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La tradizionale Fiaccolata dell’Amicizia kermesse   quest’anno  e’ partita  un  po’  in  sordina  da piazza  Municipio, intorno  le  ore  17.00 , causa  delle  cattive  condizioni  meteo,  è partitda da Piazza Pirandello  per proseguire lungo la via Atenea   fino  ad arrivare  in  serata   via  Esseneto. Anche  se la serata non proprio  ottimale per via della pioggia è  stata allietata come sempre dai calorosi gruppi presenti alla fiaccolata.

Uno degli appuntamenti  attesi della  69°edizione del Festival Internazionale  del Folclore , nonche’ la 70° del Sagra del Mandorlo in Fiore, ha  visto  la  partecipazione dei  gruppi   folcloristici nazionali  e internazionali  presenti :Bulgaria, Filippine, Olanda,Slovacchia,Spagna,Thailandia,Ucraina,Ungheria

ai  quali  si  sono  aggiunti, i  gruppi   cittadini  come:Citta’  dei Tempil, Citta’  di Agrigento,Gergent,Kerkent,I Picciotti  da Purtedda,Sicilia  Antica,Sicilia  terra  n’cantata,Val d’Akragas.

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Nella  magnifica location  del Madison in uno scenario senza pari, incorniciato dalla magia naturale della Scala dei Turchi e del mare di Sicilia, si  e’ svolta stamani la presentazione dei calendari ufficiali della European Top Models, agenzia internazionale con sede in Belgio, L’Etm Italia  e Etm intrnational 2015, con i suoi 25 dipartimenti sparsi in tutto il mondo da anni e’considerata leader nel mondo  della modellazione, fotografia e pubblicità.  in Italia  il referente  Jhonny Fusca  national director  mentre per la Sicilia Lillo Arcieri e Antonella  Speziale grazie a loro per la prima volta  ad Agrigento  abbiamo un punto di riferimento  nel settore  di agenzie e moda. Lillo Arcieri, fotografo agrigentino affermato per il settore glamour, fashion e pubblicitario, che ha  fotografato la modella  Angelika Gwiazdka e Antonella Speziale fotografa siciliana, nota per la gestione di una community fotografica che ha  fotografato  la  modella Elisa Salamone.

L’evento, che è durato due giorni  ha avuto inizio al Metabirrificio “La Terra e il Sole” a Raffadali ,con la sfilata di moda abiti da cerimoniali Simone Perricone eco stilista, Valentina Scardina stilista, Lunaraine di Canicattì Atelier.

L’ Etm  ha visto partecipi, 4 nazioni, circa 30 modelle e una ventina di fotografi, con l’occasione, come già detto del nuovo calendario 2015  ETM, afferma Jhonny Fusca  l’evento e’  stato uno spunto per il rilancio del settore in Sicilia ,grazie alle  varie  collaborazioni  di  fotografi  professionisti, i  quali  hanno trattato un  filo conduttore  tematico  unico  che  ha  reso  armonico il  progetto. Un lavoro di squadra, una cooperazione tra 4 dipartimenti, quello italiano, olandese,quello belga, Lussemburgo con fotografi e modelle firmata Etm .

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È stato consegnato venerdì 6 febbraio all’Arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, il Calendario 2015 dedicato alla prima visita pastorale di Papa Francesco a Lampedusa avvenuto l’8 luglio 2013.

Oggi si è svolta alla presenza del Vescovo Mons. Francesco Montenegro   presso la Curia Vescovile di Agrigento la presentazione del calendario  2015 , in occasione della  visita di Papa Francesco a Lampedusa.

La presentazione  vuole essere una memoria grata a Papa Francesco per avere scelto Lampedusa come suo primo viaggio Apostolico .

Il calendario ripercorre  con gli scatti fotografici  effettuati   durante le ore  della sua  visita nella quale ha perorato la causa dei  migranti pregando  con le comunità di Lampedusa e Linosa .

Gli scatti fotografici dei mesi  dell’anno  sono  stati  effettuati  da: Massimo  Palamenghi Calogero  Montana Lampo e Giuseppe  Spoto gli  scatti ripercorrono i  momenti  salienti  del viaggio Apostolico di Papa Francesco, foto copertina  e’ di  Marilisa Della Monica.  Edito da Industria Grafica T. Sarcuto srl, a cura di Carmelo Petrone con progetto grafico di Marco Sarcuto

Le copie del calendario  a tiratura limitata  saranno date in omaggio alle parrocchie.

