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Francesco Fragapane, 38 anni, di Santa Elisabetta, figlio del boss Salvatore, capo di Cosa Nostra negli anni Novanta, e lui stesso considerato dagli investigatori il presunto capo del mandamento della Montagna, fa scena muta, in qualità di testione, al processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Icaro”.

Fragapane, chedoveva testimoniare al processo di appello che vede alla sbarra 14 imputati, essendo imputato di reato connesso, avendone la possibilità, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande postegli.

A parlare di Fragapane, nel corso della sua deposizione, era stato il pentito di Favara, Giuseppe Quaranta.

 

L’ambasciatore dell’Egitto in Italia, Hisham Badr, è arrivato ieri ad Agrigento per le celebrazioni in onore di Empedocle Nestore Gaglio, l’illustre benefattore nato nel 1868 nell’allora Girgenti.

 

Gaglio fu il fondatore, nei primi anni del secolo scorso, dell’ospedale del Cairo, oggi importante punto di riferimento nella sanità di quel paese.

Hisham Badr ha incontrato il sindaco della Città dei Templi, Lillo Firetto, con il quale ha parlato di possibili e future collaborazioni ed ha partecipato alla scopertura di una lapide marmorea, in via Atenea, sulle pareti esterne della casa che diede i natali all’illustre agrigentino.

Subito dopo il diplomatico si è recato in visita alla Valle dei Templi.

 

  1. Dopo una malattia si è spenta a 96 anni a Canicattì circondata dall’affetto dei suoi cari la signora Enza Di Rosa, vedova La Licata. Mamma e donna esemplare, ha lasciato i figli Luigi La Licata, dirigente medico del Distretto Sanitario di Canicattì e Rita, insegnante.

Il Direttore, la redazione e lo staff tecnico di Sicilia24h porgono il cordoglio alla famiglia La Licata.

I funerali si terranno oggi, 6 Novembre nella chiesa San Francesco di Canicattì alle ore 16:00.

Collabora con la giustizia e lo fa raccontando tutto quello che sa su cosa nostra agrigentina, in generale, e su quella del versante del Belice, in particolare.

E’ un fiume in piena Vito Bucceri, il pentito di Menfi che sta squarciando il velo di omertà e paura di cui si ammantano le famiglie mafiose, boss e picciotti.

Parla di come ha iniziato, di come ha conosciuto il boss dei boss della provincia di Agrigento, Leo Sutera, e di quello che lui, agli inizi della sua “carriera” faceva.

Bucceri racconta particolari su come avveniva la procedura che portava poi alla richiesta del pizzo alle imprese: Io su Menfi, dopo che Sutera mi aveva incaricato, mi occupavo di individuare le imprese impegnate nei lavori, di avvisare lo stesso Sutera, di avvicinare gli imprenditori, di mettere la “bottiglia” con del liquido infiammabile come segnale per convincere gli imprenditori a pagare. 
Dopo qualche giorno che mettevo il segnale intimidatorio, avvicinavo l’imprenditore e con questo mi mettevo d’accordo per il pagamento della tangente. Se l’imprenditore non aderiva, prima davo fuoco ad un mezzo da lavoro piccolo (escavatore o gruppo elettrogeno) e qualora l’imprenditore non si convinceva passavo ad effettuare danni più consistenti.

 

Maltrattava la mamma sulla pubblica via. Qualcuno, temendo il peggio, ha composto il 113 e i poliziotti del commissariato di Canicattì si sono immediatamente precipitati. Gli agenti erano, di fatto, intervenuti per riportare la calma e per evitare il trascendere della diatriba. Alla vista dei poliziotti, il trentenne sarebbe però andato ulteriormente in escandescenze. Preda dell’ira avrebbe, dunque, pesantemente offeso – e davanti a più persone – i poliziotti.

Agenti che, secondo lui, si stavano intromettendo in vicende private. Il trentenne, a questo punto, è stato denunciato, dalla polizia, alla Procura di Agrigento. Dovrà rispondere, adesso, dell’ipotesi di reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Girgenti Acque S.p.A. comunica di essere stata informata da Siciliacque S.p.A., Società di Sovrambito, circa il riavvio del trattamento presso il potabilizzatore “Fanaco”, anche se ancora a portata ridotta.

 Pertanto, si prevede di ripristinare la regolare fornitura idrica, nei Comuni coinvolti, secondo il programma di seguito indicato:
  • Casteltermini: ore 20:00 del 05/11/18
  • Campobello di Licata e Canicattì: ore 09:00 del 06/11/2018;
  • San Giovanni Gemini: ore 22:00 del 05/11/18.

Consequenzialmente, la distribuzione idrica nei Comuni interessati, tornerà regolare non appena i serbatoi comunali avranno raggiunto i livelli  idrici ottimali, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

Nell’ambito dei lavori di realizzazione del nuovo svincolo di collegamento tra la statale 640 “Strada degli Scrittori” e l’autostrada A19 “Palermo-Catania”, e’ necessario procedere alla chiusura delle rampe di svincolo per consentire la demolizione delle vecchie torri faro interferenti con la nuova viabilita’. Lo rende noto Anas.

