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Centinaia di migranti, oltre 800, a bordo di una decina di imbarcazioni, sono appena sbarcati a Lampedusa. Circa cento di loro, soprattutto donne e minori, sono stati trasferiti a Porto Empedocle con la nave di linea. Tutti sono stati identificati e sottoposti ai controlli sanitari e al tampone rapido. Dallo scorso primo luglio sono approdati a Lampedusa almeno 3.500 migranti. E la Procura di Agrigento è impegnata ad indagare alla ricerca degli organizzatori delle traversate e degli scafisti. Già sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto dalla Polizia un egiziano di 30 anni e un tunisino di 42 anni, presunti scafisti di due imbarcazioni attraccate a Lampedusa lo scorso 7 luglio, una con 419 migranti a bordo, e l’altra con 48.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto 3 anni e 10 mesi di reclusione a Michelangelo Bellavia, 32 anni, di Favara, imputato di detenzione illegale di armi e ricettazione. Bellavia è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento lo scorso 15 settembre, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Mosaico”, perché sorpreso in possesso di un ingente quantitativo di armi che si ritiene fossero a disposizione di altri arrestati nell’ambito della stessa inchiesta.

A Palma di Montechiaro, innanzi all’ingresso di una struttura turistica prossima all’inaugurazione, è stata rinvenuta la testa di un ovino con dentro un proiettile. Il titolare, un imprenditore agrigentino, accortosi di quanto accaduto, ha subito telefonato alla Polizia del locale Commissariato intervenuta poi insieme alla Squadra Mobile di Agrigento. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’inchiesta al momento a carico di ignoti.

Investe e uccide un cliente della ditta per la quale lavora, mentre è alla guida di un carrello elevatore, sbagliando una manovra. E’ un operaio di 51 anni della provincia di Agrigento, che è stato denunciato per omicidio colposo.
Ora sono in corso le indagini dei carabinieri e del personlae del dipartimento di prevenzione del lavoro dell’Asl di Latina dove ha sede la ditta nella quale è successa la sciagura. Vanno dunque accertati eventuali omissioni relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro

 

 

E’ stato completamente distrutto dalle fiamme nella notte, a Mazara del Vallo, il trenino turistico. Il mezzo dopo il suo servizio quotidiano si trovava parcheggiato in un garage, chiuso da saracinesca, all’interno dell’area in cui dovrebbe sorgere il mercato agro-alimentare, nella zona del porto nuovo.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Mazara del Vallo a spegnere l’incendio che ha danneggiato anche lo stabile. Non sono chiare le cause dell’incendio. Il trenino è elettrico, quindi si scarterebbe automaticamente l’ipotesi dell’autocombustione, per cui si indaga come atto doloso o come incendio procurato da un corto circuito o dal surriscaldamento delle batterie. Il trenino elettrico turistico era in funzione ad inizio luglio ed era stato noleggiato dal Comune attraverso una società privata.

Ancora un bel gesto di solidarietà da parte del mondo del volontariato nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. L’onlus AMICO, Associazione Malati in Cura Oncologica, non nuova ad azioni di sostegno a vantaggio dei pazienti affetti da patologie tumorali, ha donato quattro climatizzatori destinati ad aumentare il comfort presso l’unità di oncologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Gli apparecchi, installati in tempi brevissimi grazie all’immediata disponibilità resa dal personale delle aree risorse tecniche e affari generali ASP, integrano l’efficienza dell’impianto di climatizzazione centralizzato del reparto permettendo ai pazienti maggiore benessere durante l’attesa o le cure in questi giorni di caldo torrido. La direzione strategica aziendale esprime un vivo ringraziamento ai volontari di AMICO onlus per la generosa donazione compiuta.

I cadaveri dei 9 dispersi del naufragio dello scorso 30 giugno, verificatosi fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione, sono ancora in fondo al mare. Secondo quanto venne accertato – era però l’otto luglio – dal robot della Guardia costiera, un corpo era adagiato all’interno dello scafo, mentre gli altri otto erano sul fondale adiacente.

Da allora, giorno in cui il relitto venne localizzato – a 90 metri di profondità – dal robot sottomarino (Rov) in dotazione della nave Dattilo della Guardia costiera, tutto è rimasto fermo. Per recuperare i corpi dei migranti che hanno perso la vita, e che erano stati appunto localizzati, servono i finanziamenti necessari. Denaro che dovrebbe essere stanziato dal Governo che dovrebbe anche dare l’autorizzazione al recupero. Ma al momento, né a Lampedusa, né ad Agrigento ci sono informazioni in tal senso. Da ambienti vicini alla Procura della Repubblica di Agrigento si apprende che per reperire i fondi necessari si starebbe interessando la Caritas. Nella tragedia persero la vita sette donne, una delle quali incinta di 2 mesi, e 46 furono invece i superstiti. La Procura di Agrigento, con a capo Luigi Patronaggio, aprì immediatamente un’inchiesta per il naufragio e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A coordinare il fascicolo anche il sostituto Maria Barbara Cifalinò. Proprio il procuratore capo volle che, con un robot, si procedesse alla ricerca dei corpi dei dispersi e poi dispose – nel momento in cui l’imbarcazione fu localizzata – che venissero realizzate delle foto e delle videoriprese del relitto e dei corpi in modo da avere il maggior numero di informazioni utili alle indagini

Sicilia, Lazio, Veneto, e Sardegna in giallo, come buona parte della Francia e del Belgio. L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, ha pubblicato mappe aggiornate sull’incidenza del contagio da Covid, con i numeri di casi per abitante, che aumentano in tutta Europa.

Quelli più alti, in rosso scuro sulla mappa, sono in diverse regioni dell’Olanda e della Spagna, a Cipro e in alcune isole greche. La Regione di Bruxelles è in rosso, come la Corsica, il Lussemburgo e l’Irlanda

Sono 520 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.152 tamponi processati nell’isola. L’incidenza sfiora il 4%. L’isola è sempre terza per i nuovi contagi giornalieri in Italia dopo Lazio e Veneto e tallonata da Lombardia e Toscana. Gli attuali positivi sono 6.603 con un aumento di altri 412 casi. I guariti sono 106 mentre nelle ultime 24 ore si tornano a registrare 2 vittime che portano il totale dei decessi sale, dunque, a 6.021. Sul fronte ospedaliero lieve frenata dei ricoverati che sono adesso 180, cinque in meno rispetto a ieri ma leggero incremento in terapia intensiva che adesso sono 22, due in più.

I nuovi casi per province:

Catania 107; Ragusa 103; Caltanissetta 81; Agrigento 72; Trapani 42; Siracusa 38; Palermo 34; Messina 23; Enna 20

Flagranza di reato per un ventenne originario del Gambia, trovato in possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dagli agenti della Polizia di Stato di Agrigento, cha hanno notato il giovane, risalire rapidamente a bordo del treno. Il giovane già con diverse denunce per reati inerenti a stupefacenti, e poi ancora rapina, lesioni, personali e resistenza a pubblico ufficiale, è stato condotto dai poliziotti presso la casa circondariale di Agrigento, alla fine della perquisizione dalla quale si rinvenivano 25,5 grammi di cocaina confezionata in un sacchetto di plastica.