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Un incidente apparentemente banale, ancora tutto da chiarire. E l’autopsia, già disposta, darà ampi chiarimenti su come in realtà dono andati i fatti

Di certo, al momento, che un uomo di 62, nel primo pomeriggio di oggi, ha perso la vita nel cuore di Fomntanelle, popoloso quartiere agrigentino, allorquando è stato coinvolto in un incidente di natura apparentemente non grave.

Ed è per questo che la Polizia Locale, unitamente al Pubblico Ministero che ha aperto una indagine stanno cercando di capire cosa è successo; in conto anche la possibilità che l’uomo sia morto qualche istante prima dell’avvenuto incidente.

Le indagini continuano in attesa della autopsia.

 

 

 

 

 

“Da mesi anzi da anni evidenzio e denuncio una sanità regionale che non va”. Sono le parole del deputato della Lega e vice presidente della commissione sanità on. Carmelo Pullara.
“Piuttosto che soffermarmi sul facilmente criticabile discorso di ieri di Musumeci preferisco guardare alla realtà. Prima ero una voce isolata – spiega il deputato – oggi qualcuno inizia a svegliarsi. In sanità ricordo tagli di nastri, passerelle pompose e discorsi dalla cattedra ma anche rassicurazioni in aula all’Assemblea Regionale Siciliana ed in Commissione sanità quasi a dire che fosse solo demagogia.Oggi l’evidenza dei problemi è sotto gli occhi di tutti le immagini dei media spiegano perfettamente la situazione che sta vivendo la sanità siciliana con le sue inefficienze e inadeguatezze. Sono passati 2 anni da marzo 2020 e da allora sono stati versati fiumi di parole insieme a tanto sperpero di denaro. Il governo Musumeci e l’Assessore Razza in sanità hanno fallito! Hanno fallito nell’ordinario, e su tutti i fronti ormai, le liste di attesa sono lunghissime con tempi siderali. Hanno fallito – prosegue Pullara – sullo straordinario perchè la gestione del covid fa acqua da tutte le parti, le file interminabili di ambulanze davanti ai pronto soccorso un emblema Hanno fallito sulle riforme e sul rilancio come nel caso della riforma del 118, sull’ Adi (Assistenza Domiciliare Integrata) ancora al palo, sulla telemedicina e sulla innovazione tecnologica. Tutto ciò che è stato fatto per la gestione della pandemia è solo frutto delle iniziative del governo centrale imposte alle regioni, come le procedure emergenziali, il piano dei vaccini e la stabilizzazione dei precari. La sanità è andata avanti grazie al senso del dovere ed abnegazione degli operatori tutti cui va il plauso mio e non solo. Dimostri ora, Musumeci, -conclude Pullara – piuttosto che evocare con aggettivi guerre come in Etiopia o in Libia, ovvero ricordare come ai tempi di Crocetta/Lumia chi era con loro era nella legalità tutti gli altri nella illegalità e piuttosto che additare, come accattoni, i parlamentari che lo hanno sostenuto, non lo erano forse quando chiedeva il voto per Musumeci Presidente, dimostri con i fatti di essere di un’altra levatura e di potere sedersi in cattedra dispensando giudizi e patenti nomini un assessore alla sanità per competenza e non per appartenenza. E’ chiaro che se ciò non dovesse accadere siamo di fronte al cosiddetto “si predica bene e si razzola male”. Io al suo posto una riflessione la farei e non solo anche un bagno di umiltà rivolto all’ascolto e non all’aggressione”.

Una giovane donna G.V., praticante avvocato di Agrigento, assistita dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, aveva impugnato dinanzi al T.A.R. la decisione con la quale la Commissione Esami Avvocato presso la Corte di Appello di Bologna, pur prendendo atto dello stato di gravidanza a rischio della candidata, ne aveva disposto un breve differimento della seconda prova orale dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, incompatibile con il sopravvenuto precario stato di salute della stessa.

Il T.A.R. Bologna, condividendo pienamente i motivi di doglianza fatti valere dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha riconosciuto, già in sede cautelare, l’“assoluta preminenza delle ragioni di tutela della salute della donna in stato di gravidanza e del nascituro” e, per l’effetto, ha ordinato all’Amministrazione di disporre una seduta di esami suppletiva “in una data compatibile con lo stato di salute della ricorrente”.

