alla donna, cagionandole naturalmente un grave stato di ansia e di paura.
A ogni messaggio inviato, però, è corrisposta un’immediata attività di riscontro da parte della Polizia di Stato, finalizzata a verificare chi fosse l’autore delle minacce: grazie alla individuazione dei telefoni pubblici e alla visione di alcune riprese di impianti di video registrazione, è stato individuato quale responsabile proprio Di Mase.
Anche queste attività di riscontro sono state immediatamente riferite, con apposite informative, alla A.G., che, con tempestività, ha richiesto un provvedimento di custodia cautelare nei confronti dell’arrestato, per la sua elevatissima pericolosità.
Il Gip, con altrettanta attenzione e celerità, ha emesso la relativa ordinanza applicativa di misura cautelare, eseguita nel pomeriggio di ieri.

Una maxi torta gigante, sarà questo il suo modo di celebrare e festeggiare San Calogero. Lui è Giovanni Mangione che il prossimo 4 luglio, ad Agrigento, ha organizzato il “Mega torta di San Calogero”, giunto alla seconda edizione. Il popolare chef si è già distinto in passato per aver creato una vera e propria opera d’arte, una cassata gigante e ora promette di strabiliare con un nuovo dolce da dedicare al tanto amato Santo Nero. L’appuntamento è dunque per il 4 luglio alle ore 19.00.

Un’esercitazione navale è prevista per oggi e domani nelle acque prospicienti le coste di Agrigento. Ad addestrarsi, con armi da fuoco portatili, saranno gli uomini della Guardia Costiera che per effettuare le prove sosteranno a circa 3 miglia dall’arenile. Un’ordinanza è stata emessa dalla guardia costiera che annuncia l’operazione denominata “Arporex”, operazione autorizzata dalla Direzione marittima di Palermo, e che avrà luogo dalle 8 alle 14. Dunque per le i giorni e le ore interessate la stessa Guardia Costiera ha emesso un’ordinanza di divieto di navigazione, ormeggio, transito e balneazione nel tratto di mare interessato.


“Non siamo adusi a occupare il nostro tempo in Consiglio comunale per condividere atti privi di ogni fondamento e rigonfi solo di retorica e demagogia molto ma molto spicciola”.
Così il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, replica alle accuse mosse dai consiglieri di maggioranza secondo cui l’opposizione persevera in un atteggiamento ostruzionistico abbandonando l’aula e non votando l’atto di indirizzo sulla raccolta differenziata.
Spataro afferma: “La maggioranza propone un atto di indirizzo che avvalla l’estensione della differenziata in tutto il territorio cittadino. Si tratta, ripeto, di un atto retorico e demagogico, fine solo a se stesso, perché già la normativa regionale impone ciò. E dunque è legittimo chiedersi: l’amministrazione comunale, in cui si riconoscono i consiglieri di maggioranza, cosa ha fatto in questi due anni? A parte Fontanelle, dove la percentuale di differenziata è molto bassa, e non ha favorito alcun risparmio sulla bolletta, anzi il contrario. Adesso ci raccontano che il servizio di differenziata sarà esteso a tutto il territorio. E come? Con il bando che scade il 22 luglio? Con un bando ponte? E con quali mezzi e risorse, con quali imprese? Ecco le risposte, e i relativi atti, che bisogna esaminare e condividere in consiglio comunale. Non, invece, gli atti retorici del tipo ‘facciamo questo e facciamo quest’altro’. Invece: come lo fate?” – conclude Pasquale Spataro.

Il prossimo 30 giugno alle ore 10.30 sarà formalmente inaugurato il nuovo ambulatorio di psicogeriatria territoriale – valutazione demenze di Licata. Per l’occasione, presso l’aula magna del presidio ospedaliero “san Giacomo D’Altopasso”, avrà luogo un incontro-seminario dal titolo “psicogeriatria, demenze e servizi sanitari: approccio integrato e qualità delle rete territoriale”.


