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3.358 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 3.480), a fronte di 30.373 tamponi effettuati, su un totale di 10.758.477 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 29 decessi (ieri 16) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 9.424. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 229.839 (-1.325) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1046, di cui 77 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 228.716 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 540.517 (+5.649).

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1154, Catania 678, Messina 805, Siracusa 406, Ragusa 317, Trapani 306, Agrigento 364, Caltanissetta 203 e Enna 120.

di Filippo Cardinale

Il periodo carnascialesco in corso rispecchia quello politico. Carnevale in silenzio a causa della pandemia, politica in silenzio per forti venti di indecisioni e burrasca di veti incrociati. Il centrodestra è in frantumi e il suo sistema di pianeti e satelliti è avvolto da una tempesta solare e magnetica di altissima intensità.

Quale centrodestra? Domanda da 1 milione di dollari. Amori che nascono e che si spengono inesorabilmente. Campo largo e idee strette. Muore prima di nascere il matrimonio Forza Italia e Pd. C’è il niet del segretario regionale Barbagallo. A Sciacca lo sposalizio andrebbe contro le direttive regionali del Pd. Inoltre, Il centrodestra a brandelli di Sciacca non vuole Forza Italia tanto da non invitarlo alle riunioni. Sembra che nessuno voglia Forza Italia e il motivo risiede nelle ultime operazioni di allargamento del partito di Berlusconi. A non volere Forza Italia è anche Sciacca al Centro per le note questioni che riguardano Fabrizio Di Paola, ma in modo particolare la scorrettezza di Gianfranco Miccichè nei suoi confronti.

A rendere le acque più tempestose è, adesso, la presenza dell’ex grillino Matteo Mangiacavallo che ieri sera ha partecipato alla riunione tra Fratelli d’Italia, Udc, Diventerà Bellissima, Sciacca al Centro, Mpa. Alla riunione non c’era Noi per l’Italia che fa riferimento all’ex senatore Peppe Ruvolo.

Matteo Mangiacavallo, dunque, staccatosi dal mondo grillino per transitare in un’area di sosta per poi avvicinarsi al presidente della Regione, entra a pieno titolo nell’area del centrodestra. Ma ciò crea fibrillazioni soprattutto in quelle due aree “civiche” che hanno espresso sindaco e presidente del consiglio comunale, poi candidato a sindaco nel 2017.

I “politici” del centrodestra stanno immaginando di “allargare il campo”, ma nel contempo non si rendono contro che si sta restringendo. Ci sono venti di veti incrociati che renderanno la partita del centrodestra molto difficile.  Venti che, di certo, non faranno avvicinare il “movimento 2022” ad una coalizione che si sta allontanando dal profilo del civismo.

Ancora gente indignata in una strada della Provincia di Agrigento. Questa volta sì tratta della SP 32 che collega Cianciana a Ribera attraverso comuni dell’interno che tramite questa arteria dalla montagna vanno verso la costa e soprattutto tramite questa arteria raggiungono le strutture ospedaliere. Le condizioni disastrate della strada hanno originato una protesta che ha visto in prima linea i rappresentanti del Cartello Sociale, tanti sindaci anche di centri non interessati dalla strada, studenti, dirigenti scolastici e tanti cittadini. Al termine di una marcia simbolica e degli interventi di alcuni partecipanti si è convenuto sulla necessità di chiedere la immediata convocazione di un tavolo tecnico alla presenza dei responsabili istituzionali ai vari livelli per affrontare in termini di priorità l’ammodernamento della strada provinciale che collega le strade statali 115 con la 118. In tal senso si invita il prefetto a sensibilizzare le istruzioni competenti per procedere con tempestività alla convocazione del tavolo tecnico sulla SP 32 con uno sguardo alla situazione complessiva della viabilità della provincia.

2 morti. Questa volta – secondo il bollettino diramato dall’Asp – i decessi si sono registrati a Canicattì che è arrivata a quota 53 vittime, da quando è scoppiata la pandemia, e a Menfi che ha invece avuto 13 lutti. A livello provinciale – sempre da quando si è in stato d’emergenza sanitaria – si è arrivati ad un totale di 470 decessi. Ma, nelle ultime 24 ore, ci sono stati anche 3 nuovi ricoveri e altri 465 positivi (ieri erano stati 471). Il numero dei guariti è di 45.

