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E’ stata bonificata questa mattina, dagli operai della ditta Iseda, la via Vallicaldi, una delle strade del centro storico agrigentino, a due passi dalla via Atenea che alcuni incivili hanno eletto a discarica personale. Questa mattina, gli operai dell’Iseda, dopo le segnalazioni dell’associazione Mareamico, sono intervenuti con mezzi speciali per rimuovere i cumuli di rifiuti restituendo al decoro urbano la zona.

Apprendiamo dalla stampa della “missione” palermitana della Sindaca Valenti e delle rassicurazioni che la stessa avrebbe ricevuto dai Funzionari dell’Assessorato che l’avrebbe invitata a proseguire nel percorso intrapreso.

A parte la stranezza di constatare come l’Assessore Armao non fosse presente e che speriamo, poi, non contraddica questi suoi funzionari…

La Sindaca rimotivata da questo incontro annuncia che da domani comincerà l’iter…

Ma cos’ha impedito, dalla firma di quel protocollo della fine ottobre, finora di farlo?

Nell’augurarci che non si perda più un solo giorno, continuiamo a chiedere alla Amministrazione come intende muoversi.

Cos’ha in mente oltre alla redazione di un bando?

Quanti e quali azioni intende l’Amministrazione mettere in campo per la ricerca del miglior partner possibile per la gestione di questo immenso patrimonio?

Per Noi, è evidente, il “miglior partner” è quello che offre maggior garanzie circa la capacità di gestione e l’”occupabilità” delle persone, questione non secondaria, da valorizzare nel Bando per qualificare la scelta.

Abbiamo chiesto (dalla sua elezione) un incontro con la Sindaco, ma ancora non ci è stata data l’opportunità, vorremmo comprendesse che il Sindacato non è né un intralcio né un nemico, ma un soggetto che da sempre in questa Città si è intestato battaglie di progresso e di avanzamento e si è sempre confrontato nel merito, prescindendo dalle colorazioni delle Giunte.

 

Girgenti Acque S.p.A. comunica che, nella giornata di oggi 27/03/2018, si sono conclusi i lavori di manutenzione, effettuati, ancora una volta in via sostitutiva, dagli operai della società, lungo l’acquedotto Tre Sorgenti in c/da Muxarello nel Comune di Aragona.

 

Si informa, altresì, che sono già state effettuate le manovre necessarie per la messa in carico dell’acquedotto e quindi, salvo eventuali imprevisti, la fornitura idrica sarà ripristinata il 28/03/2018, secondo le seguenti previsioni:

·         Comuni di Grotte e Racalmuto ore 11:00;

·         Comune di Castrofilippo ore 12:00;

·         Comune di Campobello di Licata ore 15:00;

·         Comuni di Naro e Ravanusa ore 16:00;

Consequenzialmente, la distribuzione idrica, nei Comuni interessati, sarà ripristinata non appena i serbatoi comunali avranno raggiunto i livelli ottimali, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

“Siamo consapevoli che in Crias, la cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane, in queste settimane si sta discutendo di un nuovo percorso amministrativo e finanziario. Ma è auspicabile prima di tutto sbloccare le somme disponibili, ridare un po’ di ossigeno a un settore in ginocchio e poi il Governo regionale, di concerto con la stessa Crias e con i sindacati di categoria,  potrà definire la soluzione migliore da adottare per le stesse imprese e per l’economia della nostra isola, martoriata dalla disoccupazione, giovanile soprattutto, e da imprese che chiudono”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano, segretario regionale Sicilia occidentale che continua. 

