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I fatti di Favara e del Belgio, gli omicidi, le sparatorie, finiscono in Parlamento. Il deputato siciliano Giuseppe Lumia ha infatti presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno circa le recenti vicende che hanno interessato la città dell’Agnello pasquale e i fatti delittuosi avvenuti in Belgio.
“Premesso che a quanto risulta all’interrogante: secondo gli elementi informativi presenti nel Focus su quanto succede tra Belgio e Sicilia (Agrigento e dintorni) dell’OMCOM (Osservatorio mediterraneo sulla criminalità organizzata) istituito dalla fondazione Caponnetto e dalla fondazione Mediterraneo, si apprende che il 14 settembre 2016, a Liegi, in Belgio, in un condominio sarebbero stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco contro 2 soggetti, Mario Jakelic di 28 anni di Porto Empedocle, che rimase ucciso e Maurizio Di Stefano di 40 anni detto “furia” di Favara che rimane ferito; sempre a Liegi, il 3 maggio 2017, viene ucciso Rino Sorce, ristoratore di 50 anni di Favara;  Come si apprende da notizie di stampa (“Grandangolo”, “il Giornale di Agrigento”, del 24 maggio 2017), il 22 maggio 2017, a Favara, in Sicilia è avvenuto un agguato a colpi di kalashnikov con conseguente scontro a fuoco tra l’obbiettivo dei sicari, Carmelo Nicotra di 33 anni, proprietario di un magazzino, ed i killer. Fortunatamente, la vittima è stata solo ferita, seppur gravemente, nonostante la raffica di colpi ricevuti. Carmelo Nicotra si ritiene essere in contatto con il gruppo di Di Stefano, ferito nel settembre 2016 a Liegi. Il mancato omicidio si inquadra in una dura lotta tra bande criminali per contendersi il traffico di droga; da quanto emerge dalla relazione della direzione investigativa antimafia del primo semestre 2016, su Favara risulta la presenza sia del mandamento di Agrigento di Cosa Nostra che dell’altra organizzazione mafiosa denominata ” stidda”;  E’ opportuno comprendere quale sia il livello di infiltrazione dei criminali siciliani in Belgio e se sia in atto una guerra all’interno di un ceppo mafioso singolo oppure tra ceppi mafiosi diversi; bisogna anche interrogarsi sui flussi di droga gestiti dalle suddette organizzazioni criminali, che spesso scatenano sanguinari conflitti interni ridefinendone gerarchie e leadership; nel campo del traffico internazionale di droga nella provincia di Agrigento si sono stratificati nei decenni diversi boss,che hanno agito ad alti livelli, come i Caruana Cuntrera, i Rizzuto, i Falsone e tanti altri boss di primo piano di Cosa Nostra.
Si chiede di sapere: quale attività di prevenzione e repressione si stia mettendo in atto per stroncare l’attività di Cosa Nostra a Favara e in provincia; quali iniziative di cooperazione investigativa e giudiziaria siano state intraprese tra l’Italia ed il Belgio per colpire gli interessi mafiosi e i traffici di droga”.


La vicenda era balzata agli “onori” della cronaca qualche mese fa, e sembra che nulla sia cambiato.
Una coppia di anziani di Favara, nullatenenti, uno dei quali disabili, vivono all’interno della struttura dell’ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento, tra hall e corridoi. La direzione del nosocomio agrigentino ha già da tempo effettuato la segnalazione ai servizi sociali ma ancora niente. Nessuno si è fatto carico della triste situazione di marito e moglie che continuano a bivaccare e a dormire nelle panchine interne dell’ospedale dove mangiano e utilizzano i servizi igienici.
La vicenda si protrae da aprile ed è stato richiesto da tempo l’intervento del Comune.