In comunicato stampa appena diramato, l’associazione A testa alta ribadisce il sostegno all’azione intrapresa dal Sindaco Angelo Cambiano e dalla sua Amministrazione nell’eseguire, in esecuzione del protocollo d’intesa siglato con la Procura della Repubblica di Agrigento, gli ordini di demolizione degli immobili abusivi contenuti in sentenze passate in giudicato e, quindi, divenute definitive.
A testa è impegnata in prima linea in una intensa attività di sensibilizzazione e denuncia contro la corruzione e la mafia. Notevole l’attività di tutela ambientale svolta dall’associazione licatese che l’ha vista opporsi, in tempi recenti, al tentativo di vendita, da parte della passata amministrazione comunale di Licata, degli immobili abusivi in attesa di demolizione, con diritto di prelazione in favore dei precedenti proprietari, responsabili degli abusi.
Nel suo comunicato, A testa alta esprime «massima preoccupazione per la situazione complessiva venutasi a creare nel territorio di Licata, dove si fa sempre più diffusa l’opinione, giuridicamente sbagliata, secondo cui le demolizioni sin qui eseguite, che hanno riguardato manufatti costruiti sulla costa a meno di 150 metri dalla battigia, erano in qualche modo “evitabili”».
Per la criminalità organizzata – scrive l’associazione – è facile sfruttare la rabbia delle famiglie colpite dagli abbattimenti, non di rado fomentata anche dalla superficialità, se non addirittura dalla colpevole ambiguità, con cui si continua in modo imperterrito e strumentale a trattare la questione demolizioni, generando confusione e sbagliate aspettative nei cittadini. Non confrontabili tra loro sono le situazioni dei comuni di Licata e Palma di Montechiaro, in ragione della diversità delle zone in cui ricadono la maggior parte degli abusi (rispettivamente, zone costiere e centri urbani) e quindi dei possibili rimedi approntati dal legislatore, fermo restando che nel caso di abusi edilizi a 150 metri dalla costa oggetto di sentenza definitiva di condanna, l’unico rimedio, allo stato della vigente legislazione, è la demolizione.
La nostra città, si legge nel comunicato, sta pagando duramente decenni di immobilismo da parte degli uffici preposti al ripristino dell’assetto del territorio violato e di chi ha lasciato in uso agli stessi responsabili dell’abuso, a titolo gratuito e in assenza degli specifici atti deliberativi previsti dalla legge, le villette da demolire via via acquisite al patrimonio comunale, con conseguente danno erariale per l’amministrazione (gli introiti avrebbero consentito di procedere tempestivamente alle demolizioni, alle bonifiche e al ripristino ambientale).
Licata – continua l’associazione – sta pagando, come purtroppo tante altre città della Sicilia, decenni di promesse elettorali irrealizzabili, facilmente propagandabili sfruttando le speranze di chi ha costruito violando le regole o interpretandole in modo improprio. Un sistema “malato” che ha assegnato alla nostra città il triste e mortificate primato, non solo nella provincia di Agrigento, per volumetria abusiva realizzata, e che abbiamo il dovere di contrastare, soprattutto nell’interesse delle future generazioni.
L’associazione A testa alta invita infine le forze sane della società civile a contribuire al recupero di un clima di distensione e a confidare nel lavoro della Magistratura, alla quale spetta anche il compito di fare piena luce sulle responsabilità di chi, anche in via sostitutiva, doveva intervenire e non è intervenuto nonché di accertare se vi sia stata, negli anni, un’irragionevole e ingiustificata disparità di trattamento tra quanti hanno costruito villette al mare e che versano in situazioni identiche o sostanzialmente assimilabili.

