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I carabinieri di Lampedusa hanno arrestato per omicidio stradale un ventitreenne residente sull’isola che avrebbe investito e ucciso la turista di Pinerolo (To) Fulvia Morando, 49 anni.

I militari hanno accertato che il giovane guidava senza patente perche’ mai conseguita. Il giovane, su disposizione della Procura di Agrigento, e’ stato posto agli arresti domiciliari.

La donna era atterrata insieme al marito alle 21 con l’aereo proveniente da Torino.

La coppia era uscita dal residence dove alloggiava per fare la prima passeggiata in centro: mentre la donna camminava e’ stata investita da un piccolo fuoristrada Suzuki Santana ed e’ finita contro un palo. L’automobilista dopo poche decine di metri ha fermato l’auto ed è fuggito insieme ad altre persone che erano a bordo.

Il giovane che dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio stradale.

La vittima è stata portata con una ambulanza nel pronto soccorso dove e’ stata constatata la morte.

Il marito sotto choc e’ rimasto per qualche ora al pronto soccorso e poi i Carabinieri lo hanno accompagnato in caserma per le formalità di rito e per acquisire informazioni sulla dinamica dell’incidente.

 

I Consiglieri Comunali del Movimento Cinque Stelle Liotta Massimo, Sorce Giuseppe, Sciara Giusy, Baio Danila, Carmelo Costa, e Calogero Pirrera esprimono grande disagio circa l’inopportuna designazione dell’assessore Nicotra, da parte del Sindaco Anna Alba”. Questo scrivono nella loro lettera di addio alla Liottasindaca e non, badate bene, al M5s. Escono dalla maggioranza e restano all’interno del movimento. Alle sei uscite di oggi si aggiunge quella precedente del consigliere Sanfratello: sette in totale, esattamente la metà dei componenti del gruppo consiliare grillino.
Risultati immagini per consiglieri m5s favara baio danilaRiteniamo tale azione – continuano – un gesto di prepotenza politica rispetto alla quale non possiamo non prenderne atto, perché palesemente contraria alla volontà di diversi consiglieri comunali che avevano espressamente richiesto una apertura alla città.
Abbiamo cercato di correggere, abbiamo provato a non arrivare alle decisioni di oggi. Noi non siamo corresponsabili di chi recita aperture alla città per la nomina degli assessori, mentre ha tutta l’intenzione di mantenere in piedi il suo cerchio magico. Il ritorno di Amodeo Nicotra, nulla di personale con l’ingegnere, è la migliore testimonianza del comportamento padronale di Anna Alba“. Parole pesanti come macigni e non solo.
La nomina di Nicotra la riteniamo un passo indietro nel tempo, in cui spesso il suo operato era caratterizzato da imbarazzante mancanza di confronto con i consiglieri e assenza di coinvolgimento nelle scelte, nonostante gli innumerevoli tentativi di mediazione.
Oggi abbiamo nettamente la percezione che la città e la società civile abbiano abbandonato la sindaca, anche in considerazione al fatto che non si è riuscito a coinvolgerla nella scelta dei nuovi assessori, designati a singhiozzo e a più riprese. Nutriamo, pertanto, seri dubbi sulla reale apertura alla città e all’effettivo avvio di una nuova fase di massima trasparenza e chiarezza nell’operato. Non si è mai incontrato gli ordini professionali, le organizzazioni di categorie, le associazioni sportive, culturali e sociali; insomma ci si è chiusi a riccio, quasi per isolarsi nel rapporto con la cittadinanza”.Smentiscono la sindaca e l’accusano di aver mentito alla città e al M5s.
“Nonostante aver sempre sostenuto l’amministrazione comunale, anche in periodi in cui il clima politico era rovente e in assenza di un reale momento di autocritica, noi consiglieri comunali abbiamo mantenuto un speranzoso atteggiamento di disponibilità, garantendo i numeri di maggioranza in consiglio comunale“.
A questo punto – concludono – non sarà un caso se in questi anni, abbiamo perso per strada tanti storici attivisti e amici che avevano contribuito a sostenere la realizzazione del programma amministrativo e politico.
Per tali ragioni sono venute meno le condizioni e i presupposti per garantire la fiducia al sindaco e ne prendiamo pubblicamente le distanze“.

