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Girgenti Acque S.p.A. in riferimento al post condiviso nel gruppo Facebook “Riportiamo l’acqua pubblica ad Agrigento”,  in cui si mostra un video di un contatore interessato dal fenomeno di passaggio d’aria, precisa quanto segue.

Il contatore oggetto del video, è noto al gestore in quanto su tale utenza (utenza commerciale sita in via TIVOLI, nel Comune di Raffadali), Girgenti Acque dal 5 aprile scorso (due giorni prima della pubblicazione del video su Facebook) ha avviato un’attività di verifica  d’ufficio (senza alcuna richiesta da parte dell’utente).

Dalla verifica si è riscontrato che il fenomeno è isolato e non interessa altre utenze della zona.

 L’Utente titolare dell’utenza idrica è stato debitamente informato dal Gestore ed ha presenziato a tutte le attività di verifica.  

 

La Procura della Repubblica di Agrigento invoca 12 anni e 6 mesi di carcere a carico dell’imprenditore Giuseppe Burgio. Requisitoria severa e senza attenuanti.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, in via Mazzini, la requisitoria delle pubblico ministero, Alessandra Russo e Simona Faga, è stata implacabile. Loro hanno proposto al Tribunale la condanna a 12 anni e 6 mesi di carcere a carico dell’imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, 54 anni, imputato di bancarotta fraudolenta.

E, tra le altre, le parole della Russo e della Faga sono state: “L’imprenditore Burgio ha costruito un impero ma non certo con il lavoro onesto. Lo ha fatto grazie a brogli e distrazioni. Unicredit, per anni, è stata sua complice. La stampa lo ha definito correttamente il ‘re dei supermercati’ e in effetti tale era, ma l’impero lo ha costruito razziando fornitori, soci, dipendenti e l’erario, ai quali ha sottratto milioni di euro. Ha fatto sparire fondi da un’impresa all’altra, ed è stato spalleggiato dalla prima banca d’Italia, che ha avallato le sue operazioni”. Peraltro, parecchi dirigenti di Unicredit sono indagati nell’ambito dell’inchiesta “Discount bis”, perché presunti complici del presunto bancarottiere Burgio.

Dopo la Procura sono intervenuti alcuni difensori delle tante parti civili, tra ex soci e dipendenti, costituiti in giudizio per essere risarciti del danno che avrebbero subito dalle condotte finanziarie dell’imputato. Giuseppe Burgio è stato arrestato il 28 ottobre del 2016 dalla Guardia di Finanza. Dallo scorso 2 marzo è ristretto ai domiciliari. Le indagini ruotano intorno ai fallimenti di quattro società che si ritengono legate a Giuseppe Burgio, e che sono la Gestal srl, la Ingross srl, la Cda spa, e la GsB srl. Le stesse 4 società sono fallite tra il dicembre 2011 e l’ ottobre 2012.

Ebbene, le Fiamme Gialle avrebbero rilevato la distrazione di ingenti beni patrimoniali, per decine di milioni di euro, tramite vari artifizi materiali e contabili : la sottrazione di denaro dalle casse della società, poi operazioni finanziarie e compravendite tra società collegate per drenare liquidità, e poi la falsificazione delle scritture contabili se non, in alcuni casi, la loro distruzione o sottrazione. In ragione di ciò, a Burgio è contestata la bancarotta fraudolenta a danno delle quattro società Gestal, Ingross, Cda e GsB. I fallimenti avrebbero procurato danni ai creditori sociali per quasi 50 milioni di euro, e le distrazioni ipotizzate ammontano a oltre 13 milioni di euro.

A.R. (teleacras)


Continua l’azione degli agenti della polizia municipale di Agrigento, con l’ausilio dello “Street control”, alla ricerca di auto sprovviste di assicurazione o circolanti senza revisione.Nelle ultime ore altre tre autovetture sono state “pizzicate” senza la necessaria copertura assicurativa e per questo sono state sequestrati dagli agenti che hanno provveduto anche a sanzionare, con una multa da 848 euro, i proprietari.

Udienza, ieri in Tribunale, relativa al processo nel quale un empedoclino, di 34 anni, deve rispondere dell’accusa di aver picchiato e violentato l’ex compagna in presenza della loro figlia.

A deporre in aula il padre dell’imputato. L’uomo ha dichiarato che “qualche giorno prima che mio figlio venisse arrestato, sono andato a trovare la sua ex compagna a casa e li ho trovati a letto insieme”, asserendo che a suo avviso fra loro c’era ancora una relazione.

Il 34enne si difende dicendo di essere andato a trovare la figlia e che l’ex compagna l’avrebbe aggredito colpendolo con un cellulare: “Per questo mi sono dovuto difendere“. L’empedoclino è sottoposto da 10 mesi agli arresti domiciliari.

Prossima udienza il 21 maggio prossimo.

 

 

Udienza, presso un’aula del Tribuanle di Agrigento, del  processo riguardante la vicenda Ecap e le presunte irregolarità legate alla gestione dell’istituto di formazione.

 “Ho capito che il padre dell’avvocato Laura Grado voleva f…. e per farlo si sarebbe servito di un finanziere suo parente”,  ha dichiarato Valenza davanti ai giudici.

Secondo la Procura Valenza avrebbe corrotto il sottufficiale dei carabinieri Antonio Arnese,offrendo un posto di lavoro alla moglie dello stesso. Arnese, a sua volta è accusato di aver archiviato un esposto presentato dall’avvocato Laura Grado nell’interesse di alcuni dipendenti.