Rino De Laurentiis e la Fortitudo Moncada si separano.  Arrivato ad Agrigento nell’estate del 2012, il giocatore biancazzurro ha messo in fila successi e gioie. Un lungo viaggio che si conclude con un abbraccio ed un lungo in bocca al lupo, per un giocatore che ha portato con onore il biancazzurro addosso. “Ringhio” saluta la sua gente e lo fa con una lettera aperta.
LA LETTERA APERTA Non sono uno scrittore, non sono un parlatore, a dirla tutta evitavo anche  di andare in conferenza stampa (scherzosamente), perché pensavo di portare sfiga. Proverò ad essere serio, anche se  non so davvero da dove cominciare.
Nelle ultime settimane ho riflettuto molto sul mio futuro, avevo una decisione molto importante e complicata da prendere. Sono state settimane, soprattutto le ultime due, veramente impegnative e combattute. Mi sono guardato dentro e ho ritenuto di dovere fare questa scelta, difficile ma importante per me e per il mio futuro: quella di non proseguire la mia avventura in maglia biancoazzurra, scegliendo un’altra strada che mi porti verso una nuova esperienza di lavoro e di vita.
Cambiare sarà difficile, molto difficile, com’è difficile già adesso immaginarmi altrove rispetto ad un posto come Agrigento che per me è casa.
Qui ho trascorso cinque anni fantastici, che non avrei mai pensato di vivere. Sono arrivato che avevo 19 anni, quindi quelli trascorsi sono stati per me anni di crescita professionale e tecnica, ma soprattutto umana; sono arrivato che ero un ragazzino e vado via da uomo, con un bagaglio enorme, carico di esperienze, miglioramenti e affetti.
Per questo non posso che ringraziare tutti. Devo molto al Presidente Moncada che mi ha accolto e fatto sentire a casa, al direttore sportivo Cristian Mayer per avermi spronato e dedicato tanto tempo, al coach Franco Ciani per avere fatto di me un giocatore, a tutta la società, per il lavoro che è stato fatto con me e su di me, e perché oggi sono una persona sicuramente diversa rispetto a quando sono arrivato.
Preferisco non fare ringraziamenti particolari, perché servirebbero troppe pagine per includere tutte le persone alle quali dovrei dire grazie e non voglio dimenticare nessuno.
Non riesco davvero a scegliere, a isolarne solamente pochi ricordi, posti o persone che mi hanno aiutato a crescere e diventare ciò che sono oggi. Sono felicissimo per i traguardi raggiunti in ognuno di questi cinque anni insieme alla mia squadra. Abbiamo sempre dato il massimo e probabilmente abbiamo raggiunto il massimo di quello che potevamo fare. Certo, resta l’enorme rammarico di essere arrivati a un passo dalla Serie A, due anni fa. Naturalmente, però, conserverò soprattutto i momenti belli, come la promozione dalla A2 Silver, le cavalcate nei playoff, le tante vittorie.
Lascio Agrigento con la consapevolezza che rimarrà sempre nel mio cuore, che sarà sempre e comunque “come casa” e che sicuramente tornerò perché al di là dello sport ci sono legami quì per me che niente e  nessuno potrà mai spezzare.
So già che sarò  di nuovo qui il prima possibile a salutare tutti quelli che mi hanno accolto facendomi sentire uno di loro, giocatore, figlio, amico e fratello. Ciao picciò, a presto.
Si riparte dal siciliano biancazzurro,  per una stagione che si preannuncia ricca di emozioni. Giocatore, tifoso della “Effe” da sapere è chiamato scherzosamente dagli addetti ai lavori “mister 8ttimismo”,  Zugno è pronto a sedersi in cabina di regia. Pronto per la nuova stagione?
“Si, ho voglia di ricominciare. Sono carico, sarà una stagione importante. Avrò più responsabilità e questo mi piace molto e mi stimola tanto. Mi sento di rispecchiare molto il pensiero della società, cioè quello di puntare sui giovani. Ovviamente, sono pronto a mettere sul campo tutta la mia professionalità”.
Che ricordi hai della stagione appena trascorsa?
“Tanti. Mi è servita molto, consentendomi di fare grande esperienza. Sono cresciuto tanto, so come affrontare le partite, mi sento più maturo e consapevole delle mie potenzialità. Ovviamente ho ancora tanto da dimostrare, ma sono pronto”.
Cosa ti senti di dire ai tuoi tifosi?
“Abbiamo bisogno di loro, spero che siano sempre di più al PalaMoncada, il loro sostegno per noi è fondamentale, sono davvero la nostra arma in più. Dobbiamo camminare tutti insieme, affinché questa stagione diventi un viaggio bellissimo”.