Gli agrigentini attualmente ospedalizzati sono 47 (stabile). In degenza ordinaria/subintensiva sono 45 (+1): 23 (+1) si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 22 (+3) al “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Resta solo uno, per fortuna, il paziente ricoverati in Terapia intensiva al “San Giovanni di Dio”. Ed è sceso ad 1 (-1) l’assistito in strutture low care: si trova fuori provincia.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.396 casi (+66); Alessandria della Rocca a 31 (stabile); Aragona: 146 (+25), Bivona: 32 (+2); Burgio: 18 (stabile); Calamonaci: 8 (stabile); Caltabellotta: 50 (+1); Camastra: 66 (+2); Cammarata: 276 (+10); Campobello di Licata: 226 (+9); Canicattì: 1031 (+48); Casteltermini: 139 (+9) con 2 migranti (-1) ospitati in un centro di accoglienza; Castrofilippo: 23 (stabile); Cattolica Eraclea: 38 (+1); Cianciana: 81 (+4); Comitini: 13 (+1); Favara: 798 (+42); Grotte: 128 (+1); Joppolo Giancaxio: 31 (+4); Licata: 1.186  (+30); Lucca Sicula: 3 (stabile); Menfi: 263 (+1); Montallegro: 16 (+4); Montevago: 33 (+1); Naro: 133 (+2); Palma di Montechiaro: 743 (+26); Porto Empedocle: 397 (+38); Racalmuto: 145 (+4); Raffadali: 320 (+9); Ravanusa: 333 (+13);  Realmonte: 75 (+14);  Ribera: 228 (+22); Sambuca di Sicilia: 28 (stabile); San Biagio Platani: 70 (+2); San Giovanni Gemini: 295 (+4); Sant’Angelo Muxaro: 13 (+1); Santa Elisabetta: 39 (stabile); Santa Margherita di Belice: 109 (+4); Santo Stefano di Quisquina: 61 (+2); Sciacca: 668 (+42); Siculiana: 91 (+6); Villafranca Sicula: 19 (-1). 

Ci sono 19 migranti (stabile) in quarantena sulle navi di accoglienza in rada della costa Agrigentina.

Ad Agrigento, mercoledì prossimo, 2 marzo, inizio della Quaresima, alle ore 19, nella Basilica Cattedrale, il vescovo Alessandro Damiano, presiederà la messa con il rito della benedizione e imposizione delle ceneri. Insieme al vescovo celebreranno le parrocchie Santa Maria degli Angeli, San Michele (Badiola), San Gerlando e la Confraternita del Santissimo Crocifisso. Al termine della celebrazione si svolgerà l’Adorazione per chiedere il dono della pace e in particolare la pace in Ucraina.

In un mondo in cui l’umanità si è evoluta e sta attraversando una crisi sociale ed economica, come si può scegliere la guerra ?!
La storia ci insegna che già altre volte se avessero scelto la diplomazia non ci sarebbero state conseguenze catastrofiche e moltissime vite sarebbero state risparmiate, ma evidentemente davanti a tanta scellerata ambizione la storia viene meno tanto quanto il senno , minimizzando il valore della vita.
Il mio pensiero oggi va ai tanti bambini ai quali è stata tolta l’infanzia dalla pandemia e adesso si ritrovano con il gruppo sanguigno cucito sui vestiti a causa di una guerra , va alle madri che stanno cercando in tutti i modi di offrire protezione ai propri figli, agli anziani soli e al popolo ucraino tutto colpito da tanta ignorante ferocia, va ai cittadini ucraini che si trovano nel nostro territorio che ci chiedono di pregare per i propri figli e i genitori che hanno lasciato nella loro terra.
Per questo ho chiesto a don Calogero Lo Bello della parrocchia BMV dell’Itria di dedicare la messa di domenica 27 alle ore 11.00 a tutte le vittime, tra le quali anche civili indifesi, che purtroppo già ci sono e in segno di vicinanza all’Ucraina, il Consiglio comunale e l’Amministrazione saranno presenti per un momento di preghiera.
Esprimo la massima solidarietà all’Ucraina e al suo popolo, esponendo inoltre nuovamente il banner “Stop alle bombe sui civili”, infatti proprio nell’ultima seduta di Consiglio Comunale abbiamo approvato all’unanimità la mia proposta di adesione alla Campagna promossa dall’ANVCG Onlus “Stop alle bombe sui civili”.

