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Un cambio in corsa di collegio, con il pensionamento del giudice Salvatore Barresi che ha “obbligato” l’inserimento in corsa del collega Filippo Messana, ha di fatto slittare la sentenza di secondo grado nell’ambito dell’inchiesta “Self Service” che avrebbe fatto luce su un giro di tangenti all’ufficio tecnico comunale di Agrigento.

Il sostituto procuratore generale Domenico Gozzo ha nuovamente rinnovato le richieste di condanna che sono ben otto: quattro anni di reclusione per il funzionario comunale Luigi Zicari, 64 anni; due anni per l’ex dirigente dell’Ut Sebastiani Bellanca, accusato di abuso d’ufficio e non di corruzione; due anni di carcere avanzanti anche nei confronti di Roberto Gallo Afflitto, 47 anni, e Pietro Vullo, 47 anni, nonché dell’imprenditore Gerlando Tuttolomondo, 79 anni.

Nell’ambito della stessa inchiesta furono coinvolti e condannati anche due agenti della Polizia Locale di Agrigento: si tratta di Rosario Troisi, 59 anni, e Calogero Albanese, 57 anni. Entrambi, facenti parte della sezione anti-abusivismo, avrebbero falsificato un verbale su un controllo edilizio. Nella vicenda fu coinvolto anche il veterinario 48enne Massimo Lorgio. I primi due furono condannati in primo grado ad un anno e quattro mesi di reclusione; Lorgio, invece, a sette mesi.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Arnaldo Faro, Salvatore Pennica, Vincenzo Caponnetto. Si torna in aula il 15 novembre.

Oggi dopo anni e anni sono tornati in campo i comitati civici per l’acqua pubblica,alla luce della possibilità che finalmente la gestione del servizio idrico integrato torni in mano pubblica e nella fattispecie ai comuni di appartenenza.Domani infatti è la giornata della verità perchè è convocata l’Assemblea dei soci dell’Ati che vedrà i Sindaci consorziati decidere se il servizio idrico integrato con reti e tutti gli annessi e connessi passerà sotto le mani e il controllo degli enti locali.Si vedrà domani se i Sindaci e la politica saranno consequenziali,visto finora le tante anomalie che hanno caratterizzato la stessa Assemblea divisa ab ovo tra comuni lealisti sotto le ali del gestore privato,Girgenti Acque oggi commissariata e i comuni non consegnatari delle reti chiamati volgarmente ribelli che gestiscono direttamente l’acqua.Domani è il giorno della verità.

La manifestazione si è conclusa sotto il Comune di Agrigento,in Piazza Pirandello,organizzato dal Comitato Titano e che ha visto presenti altri comitati civici pro acqua e il sindacato autonomo dell’Usb.

Il provvedimento e’ stato firmato in seguito ai rilievi eseguiti dal settore Infrastrutture del Comune che hanno consentito di registrare un movimento della struttura. In particolare decisiva e’ stata la prova dei vetrini, che erano stati collocati il 24 settembre scorso su alcune fratture e che gia’ il 26 risultavano rotti.

Un uomo di 68 anni, Vincenzo Sciascia Cannizzaro, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in contrada Calici, a Canicattì.

Il presunto killer, Carmelo Rubino, 70enne, è stato individuato e bloccato dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì agli ordini di Cesare Castelli.  L’uomo si trova attualmente in stato di fermo in caserma. Sul luogo del delitto è presente il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Paola Vetro, che a breve interrogherà l’omicida, il medico legale e i carabinieri del Ris.

Dunque la Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, tutte le parti in causa nell’ambito del crollo che ha interessato il palazzo in piazza Cavour ad Agrigento lo scorso 18 settembre. Il procuratore, Luigi Patronaggio, conferma: “Sì, è un atto dovuto, necessario all’espletamento della perizia sull’immobile, e per consentire agli indagati di esercitare al meglio il proprio diritto di difesa. Il conferimento dell’incarico al perito nominato dalla Procura è previsto martedì prossimo alle ore 16:30. La Procura farà in modo che le operazioni peritali si svolgano con completezza e nel più breve tempo possibile, in modo da permettere quelle opere urgenti di messa in sicurezza dell’immobile necessarie alla sua libera fruizione”.