A seguito della nota diffusa dall’avvocato Filippo Pellitteri e relativa agli effetti dell’ordinanza della Corte d’Appello di Palermo n. 1640/2019 resa in data 23.08.2019, l’avvocato Girolamo Rubino, che assiste il rivale candidato sindaco di Pellitteri, Gioacchino Nicastro, precisa:

Con sentenza n. 1378/2019 datata 01.07.2019, la Corte d’Appello sez. I civile: A) ha dichiarato il sig. Nicastro “decaduto” dalla carica di Sindaco; B) ha sostituito “nella carica di Sindaco del Comune di Casteltermini, Gioacchino Nicastro con Filippo Pellitteri, nato a Palermo il 16 dicembre 1977”.

Con successiva ordinanza n. 1640/2019 resa in data 23.08.2019, la medesima Corte d’Appello ha sospeso l’efficacia esecutiva della suddetta sentenza nella parte in cui ha disposto la sostituzione – nella carica di Sindaco – del sig. Gioacchino Nicastro con l’avv. Filippo Pellitteri.

Per effetto di tale ultima pronuncia, l’originaria sentenza della Corte d’Appello n. 1378/2019 è oggi esecutiva nella sola parte relativa alla decadenza del Sig. Nicastro dalla carica di Sindaco.

Conseguentemente, trovano applicazione le norme regionali in materia di decadenza (e cessazione dalla carica del sindaco) e che prevedono: A) la nomina di un commissario straordinario; B) l’indizione di nuove elezioni; C) il provvisorio “ esercizio da parte del vice Sindaco e della Giunta delle attribuzioni indifferibili di competenza del Sindaco e della Giunta”, sino all’insediamento del Commissario Straordinario.

Ed invero, l’art 11 della l.r. 35/97 (come modificato dalla Legge Regionale 5 maggio 2017, n. 7) dispone che: “La cessazione dalla carica di sindaco per decadenza, dimissioni, rimozione, morte o impedimento permanente comporta la cessazione dalla carica della rispettiva giunta ma non del rispettivo consiglio, che rimane in carica fino a nuove elezioni da effettuare nel primo turno elettorale utile”.

Ed infine, l’art 12 comma 11 della lr. 7/92 dispone: “La cessazione dalla carica del Sindaco, per qualsiasi motivo, comporta la cessazione dalla carica dell’intera Giunta. Sino all’insediamento del commissario straordinario, il vice Sindaco e la Giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del Sindaco e della Giunta”.

Alla luce delle superiori disposizioni, è evidente che l’esercizio delle “ attribuzioni indifferibili” – nelle more della nomina del Commissario Straordinario – non possano che spettare, per espressa previsione di legge, al Vice Sindaco e alla Giunta nominati dal soggetto dichiarato decaduto (o, comunque, cessato dalla carica) ossia dal sig. Nicastro.

Nessun titolo a svolgere tali “attribuzioni”possono, invece, vantare il Vice Sindaco e i componenti della Giunta nominati dall’avv. Pellitteri; quest’ultimo, del resto, per effetto della suddetta ordinanza n. 1378/2019 datata 01.07.2019, non ha, allo stato, alcuna legittimazione ad espletare le funzioni di Sindaco.

Si precisa, infine, che il Vice Sindaco e gli altri componenti della Giunta nominati dal Sig. Nicastro non hanno certo inteso “accaparrarsi”funzioni agli stessi non spettanti – come sostenuto dall’avv. Pellitteri – essendo, di contro, onerati dalla summenzionata normativa a svolgere – per il brevissimo periodo che precede la nomina del Commissario ad acta – “ le attribuzioni indifferibili di competenza del Sindaco e della Giunta” e ciò al fine di non lasciar l’ente nel caos istituzionale.

Un uomo di Naro, Giuseppe Dispinseri, meglio conosciuto in città come Pepè è scomparso da ieri sera e non si hanno più notizie.
Questa mattina la famiglia ha sporto denuncia per la scomparsa dell’uomo e, i militari della Stazione di Naro si sono subito attivati così come anche la polizia locale di Naro.

Da ieri sera non si trova più il nostro concittadino Giuseppe Dispinseri, meglio conosciuto come Pepè.Carabinieri e Polizia Locale hanno avviato le ricerche. Rivolgo un appello alla città intera affinché si trovino dei volontari che ci aiutino nelle ricerche.Per qualsiasi informazione utile è possibile chiamare al comando di Polizia Locale allo 0922 956 590″, dichiara la sindaco Maria Grazia Brandara.