I militari della Stazione Carabinieri di Santa Marina Salina, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto – Ufficio del Gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, a seguito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Sarah Caiazzo e dal Procuratore della Repubblica Emanuele Crescenti, hanno arrestato un trentenne di origini milazzesi, D .L. M., ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona.
L’attività investigativa trae spunto da una denuncia-querela della persona offesa, presentata nell’aprile del 2017, a seguito della quale venivano effettuati immediati accertamenti dai militari operanti, che consentivano di riscontrare sia quanto denunciato, sia di raccogliere ulteriori elementi utili a ricostruire altri episodi che la donna aveva subito nel corso della convivenza durata nove mesi.
In particolare, la donna veniva ascoltata più volte dai Carabinieri che ricostruivano un’ambiente domestico sconcertante: in particolare la donna in più di una circostanza aveva riportato lesioni tra cui la frattura delle ossa nasali. Nondimeno gli inquirenti appuravano che in due circostanze la donna era stata costretta a subire un rapporto sessuale, e per di più nel mese di maggio 2017 veniva rinchiusa nella comune abitazione per un’intera mattinata senza alcuna possibilità di uscita
L’attività d’indagine condotta nell’immediatezza dei fatti e coordinata dalla Procura della Repubblica consentiva di avere, nel giro di qualche mese, un quadro indiziario grave e tale da consentire l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
A seguito della misura cautelare emessa, i militari hanno arrestato l’uomo, che veniva tradotto nella casa circondariale di Barcellona P.G. ove in atto si trova detenuto in attesa di essere interrogato dal Gip.

I giudici della Corte di Assise di appello di Milano hanno confermato la sentenza di primo grado riguardante l’omicidio del rotamat di Ravanusa, Paolo Vivacqua, trapiantato in Brianza ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio.
Assoluzione confermata per Germania Biondo, ex moglie del ravanusano (il Pg aveva chiesto la condanna a 23 anni e mezzo); ergastolo per Antonino Giarrana e Antonino Radaelli, gli esecutori del delitto.
Condannati a 23 anni Salvino La Rocca, l’intermediario, e per Diego Barba, mandante dell’omicidio.

locandina_smartcard_unipa
Attraverso la collaborazione tra il Polo territoriale Universitario di Agrigento e la locale Camera di Commercio, nasce un importante iniziativa volta a  rafforzare la sinergia tra università e territorio. Tale progetto prevede un’agevolazione economica, da parte degli operatori economici, per gli studenti in possesso della Unipa Smart Card, che è la tessera di riconoscimento che viene rilasciata a tutti gli studenti dell’Ateneo palermitano. Ciò avrà anche una ricaduta positiva per l’attività economica del territorio in quanto di tale opportunità potranno avvalersi tutti gli studenti che frequentano, presso qualunque sede,  i corsi di studio dell’Università degli studi di Palermo.
Per promuovere tale iniziativa, lunedì 26 giugno 2017, alle ore 10,30 presso la Sala Convegni della Camera di Commercio di Agrigento si terrà una conferenza stampa alla quale saranno presenti il Presidente del Polo territoriale di Agrigento prof. Lucio Melazzo, il Presidente del Consorzio universitario di Agrigento prof. Gaetano Armao, il Segretario Generale della Camera di Commercio di Agrigento dott. Giuseppe Virgilio e il dott. Ettore Castorina, Coordinatore dei Poli territoriali decentrati che illustrerà il Progetto. All’evento parteciperanno le associazioni di categoria, nonché quelle dei consumatori, al fine di  assicurare il massimo coinvolgimento dei loro associati per incentivare le adesioni a tale progetto.