Giuseppe Burgio, 51 anni, imprenditore di Agrigento, arrestato perchè coinvolto, secondo le accuse, in una vicenda di bancarotta fraudolenta, alcuni mesi addietro, dopo sette mesi di isolamento in una cella del carcere di Contrada Petrusa, è stato trasferito in altro reparto dove potrà convivere con gli altri detenuti. Lo ha disposto il direttore della struttura penitenziaria agrigentina. Burgio starà con altri carcerati che scontano pene per reati non violenti. Giuseppe Burgio, lo ricordiamo. è stato arrestato lo scorso novembre nell’ambito dell’operazione “Discount” perchè ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta per un importo complessivo di 50 milioni di euro. Una quarantina le persone indagate nella vicenda che che ha portato in carcere l’ex “re dei supermercati”. Quindici di questi indagati sarebbero riconducibili alla Unicredit di Agrigento.

Il giovane dal “ciuffo rosso” Ismaele La Vardera, candidato a Sindaco a Palermo, ex “Iena” di Italia 1, ha svelato il suo grande bluff: la sua candidatura era solo una finzione per realizzare un documentario/servizio con l’unico obiettivo di raccontare i retroscena della campagna elettorale palermitana, con la regia delle Iene che avrebbero finanziato tutto.
Ma andiamo con ordine. Il giovane giornalista 23enne La Vardera, che sei mesi fa, iniziava la sua campagna elettorale come candidato Sindaco a Palermo, viene presentato dall’On. Alessandro Pagano, coordinatore del movimento Noi con Salvini della Sicilia occidentale, al Segretario Federale della Lega Nord Matteo Salvini che in diretta, al programma televisivo “Aria che Tira” su La7, si dichiara entusiasta per questo giovane dal “ciuffo rosso” e il La Vardera accetta.
Elezioni concluse, il giovane candidato Sindaco, sostenuto dalle liste Noi con Salvini, Fratelli d’Italia e Centro Destra prende il 2,6% dei voti, un vero e proprio flop.
L’ex Iena, che per sei mesi aveva girato tutta Palermo, ieri finisce in Ospedale con il collare al collo, in seguito ad una rissa scoppiata con l’attore Francesco Benigno, protagonista del film “Mery per sempre” e candidato al Consiglio Comunale nella lista del centro destra. L’attore Benigno, deluso ed amareggiato per il proprio risultato elettorale  con un post su Facebook, aveva definito “bestie” gli elettori traditori che non gli avevano dato il voto così come promesso. Un incontro tra i due, Benigno – La Vardera, avvenuto ieri pomeriggio nei locali del comitato di via Ausonia, che è sfociato nella violenza, poiché l’attore non avrebbe accettato riprese degli operatori, commissionate dal giornalista che aspirava alla carica di primo cittadino. Sarebbe stata la richiesta per la liberatoria delle riprese, che lo riguardavano, a far scoppiare il violento scontro tra i due, tanto da richiedere l’intervento dei Carabinieri.
Già da un po’ di giorni a Palermo girava la voce che la candidatura del giovane dal “ciuffo rosso” La Vardera fosse una finzione e ieri è arrivata la confermata con la richiesta della liberatoria a Benigno.
“La candidatura a sindaco di Ismaele La Vardera è stata tutta un grande bluff.” ” In tutti questi mesi La Vardera avrebbe girato con microfoni e telecamere nascoste per catturare segreti e retroscena dei politici. Avrebbe registrato tutti: da Cuffaro a Miccichè, da Orlando a Ferrandelli, da Salvini alla Meloni. Fin dal principio l’idea sarebbe stata quella di realizzare un documentario/servizio dove “il giovane col ciuffo rosso” interpreterebbe la parte di se stesso. Dietro la regia delle Iene, che avrebbero finanziato tutto. L’obiettivo: raccontare i retroscena e i particolari della campagna elettorale palermitana. Il giovane Ismaele avrebbe tenuto nascosto tutto ciò non solo ai candidati della sua lista ma anche ai suoi più stretti collaboratori.
Su tutte le furie Francesco Vozza, il giovane referente provinciale del movimento Noi con Salvini a Palermo e il candidato più votato nella lista Noi con Salvini, che appoggiava la candidatura di La Vardera.
Per Vozza: “Si tratta di un complotto ai danni degli elettori palermitani non solo per quei pochi, circa 6.000 che l’hanno votato. E’ stata tutta una finzione, pagata dalle Iene. Ha iniziato con un programma fasullo (copiato dal candidato sindaco di Segrate). Ha sempre girato con un cameraman al soldo della trasmissione di Italia Uno, dicendo invece che era un suo amico. Si tratta, conclude Vozza, di un truffa ai danni degli elettori palermitani. Siamo a una situazione assurda. E un criminale che ha tradito il popolo palermitano”.
Non sono arrivate ancora dichiarazioni ufficiali dai due Leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ma da quanto si vocifera sembrano siano infuriati per questa grande beffa. Sembra che La Vardera abbia chiesto la liberatoria alla Meloni di Fratelli d’Italia per le riprese che la riguardavano, la quale ha rifiutato con un secco no.
Questa storia sa di incredibile… una vera e propria beffa ai danni degli elettori, dei Leader politici e dei candidati al Consiglio Comunale delle diverse liste che hanno sostenuto il giovane dal “ciuffo rosso”.
Una storia, che potrà essere “forse” raccontata dalle immagini di La Vardera, se riuscirà nel suo intento, ma anche una storia che potrà riservare delle sorprese future a livello politico nella Regione, per scelte erronee e beffarde.

