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Il sindaco Giuseppe Pendolino comunica la sottoscrizione di una importante convenzione tra il Comune di Aragona e il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale per l’esecuzione dei lavori di manutenzione del verde pubblico urbano, potature, scerbature, attività di prevenzione degli incendi nei parchi, ville comunali e spazi pubblici delle scuole di proprietà del comune di Aragona. Gli interventi saranno eseguiti dai lavoratori forestali specializzati. L’accordo avrà una durata di cinque anni ed è rinnovabile per altri cinque anni solo per volontà di entrambi gli enti. Il primo intervento sul territorio è in programma per martedì 13 novembre con la potatura degli alberi all’interno del centro abitato di Aragona. I lavori proseguiranno anche nei giorni successivi. Il sindaco Pendolino dichiara: “La potatura degli alberi si inserisce nel piano più ampio di tutela del verde che caratterizza il programma di questa amministrazione. L’obiettivo è la messa in sicurezza delle piante e la tutela della incolumità dei cittadini”.

 
 
 
 
 
 

 Il Rotary Club di Noto ha donato all’Asp di Siracusa cinque cuffie per chemioterapia destinate all’Oncologia di Avola. Si tratta di presìdi che, utilizzati dai pazienti sottoposti a chemioterapia, sono efficaci a ridurre in modo sensibile la caduta dei capelli, effetto collaterale molto comune in corso di trattamento.

 Ad accogliere la donazione da parte del presidente del Rotary club di Noto Corrado Parisi è stato stamane il direttore generale f.f. dell’Asp di Siracusa Anselmo Madeddu nel corso di un incontro che si è svolto nella sala riunioni della direzione generale. Assieme al presidente del Rotary di Noto hanno partecipato i componenti il direttivo e una delegazione di soci, presenti il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella, il direttore sanitario dell’ospedale Avola-Noto Rosario Di Lorenzo e il direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica Paolo Tralongo con il personale sanitario del reparto.

Il direttore generale f.f. Anselmo Madeddu si è congratulato con il presidente e i soci del Rotary di Noto esprimendo gratitudine per l’attenzione che hanno voluto riservare ai pazienti oncologici: “Sono grato a nome dell’Azienda e dei pazienti che ne faranno uso – ha detto Anselmo Madeddu – per la sensibilità che li ha mossi preoccupandosi di come rendere più sopportabile una terapia che crea, sotto il profilo da loro attenzionato, notevole disagio soprattutto alle donne. I rotariani non sono nuovi a questi gesti di apprezzabile liberalità nei confronti del sistema sanitario, ricordiamo non ultima l’adesione del Distretto Rotary 2010 Sicilia-Malta e di tutti i Rotary Club dell’Area Aretusea al programma di screening “Rotary No ictus” per la prevenzione degli ictus ischemici a partenza cardiaca con la donazione di device in uso ai medici di medicina generale, o ancora la donazione pochi mesi fa da parte dei giovani dei club Rotary di Siracusa, Lentini e Augusta di tanti libri di fiabe destinati ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria dell’ospedale di Siracusa. Questi episodi, di alto valore sociale, sono la dimostrazione dell’impegno di quanti si sentono parte integrante di un sistema pubblico cui apportare il personale contributo per migliorarlo”.

“Dopo una attenta verifica delle esigenze da parte di alcune categorie di pazienti – ha detto il presidente del Rotary di Noto Corrado Parisi – abbiamo pensato di donare queste cinque cuffie per chemioterapia Devicap che potranno essere utilizzate dai pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico nella struttura ospedaliera di Avola. Le cuffie, come abbiamo avuto modo di chiarire durante un primo colloquio con il direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica dell’Asp di Siracusa Paolo Tralongo che ne ha riconosciuto l’utilità, serviranno a ridurre in modo sensibile l’alopecia che è un effetto collaterale molto comune in corso di chemioterapia. E’ indubbio, infatti, che la perdita dei capelli ha un impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, in particolare delle donne, in quanto costituisce una perdita di identità influendo negativamente nei rapporti sociali e nelle relazioni personali determinando a volte l’insorgenza di depressione”.