Tramite un accordo tra l’Opi, l’Ordine professioni infermieristiche di Agrigento, presieduto da Salvatore Occhipinti, e la Misericordia di Campobello di Licata, diretta da Carmelo Vaccaro, la provincia agrigentina si dota di un importante mezzo di soccorso intermedio: l’auto-infermieristica. La “Misericordia” garantirà la presenza dell’infermiere a bordo dell’automobile attrezzata nei casi in cui è richiesto il trasporto protetto. Lo stesso Occhipinti commenta: “La competenza dell’infermiere è essenziale nel ‘sistema salute’, specialmente in emergenza, dove non è pensabile improvvisare. La figura infermieristica è di fondamentale importanza in quanto è in grado di cooperare nella gestione di un paziente critico in ambiente extra-ospedaliero”.

Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, annuncia di avere, insieme a tanti residenti, svolto un’azione di “protagonismo civico” a favore della villetta adiacente allo stadio Esseneto, tra pulizia, ripristino e colorazione delle panchine, cura delle aiuole e riempimento della fontana. Di Rosa aggiunge che il movimento è ancora in attesa di una risposta da parte del Comune sulla richiesta di “adozione civica” della zona.

Il 16 luglio scorso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento ha accolto un ricorso degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia nell’interesse di 10 Ispettori capo della Polizia Municipale del Comune di Agrigento, riconoscendo il loro diritto all’inquadramento nella categoria D, e condannando il Comune al pagamento ai ricorrenti, dal 2009 in poi, delle differenze retributive tra la categoria di originario inquadramento e la categoria D riconosciuta dal Giudice. Il Comune si è rivolto al secondo grado di giudizio, alla Corte d’Appello di Palermo. Ebbene, adesso anche la Corte d’Appello di Palermo, condividendo le argomentazioni degli avvocati Rubino e La Loggia, ha rigettato l’istanza presentata dal Comune di Agrigento di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, dichiarandola inammissibile per manifesta inesistenza del requisito del “gravissimo danno” richiesto dall’articolo 431 del codice di procedura civile. Il Comune pagherà una pena pecuniaria, oltre le differenze retributive.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto 28 persone nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per il crollo del cornicione che, il 18 settembre, ha fatto cadere anche l’impalcatura allestita per ristrutturare il lussuoso palazzo liberty di piazza Cavour. Un cedimento che ha comportato lo sgombero di 20 appartamenti e la chiusura di alcune attivita’ commerciali che si affacciano anche sul viale Della Vittoria di Agrigento. A coordinare l’inchiesta e’ il sostituto procuratore Antonella Pandolfi che ha iscritto nel registro degli indagati i proprietari degli appartamenti, nella veste di committenti dei lavori, i responsabili della ditta, l’amministratore di condominio e i tecnici che hanno eseguito le opere. Nella lista degli indagati ci sono anche, nella veste di proprietari di alcune unita’ immobiliari e, quindi, committenti dei lavori, un magistrato di Cassazione e un noto avvocato.

Gli indagati: Giuseppe Nicotra, 40 anni, di Favara, titolare della ditta Nicotra costruzioni, l’ingegnere Giuseppe Bellia, 42 anni; il geometra Salvatore Graceffa, 47 anni, (amministratore condominio); l’imprenditore Giuseppe Di Salvo, 59 anni; Donata Miceli, 67 anni, residente a Firenze; Floriana Miceli, 64 anni, residente in Spagna; Tiziana Miceli, 62 anni, residente in Australia; Adele Rubino, 54 anni, residente a Roma; Antonia Rubino, 52 anni, residente in Australia; Girolamo Rubino, 61 anni, residente a Palermo; Antonella Iacono Manno, 39 anni, di Raffadali; Michela Iacono Manno, 34 anni, di Raffadali; Maria Gabriella Mazzola, 66 anni, di Raffadali; Luciana Scozzari, 58 anni, di Agrigento; Federica Messina, 18 anni, di Agrigento; Luigi Birritteri, 58 anni, residente a Roma; Rossella Birritteri, 54 anni, di Agrigento; Maria Pia Messina, 82 anni, di Agrigento; Salvatore Galvano, 49 anni, di Agrigento; Provvidenza Vella, 71 anni, di Agrigento; Calogero Di Salvo, 70 anni, di Agrigento; Silvana Gallo Cassarino, 61 anni, di Agrigento; Maria Montana Lampo, 64 anni, di Agrigento; Roberta Fontana, 29 anni, di Agrigento; Concettina Maria De Leo, 38 anni, di Agrigento; Calogero Sajeva, 38 anni, di Agrigento; Stefano Chiapparo, 61 anni, di Santa Elisabetta e Loretta Daina, 42 anni, di Agrigento.