L’Arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro,ringrazia  i  fotografi  per questo  dono alla Chiesa Agrigentina  i  quali  con la professionalita’  degli scatti hanno  colto  i  migliori  sentimenti del momento  rimanendo perenni  nel tempo. Dice mons. Francesco Montenegro

Se  il Papa è venuto qui per lanciare un grido al mondo … quel grido dobbiamo tenerlo vivo in noi .

Agrigento ha  avuto  la visita  di due Papi Giovanni  Paolo  II°  il  quale  ha  gridato  il  suo  anatema contro  la  mafia  e  di Papa Francesco  in favore  degli   emigrati  provenienti da  terre  povere .

Queste  due  forti  realta’ convivono  nella nostra terra ,  dove la mafia occupa  tanto spazio e l’immigrazione, ci ricorda una povertà presente. Tocca a noi fare i compiti ….

I fotografi:

Massimo Palamenghi nasce ad Agrigento nel 1966, città nella quale vive e in cui inizia a occuparsi di reportage e fin dai primi anni ’80 comincia a coltivare la passione per la fotografia. Ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e “La Sicilia”. La sua esplorazione di nuove tecniche fotografiche sfocia nella realizzazione di mostre fotografiche;

Calogero Montana Lampo nasce ad Agrigento nel 1984, dopo varie esperienze lavorative in diversi settori riesce a far diventare la fotografia, sua passione da sempre, la sua professione diventando fotoreporter della testa giornalistica “Agrigentonotizie” ed a collaborare con agenzie e testate giornalistiche nazionali e internazionali.

Giuseppe Spoto nasce ad Agrigento nel 1973 è fotografo professionista e collabora con varie testate giornalistiche. Attento osservatore della vita quotidiana, intende la fotografia come ricerca, strumento per raccontare, in maniera personale, le realtà sociali e culturali. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in concorsi fotografici.

La giornalista Marilisa Della Monica nasce ad Agrigento nel 1977, giornalista pubblicista. Dal 2009 è coordinatrice di redazione a L’Amico del Popolo, settimanale cattolico agrigentino. Collabora con Avvenire e Agensir. Ha curato l’ufficio stampa in occasione della visita apostolica di Papa Francesco a Lampedusa.

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https://www.youtube.com/watch?v=ssZDAm-Ptw4&feature=youtu.be

Messina. Far convivere le religioni e inaugurare una cultura del rispetto, smontando ogni pregiudizio legato al fanatismo. E’ la giunta del sindaco Renato Accorinti che ha autorizzato a Messina il primo cimitero islamico della Sicilia. Il progetto è stato presentato il 29 Gennaio dal primo cittadino, dall’assessore ai Cimiteri, Daniele Ialacqua, dal presidente della comunità islamica di Sicilia, Kheit Abdelhafid, dal responsabile della comunità religiosa islamica italiana, Ahmad Abd al-Majid Macaluso, dal segretario della comunità islamica di Sicilia, Enrico Barbagallo, e dal presidente del centro islamico culturale di Messina, Mohamed Refaat.
L’area cimiteriale, di circa 170 metri quadrati, sorgerà all’interno del cimitero suburbano di San Filippo, campo di inumazione sul lato sud est. Essa è stata affidata in concessione per la durata di novantanove anni mediante asta pubblica da destinare alla sepoltura di ventotto/trenta defunti appartenenti ad una confessione religiosa diversa da quella cattolica dietro il pagamento di un importo a base d’asta di 25.500 mila euro» ha dichiarato Ialacqua.
Infine, resteranno i loculi dei cristiani e di persone appartenenti da altre religioni, uguali davanti alla morte nel rispetto reciproco. Cristiani e islamici solidali, senza inimicarsi i credi.
«In un paese dove ormai la libertà religiosa gioca un ruolo fondamentale nell’integrazione degli individui, dei gruppi e delle comunità religiose, la realizzazione di un’area cimiteriale da destinare alla sepoltura di defunti appartenenti alla confessione religiosa islamica, costituisce un fatto di importanza storica fondamentale che si inserisce in un contesto culturale e religioso di integrazione senza precedenti sul territorio siciliano. La città di Messina è orgogliosa di potere ospitare simile iniziativa; oggi è uno dei giorni più belli dal mio insediamento, così come mi ha fatto immenso piacere ricevere ieri un sms del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che si è complimentato per questa lodevole iniziativa. Il nostro percorso in questa direzione è in controtendenza con quanti manifestano scarso spirito di tolleranza e mancato rispetto reciproco» ha concluso il sindaco.

