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Incidente stradale lungo la strada provinciale 3, in contrada Ramalia nei pressi di Favara. A scontrarsi tre autovetture, una Renault Clio, condotta da un 70enne di Porto Empedocle, una Peugeot 107, con alla guida una 39enne, di Porto  Empedocle, e una Lancia Y, con a bordo una 60enne di Favara.

Ad avere la peggio tre persone, due donne ed un uomo che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Scattato l’allarme, sul posto sono giunti i militari dell’Arma dei Carabinieri della tenenza di Favara e i colleghi della compagnia di Agrigento.

Giunte anche le ambulanze del 118 che hanno soccorso tempestivamente i tre feriti che, fortunatamente, non risultano essere in pericolo di vita.

Il giovane D.E. di 24 anni aveva partecipato al concorso pubblico per l’assunzione di 1148 allievi agenti della Polizia di Stato; dopo avere superato la prova d’esame scritta e la prova di efficienza fisica veniva giudicato inidoneo e, pertanto, escluso dal concorso per asserita inidoneità psico-fisica. Segnatamente, il giovane siciliano veniva escluso per asserita alterazione della massa corporea; da qua la determinazione del giovane di proporre un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, per l’annullamento, previa sospensione,del giudizio di inidoneità. In particolare gli avvocati Rubino e Piazza hanno prodotto agli atti del giudizio delle certificazioni attestanti l’insussistenza in capo al ricorrente di alcuna alterazione della massa corporea; ed hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere per travisamento dei fatti e carenza d’istruttoria. Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare. In via istruttoria il TAR del Lazio ha disposto una verificazione, in contraddittorio tra le parti, presso il Policlinico Militare Celio di Roma, al fine di accertare l’esistenza in capo al ricorrente dell’alterazione della massa corporea; la Commissione Medica del predetto Policlinico Militare , alla luce degli accertamenti effettuati, valutava il ricorrente in possesso dei requisiti necessari al proseguimento dell’iter processuale, Pertanto il TAR del Lazio, alla luce delle risultanze istruttorie, accoglieva la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente al prosieguo dell’iter concorsuale, Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il TAR del Lazio, ritenendo fondate le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Piazza inerenti l’eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei fatti e della carenza d’istruttoria, ha accolto il ricorso annullando il provvedimento impugnato, condannando l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di verificazione, Pertanto, alla luce della sentenza resa dal Tar, il ricorrente potrà essere avviato alla frequenza del corso di formazione per allievi agenti della Polizia di Stato, mentre il Ministero dell’Interno dovrà pagare le spese di verificazione 

Avevamo segnalato alcuni mesi fa con un video e documenti fotografici di come veniva abbandonata la strada che costeggia il cimitero in piena zona archeologica trasformata in discarica a cielo aperto(VEDI FOTO).

ADESSO CI RITROVIAMO CON LA DISCARICA SPOSTATA TRA LE ATTIVITA’ COMMERCIALI DEL CIMITERO ADIACENTI L’INGRESSO PRINCIPALE(VEDI FOTO).

Credeteci, siamo stanchi di scriverlo, l’amministrazione in carica non conosce il territorio, non conosce la realtà e naviga a luci spente.

Possibile che non si rendano conto che “prima di tutto viene il cittadino?”

Ad Agrigento, in occasione della fiera “Agrigento Expo”, dal 24 aprile al primo maggio al PalaCongressi, sarà allestita anche una mostra tematica intitolata “Akrasauro”, con una esposizione di fossili e riproduzioni in scala reale dei famosi rettili preistorici. La mostra, organizzata da Luca Castronovo in collaborazione con Mario Pardo, è rivolta a grandi e piccoli in presenza, tra l’altro, di un teschio di Spinosauro. La visita all’esposizione costa 2 euro.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento, nel corso di un serrato controllo lungo le vie del centro storico, hanno perquisito un viandante sospetto, un immigrato dal Gambia di 18 anni. Dalle tasche del suo giubbotto sono saltate fuori 18 dosi di hashish e marijuana, già pronte per lo spaccio, un taglierino ed oltre 50 euro in contanti, probabile provento della vendita della droga. L’africano è stato arrestato ai domiciliari, a Palma di Montechiaro dove dimora.

Il coordinatore dell’associazione ambientalista “MareAmico”, Claudio Lombardo, interviene a seguito della conferenza dei servizi che si è svolta a Palermo sul grave fenomeno erosivo, segnalato e documentato con un drone dalla stessa MareAmico, che affligge il tratto della strada statale 640 tra Porto Empedocle e Agrigento ed alcune abitazioni nella zona. Claudio Lombardo afferma: “Contrariamente a quanto ritiene l’Anas, l’unico responsabile di ciò che accade non è il mare che, scalzando il piede della falesia, provoca l’arretramento della costa. Il mare non è l’unica causa. Tanti altri fattori partecipano al disastro che è sotto gli occhi di tutti: il dissesto idrogeologico, il mancato drenaggio delle acque piovane e la mancata manutenzione dei luoghi. Quanto ipotizzato dall’Anas, è solo una tesi che ha lo scopo di scaricare le colpe sugli altri”.

Una querela per calunnia è stata presentata dall’architetto Rosario Monachino, 62 anni di Aragona, nei confronti di Giuseppe Quaranta, il pentito di Favara che è stato rappresentante di Cosa nostra in provincia di Agrigento per conto del clan mafioso Fragapane di Santa Elisabetta.

Il professionista, dirigente al Comune di Aragona, assistito dai difensori di fiducia Salvatore Pennica e Alfonso Neri, si è presentato dai carabinieri per formalizzare la sua denuncia dopo che Grandangolo – il giornale di Agrigento – aveva pubblicato un articolo contenente alcune dichiarazioni accusatorie sottoscritte da Quaranta avanti l’Autorità giudiziaria e che descrivevano l’architetto Monachino come un professionista disponibile a favorire l’associazione mafiosa.

Nel respingere ogni tipo di accusa ed illazione, Monachino bolla come fantasiose e false loe dichiarazioni del collaboratore di giustizia.

Subito dopo la diffusione delle dichiarazioni di Quaranta, l’architetto Monachino ha avuto revocato un incarico dal comune di Siculiana mentre la prefettura ha sollecitato l’amministrazione comunale di Aragona a prendere atto della vicenda e trarne le necessarie conseguenze.

Adesso, l’intera vicenda è nelle mani dei magistrati della Procura della Repubblica di Agrigento.