“Queste cuffie – ha spiegato Paolo Tralongo – agiscono attraverso un metodo molto semplice: messe in testa durante il trattamento chemioterapico, determinano una riduzione della temperatura del cuoio capelluto attraverso una vasocostrizione che riduce l’afflusso del principio attivo del farmaco a livello della radice del capello. Questo determina la riduzione evidente di uno degli effetti collaterali più visibile, quello per il quale ancora oggi alcune donne non accettano di fare chemioterapia, anche di fronte al rischio che la malattia vada avanti. Sembra un paradosso ma non lo è. Occorre rimuovere certi atteggiamenti culturali e per fare questo occorre fornire strumenti che assieme alla quantità agiscano sulla qualità delle prestazioni per affrontare patologia sotto tutti i punti di vista anche quello psicologico. Ringrazio il Rotary – ha aggiunto – per la sensibilità che dimostra in tante occasioni”.

Apprezzamenti per l’iniziativa sono stati manifestati anche dal direttore amministrativo Giuseppe Di Bella e dal direttore sanitario dell’ospedale Avola-Noto Rosario Di Lorenzo. “Sono gesti pregevoli per una azienda come la nostra – ha aggiunto il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella – poiché confermano quanto altre istituzioni e realtà della società civile sono vicine alla sanità e questo è di grande incoraggiamento per continuare e migliorare il proprio lavoro nell’interesse dei bisogno di salute delle persone”.

“Condividendo quanto già detto in questa occasione– ha aggiunto Rosario Di Lorenzo – desidero sottolineare come questi gesti dimostrino che la struttura ospedaliera è vissuta dal cittadino come cosa propria, parte integrante del tessuto sociale, da valorizzare e da aiutare per migliorarne la qualità delle prestazioni di cui egli stesso usufruisce quando ne ha bisogno”.

E’ stato emesso dal Questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, un provvedimento a carico di C.A. a seguito di attività investigativa condotta dal personale del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, coordinato dal vice questore aggiunto Chiara Sciarabba.

Il giovane, avrebbe tormentato la sua ex convivente con telefonate, messaggi, appostamenti e pedinamenti.

La  Questura ricorda che è un provvedimento che può essere richiesto dalla persona offesa da atti persecutori, nel caso in cui non abbia già sporto querela per i medesimi fatti. Per maggiore chiarezza si specifica che gli atti persecutori, espressamente previsti come fattispecie di reato dall’art. 612 bis del codice penale, consistono in condotte reiterate di molestia o minaccia, tali da cagionare alla persona offesa un grave e perdurante stato di ansia o di paura, ovvero ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Il reato risulta aggravato se viene commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato e da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, ovvero se è commesso in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona disabile o, ancora, se commesso con armi o da persona travisata.

Carmelo Collana, 53 anni, uno dei tre arrestati dell’operazione, dipendente del Comune di Canicattì e originario di Campobello di Licata, è stato sospeso dal servizio.

L’uomo fu coinvolto nell’operazione “Green River che ha permesso ai carabinieri agrigentini di scovare una maxi piantagione da oltre 30 tonnellate di marijuana, uno dei più grandi sequestri di droga in provincia di Agrigento.

Collana con l’accusa di coltivazione finalizzata al traffico di marijuana si trova in carcere insieme aio due fratelli palermitani Pietro Martini, 19 anni, Vincenzo Martini, 21 anni, considerati dagli inquirenti la manovalanza.

L’operazione “Green River”, fiume verde, disegna uno dei colpi più duri al business della droga: un colpo che avrebbe fruttato oltre 15 milioni di euro con più di 10 mila piantine in piena fioritura per un peso totale di 30 tonnellate.

La marijuana veniva coltivata, fatta essiccare e successivamente confezionata con delle grosse buste di plastica sulle quali veniva specificato il quantitativo.

“Il DDL presentato dal Governo è  lacunoso e contraddittorio in una materia oggettivamente complessa.
Tutti gli interventi mossi da spinte emozionali rischiano di provocare più guasti di quanti vorrebbero risolverne.
E’ surreale il modo con cui si intende affrontare il tema delle immediate conseguenze sociali di riprotezione per le singole famiglie, attinte dai provvedimenti di sgombero.
Si sottrae la materia ad una trattazione organica e responsabile, certamente necessaria, e la si affida ad un estemporaneo uso dei poteri di ordinanza sindacale, tra l’altro aggredibile da inevitabili ricorsi ai TAR.
Si trascura che nelle zone a pericolosità molto elevata del PAI non ricadono soltanto immobili abusivi non sanati, ma anche immobili realizzati legittimamente in periodi antecedenti la redazione del PAI, ovvero immobili già sanati che evidentemente continuerebbero  ad essere abitati e utilizzati pur in costanza di pericolo”.Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto interviene sul DDL in materia di abusivismo edilizio.