Salvatore Avarello, 43 anni, e Gioacchino Ripellino, 50 anni, entrambi di Favara, sono stati condannati  a 8 mesi di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Agata Anna Genna.

I due finirono in manette lo scorso 10 gennaio perchè sorpresi a rubare infissi all’istituto Enrico Fermi di Contrada Calcarelle.

Il processo si è svolto per direttissima e la condanna è stata ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato.

 

A Licata solo in una notte sono state danneggiate due  farmacie in corso Vittorio Emanuele, una  gioielleria in corso Umberto, e un  bar in piazza Duomo.

 Le altre fiamme hanno interessato un suv di una donna parcheggiato in via Palma. Secondo le prime ipotesi dei Vigli del Fuoco che sono stati impegnati a spegnere le fiamme, si tratta di incendio doloso. Anche per questo caso indagano i carabinieri.


 

Incidenti stradali, distrutta famiglia siciliana: morti madre, padre e bimbo di 2 anni

 

Incidente gravissimo questa mattina sulla tangenziale di Foggia: sono morti una giovane coppia ed un bambino, quasi certamente il figlio, che viaggiava con loro.

Due le auto coinvolte, ferita una quarta persona che era a bordo dell’altro veicolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

L’incidente è avvenuto vicino a un distributore di benzina della Q8.

L’incidente sulla Tangenziale di Foggia

Aveva due anni il bambino che è rimasto vittima con i genitori dello scontro frontale tra due automobili alle porte di Foggia. Le tre vittime sono Sebastiano Coletta di 30 anni di Avola (Sr), che era alla guida della Ford Focus, sua moglie Francesca Conti, di 36,  originaria di Ascoli Piceno e il figlioletto Salvatore di due anni, tutti residenti ad Avola.

Padre e madre sono morti prima dell’arrivo dei soccorsi, mentre il piccolo è morto mentre veniva trasportato in ospedale.

L’autista dell’altra vettura, una Golf, ha riportato gravi ferite ed è stato ricoverato in rianimazione.

Sono già dodici, al momento, i ricorsi presentati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo avverso i provvedimenti del Tribunale del Riesame (diverse sezioni) che hanno annullato i provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Palermo Filippo Serio nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” che avrebbe scardinato le cosche della provincia agrigentina, soprattutto quelle della zona montana che comprende tra gli altri i comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini.  Epicentro mafioso provinciale sarebbe stato individuato nel comune di Favara.

Blitz antimafia “Montagna”, raffica di scarcerazioni e raffica di ricorsi dei pubblici ministeri. Il caso del medico Pietro Reina
 

Sono già dodici, al momento, i ricorsi presentati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo avverso i provvedimenti del Tribunale del Riesame (diverse sezioni) che hanno annullato i provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Palermo Filippo Serio nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” che avrebbe scardinato le cosche della provincia agrigentina, soprattutto quelle della zona montana che comprende tra gli altri i comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini.  Epicentro mafioso provinciale sarebbe stato individuato nel comune di Favara.

 

I ricorsi già depositati, come detto, sono 12 e recano la firma dei sostituti procuratori della Dda che hanno delega ad occuparsi della mafia agrigentina ossia Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra.

 

Nel dettaglio i dodici provvedimenti impugnati riguardano Vincenzo Mangiapane, Raffaele La Rosa, Pietro Stefano Reina, Stefano Valenti, Giuseppe Blando, Giuseppe Scavetto, Raffaele Fragapane, Giovanni Gattuso, Francesco D’Ugo,  Vincenzo Pellitteri, Roberto Lampasona,  Salvatore La Greca.

Complessivamente sono 28 le misure cautelari revocate dal Tribunale della libertà molte delle quali bocciate perché il Gip avrebbe usato il copia e incolla, facendo propria la misura richiesta dai pubblici ministeri senza aver valutato criticamente e autonomamente i dati necessari per determinale le misure cautelari.

Già nel numero di Grandangolo – il giornale di Agrigento – attualmente in vendita vi abbiamo dato conto con dovizia di particolari dello scontro in atto tra Procura antimafia e Riesame.

Adesso, leggendo uno dei provvedimenti impugnati, quello riguardante il medico di Cammarata Pietro Reina, firmato da Gery Ferrara, che pubblichiamo integralmente, Ricorso Pm Reina, blitz Montagna montagna il lettore potrà avere esatta contezza del livello dello scontro.

Intanto, a breve verranno depositati gli altri sedici ricorsi avverso le decisioni del Tribunale del Riesame di Palermo

 

Indagano i Carabinieri di Licata sull’incendio di un portone d’ingresso dove abita un funzionario parlamentare dell’Ars, Antonio Pira, 41 anni. Il  fuoco si è sviluppato in via Giovanni Amendola, un arteria nei pressi di Corso Serrovira. Qui l’ingresso di uno stabile nel quale abitato tre famiglie, tra cui proprio quella di Pira, è andato a fuoco nella notte tra domenica e lunedì.

Sul luogo del rogo si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di corso Argentina. Nessuna pista è esclusa.

L’uomo ha sporto denuncia riferendo ai Militari dell’Arma che la scorsa estate ha subito un’altra intimidazione. In quella occasione gli pneumatici della sua auto furono tagliati mentre la stesse si trovava parcheggiata in un’area vicina al porto.

Pira è funzionario del gruppo parlamentare all’Ars dei Popolari ed Autonomisti di cui fa parte a sua volta il deputato licatese Carmelo Pullara.