“La Crias non può rimanere paralizzata dalla lentezza burocratica o da decisioni amministrative che hanno proprie storie antiche o logiche vecchie. Ci sono moltissimi imprenditori – spiega Pagano – che da mesi attendono risorse da parte dell’istituto regionale per il credito agevolato alle imprese artigiane. I soldi ci sono, parliamo di 20 milioni di euro pronti per essere erogati, bisogna solo sbloccare quanto prima questa impasse. Per questo confidiamo sull’impegno dell’ottimo assessore Girolamo Turano per la soluzione del problem

Un agrigentino è ai vertici della diplomazia internazionale. Si tratta di Lorenzo Fanara, 48 anni, appena nominato ambasciatore d’Italia a Tunisi dal Consiglio dei Ministri. Lorenzo Fanara si è laureato con lode in Giurisprudenza all’università di Palermo nel 1993. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1998, svolgendo i primi incarichi a Roma, al ministero degli Esteri. Dal 2002 al 2006 all’Unione Europea a Bruxelles, poi fino al 2010 all’ambasciata di Mosca, poi dal 2010 al 2013 ancora in Italia al ministero degli Esteri, dal 2013 alla fine del 2016 all’ambasciata di Londra come consigliere politico, e dal gennaio 2017 al marzo 2018 è stato vice capo di Gabinetto del ministro Angelino Alfano. Adesso, Lorenzo Fanara, Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica, è ambasciatore d’Italia a Tunisi.

Gli sbarchi di migranti “fantasma”, che si sono susseguiti soprattutto sulle coste agrigentine, preoccupano ancora, e in prospettiva, i vertici dell’Unione Europea. Oggi è intervenuto al Parlamento Europeo Fabrice Leggeri, il direttore della missione “Frontex”, che si occupa di contenimento e soccorso dell’immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Leggeri, tra l’altro, ha affermato: “La minaccia terroristica resta alta, non è diminuita e dobbiamo essere certi che non vi siano attraversamenti delle frontiere dell’Unione Europea non intercettati, perché questo va a scapito della sicurezza europea. I velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti non intercettati da Algeria e Tunisia, che pongono preoccupazioni di sicurezza e su cui si sta lavorando. Non ci aspettiamo un aumento degli arrivi di migranti dalla Libia, almeno non per il momento. Dal primo gennaio ad ora sono stati 6000 i migranti illegali intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale, il 62% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Ma solo il 71% di questi è partito dalla Libia, rispetto al 95% del 2017, perché nel 2018 il 20% delle partenze dei migranti è avvenuto dalla Tunisia

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Nunzio Sarpietro, ha confermato il sequestro della nave della Organizzazione non governative spagnola Proactiva Open Arms, ormeggiata al porto di Pozzallo dal 18 marzo scorso dopo il salvataggio di 215 migranti. Il giudice ha accolto così la richiesta della Procura distrettuale etnea. Lo stesso giudice si è però dichiarato incompetente ritenendo non sussistere il reato di associazione per delinquere ma soltanto quello di immigrazione clandestina. Pertanto gli atti saranno trasferiti alla Procura di Ragusa per competenza in materia.


Prosegue a ritmo serrato la bonifica di alcune strade di competenza del Libero Consorzio Comunale, dopo la ricognizione effettuata dal Gruppo Tutela Ambientale che ha evidenziato diverse criticità, in particolare nelle zone più interne e più difficili da controllare. Purtroppo l’abbandono di ogni tipo di rifiuti sembra diventata prassi abituale per cittadini poco rispettosi delle più elementari regole di vita, e anche le strade consortili del comparto est non sfuggono a questa pessima abitudine. Attualmente i tecnici del Settore Ambiente e gli operai dell’impresa Mediterranea Servizi di Racalmuto, aggiudicataria dell’appalto per la rimozione dei rifiuti, sono impegnati su diverse strade nei territori di Ravanusa, Licata e Campobello di Licata, con interventi su: SPC n. 57 ex Molinazzo-Tre Fontane, SP n. 6 Licata-Ravanusa (tratto non soggetto ad interruzione), SPC n. 50 ai km 1+700 e 3+400 dall’incrocio con la SP n. 59, SP n. 12 al km 1+450 e 3+500 dall’incrocio con la SP n. 59, SPC n. 55 ai km 0+000, 2+150, 2+900 e km 3+300 a partire dalla SS n. 626, SP NC n. 14 al km 1+000 a partire dalla SS n. 122, ed SPR n. 64 al km 1+800 a partire da Campobello di Licata.
Considerata la rimozione di notevoli quantità di rifiuti, compresi ingombranti come elettrodomestici e pneumatici dismessi, plastiche, materiale proveniente da lavori edilizi, lana di vetro e soprattutto rifiuti pericolosi come amianto (presenti in grossi quantitativi), si consiglia prudenza a quanti percorrono queste strade in presenza dei mezzi impegnati nella bonifica.
Sono già state bonificate invece, con precedenti ordini di servizio, le SP n. 3, SPC n. 54 Ravanusa-Tintoria-Furiana, SP n. 10 Campobello-Fiume Salso, SP n. 63 da SS 115 a Campobello di Licata, e sopratutto le discariche abusive lungo la SP n.1 nei tratti Villaseta-Bivio Borsellino e Quadrivio Spinasanta – Villaseta.

