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L’offerta turistico-ricettiva di Agrigento conta da ieri 110 posti letto. Il Libero Consorzio della provincia infatti ha registrano la nascita di nuovi bed and breakfast, case-vacanze e affitta-camere tra Realmonte, Montallegro (località Bovo Mrina) e Agrigento. Nel territorio agrigentino salgono così a quasi 19 mila i posti letto disponibili ad accogliere turisti e vacanzieri di questi la stragrande maggioranza è costituita da strutture ricettive quali bed and breakfast e case vacanze, in misura minore le strutture alberghiere.

Il pm della Procura della Repubblica ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione per una donna di Porto Empedocle, di 51 anni, accusata di furto. Secondo la denuncia sporta dai familiari di un 80enne la donna avrebbe approfittato del fatto di aver sostituito per un giorno la badante di fiducia dell’uomo per appropriarsi di circa 3.400 euro che erano custoditi in casa. Ieri, in Tribunale, l’accusa ha chiesto la condanna per la donna.

La Polizia di Stato di Agrigento si è dotata di due nuovi acquascooter che espleteranno il servizio di vigilanza nelle acque agrigentine. Lo ha reso noto la Questura della Città dei Templi in una nota dove si a sapere che le nuove unità effettueranno gli stessi servizi di controllo e prevenzione svolto dalla Guardia Costiera lungo le coste della provincia. Gli acquascooter in dotazione possono effettuare l’attività da 0 a 500 metri dalla riva e sono stati assegnati a personale qualificato che ha svolto apposito corso di formazione.

Dopo la proclamazione, si è insediato oggi il nuovo sindaco della città di Sciacca, Francesca Valenti, 47 anni, avvocato, docente universitario, sposata e madre di due figli, eletta nella tornata di ballottaggio di domenica 25 giugno 2017.
È la prima donna, nella storia della Città, a guidare l’Amministrazione comunale.
Il rituale passaggio di consegne col sindaco uscente Fabrizio Di Paola è stato programmato per domani, mercoledì 28 giugno 2017, alle ore 9, nell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, all’ultimo piano di Palazzo di Città.

I magistrati di Mons, località del Belgio, avrebbero aperto un’indagine sulla criminalità organizzata agrigentina in Belgio, dato il sospetto che nella folta comunità, proveniente soprattutto da Favara e Porto Empedocle, possano annidarsi “cellule” di Cosa nostra. Lo riporta il quotidiano La Sicilia di questa mattina che scrive dei recenti fatti di sangue che legano il paese del nord Europa con Favara e di un’indagine aperta sui recenti omicidi in territorio belga, nochè sui traffici di droga. Lo stesso quotidiano riporta della “sparizione” di Carmelo Di Stefano, il favarese rimasto ferito dopo l’agguato in cui è stato ucciso l’empedoclino Mario Jakelich a Liegi qualche mese addietro. Sembra che l’uomo dopo un periodo di degenza in ospedale per le ferite riportate, una volta guarito, abbia fatto perdere ogni traccia di sé.

Incidente mortale sulla Agrigento-Palermo nei pressi della sala ricevimenti Villa Fabiana, tra Villabate e Misilmeri.
Un furgone Iveco diretto a Palermo è finito contro il guard-rail.
La vittima è Vincenzo Polizzotto di 51 anni palermitano. L’uomo era a bordo del furgone che trasportava generi alimentari ed è finito contro il guard-rail. Il passeggero di 63 anni è in codice rosso all’ospedale Civico. Nell’impatto una persona è deceduta, una seconda è stata trasportata all’ospedale Civico di Palermo in gravissime condizioni.
Nello scontro il furgone è andato distrutto e il motore del mezzo è finito sull’asfalto.
I rilievi sono eseguiti dai carabinieri.

Monta la protesta contro la paventata possibilità di apertura di un centro accoglienza per minori in via Giovanni XXIII ad Agrigento. I cittadini residenti del luogo non gradiscono tale possibilità e si stanno mobilitando per raccogliere firme attraverso una petizione. A farsi portavoce del malumore dei numerosi residenti e commercianti della zona la consigliera comunale Nuccia Palermo, che insieme ad altri consiglieri, quale chiede un incontro col sindaco Calogero Firetto e “un consiglio comunale aperto per mettere ordine a quello che appare un assalto alla diligenza”. Sulla vicenda interviene anche il consigliere Salvatore Borsellino: “Nulla contro i poveri immigrati che fuggono da realtà di misera e guerra ma Agrigento è una piazza satura che ha già adempiuto al fenomeno dell’accoglienza”.