Miriam Mignemi – Presidente del Consiglio comunale di Favara

Ha fatto asfaltare, stamani, a proprie spese la strada dinanzi la chiesa di Santa Rosa al Villaggio Mosè. Protagonista, quello che ormai possiamo definire, il mecenate della frazione agrigentina, il capogruppo di Fdi al Consiglio comunale di Agrigento, Gerlando Piparo. Non è la prima volta che Piparo, per sistemare alcuni problemi del Villaggio Mosè, mette mani al portafoglio. Ma non è tutto: grazie al suo intervento, l’Aica, lunedì prossimo 28 febbraio, sistemerà una volta e per tutte, la condotta sempre nella stessa zona. Condotta ormai rotta in più punti e che fa disperdere grosse quantità di acqua. Proprio le perdite d’acqua hanno causato i problemi al manto stradale.

Il sociologo e docente all’Università di Messina, Francesco Pira, sul conflitto in corso in Europa: “In Ucraina in atto due guerre, una con le armi e l’altra con le fake news”. Pira afferma: “In Ucraina in questo momento si stanno combattendo due guerre: una con le armi tradizionali e l’altra a colpi di fake news. La disinformazione ha assunto un ruolo di primo piano in questo nuovo conflitto. Tutto sembra spettacolo. I russi vestiti da ucraini, e le vittime soltanto numeri non esseri umani. Rispetto alle guerre più recenti assistiamo ad una situazione totalmente diversa. La costante dis-intermediazione assicurata dai tanti video pubblicati da cittadine e cittadini ucraini che dalle loro abitazioni documentano, su invito del Governo, quanto sta accadendo in questo momento di invasione russa. Le nuove tecnologie stanno senza dubbio agevolando il lavoro dei tanti inviati, provenienti da tutte le parti del mondo, presenti nelle zone di guerra, ma è vero che loro stessi ammettono che ogni giorno devono dribblare decine di fake news diffuse per controinformare l’opinione pubblica su verità che in realtà sono soltanto pseudonotizie verosimili perché narrate per ingannare gli abitanti delle città invase. Anche nel nostro Paese da quasi due anni avvertiamo la fragilità di bambini, adolescenti, persone anziane già fortemente provate dall’emergenza pandemica che temono quello che il Presidente russo Putin ha minacciato: usare armi mai utilizzate prima. E se dovesse farlo la risposta arriverebbe immediatamente. Questo ci sta terrorizzando anche perché non facciamo parte di una generazione che ha vissuto la guerra ma di una generazione che mai avrebbe pensato di vivere queste ore d’angoscia dove la disinformazione sistematica diventa anche strategia offensiva, dove gli hacker diventano killer dei sistemi informatici per destabilizzare”.

Il Movimento Mani Libere ha un nuovo Coordinatore Portavoce, si tratta di Manlio OTTAVIANO, Agrigentino impiegato e da sempre impegnato nel sociale, lo affiancheranno nel suo nuovo incarico, Nino ALBA Dirigente dell’INPS in pensione, Alessandro SFERLAZZA commerciante e Giacomo INDELICATO tecnico Informatico di una azienda agrigentina,

A loro è stato assegnato il ruolo di portavoce del Movimento che tanto ha fatto per Agrigento e che con la loro nomina rilancia l’attività.

“Non sarà facile fare meglio di chi ci ha preceduti, ma abbiamo tutti un unico obiettivo, consegnare ai nostri figli ed ai nostri nipoti, una Agrigento normale, una Agrigento dove si possa dimostrare che fare politica ha un significato diverso da quello di fare i propri interessi e dimostrare di essere SEMPRE UN PASSO AVANTI”

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, ha rinviato a giudizio 25 imputati tra cui i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa in carica dal 2015 al 2017, tra cui Maurizio Aricò, Franco Maniscalco, Elvira Amata, Giuseppe Drago e Lorenzo Aprile. La prima udienza è in calendario il 24 giungo. L’inchiesta ruota intorno ai lavori di completamento dell’ospedale Giovanni Paolo secondo. La Guardia di Finanza ha riscontrato gravi inadempienze: tra l’altro nel servizio di pulizie l’azienda appaltatrice avrebbe fornito una prestazione parecchio diversa, e la quantità e qualità dei macchinari sarebbe stata difforme da quella indicata in sede di aggiudicazione dell’appalto. Sarebbero poi emerse gravi lacune anche per l’installazione di impianti tecnologici e per i collaudi delle Unità di trattamento d’aria. Poi irregolarità per il servizio antincendio e falsi preventivi. Il danno accertato ammonterebbe a circa 3,5 milioni di euro.