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L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha deliberato uno stanziamento di fondi a favore del Comune di Aragona, in provincia di Agrigento. Si tratta, in particolare, di 800mila euro per la Chiesa della Madonna del Carmelo, e di 800mila euro per il Palazzo Principe.

Il deputato regionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, esprime gratitudine e apprezzamento a seguito di quanto disposto dall’assessore Falcone.

“L’assessore Marco Falcone – aggiunge Gallo – si è sempre dimostrato pronto a condividere e sostenere le nostre istanze legate al territorio agrigentino. Forza Italia, come forza di governo, testimonia ancora una volta l’impegno concreto a fronte delle necessità locali, nel contesto dell’obiettivo, tra l’altro, di promuovere le iniziative infrastrutturali come volano di indotto e sviluppo economico dei territori. L’odierno finanziamento di 1 milione e 600mila euro per Aragona è segno tangibile di un tracciato costante di attenzione e di responsabilità politica” – conclude l’onorevole Gallo.

A Lampedusa la titolare di un negozio di oggetti preziosi ha denunciato alla locale stazione dei Carabinieri di avere subito il furto di un orologio da parete, in ceramica, del valore di alcune centinaia di euro. I Carabinieri hanno subito effettuato un minuzioso sopralluogo nel negozio, incrociando i filmati di alcune telecamere ubicate nella zona, e, in breve tempo, hanno tracciato l’identikit della probabile persona responsabile del furto, ossia un’anziana donna, verosimilmente turista. Durante i controlli di frontiera svolti in aeroporto dai Carabinieri, la donna, prossima ad imbarcarsi su un aereo, è stata riconosciuta e perquisita. Dal suo bagaglio è saltato fuori il prezioso orologio in ceramica. Lei, una turista cremonese di 70 anni, è stata denunciata per furto aggravato. La refurtiva è stata restituita.

Lo scorzo marzo ignoti erano riusciti ad entrare nell’edificio scolastico che ospita la scuola dell’infanzia “Sandro Pertini” e, dopo aver distrutto quanto sotto tiro, addirittura appiccarono fuoco a banchi e sedie. Per questo motivo la Regione aveva finanziato 40 mila euro per la ristrutturazione della scuola.

A lungo si era parlato, dopo quest’ultimo raid, di installare un impianto video che potesse tutelare gli ingressi della scuola. Ancora di telecamere nemmeno l’ombra e, intanto, la scorsa notte un nuovo raid vandalico è stato compiuto.

Ignoti hanno rotto una finestra dalla quale si sono intrufolati all’interno della scuola portando via materiale informatico. La scoperta è stata fatta dai collaboratori scolastici che hanno immediatamente avvisato il dirigente Giuseppina Cartella.

Indagano i poliziotti del Commissariato di Canicattì.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, coadiuvati dai militari della stazione di Santa Elisabetta, hanno arrestato un 33enne del paese per l’ipotesi di reato di stalking.

L’uomo, secondo una prima ricostruzione, avrebbe tormentato, perseguitato e minacciato l’ex fidanzata dopo che quest’ultima – circa un anno addietro – aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale.

Da quel momento la donna è stata oggetto di minacce e si sentiva seguita dall’ex compagno in ogni luogo tanto da dover cambiare abitudini e vivendo in una specie di terrore psicologico. Da qui la denuncia ai carabinieri con l’emissione della misura cautelare da parte dell’autorità giudiziaria.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, coadiuvati dai militari della stazione di Santa Elisabetta, hanno arrestato un 33enne del paese per l’ipotesi di reato di stalking.

L’uomo, secondo una prima ricostruzione, avrebbe tormentato, perseguitato e minacciato l’ex fidanzata dopo che quest’ultima – circa un anno addietro – aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale.

Da quel momento la donna è stata oggetto di minacce e si sentiva seguita dall’ex compagno in ogni luogo tanto da dover cambiare abitudini e vivendo in una specie di terrore psicologico. Da qui la denuncia ai carabinieri con l’emissione della misura cautelare da parte dell’autorità giudiziaria.

La moglie sta per partorire e il giudice accoglie l’istanza presentata dalla difesa di Marco Davide Clemente, 26enne, coinvolto nella maxi inchiesta della Dia di Agrigento “Kerkent”.

Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Palermo Walter Turturici su istanza presentata dagli avvocati Salvatore Butera e Saverio Aloisio che hanno sostenuto l’ “eccezionalità ed insostituibilità” del diritto dell’indagato – anche se detenuto – a partecipare all’evento.

