Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1369)

 
I problemi della sanità agrigentina al centro di un incontro svoltosi ieri tra il Senatore Rino Marinello membro della commissione “Sanità” a Roma, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, il commissario dell’ASP di Agrigento Ing. Gervasio Venuti e il dottor Giovanni Di Vita, dirigente medico presso l’ospedale di Sciacca.
 
Molti gli argomenti trattati durante la riunione richiesta dai due parlamentari del M5S, a seguito di una recente visita effettuata con il deputato Giovanni Di Caro e il vicepresidente della VI commissione legislativa ARS “Sanità” Francesco Cappello presso il presidio ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì. 
 
Oltre le annose criticità, come quelle relative alla carenza di personale medico, infermieristico e ausiliare, sono stati richiesti impegni precisi e sono state offerte chiare soluzioni riguardo a:
 
1)    potenziamento dei presidi di guardie mediche sparse in tutta la ex provincia e attivazione della telemedicina a supporto dei medici in servizio presso queste strutture. Attraverso la telemedicina, per esempio, sarebbe possibile trasmettere un elettrocardiogramma e riceverne immediatamente il referto dall’unità operativa di riferimento senza far spostare il paziente.
2)    Attivazioni delle astanterie, ma solo dopo avere adeguato il personale medico, paramedico ed ausiliario e le apparecchiature bio-medicali (linea di monitoraggio ECG, PA, SO2, ecc., ).
3)    Potenziamento dei “Punti di Primo Intervento” con implementazione telemedicina (radiologia, laboratorio analisi, unità operative)
4)    Potenziamento Oncologia.
5)    Completamento e sorveglianza accessi ospedalieri.
 
 
Per quanto riguarda il nosocomio saccense Giovanni Paolo II, è stato richiesto:
1)     l’attivazione del sistema di disinfestazione che porrebbe fine al problema delle zanzare, già collaudato e mai messo in funzione;
2)    la verifica delle condizioni per l’alienazione o la cessione in usufrutto del vecchio ospedale di Sciacca di Via Figuli, oggi in stato di abbandono.
 
Concludiamo con la buona notizia: in arrivo 1 milione di euro per il PO di Sciacca e 1 milione e mezzo di euro per il PO di Canicattì, in attesa di progetti.

Le candidature per la nomina dei componenti esterni del nucleo di valutazione del Libero Consorzio dovranno essere presentate entro le ore 12.00 del 27 aprile 2018 nella sede del Libero Consorzio Comunale nel Piazzale Aldo Moro n. l . Coloro che hanno interesse a svolgere l’incarico devono fare pervenire la dichiarazione di disponibilità ad accettare l’eventuale nomina accompagnata della documentazione richiesta secondo l’avviso pubblicato nel sito internet dell’Ente. La manifestazione di interesse potrà giungere a mezzo posta, brevi manu o all’indirizzo p.e.c. dell’Ente protocollo@pec.provincia.agrigento.it
La scelta avverrà a cura del Commissario straordinario “intuitu personae”, previa valutazione dei curriculum pervenuti. E’ facoltà del Commissario di fare precedere la nomina dei componenti da un colloquio per verificare il possesso dei requisiti e le capacità professionali dei partecipanti su una rosa di candidati non inferiore a cinque.
La durata prevista dell’incarico è fissata fino al 30 giugno 2018 e comunque, fino alla data di cessazione del mandato commissariale. Il compenso annuo da retribuire è pari a € 8.000,00 oltre i.v.a, e c.p., se dovute, e al rimborso delle spese documentate.
I componenti del nucleo di valutazione devono avere elevata professionalità ed esperienza maturata nel campo del management, della valutazione della performance e della valutazione delle risorse umane. Non possono far parte del nucleo i soggetti che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organismi sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nell’anno precedente la nomina o che abbiano in corso rapporti di lavoro dipendente o rapporti continuativi di collaborazione con l’Ente o che, comunque, siano per la loro attività in conflitto di interesse con l’Ente.
La procedura di selezione non ha carattere comparativo e la presentazione delle domande di partecipazione non vincola in alcun modo l’Ente che a suo insindacabile giudizio potrà anche decidere di non procedere all’affidamento dell’incarico, nel caso in cui nessuno dei candidati sia stato valutato idoneo per l’incarico. Per ulteriori informazioni gli interessati possono consultare la sezione primo piano della homepage del sito dell’Ente www.provincia.agrigento.it dove si trova il modello di domanda per partecipare alla selezione.