Nel dettaglio, dalle ore 22 di martedi’ 6 alle ore 1:00 di mercoledi’ 7 novembre, sara’ chiusa la rampa per i veicoli provenienti dalla statale 640 e diretti a Catania, che saranno deviati sulla statale 626, svincolo Himera, per uscire allo svincolo Capodarso in direzione statale 117bis e proseguire verso l’A19.

Dalle ore 22 di mercoledi’ 7 alle ore 1:00 di giovedi’ 8 novembre, sara’ chiusa la statale 640 al km 74,200 e, pertanto: i veicoli provenienti da Palermo e diretti a Caltanissetta dovranno uscire dall’autostrada allo svincolo Ponte Cinque Archi per proseguire sulla statale 121 in direzione Santa Caterina di Villarmosa o in direzione Villarosa tramite la statale 122bis in direzione Caltanissetta

 

Sorpresa sgradita per una famiglia di canicattinesi. Questi ultimi, residenti all’estero, tornati in paese, hanno trovato la loro abitazione occupata abusivamente da un quarantenne, del luogo.

Lo stesso quarantenne utilizzava tranquillamente tutti i servizi di luce, gas e acqua dell’abitazione senza averne diritto. Per lui, dopo l’intervento dei poliziotti del Commissariato di Canicattì, è scattata una denuncia, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, per l’ipotesi di reato di occupazione abusiva.

 

Il governo, continua a dare segni di cedimento. Adesso a tenere banco è il decreto sicurezza e l’emendamento che contiene la riforma della prescrizione.

La ministra leghista Giulia Bongiorno, nonché noto avvocato forense, è contro la proposta del M5S e si oppone alla riforma della prescrizione.

La ministra, aprendo uno scontro frontale contro il ministro Bonafede, afferma “bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio significa mettere una bomba atomica nel processo penale e io questa cosa non posso accettarla e non posso segnalarla”.

Della stessa opinione sono i penalisti, ormai di tutta Italia, che con voce unanime segnano l’eliminazione della prescrizione con un “processo senza giustizia”.

Purtroppo Bonafede e il M5S non fanno un passo indietro, perché contenuto nel contratto di governo. Lo stesso documento che contiene la chiusura dell’Ilva, il blocco della Tav e Tap e mai un condono  ( tutte da leggere, quest’ultime, in chiavi di lettura inversa).

Dopo lo scontro, tra ministri opposti,  Bongiorno – Bonafede sull’emendamento che dovrebbe riformare la prescrizione, i leghisti compatti nel sottolineare la necessità di discutere della norma. Il (vice) premier Matteo Salvini: “riformiamo la prescrizione, ma facciamolo in maniera efficace”.

Si aggiungono altri esponenti leghisti contro la proposta del M5S, Giorgeti e Siri che in coro affermano “Norma persecutoria, non è nel contratto”.

Di Maio e Bonafede ribattono: “il contratto e sacro e vale per tutto…..(ndr ?)”

Ma questo è solo la ciliegina, che connota un governo atipico (ormai alle ultime battute). Di Maio minaccia la crisi di governo per la frenata dei leghisti sul reddito di cittadinanza. Conte fa da paciere!

E dopo la proposta dell’esecutivo, di fornire sostegno alle famiglie numerose e di frenare lo spopolamento rurale assegnando terreni in concessione gratuita per 20 anni alle famiglie che metteranno al mando un terzo figlio negli anni 2019/2021, Maio Adinolfi leader del movimento Popolo della Famiglia ironizza rivolgendosi all’esecutivo: “È nata la mia terza figlia, ora il governo deve darmi un terreno. Spero mi diano anche un valvassino, mi piacerebbe avere un Toninelli che mi zappi la terra così ritornerebbe ad una dimensione a lui adeguata”.

Nell’ultimo sondaggio condotto da Ixé per Huffington Post, il risultato è:  Matteo Salvini il vero leader dell’esecutivo.

Raimondo Burgio, 35 anni, ha confessato – davanti al Gip Stefano Zammuto – l’omicidio del cognato Ignazio Scopelliti, 47 anni di Palma di Montechiaro, ucciso con due colpi di pistola in via Palladio, arteria centrale del paese, lo scorso 2 novembre.

Il reo confesso – assistito dall’avvocato Santo Lucia – si è presentato questa mattina davanti al Gip per l’udienza di convalida dopo esser stato fermato dai carabinieri della stazione di Palma poche ore dopo il delitto. Insieme al cognato della vittima, in un primo momento, era stato posto in stato di fermo anche il suocero. Dopo una instancabile resistenza con il respingimento di ogni accusa Raimondo Burgio ha confessato dopo che una telecamera di sorveglianza lo ha immortalato nella scena del crimine. 

“Ho tentato di difendermi perché sapevo che mio cognato girava armato di coltello e minacciava ripetutamente mia sorella. Quella mattina, dopo averlo visto discutere con mia madre, ho visto che si è avvicinato con fare minaccioso verso di me e, temendo per la mia incolumità, ho sparato.”

E’ questo quanto dichiarato da Burgio davanti al Gip del Tribunale di Agrigento aggiungendo anche che la famiglia aveva anche presentato querela in Procura in seguito ad una situazione sempre più complicata. 

Burgio, che ha mostrato un atteggiamento particolarmente collaborativo in sede di convalida, ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Il fascicolo d’inchiesta è coordinato dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Emiliana Busto.