Clemente, attualmente detenuto nel carcere Pagiarelli di Palermo, è stato autorizzato ad essere trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove assisterà alla nascita del figlio.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Sara Varazzi ha iscritto nel registro degli indagati nove persone in seguito alla denuncia presentata da una coppia di Raffadali dopo l’estrazione con parto cesareo di un feto giunto alla trentesima settimana.

Si tratta di tre ginecologi, due ostetriche, un’infermiera e tre “portantini” dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La vicenda risale a poche settimane fa. La donna, non sentendo da qualche giorno movimento del feto, ha deciso di recarsi in ospedale per gli accertamenti del caso.

Immediato il ricovero e l’aggravamento del quadro clinico decidendo così di intervenire con un cesareo ed estrarre il feto morto. I genitori sconvolti dell’accaduto hanno deciso di presentare denuncia alla Procura.

Il pm ha disposto l’autopsia sul feto che è stata eseguita ieri mattina dai medici legali Procaccianti, Naresi e Damiani. L’esito, che sarà fondamentale per lo sviluppo dell’indagine, si avrà entro due mesi.

Grande successo al centro commerciale vecchio di Villaseta per la manifestazione “Block party” promossa dalla Tierra, Techo, Trabajo (TTT) e realizzata con la collaborazione di Friday for Future Agrigento, Rap Dope e Break connection Klan. Evento che ha inteso valorizzare la difficile periferia agrigentina puntando sul talento dei suoi giovani: opere di street art, esibizioni canore di rap e hip hop, spettacoli di break dance e un contest finale di freestyle a chiudere una serata di grande festa all’insegna della partecipazione.
Come precisano i ragazzi della TTT, associazione di promozione sociale che proprio a Villaseta deve la sua nascita, la manifestazione sarà solo la prima di una serie di interventi per il coinvolgimento degli abitanti nella valorizzazione del quartiere. Perché (come recita l’hashtag lanciato per l’occasione) “#villasetaconta”.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, a seguito degli ultimi sbarchi clandestini di migranti a Lampedusa, hanno arrestato un tunisino già destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Bologna il 13 ottobre 2017 con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni. Poi arrestato un altro tunisino, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Palermo l’8 novembre del 2018, con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni. E poi in stato di arresto un terzo tunisino, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Varese il 19 giugno del 2017 con divieto di reingresso nel territorio nazionale per 3 anni.

Il Sig. A.A. di 65 anni di Agrigento aveva presentato una domanda di aiuto per la realizzazione di un impianto boschivo in località” Agrabona ” del Comune di Licata ma la domanda veniva esclusa per mancanza della “valutazione di incidenza ambientale” (cd. VINCA) . La ditta interessata proponeva un articolato ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, lamentando una pluralità di vizi inficianti la validità del provvedimento di esclusione; in particolare gli avvocati Rubino e Marino hanno tra l’altro censurato il provvedimento impugnato sia sotto il profilo dell’incompetenza, giacchè il provvedimento impugnato era stato sottoscritto dal Dirigente del servizio competente e non già dal Dirigente generale che aveva approvato la graduatoria provvisoria, sia sotto il profilo del difetto di istruttoria e della carenza di motivazione, giacchè il progetto della ricorrente era stato corredato del parere di conformità al Piano Forestale regionale, ed il Piano forestale, a sua volta, aveva ottenuto il parere favorevole alla Valutazione di Incidenza Ambientale, e quindi non occorreva una nuova valutazione ambientale relativa ai progetti presentati. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso. Il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Prima, ritenendo fondate le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Marino ha accolto il ricorso , annullando il provvedimento impugnato, e condannando l’Assessorato resistente al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR la ditta agrigentina verrà riammessa in graduatoria mentre l’Assessorato resistente dovrà pagare le spese giudiziali.

La “Samara mania” imperversa anche nel Nisseno. A Niscemi una donna di 30 anni, travestita da “Samara”, è stata identificata dalla Polizia e denunciata per procurato allarme. Alla sala operativa del Commissariato di Polizia di Niscemi sono giunte numerose segnalazioni da parte di cittadini allarmati per la presenza nelle strade cittadine di una persona travestita da “Samara”, noto personaggio di alcuni film dell’orrore. I poliziotti hanno individuato la responsabile dell’azione in una giovane trentenne che per spirito di emulazione e goliardia si è travestita da “Samara”, indossando una lunga parrucca nera ed un camice bianco, ingenerando timore tra i presenti e rischiando di provocare incidenti stradali.