 I carabinieri del reparto territoriale di Gela, insieme a quelli di Catania, Lodi, Venezia, Livorno, Ragusa e Ravenna, stanno eseguendo nove ordini di custodia cautelare e una ventina di perquisizioni su disposizione della Dda e della procura per i minori di Caltanissetta per sgominare una banda di trafficanti di droga con un giro d’affari di quasi mezzo milione di euro l’anno.
    L’operazione, denominata “Cruis”, sta impiegando un centinaio di uomini in cinque regioni d’Italia. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire i movimenti della banda e scoprire i canali d’ingresso della cocaina a Gela nel nisseno.Un giro di affari pari a mezzo mln annuo

Il circolo del Partito Democratico di Agrigento si è riunito e ha discusso dell’attuale condizione in cui versa il Consorzio Universitario di Agrigento. Poi è stato diffuso un documento alla stampa, con tante firme, e le prime due sono di Gerlando Riolo ed Epifanio Bellini, che, insieme agli altri, affermano: “La situazione in cui si trova l’Università ad Agrigento ha precise responsabilità politiche, tra gestioni improvvide delle risorse finanziarie e umane, anche a causa di contratti e convenzioni poco lungimiranti, mancanza di investimenti strutturali negli anni che ne consentissero il raggiungimento di più elevati standard, piano dell’offerta formativa troppo poco centrato sulle peculiarità del territorio e complessivamente l’assenza di una visione complessiva di crescita della realtà. Oggi, se si vuole rilanciare l’Università ad Agrigento, tali criticità vanno definitivamente sciolte, e ci auguriamo che l’adesione al redigendo decreto sulle risorse universitarie sia il primo passo di una profonda ristrutturazione organizzativa che vada nella direzione della sostenibilità e dell’offerta formativa di qualità, garantendo oltre alle necessarie facoltà generaliste, quelle specialistiche che la possano inquadrare quale polo di eccellenza per il Meridione nella conservazione dei beni culturali”.

Ha 22 anni, è incensurata ed è di Agrigento.

La giovane donna è stata beccata ed arrestata domenica sera al Centro Commerciale “Il Casale” mentre era intenta a rubare indumenti.

Ad arrestarla i carabinieri della tenenza di San Cataldo in collaborazione con i colleghi di Caltanissetta (radiomobile) chiamati dal personale del negozio OVS che l’hanno vista uscire dal con i capi di abbigliamento appena provati ai quali era anche riuscita a rompere l’antitaccheggio.

I militari dell’arma hanno anche perquisito l’auto della donna rinvenendo una ventina di capii appena rubati.

Portata in caserma e dichiarata in stato di arresto, la donna è in attesa del processo per direttissima.

 “Una maxi tabella H per accontentare gli appetiti dei partiti, nemmeno durante l’era Crocetta, probabilmente, si era arrivato a tanto”.
Il M5S all’Ars boccia senza appello la maxi manovra che sta per sbarcare in Aula dopo essere stata gonfiata a dismisura dai partiti “che non si sono risparmiati per piazzare la propria bandierina”.
“Una manovra che doveva essere secca e lineare  – dicono i deputati – è diventata monstre a causa di una pioggia di norme ad deputatum che non sono certo pensate per il bene della Sicilia. Dentro la finanziaria c’è di tutto, dal finanziamento per le regate a quello per i borghi belli, fino al finanziamento ai comuni bandiera blu. È lecito ora pensare dove sarà trovata la copertura finanziaria, atteso che si stava per tagliare sulla cultura per mancanza di risorse”.
I deputati M5S mettono l’accento anche sulle procedure ‘non proprio lineari’ che si stanno seguendo. “Il collegato – dicono – andava approvato a parte e non in contemporanea con la manovra, come si tenterà di fare. Una forzatura, figlia dell’ingerenza dei partiti di cui questo governo si mostra ogni giorno che passa sempre più succube”.