L’iniziativa si è tenuta nella giornata di mercoledì 7 novembre ed è stata organizzata dal circolo “Rabat” di Agrigento in collaborazione con gli uffici delle riserve naturali “Macalube di Aragona” e “Grotta di Sant’Angelo Muxaro” gestite da Legambiente Sicilia nell’ambito di Clean Sea Life, il progetto europeo di cui Legambiente è partner e che ha come obiettivo quello di accrescere l’attenzione dell’opinione pubblica sui rifiuti marini al fine di promuovere l’impegno attivo e costante dei cittadini nella prevenzione e nel contrasto di questa grave emergenza. A due anni dal suo avvio il progetto Clean Sea Life ha infatti coinvolto oltre cinquemila persone fra diportisti, subacquei, pescatori professionisti e sportivi, studenti e comuni cittadini in attività di pulizia che hanno permesso di raccogliere e smaltire quasi dieci quintali di rifiuti in tutta Italia.

Ed è proprio per contribuire a salvaguardare il nostro prezioso ecosistema marino che il circolo Legambiente di Agrigento ha aderito al progetto individuando quale area in cui operare un tratto di spiaggia che, ricadendo nelle immediate adiacenze della piazza centrale della frazione balneare di San Leone, risente pesantemente dei comportamenti tutt’altro che civili di chi la frequenta praticamente tutto l’anno. In ragione di ciò gli studenti  sono stati impegnati non nella semplice pulizia ma anche in un’attività di monitoraggio scientifico dei rifiuti, effettuata tramite un protocollo riconosciuto a livello europeo. I dati così acquisiti confluiranno in uno studio ad ampio raggio del fenomeno dello spiaggiamento dei rifiuti, soprattutto rispetto a quantità e possibili fonti, e consentiranno di mettere in campo azioni mirate a combattere la dispersione dei rifiuti nell’ambiente marino e costiero e conseguentemente a limitare i rischi che la loro presenza comporta.

I rifiuti marini, infatti, sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini. Sono circa 180 le specie marine mediterranee che ingeriscono rifiuti marini: dalle cozze alle balene, dagli squali alle sardine, tartarughe, capodogli e uccelli marini, tutti possono ingerire o rimanere intrappolati nei rifiuti abbandonati. Il problema maggiore è posto proprio dai rifiuti in plastica, che rappresentano oltre l’80% dei rifiuti che si rinvengono in spiaggia e sui fondali, rifiuti che con il tempo si sbriciolano, senza mai sparire del tutto, destinati a esser ingoiati per errore dagli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

E’ passato quasi un anno da quando una semplice idea si è trasformata in una realtà. Il 30 ottobre 2018 è stato registrato l’atto costitutivo e depositato lo statuto del comitato “Fontanelle Insieme”.

L’idea di un comitato vero e proprio nasce durante l’assemblea di quartiere tenutasi in giugno, dalla quale si è palesata la necessità di creare un soggetto giuridico che permettesse al quartiere di potersi interfacciare con le amministrazioni, enti e privati, al fine di promuovere la valorizzazione del quartiere.

Gli obiettivi sono quelli di coinvolgere tutti gli iscritti ad immaginare il futuro del quartiere, passando dalle idee ai fatti, promuovendo la cittadinanza attiva per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, monitorando le scelte delle amministrazioni riguardanti lo sfruttamento del suolo, ambiente e territorio.

Le esperienze di “Quartiere in Festa” e della “Notte delle Stelle” hanno dato la spinta ai quattro fondatori di mettere tutto nero su bianco al fine di dare delle regole statutarie che rendano collegiali le decisioni riguardanti organizzazioni di eventi e la valorizzazione del patrimonio del quartiere.

Vito Lauricella designato presidente, sarà affiancato dal vice Francesco Sferrazza Papa, dal segretario Salvatore Ciulla e dal tesoriere Emanuele Montalbano. Le cariche sono state designate per far sì che si costituisca un vero e proprio comitato eleggendone un direttivo in grado di poter lavorare sulle singole istanze alle quali si dovrà far fronte.

Durante i prossimi fine settimana sono previsti dei banchetti informativi in vari punti del quartiere, nei quali si potranno chiedere informazioni, avanzare proposte e aderire.

E’ prevista un’assemblea per la quale verrà data comunicazione ufficiale, su luogo e ora, tramite la pagina Facebook “Fontanelle Insieme” e tramite le locandine che verranno affisse presso gli esercizi commerciali e presso le bacheche condominiali.

Il Comitato tiene a sottolineare che non saranno gradite influenze da parte di organizzazioni politiche perchè si vuole creare un osservatorio imparziale sulle questioni che riguardano solo gli interessi del quartiere stesso.