Dalila Ferreri

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Si  è svolta ieri sera alla palestra Body Studio di Agrigento l’undicesimo memoriale “Sergio Alu’ . Come ogni anno l’iniziativa sportiva  ha visto la partecipazione di giovani e veterani riuniuti per categoria di peso, si sono sfidati nella gara di   bench press maschile, specialità del body building, organizzata dal Prof. Massimiliano Alù

Il Memoriale intitolato a  Sergio Alù, noto mezzofondista degli anni ’70,( scomparso prematuramente)  non vuole essere   solo un ricordo delle sue gesta  ma una continuazione a quell’ amore per lo sport che Sergio aveva dato fino alla fine. Un memorial   attira sempre   numerosi atleti e  pubblico, ma l’amore per lo sport   che va ben oltre a qualcosa di universale che ci unisce  anche nella sfida, indipendentemente se si perde o si vince, questo  è lo sport entusiasmarsi sempre

I nomi dei vincitori;

GRUPPO A:

1 Saito

2 Zicari D.

3 Modica ;

GRUPPO B

1) Zicari S.

2 Russo

3 Deleo

GRUPPO AMICI

1) Scordino  C.

2) Grilletto  Gianluca

3) Scordino s.

4) Stuppia Salvatore

5) Roberto napoli

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Palermo.  “Via Crucis. La Pasión de Cristo” di Fernando Botero (costituita da 27 dipinti ad
olio e 34 disegni) dopo New York, Medellin, Lisbona e Panama, giunge a Palermo. Dal 21
Marzo al 21 Giugno, presso le Sale di Duca di Montalto del Palazzo Reale, sarà esposto il
corollario di opere del grande artista colombiano. Su iniziativa e promozione
dell’Assemblea regionale siciliana, in collaborazione con Fondazione Federico II e  Museo
colombiano di Antioquia, Palermo si presta ad essere l’unica tappa italiana, del pittore sud
americano.
Le opere donate dall’artista Museo di Medellin, sua città natale, soltanto nel nel 2012
riconobbero valore rappresentativo per quel che concerne i temi dell’arte fin dal XVI
secolo.
Le tele che andranno in mostra, rievocano quel tema religioso, “oggi inesistente”, dichiara
Beatriz Manz, artista e docente di Geografia e Studi Etnici all’Università di Berkeley.
Ricordiamo che Fernando Botero, non era religioso. Ma la corrente artistica del periodo,
secondo la tradizione lo ha reso libero di mescolare realtà diverse: la sua latinoamericana
al tema biblico. Storia e realtà quotidiana insieme.
Ne “Il bacio di Giuda” lo stesso Botero, si raffigura. Era una costante anch’essa: “quella di
dipingere il proprio ritratto all’interno dei temi biblici”. Lo stesso aveva fatto Masaccio
accanto a Gesù nella Cappella Brancacci a Firenze, Pinturicchio negli affreschi di Siena e
Michelangelo nel Giudizio Universale alla Cappella Sistina e via dicendo. “Ho indossato il
miglior vestito della festa per apparire accanto a Cristo. Non poteva essere diversamente”.
Nella serie la “Passione di Cristo” secondo Botero, intende fornire una riflessione sul
dramma della passione e morte di Gesù Cristo. “Ho fatto queste opere – spiega l’artista
colombiano – perché è un momento fondamentale della vita di Gesù e perché è un
argomento che è andato scomparendo poco a poco nella storia della pittura: non ci sono
elementi satirici in questo lavoro che è pervaso di grande rispetto”.
Ancora una volta l’arte rivela il valore altissimo di una rappresentazione, che lontano da
ogni anticonformismo, mantiene austerità.
Dalila Ferreri