Il Partito Democratico provinciale, dopo l’incendio del portone dello stabile in cui abita Massimo Ingiaimo (ex segretario Pd di Licata e componente dell’assemblea nazionale)  con altre tre famiglie,  ieri mattina si è stretto attorno all’esponente politico di Licata per esprimergli solidarietà. L’iniziativa, tenutasi presso la sala conferenze del porto turistico “Marina di Cala del Sole”,  è stata presieduta dal Segretario Provinciale Peppe Zambito e moderata dall’ex Vicepresidente del Consiglio Comunale di Licata del Pd Tiziana Sciria ed ha visto la partecipazione di quasi tutti i circoli della provincia con proprie delegazioni. Hanno partecipato inoltre: i sindaci di Campobello di Licata, Gianni Picone e di Racalmuto, Emilio Messana; il presidente del Consiglio Comunale di Canicattì Alberto Tedesco; gli ex deputati Maria Iacono, Tonino Moscat e Giovanni Panepinto. C’è stata pure la partecipazione dell’on. Carmelo Pullara, che è di Licata; di Vittorio Gambino, in rappresentanza di Leu, ed il segretario generale della Cgil Massimo Raso; alcuni politici locali e un buon numero di cittadini.

Nell’intervento introduttivo Massimo Ingiaimo ha ricordato tutti i fatti criminosi accaduti a Licata nel solo mese di aprile: un omicidio, danneggiamenti e numerosi incendi che hanno fatto parlare di escalation criminale. L’ex segretario del Pd ha chiesto una stretta repressiva che fermi la violenza, perché non è tollerabile che la città di notte si trasformi in un far west. “Ringraziamo il Questore ed il Prefetto per il trasferimento di 5 poliziotti al commissariato di Licata – ha detto Ingiaimo – ma la città è grande e potrebbero essere insufficienti, occorrono investigatori in grado di assicurare alla giustizia i colpevoli e di comprendere i motivi e se c’è una relazioni tra i fatti, al fine di capire la tipologia e l’ampiezza del fenomeno criminale”. Ingiaimo, infine, ha lanciato un appello a forze politiche, associazioni, sindacati e perfino la Chiesa ad unirsi, discutere e analizzare i mutamenti sociali allo scopo di contrapporre al crimine un fronte civico che possa anche offrire strumenti di lettura alla politica.

L’on. Carmelo Pullara ha parlato della necessità di dare un governo stabile alla città, dopo anni difficili, che punti non su uomini soli al comando ma su una squadra. La Cgil si è detta disponibile a partecipare ad ogni iniziativa volta a sottrarre una città, piena di risorse, al degrado e alla barbarie. Alberto Tedesco ha ricordato l’impegno di Ingiaimo per la sua città e per il partito e sottolineato come  gli atti violenti sono ormai una costante in tutte le nostre realtà, segno di un grave degrado culturale. Il sindaco di Racalmuto ha portato la solidarietà dei sindaci della provincia, sempre più spesso vittime di intimidazioni. Giovanni Panepinto ha sottolineato la presenza del partito di tutta la provincia a Licata ed ha ribadito la necessità di abbandonare i tatticismi e ricostruire un fronte di centrosinistra. Il Segretario Provinciale Zambito ha chiuso l’incontro ringraziando Ingiaimo per il lavoro fatto da lui e dal circolo in questi anni difficili ed ha rilanciato la necessità di un confronto sociale in tutta la provincia.