A seguito del provvedimento cautelare reso dal T.AR. Bologna, la Commissione Esami ha fissato lo svolgimento della prova orale ad una data perfettamente compatibile con lo stato di gravidanza.

Il T.A.R., pertanto, ha preso atto della intervenuta cessata la materia del contendere, condannando tuttavia il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese di giudizio in favore della ricorrente, giacché il differimento dello svolgimento della prova orale è stato disposto solo successivamente alla avvenuta proposizione del ricorso.

Per effetto della superiore pronuncia, la giovane candidata G.V. potrà, dunque, sostenere la seconda prova orale dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, mentre il Ministero dovrà rifondere alla stessa le spese processuali.

La Polizia di Stato di Agrigento, a seguito di intensa ed articolata attività investigativa svolta presso l’Hot Spot di Lampedusa, in sinergia e sotto le direttive della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, diretta da Luigi Patronaggio, ha dato esecuzione a 2 distinti provvedimenti di fermo indiziario di delitto – il primo nei confronti di un uomo guineano gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di aver cagionato, come conseguenza della sua illecita condotta, la morte di una giovane donna, che si era messa in viaggio con il proprio figlio minore, rimasto orfano; il secondo, nei confronti di 3 uomini egiziani indagati per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di uno dei più grossi sbarchi, per numero di migranti, registratisi nel mese di dicembre dell’anno appena trascorso.

Le indagini, curate dai Sostituti Procuratori Elenia Manno e Giulia Sbocchia, traggono origine a seguito dei numerosissimi sbarchi che continuano incessanti a Lampedusa nonostante il sopraggiungere del maltempo legato all’approssimarsi della stagione invernale e si sono svolte in un contesto di evidenti difficoltà connesse alla difficile situazione sanitaria, aggravata dal sopraggiungere della contagiosissima variante Omicron del Sars-CoV-2 e all’interno di un Hot Spot dalla capienza ristretta rispetto ai costanti flussi migratori.

A conclusione dell’articolata attività investigativa, la Squadra Mobile di Agrigento, guidata Giovanni Minardi, è riuscita ad individuare S.O. guineano classe 98, A.H.S.G. egiziano cl 79, F.K.I. egiziano cl 80 ed E.M.I. egiziano cl 80, che in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina avevano trasportato nel territorio italiano extracomunitari, per i quali veniva poi accertato lo status di stranieri irregolari,  conducendoli dalle coste africane verso le acque territoriali italiane, a bordo di natanti inidonei ad effettuare la traversata. L’attività d’indagine è stata incentrata sulla ricostruzione delle dinamiche di due sbarchi verificatisi a Lampedusa nel mese di dicembre scorso, suscettibili di particolare interesse anche mediatico.

Il primo è avvenuto la notte del 17 dicembre u.s. e ha riguardato 26 migranti di varie nazionalità, giunti su un natante di legno della lunghezza di circa 6 metri, sicuramente inadatto a trasportare un tale numero di persone tant’è che, nel corso delle difficili operazioni di salvataggio, effettuate in condizioni marine particolarmente avverse, tutti gli occupanti del natante cadevano in mare a causa del ribaltamento dello scafo. Le immediate azioni poste in essere dai militari intervenuti, che permettevano di trasbordare sulle proprie unità navali tutti i migranti finiti in acqua, purtroppo non consentivano di salvare la vita a una giovane donna la quale, tirata a bordo già priva di sensi, poco dopo decedeva.

Gli investigatori della Squadra Mobile, superate le difficoltà legate anche al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione dei cc.dd. scafisti per paura di eventuali ritorsioni e al trauma fisico e morale a cui gli stessi erano stati sottoposti a seguito del naufragio, sono riusciti a far luce sull’intera vicenda, l’ennesima tragedia del mare registrata nel 2021. Hanno, così, identificato la persona che aveva condotto l’imbarcazione compendiando un quadro probatorio che ha permesso di contestare all’indagato non solo il reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98, con tutte le aggravanti del caso, ma anche il reato p.p.  dall’art 586 c.p. in relazione all’art 589 c.p. per aver cagionato la morte di una donna a causa della sua condotta illecita tenuta nel commettere il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Il secondo evento è del successivo 22 dicembre ed ha riguardato 75 migranti, per lo più originari del Bangladesh, giunti a Lampedusa a bordo di una imbarcazione in precarie condizioni di galleggiabilità. Anche in questo, la Squadra Mobile, a seguito di intensa ed articolata attività investigativa, è riuscita ad individuare tre soggetti di origine egiziana i quali, dalla ricostruzione effettuata,  con il coinvolgimento di altri migranti libici ancora in corso di identificazione e in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina, hanno trasportato dal continente africano numerosi cittadini extracomunitari irregolari,  favorendo il loro ingresso nelle acque territoriali italiane pur ponendoli a rischio per la loro vita al fine di tranne profitto.