Palermo. Gioia, per gli amanti del pittore bagherese, dopo la notizia giunta da Milano. Ebbene si:
Expo 2015 Milano, in uno spazio dedicato a Cluster Bio-mediterraneo sarà esposta ‘La Vucciria’ di
Renato Guttuso. Non troverete solo l’originale, bensì anche la versione 2.0 al cui progetto  (in
chiave digitale s’intende) stanno lavorando l’Università di Palermo e la Regione siciliana. Il lavoro
di riproduzione in formato elettronico è coordinato dalla Sicilia ed altri 11 Paesi.
L’esposizione universale, che prenderà il via il primo maggio nella città lombarda, è dedicata al
tema dell’alimentazione e della nutrizione. La scelta su Guttuso, era irrimediabile pertanto. La
“Vucciria” ritratta dal pittore siciliano oggi custodita a Palazzo Chiaramonte, sede dell’ateneo
palermitano, non è casuale.
A volerla caldamente,  proprio gli organizzatori di Expo. L’opera ricorderete, consacrò il famoso
mercato palermitano in  un’esplosione maestosa di colori. Nei banchi del gran mercato rionale del
capoluogo siciliano, ortaggi, frutta, verdura e carni diventano simboli materiali, ma imperituri del
mercato sociale. L’originale del dipinto, verrà esposto nel Padiglione Italia.
La versione 2.0 (del medesimo dipinto) poi invece consentirà ai visitatori una fruizione differente,
più pratica. Basti pensare che lo schermo d’interfaccia, permetterà con un solo clic sull’icona del
prodotto rappresentato (nel dipinto) di acquisire informazioni  dettagliate sulla natura del prodotto,
dalla sua origine alle caratteristiche organolettiche.
Roberto Lagalla, rettore dell’ateneo palermitano: dichiara: “Abbiamo ricevuto una richiesta dagli
organizzatori di Expo per La Vucciria a Milano. Oltre a ‘prestare’ il dipinto, l’università sarà
protagonista a Milano partecipando alle attività culturali, organizzate insieme agli altri atenei
d’Italia (ansa)”.
Dalila Ferreri


Maurizio Masone è da 5 mesi un componente della Giunta Zambuto. Lo abbiamo avvicinato per scambiare quattro chiacchiere.
Assessore Masone, sono passati cinque mesi dall’insediamento di questa giunta, un primo bilancio?
Cinque mesi interessanti dal punto di vista politico e amministrativo. Voglio ricordare a me stesso che questa giunta nasce dopo che Marco Zambuto ha aderito al PD e dopo mesi e mesi di discussioni dentro il partito per definire un programma per il rilancio dell’amministrazione cittadina.
L’adesione al PD di Zambuto e il rilancio dell’amministrazione si sono realizzati al meglio?
Beh, Zambuto non solo ha aderito ma nel percorso congressuale ha raggiunto il più prestigioso incarico di partito ovvero di Presidente dell’Assemblea Regionale del PD, con voto pressoché unanime. Il rilancio dell’azione amministrativa è invece sotto gli occhi di tutti e ogni impegno preso, fino ad oggi almeno, corrisponde a un atto amministrativo e questa è una novità assoluta, del metodo sicuramente.
Certamente, il primo impatto con il problema Terravecchia è stato intriso di polemiche.
Sanno tutti che il PD aveva espresso la propria contrarietà al progetto perché, in generale si riteneva e si ritiene ancora, che dove avvengono crolli di questa entità e valore non per forza devono intervenire opere edificatorie anzi poteva essere il primo passo per un alleggerimento del nostro Centro Storico.
Ma, consapevoli che tutti gli atti amministrativi erano stati consumati prima del nostro ingresso non potevamo che prenderne atto e percorrere, invece, la strada per migliorare l’intervento al fine di poter ottenere il minore impatto possibile.
Per questo l’assemblea che ha voluto il 14 novembre per stabilire un nuovo metodo ovvero che qualunque progetto di queste dimensioni e di questo impatto andava condiviso nel percorso con la città, l’associazionismo, i partiti, gli ordini, i cittadini volenterosi ha avuto il giusto riscontro.
Un confronto assolutamente nuovo per la città e che alcune forze hanno tentato di boicottare dall’alto di piccoli interessi di bottega ma non ci sono riusciti.
Abbiamo ricevuto numerose indicazioni da vari professionisti, dagli Ordini, dal PD, dalla Legambiente, dal WWF e tutte queste indicazioni dai materiali innanzitutto (e fra tutti quello della muratura armata anziché cemento armato) dall’altezza massima sotto i 16 mt., all’utilizzo degli spazi pubblici, al recupero e salvaguardia della chiesetta di San Giovanni di Dio, della trincea archeologica (accordo con la Soprintendenza realizzato) e potrei continuare con la sistemazione di via Barone, salita sant’Antonio, di cortili e di scale fino alla via Duomo ma credo che il senso sia chiaro. Una cosa è certa quest’opera per venticinque anni darà l’opportunità di avere alloggi a canone sostenibile e un quartiere in parte recuperato.
Ma il Centro Storico ha bisogno di altro?
 