“Non possiamo che accogliere il grido d’aiuto lanciato dai residenti di via Giovanni XXIII che si sentono in pericolo per il possibile sorgere di una struttura d’accoglienza per immigrati. Agrigento ormai lotta contro il continuo sorgere di numerose comunità per minori e centri di prima accoglienza che destabilizza la serenità dei nostri concittadini soprattutto perchè poco accompagnata da una programmazione ed una politica di inserimento nel contesto sociale e lavorativo.”
Inizia così la nota stampa del Capogruppo del PDR Sicilia Futura al comune di Agrigento, Nuccia Palermo, che si fa da tramite tra i cittadini e l’amministrazione attiva che a dire il vero sembrerebbe già aver avviato i primi controlli per verificare se la paura dei residenti sia fondata o meno.
“Hanno già raccolto numerosissime firme e chiedono un incontro ufficiale con il Prefetto Nicola Diomede – scrive il Capogruppo Nuccia Palermo – Non possiamo e non dobbiamo ignorare le richiesta di una parte della popolazione terrorizzata all’idea di essere abbandonata alla paura. E quando parliamo di paura, parliamo soprattutto di quella micro-delinquenza che in percentuale aumenta quando non si programma l’inserimento serio di queste persone”.
“Noi non possiamo che farci portavoce, con tono alto, di quella che è una richiesta importante e che alza l’attenzione sul caldo tema dell’incolumità personale – continua ancora Nuccia Palermo – Non è un discorso di razzismo ma di tutela e di inserimento programmato e logistico rispetto al territorio che purtroppo sembrerebbe, numeri alla mano, già saturo”.
“Chiediamo ufficialmente al Primo Cittadino, Lillo Firetto, un incontro ufficiale con i residenti di via Giovanni XXIII – conclude nella nota il Capogruppo del PDR Sicilia Futura – Annunciamo già da adesso che, coinvolgendo tutti i capigruppo del comune di Agrigento senza distinzione di appartenenza politica, chiederemo un consiglio aperto per mettere finalmente ordine in quello che appare un assalto alla diligenza”.