Ieri l’ennesima intervista del sindaco con “buone” notizie: un 6% di riduzione sulle bollette TARI a fronte di una ristrutturazione del servizio dei rifiuti con il sistema che viaggia verso “l’efficientamento”.
Il sistema non viaggia per niente verso l’efficientamento. Basta scendere in strada per accorgersene, ammesso di vedere la strada tra le erbe alte e i sacchi della spazzatura. A detta del sindaco il personale fa un’attività più gravosa a fronte della diminuzione degli addetti. E il servizio è vergognoso: si sente la mancanza di qualcuno che spazzi le strade e raccolga quanto cade dai porter che girano per le nostre strade facendo una raccolta molto distante da quel porta a porta che stiamo pagando, soprattutto in alcune zone della città.
Le tariffe diminuiscono? Diminuisce la quota “fissa” della TARI che è legata alle componenti essenziali del costo del servizio (cioè appalto con diserbo, spazzamento e raccolta), e da una parte variabile, composta i relazione alle quantità (e qualità, dunque?) di rifiuti conferiti. Quindi diminuisce la quota fissa perché non c’è più spazzamento e diserbo? E la quota variabile? Se è legata al rifiuto prodotto non dovrebbe diminuire se si produce meno indifferenziato per la discarica? Ma va, davvero, meno indifferenziato in discarica?
Nel piano economico della TARI 2018 non sono dichiarate il numero di utenze domestiche e non domestiche e, dunque, non si vede se c’è stato un aumento dei paganti. Avranno inserito, ad esempio, i centri di accoglienza nella giusta categoria? Avranno inserito gli utenti che si sono appena denunciati?
Nella TARI sono inseriti i costi del personale della SRR e del Comune che si occupa dei tributi.
Perché si inseriscono i costi del personale che fa riscossione ma non c’è traccia di quanto riscosso, da dedurre dai costi del piano? Se con la TARI, anno per anno e nonostante l’evasione, abbiamo coperto le spese accollandoci quelle degli evasori, dove finiscono le somme recuperate?
La TARI deve coprire integralmente tutti i costi del servizio che si occupa dei rifiuti: in questo momento, e non si sa ancora per quanto tempo, i nostri rifiuti indifferenziati viaggiano verso una piattaforma di stazionamento che si trova a Lercara, per poi andare alla discarica di contrada Matarana. Mancano questi costi, a fronte di 100mila euro che sono state inserite per la rimozione delle discariche e i 30mila € per la bonifica da amianto che speriamo parta presto e 50mila € per i nuovi mastelli che arriveranno (si spera) a fine Aprile. E le grandi utenze che non differenziano? Chi pagherà i loro costi? Saranno partite le diffide per i grossi enti che non differenziano (tra cui ospedale, caserme, genio civile)
Nella TARI paghiamo il personale comunale tecnico e dell’ufficio tributi (nuova entrata in bolletta) che si occupa di rifiuti e c’è anche una nuove voce: “ incentivo tecnico art 113 d.lgs 50/2016” per oltre 135mila €. Il costo è più o meno quello del personale tecnico impiegato. Leggendo l’articolo di legge in questione le spese potrebbero anche essere coincidenti ma nel piano mancano precise indicazioni su queste 2 voci di spesa.
Nel consuntivo 2017 risulta persino una voce con importo presunto, veramente singolare per un consuntivo!