Sicuramente, ma teniamo conto prima di tutto che Agrigento è una delle poche città siciliane con un Piano Particolareggiato di Centro Storico approvato e operativo.
Interventi come quello di Terravecchia potrebbero riproporsi (vedi Ravanusella) e invece Agrigento ha bisogno un alleggerimento tenendo conto che:
a)    oltre al patrimonio pubblico, in gran parte recuperato, molto del patrimonio privato – che è la stragrande maggioranza del Centro Storico – è abbandonato e non curato fino a diventare pericoloso per la pubblica incolumità senza essere, tra l’altro, di alcun pregio;
b)    oltre al patrimonio storico e archeologico conosciuto solo la rete viaria dalle origini arabe ha l’importanza tale da conservarla gelosamente;
c)    è assolutamente prioritario recuperare tutto il complesso di via Duomo a cominciare dalla Cattedrale poi completare i tre itinerari turistico culturali e i contenitori che vi ricadono e quindi un nuovo piano della mobilità anche con consistenti aree esclusivamente pedonali;
Insomma, il lavoro da fare è tanto.
Sì, si è appena all’inizio però alcune cose si stanno mettendo in ordine a cominciare dai progetti per la sistemazione di Piazza Lena, via Bac Bac, Piazza San Giuseppe, dal completamento dei servizi del Palazzo dei Filippini, del completamento di una parte del Museo Civico e relativa apertura (1,2 mln), dalla messa in sicurezza degli Ipogei (2,5 mln), recupero e messa in sicurezza della Porta dei Saccajoli e poi i promessi 20-25 milioni per la messa in sicurezza della Cattedrale e del costone nord, passo indispensabile per conservare la memoria della nostra città e rilanciare la nostra Girgenti dentro le mura. Questo sono alcuni dei lavori iniziati o finanziati e pronti a partire.
Il progetto pare avere una sua unicità, o sbaglio?
 
A dare una unicità di intervento è nostro compito per questo parlo di tanti interventi con un unico obiettivo riproporre, in chiave positiva, il rapporto indissolubile tra l’Acropoli e l’Agorà. Non c’è Valle senza città e non c’è città senza Valle ovvero il legame indissolubile tra il nostro Centro Storico e il Parco della Valle dei Templi. Non è un caso che ci siamo mossi per rilanciare Agrigento quale città d’arte e abbiamo aderito all’Associazione Nazionale delle Città d’Arte e Cultura (CIDAC) come stiamo preparando lo statuto per la nascita dell’Associazione Siciliana delle Città sede di sito patrimonio dell’UNESCO o come aderiremo al progetto della Regione per la Rete dei Teatri Siciliani e così via. Dobbiamo ricollocare Agrigento al posto giusto e creare tutti i presupposti di collaborazione con Soprintendenza, Ente Parco della Valle dei Templi, Arcidiocesi, Musei Regionali al fine di organizzare e ottimizzare la presenza turistica e il movimento culturale attorno ad Agrigento e solo così si consentirà il rilancio anche economico della città.
Vengono fuori tante iniziative attorno ai nostri quartieri, che pensa?
 