L’esecuzione dei due provvedimenti di fermo si è concretizzata a seguito del trasferimento dei predetti con la nave di linea da Lampedusa a Porto Empedocle. Espletati gli adempimenti di rito il migrante guineano è stato associato alla Casa Circondariale di Agrigento mentre i tre migranti egiziani sono stati condotti presso il carcere di Caltanissetta. Ambedue i provvedimenti di fermo, nei giorni successivi, sono stati convalidati dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Agrigento, che ha disposto, per tutti, l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

Anche quest’anno l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento aderisce all’“Influ Day”, la campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione anti-influenzale promossa dall’Assessorato regionale della Salute. L’iniziativa promozionale si svolge presso tutte le aziende sanitarie siciliane e ha l’obiettivo di migliorare la percezione del valore della prevenzione tramite i vaccini. Per l’edizione 2021/2022 l’Asp di Agrigento ha organizzato per domani, venerdì 14 gennaio alle ore 11.30, presso il presidio vaccinale del Servizio di Igiene Pubblica di Agrigento sito presso l’ex ospedale di via Giovanni XXIII, un incontro operativo dedicato all’importanza della profilassi vaccinale nel prevenire l’influenza e le sue complicanze. All’iniziativa farà immediatamente seguito un momento di indubbio valore simbolico durante il quale dirigenti e vertici aziendali si sottoporranno alla vaccinazione antinfluenzale nell’intento di offrire un chiaro messaggio sulle buone prassi da seguire. Parteciperà all’evento di sensibilizzazione anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Agrigento, Santo Pitruzzella. Il Dipartimento di Prevenzione ASP, di concerto con l’Unità operativa Educazione alla Salute e la Comunicazione Istituzionale, ha inoltre già provveduto alla diffusione presso i presìdi di medicina di base, i centri vaccinali, i consultori familiari e gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta di una esaustiva locandina che, oltre a raccomandare la vaccinazione, fornisce utili informazioni operative.

La campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale è già scattata in provincia di Agrigento lo scorso 25 ottobre. Le vaccinazioni vengono effettuate su tutto il territorio ASP presso gli studi dei medici di famiglia e nei centri  vaccinali aziendali. Il programma di vaccinazione gratuito è destinato alle persone di età pari o superiore ai sessant’anni, ai  bambini a partire dai sei mesi di età, ai soggetti con  patologie a rischio di ogni età, alle  persone ricoverate in strutture per lungodegenti, ai  familiari di persone ad alto rischio, ai soggetti appartenenti alle categorie di pubblico interesse collettivo, agli operatori sanitari e di assistenza e al personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (come i veterinari e gli addetti agli allevamenti e ai macelli), alle donne a qualsiasi trimestre di gravidanza,  ai donatori di sangue.

In co-somministrazione con l’antinfluenzale è offerto il vaccino anti-pneumococcico (per la prevenzione di patologie quali otiti, polmoniti, bronchiti, meningiti, etc..) ed anti-zoster secondo le modalità previste dal decreto emanato dell’Assessorato regionale alla salute n.999/2021 relativamente alla campagna 2021/2022. Su indicazione ministeriale è possibile con il vaccino antinfluenzale la somministrazione concomitante del vaccino contro il covid-19.

Il periodo indicato per la somministrazione del vaccino antinfluenzale stagionale va dal 25  ottobre 2021 al 28 febbraio 2022 e ciò per poter garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo, dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione nella nostra regione tra dicembre e marzo.

“Da tempo, ormai, questo governo regionale ci ha abituati a pensare che il fondo del barile non sia stato raschiato ancora abbastanza; che ogni giorno che passa, c’è sempre una sorpresa dietro l’angolo, lì pronta a ricordarci che al peggio non c’è mai fine!