A Lampedusa i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato un immigrato dalla Tunisia di 18 anni, appena sbarcato e ospite del locale centro d’accoglienza, che, approfittando della confusione, ha rubato ad un turista padovano il portafogli con dentro 200 euro, e a un turista palermitano lo smartphone. Al rientro nel centro d’accoglienza, il tunisino è stato sorpreso in possesso della refurtiva, che è stata restituita ai proprietari.

L’Amministrazione comunale di Aragona, presieduta dal sindaco Giuseppe Pendolino, ringrazia il Comando dei Carabinieri della Stazione di Aragona per l’attività di prevenzione e controllo sul territorio. Pendolino afferma : “Anche durante il mese di agosto, l’impegno è stato attento e continuo, e si è articolato su più fronti. Intendo, dunque, rivolgere un plauso ai Carabinieri che, al comando del maresciallo Paolino Scibetta, in maniera incessante e rassicurante fanno sentire la loro presenza sul territorio comunale, non da ultimo con l’intervento antidroga di qualche giorno fa e l’arresto di un latitante originario di Riesi che si nascondeva ad Aragona”.

La società titolare del noto ristorante T. L. aveva ottenuto dal Comune di Palermo un’autorizzazione alla installazione di un gazebo nello spazio antistante il locale.
Tuttavia il Comune di Palermo aveva negato il rinnovo di tale autorizzazione, asserendo che il nuovo regolamento sui dehors non consentisse l’installazione di strutture precarie su suolo pubblico.
Inoltre, l’Amministrazione comunale irrogava la sanzione della rimozione immediata del gazebo e della chiusura del locale per cinque giorni.
La Società titolare del locale impugnava tale provvedimento dinanzi al Giudice di pace di Palermo con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza.
Già in primo grado il Giudice di pace, accogliendo il ricorso proposto dalla Società, dapprima concedeva la misura cautelare della sospensione dell’efficacia dei provvedimenti impugnati, e nel merito annullava il provvedimento impugnato.
In particolare, il Giudice sanciva l’illegittimità delle sanzioni irrogate dal Comune, e confermava la tesi sostenuta dagli avvocati Rubino e Valenza, secondo cui le sanzioni del ripristino dello stato dei luoghi e della chiusura del locale non sono irrogabili nelle aree private soggette a pubblico passaggio, quale è quella su cui era stato installato il gazebo in questione.
Le installazioni su tali particolari aree, infatti, non sono suscettibili di creare un pericolo o intralcio per la circolazione stradale.
L’Amministrazione comunale, tuttavia, con ricorso in appello proposto innanzi al Tribunale di Palermo impugnava la predetta sentenza, asserendo il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in favore del Giudice amministrativo, nonché la sussistenza all’interno del regolamento sui dehors di prescrizioni normative che consentirebbero l’irrogazione delle sanzioni in questione anche sulle aree private soggette a pubblico passaggio.
La Società si costituiva in giudizio anche in secondo grado con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, ribadendo la giurisdizione del Giudice ordinario e la non irrogabilità delle sanzioni in questione su aree private soggette a pubblico passaggio.
Il Tribunale di Palermo ha respinto l’appello del Comune ed ha confermato la tesi proposta dai difensori della Società, chiarendo definitivamente che le sanzioni del ripristino dello stato dei luoghi e della chiusura forzata del locale non sono irrogabili su aree private soggette a pubblico passaggio, in quanto le installazioni realizzate nelle predette aree non sono suscettibili di creare un pericolo o intralcio alla circolazione stradale e pedonale.
Il Comune di Palermo è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali in favore della Società.

Nel mare di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, è stato recuperato il corpo senza vita di Giuseppe Migliore, il sub di 58 anni disperso da tre giorni. Nel frattempo la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Antonio Aloisio, il bancario di 56 anni che ha partecipato all’immersione insieme a Migliore. E’ stato accertato che i due sono giunti a una profondità di 86 metri, ma al momento non si può stabilire se vi sia stato un problema alle bombole e alle miscele, dato che l’attrezzatura utilizzata da Aloisio è stata abbandonata in mare.