Ogni bene, l’esperienza di Vallicaldi oppure quella appena all’inizio di Santa Croce o per la Via Atenea o per la via Neve sono assolutamente condivise dall’amministrazione che oggi può solo accompagnare questo lavoro domani potrà meglio organizzare attività a sostegno dell’animazione e rivitalizzazione di questi quartieri. Poi, sulla via Atenea, vorremmo fare ancora di più e non è un caso che è allo studio la chiusura della via Atenea (da via Porcello a via Foderà) per iniziare il lavoro di rilancio economico dell’area, speriamo di avere il tempo e l’aiuto necessario per realizzarlo.
Ora, Assessore vogliamo ricordare qualche altro atto che ha avuto o avrà un impatto positivo sulla città?
Vorrei ricordare l’atto che ha consentito di salvare la stagione teatrale “congelando” la Fondazione e organizzando direttamente la stagione. E sulla Fondazione abbiamo preso un impegno in Consiglio Comunale che, non appena possibile, attiveremo un tavolo di discussione per vedere cosa fare in futuro.
Poi, l’adesione alla convenzione Consip per la gestione degli impianti di illuminazione che ci porteranno a breve ad avere tutta la città fuori le mura con nuovi impianti a led, moderni e controllati centralmente, millecinquecento nuovi punti luce e l’illuminazione dello Stadio Esseneto.
Abbiamo garantito tutti i precari del Comune e l’altro giorno abbiamo approvato le delibere (primi in Sicilia) per la stabilizzazione di 24 lavoratori.
Abbiamo rispetto gli equilibri di bilancio ristabilendo un ordine finanziario così che Agrigento non è più tra i comuni a rischio e proprio per questo possiamo, ad esempio, procedere alle stabilizzazioni.
E poi, l’attivazione del servizio di assistenza scolastica alla comunicazione rivolta ai  disabili, servizio fornito fino all’anno scorso parzialmente dalla Provincia e ora passato al Comune che ha voluto fornirlo a tutti (33). Quest’attivazione ha visto forti resistenze da più parti e ci hanno ostacolato non poco ma con cocciutaggine abbiamo raggiunto il risultato e siamo arrivati solo dopo Sciacca e Raffadali.
Infine, l’avvio dei lavori per asfaltare alcune strade della città e la manutenzione ordinaria delle strade stesse o l’avvio dei lavori per la depurazione di Villaggio Peruzzo/San Leone verso Sant’Anna o il completamento dei lavori del Contratto di Quartiere di Fontanelle e altro ancora.
Rimangono però alcune emergenze.
Certamente, da San Leone al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, alla Cattedrale, all’Università. Per San Leone un primo inizio è la depurazione parziale portata a Sant’Anna e da lì si riparte per continuare il lavoro di rilancio; per la raccolta RSU è stato nominato un consulente che dovrà consegnare al Consiglio Comunale un quadro di gestione capace di fare risparmiare il contribuente da un lato e dall’altro che ci faccia partire con la raccolta differenziata. Per la Cattedrale abbiamo chiesto a gran voce che alla Regione si decidano: ci dicano chi sarà a fare il progetto esecutivo e chi avrà la responsabilità dell’esecuzione dei lavori, ma facciano presto. Non c’è tempo da perdere.
Infine l’università, abbiamo ribadito in tute le sedi che i soci fondatori del CUPA sono pronti a garantire l’offerta formativa, anche con sacrifici economici non indifferenti, ma altro non possono fare e l’Università di Palermo deve comprendere le difficoltà economiche di Regione e Enti Locali coprendo il resto dei costi. Fino a ora l’impegno di UNIPA è stato importante e siamo sicuri che lo sarà anche nel prossimo futuro.
 
Alle Europee, il PD si presenta con una lista che vede protagonista anche il Sindaco della città. Che pensa?
Il PD ha la responsabilità del governo del Paese come partecipa, anche e in varie forme, al governo regionale e cittadino.
La gente sa che si sta facendo di tutto per far ripartire l’Italia e si cominciano a vedere i primi risultati.
Alle Europee un voto al PD significa un voto al partito che meglio rappresenta la sintesi tra la necessità di Europa e il bisogno di giustizia ed equità.
Solo chi ha amministrato città, regioni, provincie conosce i bisogni dei territori e le necessità delle popolazioni del Sud.
Per questo sono convinto che la nostra lista avrà il giusto successo anche in Sicilia, anche ad Agrigento.