Tuttavia, le cronache parlamentari di ieri, ci narrano qualcosa di incredibile, vicende che davvero, mettono la cosiddetta pietra tombale su quel briciolo di residua e quasi impercettibile autorevolezza e prestigio istituzionale di un governo della regione e di un Presidente della regione delegittimati, prima dal popolo siciliano, che evidentemente non gli crede più da tempo e ieri addirittura dalla propria maggioranza
parlamentare.

Mai, a nostra memoria, è accaduto che un Presidente della regione siciliana sì recasse al Parlamento nazionale, per esprimere un voto al nuovo presidente della Repubblica, senza la fiducia della propria maggioranza parlamentare che, numericamente e politicamente, ieri ha sfiduciato Musumeci.

Di fatto Musumeci va a Roma a votare il Presidente della Repubblica senza la fiducia del parlamento siciliano… per non parlare del Popolo siciliano, che la fiducia l’ha ritirata già da molto tempo. L’unica cosa che il Presidente della Regione avrebbe dovuto fare ieri sarebbe stata quella di prenderne atto e rassegnare immediatamente le dimissioni, ponendo fine ad una legislatura e ad una esperienza di governo
rispetto alla quale fatichiamo a trovare altri e nuovi aggettivi, in grado di definirne l’inconsistenza. Ma siccome il fascino delle poltrone è più forte di ogni evidenza dei fatti, Musumeci rimane seduto al proprio posto; la cosiddetta maggioranza parlamentare continuerà a far finta di niente e questa legislatura si trascinerà lenta e triste fino al suo più naturale degli epiloghi.

Dinanzi a tutto questo, l’onere di costruire un’alternativa solida e credibile allo sfascio lasciato in eredità dal governo di centro-destra, deve riguardare quanti, forze politiche, mondo della società civile, realtà dell’associazionismo, vogliono restituire al governo e alle istituzioni siciliane quel forza e quel prestigio istituzionale che oggi sembrano drasticamente e gravemente compromessi”.

Lo dichiara Simone Di paola, segretario provinciale PD

Pur a fronte di una situazione sempre più complessa in relazione al numero dei contagi, dobbiamo continuare a pensare alla ricostruzione. Non possiamo non ragionare sul Pnrr e sulle risorse provenienti da fondi speciali nazionali e da quelli strutturali europei. Risorse ingenti che coinvolgeranno anche la nostra Sicilia e che dovranno essere, dal nostro Governo regionale, spesi bene e in tempi molto brevi. Temi sui quali la nostra federazione regionale non può farsi trovare impreparata. Piuttosto, dovrà assumersi la responsabilità di controllare e suggerire azioni politiche che diano un decisivo passo in avanti all’economia della nostra terra”.
E’ quanto affermato ieri a Palermo dalla Giunta regionale di Confcommercio Sicilia, di cui fa parte il Pres Provinciale di AG Giuseppe Caruana riunione di Giunta in cui sono stati esaminati il bilancio consuntivo del 2020 e il preventivo del 2022. Gli strumenti finanziari sono stati approvati all’unanimità sia in Giunta che in assemblea. Si è tracciato un resoconto dell’attività svolta nel corso del 2021 da Confcommercio Sicilia: dal sostegno alle imprese al dialogo con l’Irfis per la stesura dei bandi in favore delle attività in crisi a causa della pandemia; dal confronto e collaborazione con Bankitalia al confronto serrato con la commissione Attività produttive all’Ars per la stesura, prioritariamente, del testo del Ddl sul commercio in fase di discussione da parte degli organismi legislativi”. 
Insieme agli altri presidenti provinciali Caruana ha posto la necessità di fare in modo che “Confcommercio Sicilia possa trovarsi in prima linea per quanto riguarda il discorso infrastrutturale. Siamo ancora all’anno zero, purtroppo e non c’è una visione organica di sviluppo della nostra terra. E ciò rappresenta un grave vulnus per la nostra economia. Ecco perché abbiamo bisogno, su questo fronte, di aprire una nuova vertenza”. Caruana ha inoltre informato la giunta dell’azione posta dalla rete delle professioni agrigentine a cui Confcommercio AG ha aderito formalmente. 
GREEN PASS BASE PER NEGOZI E CENTRI COMMERCIALI, SI CONDIVIDONO LE PERPLESSITÀ GIÀ MANIFESTATE DAL NAZIONALE 