Aggiornato l’elenco delle istituzioni ed associazioni operanti in provincia di Agrigento. Gli utenti possono consultarlo nel sito del Libero Consorzio www.provincia.agrigento.it, nella pagina Urp e stampa/Ufficio stampa/pubblicazioni.  Gli aggiornamenti in primo luogo, riguardano l’elezione dei Sindaci in diversi comuni della provincia, oltre alle modifiche di alcuni Enti e Associazioni della provincia.
La pubblicazione realizzata in formato pdf è curata dell’ufficio stampa del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Include una serie di notizie su vertici, indirizzi e numeri telefonici di enti ed associazioni utili a cittadini. Questo strumento di lavoro viene aggiornato e migliorato da parte dell’ufficio stampa in tempo reale.
Le Istituzioni e i soggetti interessati ad inviare segnalazioni ed aggiornamenti per integrare la pubblicazione o per l’inserimento nelle categorie presenti nell’elenco possono chiamare lo 0922/593228 oppure lo 0922/593267 o inviare una e-mail all’indirizzo ufficiostampaproag@yahoo.it.
Le variazioni, compatibilmente con l’editing del formato, saranno eseguite nel più breve tempo possibile.


Il Dipartimento delle Politiche competitive della qualità agroalimentare del MIPAAF ha comunicato al Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica di aver provveduto ad inviare a Bruxelles la domanda di registrazione della IGP “Cioccolato di Modica” ai sensi del Regolamento (UE ) n. 1151/2012.
Da questo momento la procedura comunitaria prevede tre mesi di tempo per permettere agli altri Stati membri di presentare eventuali domande di opposizione.
Trascorso questo periodo il “Cioccolato di Modica” IGP sarà ufficialmente iscritto nel registro europeo delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche.
Il Presidente della Camera di Commercio di Ragusa esprime la propria soddisfazione per il risultato raggiunto anche grazie all’impegno profuso dall’Ente Camerale per sostenere sin dall’origine, con la collaborazione della società del Sistema Camerale Dintec,  il percorso per il riconoscimento dell’IGP al cioccolato di Modica.
Un particolare ringraziamento va alle imprese cioccolatiere ed al Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica, quest’ultimo titolato alla presentazione del dossier al Ministero, per il lavoro svolto per l’ottenimento del marchio europeo.
La Camera,  nel ringraziare quanti hanno collaborato al suddetto percorso, tra cui  il Comune di Modica e le Associazioni CNA e Confcommercio ragusane, esprime l’augurio che, già da settembre 2017,  il Cioccolato di Modica possa essere ufficialmente annoverato tra i prodotti di eccellenza con il fregio del marchio europeo IGP.

ALIMENTI PER BAMBINI IN CAMBIO DELL’ABBIGLIAMENTO DELL’AKRAGAS. PARTE DA SABATO PROSSIMO L’INIZIATIVA “UN BARATTO DI BENEFICENZA”.

L’associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento, in tandem con la società “Akragas Calcio”, organizza l’iniziativa denominata: UN BARATTO DI BENEFICENZA.
La formula dell’evento prevede che i cittadini offrano, in cambio di uno dei capi di abbigliamento sportivo (nuovo ed usato) della squadra biancazzurra di calcio, prodotti di prima necessità, come omogeneizzati, biscotti, pannolini e altri per l’infanzia, da devolvere a favore dei tantissimi bambini bisognosi. O, in alternativa, offrano un piccolo contributo in denaro.
L’idea è quella di creare un’occasione di solidarietà e al contempo di dare una scossa e lanciare un grido di allarme sul fronte della lotta alla povertà ad Agrigento che colpisce sempre più famiglie le quali versano in grave stato di bisogno.
L’Associazione Volontari di Strada ringrazia pubblicamente il patron dell’Akragas, Silvio Alessi, per aver messo a disposizione una gran quantità di abbigliamento sportivo. Per partecipare al “Baratto di Beneficenza” basta venire a trovarci tutti i sabato mattina, a partire dal 17 giugno, presso la nostra sede del Viale della Vittoria (accanto al bar Uaddan) dalle 9.00 alle 13.00.  Aiutateci ad aiutare e forza Akragas!