Luigi Troja, 42 anni, avvocato, Presidente del Consiglio Comunale di Porto Empedocle, Presidente dell’A.I.G.A. (Associazione Giovani Avvocati Agrigento) di Agrigento, Componente dell’Assemblea Nazionale del NCD.
Lo abbiamo intervistato.
Avvocato, da qualche giorno lei è stato chiamato a far parte dell’Assemblea Nazionale del Nuovo Centro Destra.
Lo scorso fine settimana a Roma, abbiamo vissuto, in un clima di straordinario entusiasmo, il momento fondativo del partito e partecipato all’elezione del Presidente Nazionale Angelino Alfano. Ci tengo a precisare elezione e non nomina. Anche io, nel mio piccolo, insieme agli altri 399 componenti dell’Assemblea Nazionale, sono stato eletto. Nel Nuovo Centro Destra infatti, non ci sono e non ci saranno i c.d. nominati, ma solo eletti, solo persone spinte dai cittadini e dagli elettori. Il merito è per noi un valore fondamentale cui non intendiamo transigere.
Ma come spiegate però ai vostri elettori che governate con la sinistra?
E’ chiaro che noi siamo l’alternativa alla sinistra e siamo il futuro del centrodestra e dei moderati in Italia. In questo momento di crisi drammatica del Paese però, non potevamo sottrarci ad un dovere assoluto: garantire un governo stabile per fare le riforme strutturali del Paese, assicurare una legge elettorale equilibrata, effettuare senza traumi i tagli alla spesa pubblica e ridurre i costi della politica. Sappiamo che questa alleanza di programma non durerà per sempre, ma durerà fin tanto che il Paese ne avrà bisogno. Insomma appare chiaro a tutti che senza NCD Renzi non potrebbe fare alcunchè.
Angelino Alfano spesso viene criticato in città di farsi vedere poco e di interessarsi poco ai problemi di Agrigento.
Angelino Alfano non è soltanto il Ministro dell’Interno, è un leader nazionale, mi scusi europeo. Tutte le città italiane lo vogliono e lui, tra imprescindibili impegni istituzionali e di governo, gira continuamente tutte le città italiane. Ad Agrigento viene, spesso, tante volte l’anno, non solo perchè qui ha casa, ma anche per stare con i suoi genitori che vivono proprio qui ed incontrare amici, sostenitori, comuni cittadini.
Rispondendo alla seconda parte della domanda, non voglio fare (lui non ne ha bisogno) il difensore di Alfano, nè elencare le cose che ha fatto per questo territorio. Forse per qualcuno è poco avere consentito il raddoppio della SS.640 Agrigento Caltanissetta, oppure aver salvato l’Ospedale di Agrigento quando si profilava una tendopoli sanitaria; forse qualcuno si aspetta che Angelino Alfano si occupi della buca della strada o della lampadina fulminata, quasi fosse un consigliere di quartiere. Sono certo che se questa città e questa provincia fossero in grado di produrre progetti seri e credibili Alfano li farebbe finanziare e realizzare.
Invece gli agrigentini dovrebbero essere orgogliosi e fieri di avere un concittadino al governo, un leader apprezzato e stimato da milioni di italiani, uno dei leader del Partito Popolare Europeo.
Alfano ha avuto un coraggio straordinario, ha preferito l’Italia a Forza Italia, ha lasciato la comodità di un partito per creare con un gruppo di donne e uomini giusti una realtà che ci da fiducia nell’avvenire. Un uomo coraggioso. Un leader.

Sul territorio invece, NCD cosa intende fare?

Subito dopo le elezioni per il Parlamento europeo che ci vedranno impegnati in modo convinto e determinato provvederemo a celbrare i Congressi Cittadini, Provinciali e Regionali. Anche in questo caso, Angelino Alfano ha precisato che non ci sarà alcuna imposizione dall’alto. Tutti i vertici saranno eletti. D’altro canto possiamo andare orgogliosi del fatto che in provincia di Agrigento in poche settiamane sono nati ben 500 Circoli NCD. Numeri starordinari per un movimento politico neonato: 180 Circoli ad Agrigento, oltre 50 a Canicattì, Favara, 40 a Porto Empedocle, Sciacca e numerosi altri in tutti i 43 Comuni della provincia.
Mi lasci però esprimere una particolare soddisfazione per il dato della mia città, Porto Empedocle, che ha accolto il progetto politico di Angelino Alfano con passione assoluta e grande fiducia. La stessa fiducia espressa nei miei confronti, che sono stato il modesto fondatore di questa realtà locale.

A Proposito di Porto Empedocle, quale è l’attuale situazione politica?

Porto Empedocle vive da qualche tempo un doping amministrativo. Abbiamo un Sindaco che fa il parlamentare regionale ed è praticamente assente in Comune. Non partecipa più ai Consigli Comunali e si limita a curare ed investire solo sulla propria immagine personale. Diciamo che in questo momento la nostra Amministrazione Comunale porta avanti il solo culto dell’immagine del primo cittadino.

Mi pare davvero critico nei confronti di Firetto.

Sono sinceramente amareggiato e deluso dall’uomo. Firetto diventa Sindaco grazie all’impegno di alcune forze politiche e grazie al contributo programmatico che persone come me hanno profuso. Successivamente il suo pensiero si è rivolto a cercare di prendersi i meriti esclusivi di tante cose buone fatte senza curarsi di avere rapporti con la maggioranza che lo sostiene, nè con la coalizione che l’ha votato. Addirittura in questo momento è giusto che i miei concittadini sappiano che abbiamo speso 12.000 euro l’anno per pagare il suo portavoce. In 8 anni il Sindaco ha avuto “bisogno” di un portavoce che agli emepdoclini è costato 100.000 euro. Le medesime critiche che Firetto ha mosso a Crocetta, noi oggi le muoviamo a lui: un uomo solo al potere, senza confrontarsi coi suoi alleati e con la città.