La Sindaca ha dichiarato a Favaraweb che la decisione di destinare buona parte dei fondi ANAS per il rifacimento della Piazza Cavour (invece che, ad esempio, alla Via Che Guevara) sarebbe stata una scelta “passata anche dal Consiglio Comunale”. Questo è falso. Il Sindaco deve rettificare le sue dichiarazioni, assolvere il Consiglio Comunale e prendersi la responsabilità di una scelta della sua Giunta. Il Consiglio Comunale non è mai stato chiamato a votare nel merito degli interventi, né ha mai espresso apprezzamento per le scelte dell’Amministrazione in questa vicenda. Anzi, l’elenco di vie segnalate dai cittadini come bisognose di manutenzione inviato dalla Commissione “Assetto del Territorio”, su iniziativa del consigliere del gruppo misto Sergio Caramazza che era stato contattato da numerosi cittadini disperati per le condizioni delle strade comunali, è stato completamente ignorato dall’Amministrazione, che ha deciso sugli interventi in assoluta autonomia. Ed infatti alle rimostranze in Consiglio Comunale ed in Commissione Bilancio di Marilì Chiapparo che chiedeva che la spesa fosse indirizzata sulle strade (Via Che Guevara tra queste),  l’ormai ex assessore al ramo rispondeva con una decisa rivendicazione della potestà della Giunta sulla scelta dei lavori da eseguire, sottolineando come il Consiglio Comunale potesse al più dare indicazioni. Molti consiglieri hanno da sempre manifestato all’assessore al ramo la contrarietà alla spesa di una notevole somma di denaro per il rifacimento della pavimentazione di una piazza di così recente fattura, per la manutenzione della quale lo stesso Consigliere Sergio Caramazza aveva insistito in più incontri, formali e non, perché si ricorresse agli operai comunali (si segnala a tal proposito anche l’occasione rappresentata dai prossimi cantieri di lavoro finanziati dalla Regione), specialmente in un momento in cui le strade di tutta la città sono ridotte a un colabrodo. E’ comunque in corso di stesura un’interpellanza del gruppo misto per chiedere all’amministrazione di indagare sulle cause e le responsabilità della rovina della pavimentazione di Piazza Cavour. Non possono essere sempre i cittadini a pagare! I consiglieri del gruppo misto Sergio Caramazza, Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Vito Maglio.  

Girgenti Acque S.p.A., in riferimento alla difficoltà nell’approvvigionarsi, segnalata anche mezzo stampa, da alcuni residenti delle Vie Quarto, Caracciolo e Diodoro Siculo, facenti parte del quartiere “Borgalino” nel Comune di Canicattì, tiene a precisare quanto segue.

Le utenze, posizionate in punti idraulicamente svantaggiati, ubicate nel centro storico cittadino, interessate dall’anomalia – registrata nelle ultime settimane – non sono state approvvigionate regolarmente a causa della scarsa pressione dell’acqua distribuita.

La scarsa pressione della risorsa idrica è dovuta ad una rottura della tubazione ivi presente.

Il personale del Gestore lavora da giorni nella zona interessata dalla problematica per rintracciare la perdita idrica che genera la disfunzione.

Atteso che per riscontrare una perdita idrica, di questa tipologia, è necessario effettuare le ricerche durante i turni di distribuzione idrica, si rileva che le recenti interruzioni dell’esercizio dell’Acquedotto “Fanaco” (che alimenta il Comune di Canicattì) e le violente precipitazioni che hanno interessato il territorio, hanno impedito una rapida individuazione del guasto.

Girgenti Acque comprendendo il disagio subito dagli utenti comunica che, così come sempre fatto, sta eseguendo le dovute attività al fine di eliminare nel minor tempo possibile la criticità riscontrata e ripristinare la normale erogazione idrica alle utenze interessate.

E’ stato rintracciato il corpo di Giuseppe Liotta, il medico palermitano, 40enne, vittima del nubifragio di sabato sera. Il cadavere è stato avvistato da un elicottero della Polizia e del Soccorso Alpino.

 Il medico era scomparso nella zona compresa tra Ficuzza e Corleone; la sera del nubifragio il giovane medico si è ritrovato nel mezzo dei violenti temporali, fulmini e forte raffiche di vento ed ha cercato di trovare riparo per salvarsi la vita.  

Stamattina il ritrovamento e il suo cadavere è stato individuato nel vigneto di un’azienda agricola, allagata dal fiume Belice, nel territorio di Roccamena, vicino alla strada provinciale.