evidenziando che “le nuove disposizioni – estendono l’obbligo di green-pass ordinario anche per l’accesso a tutte le attività commerciali, fatte salve le “eccezioni” che saranno individuate per il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona. Ci preoccupiamo del fatto che sarà necessario contenere l’impatto organizzativo di un improprio ruolo di controllo e verifica da parte degli esercenti. Viene altresì riproposto il problema, che è stato già sperimentato, della concreta individuazione delle ‘eccezioni’ e delle ‘esigenze essenziali e primarie’ con il connesso rischio di scelte contraddittorie o discriminanti. Tutto ciò si sta consumando senza che siano state ancora predisposte misure di sostegno per le imprese colpite dalla recrudescenza della pandemia, a partire dalle imprese della filiera del turismo e dall’esigenza di un nuovo ciclo di ‘cassa Covid’ con efficacia retroattiva dal primo gennaio”.

In sella ad una Vespa non si ferma all’Alt dei poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, e dopo un inseguimento, viene fermato sul ponte Morandi. Protagonista un trentenne agrigentino. E’ bastato poco agli agenti per appurare  i motivi della fuga. Il centauro e’ risultato essere senza la patente di guida, e il mezzo a due ruote privo di assicurazione. A carico del giovane sono stati elevati tre verbali per un ammontare complessivo di 6 mila euro.

Tre nuovi Comuni in “zona arancione” e una proroga. Si tratta di Buccheri, Buscemi e Ferla, nel Siracusano, nei quali da venerdì 14 e fino al 26 gennaio (compreso) saranno introdotte le misure restrittive anti Covid. È quanto prevede l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da Coronavirus nei territori coinvolti. La stessa ordinanza ha inoltre disposto la proroga della “zona arancione” nel Comune di Ribera, in provincia di Agrigento, fino a mercoledì 19 gennaio (compreso).
Salgono così a 46 i Comuni in “zona arancione” in Sicilia. Le misure restrittive anti Covid sono infatti in vigore, fino al 19 gennaio, anche nei seguenti territori:

– nella provincia di Agrigento, Canicattì e Palma di Montechiaro;

 
– nella provincia di Caltanissetta, il Comune di Caltanissetta e Gela;
– nella provincia di Enna, ad Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa;
– nella provincia di Messina, Capizzi;
– nella provincia di Siracusa, ad Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.

Ancora elevatissimo il numero di nuovi positivi in provincia di Agrigento: 1886, 10 ricoveri e 2 vittime. 427 i nuovi guariti . Questi i dati rilasciati dal (doppio) bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale che fa riferimento alle giornate del 10 e 11 gennaio.

In provincia sono 71 gli ospedalizzati. In degenza ordinaria/subintensiva sono 60, 37 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 23 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 10 i pazienti in terapia intensiva ricoverati:  8 al presidio ospedaliero riberese e 2 al San Giovanni di Dio di Agrigento.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1248 (+166); Alessandria della Rocca: 70 (+25); Aragona: 164 (+24); Bivona: 84 (+21); Burgio: 45 (-5); Calamonaci: 55 (+7); Caltabellotta: 71 (+16); Camastra 81 (+7); Cammarata: 168 (+19); Campobello di Licata: 263 (+44); Canicattì: 1179 (+160); Casteltermini: 193 (+68); Castrofilippo: 149 (-8); Cattolica Eraclea: 65 (+15); Cianciana: 116 (+53); Comitini: 34 (+4); Favara: 1038 (+170); Grotte: 165 (+20); Joppolo Giancaxio: 45 (+7); Licata: 562 (+63); Lucca Sicula: 64 (+7); Menfi: 202 (+24); Montallegro: 50 (-9); Montevago: 17 (+3); Naro: 165 (+10); Palma di Montechiaro: 883 (+160); Porto Empedocle: 423 (+74); Racalmuto: 237 (+47); Raffadali: 298 (+108); Ravanusa: 175 (+39); Realmonte: 111 (+15); Ribera: 489 (-94); Sambuca di Sicilia: 106 (dato stabile); San Biagio Platani: 37 (+8); San Giovanni Gemini: 193 (+41); Sant’Angelo Muxaro: 16 (+1); Santa Elisabetta: 25 (-15); Santa Margherita di Belice: 146 (+70); Santo Stefano di Quisquina: 140 (+64); Sciacca: 729 (+128); Siculiana: 177 (+21, uno è un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 26 (+3).

Un solo migrante in quarantena sulle navi di accoglienza, mentre sono nove i soggetti ricoverati ma non residenti (che non sono inclusi nel totale)