Quando alla sera di giovedì 22 giugno scorso, a Canicattì, nella campagna di contrada “Montagna”, a ridosso del quartiere popolare “Borgalino”, Vincenzo Curto, 31 anni, è stato vittima di un tentato omicidio, abbiamo sollevato due interrogativi. Il primo: Curto non si è accorto di nulla? Il secondo: movente passionale? Ebbene, adesso la risposta ai due quesiti è sì, perché Vincenzo Curto non si sarebbe trincerato dietro la cortina del silenzio, e avrebbe anche rilevato il perché sarebbe stato teso l’agguato che gli ha provocato ferite da colpi d’arma da fuoco all’addome, sotto il costato, e alla coscia destra. E i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, i colleghi del Commissariato di Canicattì, e i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Canicattì hanno arrestato Gianluca Scaccia, 33 anni, di Canicattì. Il provvedimento cautelare è stato firmato dal sostituto procuratore di Agrigento, Carlo Cinque, titolare dell’inchiesta. Scaccia non avrebbe sparato con una scacciacani ma con una pistola calibro 7,65, di cui al momento non vi è traccia, e avrebbe premuto il grilletto tre volte. Le tre ogive sono state recuperate. Gli investigatori avrebbero raccolto e riscontrato i gravi indizi di colpevolezza necessari per giustificare la misura di custodia. E determinanti, e orientanti, sarebbero state le dichiarazioni rese dal ferito, Vincenzo Curto, ricoverato in ospedale, al “Barone Lombardo” della città dell’Uva Italia. Gianluca Scaccia, che risponderà ai magistrati di tentato omicidio, porto aggravato e detenzione illegale di pistola, avrebbe assaltato Curto a pistolettate perché animato e infuocato da contrasti sentimentali. Si sarebbe consumata la classica, rituale e purtroppo ricorrente storia d’amore e di coltelli di cui è ricca la letteratura cinematografica, e che nel copione canicattinese avrebbe subito la variante del piombo al posto della lama. E l’epilogo, fortunosamente, non è stato mortale. E il Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ringrazia il pubblico ministero, Carlo Cinque, i Carabinieri, il Commissariato di Canicattì e la Squadra Mobile di Agrigento per l’impegno e la tempestività delle indagini condotte, e commenta: “Nonostante un clima di omertà ancora fortemente presente in provincia, le forze dell’ordine e la magistratura, con azione sinergica, riescono ad assicurare l’ordine pubblico e la legalità anche in contesti difficili come quelli di questo territorio. Solo attraverso una risposta tempestiva ed efficace dello Stato in tutte le sue articolazioni, con il consenso e la convinta collaborazione dei cittadini, può essere affermata la legalità, base fondamentale per il convivere civile e per l’esplicazione dei diritti e delle libertà degli individui”.


Comunicato dei vertici dell’Akragas – nelle persone del presidente Silvio Alessi e del presidente onorario, Marcello Giavarini – sulla situazione economica del club e sull’imminente scadenza del 30 giugno per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.
“I presidenti dell’Akragas, Silvio Alessi e Marcello Giavarini, smentiscono categoricamente qualsiasi tipo di trattativa per salvare il club e di ingresso di nuovi soci. A distanza di quasi due settimane dall’ultima nota stampa e dall’ennesimo grido d’allarme, nessuno si è fatto avanti per cercare di sostenere finanziariamente la società : “Dobbiamo purtroppo constatare – dichiarano Alessi e Giavarini – che nessuno tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni politiche si è fatto vivo con noi per discutere di Akragas e provare a salvare il titolo in Lega Pro. Smentiamo tutte le voci di trattative che non sono mai iniziate perché non ci sono mai state. Nessuno, ribadiamo nessuno, si è fatto avanti per cercare di acquisire le quote societarie. Nemmeno l’amministrazione comunale ci ha interpellato. L’indifferenza sull’Akragas è totale e questo ci rattrista molto. Sono assolutamente false le notizie di potenziali acquirenti che avrebbero chiesto informazioni sull’Akragas. Finora non è pervenuta nessuna richiesta di rilevare il club. La situazione è la stessa di alcuni giorni fa. E’ come se il futuro dell’Akragas non interessasse a nessuno e di questo siamo molto amareggiati. Ai nostri appelli e gridi d’allarme nessuno ha mai dato risposta, sia positiva che negativa. Ci siamo stancati di leggere notizie, che non rispondono al vero, di presunte cordate interessate all’Akragas. La verità è che a noi non è mai pervenuta nessuna richiesta di acquistare il club. Siamo costretti purtroppo a prenderne atto e rimarchiamo il fatto che da soli non possiamo più continuare a sostenere la gestione dell’Akragas. C’è ancora tempo per aiutare il club, ci sono ancora quattro giorni per cercare di salvare l’Akragas, ma senza l’apporto di nuovi soci la squadra non sarà iscritta in Lega Pro”.
Intanto i tifosi agrigentini hanno organizzato una manifestazione per domani sera , per dimostrare vicinanza ai colori, proprio a ridosso della Curva Nord dell’Esseneto.

L’Associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in video, che, anche quest’anno, a San Leone, al Viale delle Dune, all’interno del boschetto a ridosso della spiaggia, è sorto l’accampamento commerciale del deposito di pannocchie di mais da arrostire in spiaggia, e l’ostello per gli operatori. Ecco il VIDEO