Anche sulla questione Enel e trasformazione della Centrale in turbogas il Sindaco è stato parecchio critico.
Su questa vicenda lo spazio che lei mi concede è troppo poco. ma in poche righe posso affermare senza tema di smentite che Firetto, da funzionario Enel non è sereno nei giudizi sulla società. Il Consiglio in questa vicenda non ha sostenuto il Sindaco, avendo noi invece solamente a cuore i posti di lavoro (che a causa della trasformazione si sarebbero ridotti notevolmente), la salute, la tutela dell’ambiente ed abbiamo nutrito la speranza di spostare il sito Enel e toglierlo dalla spiaggia di Marinella e di Montalbano. In queste battaglie siamo stati soli, senza il Sindaco e contro tutti i gruppi di potere. Ma se oggi Enel ha deciso di fare alcune assunzioni, di non ridurre le unità lavorative sul sito il merito è solo del Consiglio Comunale.
Ma a questo punto quale è il futuro di questa Giunta Firetto?

Appare evidente a tutti il momento di stanchezza dell’Amministrazione Comunale, sempre più lontana dai cittadini. Il Sindaco fu eletto con un plebiscito e nel tempo l’unanimità si è ridotta sensibilmente. Il PD è andato all’opposizione, Forza Italia e l’ex MPA sono usciti dalla Giunta ed andati anch’essi all’opposizione, oggi si assiste quasi ad un monocolore UDC. Alla luce però delle evoluzioni politiche e dei rapporti tra NCD e UDC chiederemo a giorni al Sindaco di essere ricevuti per capire quale programma di fine mandato intende portare avanti e valuteremo se è il caso di continuare a sostenere questa amministrazione, che a dire il vero non sempre appare cristallina.

Quale dato si aspetta il Nuovo Centro Destra alle prossime elezioni europee?
NCD confida che i cittadini comprendano il nostro progetto e condividano i valori che intendiamo difendere ad ogni costo: vita, famiglia, lavoro, sviluppo, cultura, riforme. Supereremo sicuramente ed ampiamente la soglia di sbarramento. Nel nostro Collegio peraltro è stata presentata una lista composta da persone validissime e noi ad Agrigento abbiamo la possibilità di sostenere il nostro amico Giuseppe MARINELLO, Senatore saccense, uno degli uomini più preparati e grintosi che il Parlamento esprime. Incrociamo le dita, ma avremo un grande risultato, perchè abbiamo dimostrato di essere capaci di fare e non solo di proclamare.
Grazie avvocato e buona Pasqua.

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Lui è tosto e lo ha dimostrato ampiamente. Capace di mettere a soqquadro un intero ufficio tecnico; capace, in soli 90 giorni di attività, di redigere oltre 130 atti di indirizzo all’ufficio di cui sopra per spronarlo ad accelerare i tempi per migliorare qualcosina (forse più…) che non funziona bene in una città sempre più affamata di interventi urgenti.
Nei giorni scorsi ha presentato le dimissioni perché nonostante ricopra la carica di assessore ai Lavori Pubblici, non aveva ancora né una stanza, né una sedia, né un tavolo.
Assurdo, vero? Ma ad Agrigento succede anche di questo…
Adesso, chi vuole andarlo a trovare può recarsi direttamente all’ufficio Urbanistica, ex palazzo del tribunale, al terzo piano. Una stanza, un tavolo, un fax e un computer. Adesso tutto sembra più umano.
Occorrono le maniere forti per ottenere ciò che spetta?
“La funzione politica non va delegata ma va esercitata. Io non potevo esercitare tutti i giorni da casa mia, dal mio pc o dal mio telefono. Mi sono alzato sempre alle 5 di mattina per poter redigere atti e richieste, molti scritti anche a penna”.
Adesso, hai tutto…
“Adesso la situazione è notevolmente migliorata sotto l’aspetto logistico, perché su quello pratico nulla è cambiato. Continuerò sempre con il mio solito impegno a lavorare per questa città”.
In novanta giorni una serie innumerevole di atti di indirizzo. La città ha bisogno di interventi urgenti. L’hai trovata così male?
“Purtroppo ad Agrigento negli ultimi anni è mancata una seria programmazione politica a medio e a lungo termine. Cosa faceva chi mi ha preceduto nell’ultimo ventennio non lo so e nemmeno voglio saperlo. Di sicuro ho trovato una situazione a tratti anche imbarazzante. Non è un caso se la città di Agrigento continua a ritrovarsi saldamente nelle ultime posizioni di classifica in fatto di qualità della vita, servizi e infrastrutture”.
Cosa occorre per portare Agrigento a livelli accettabili?
“Occorre innanzi tutto una seria programmazione politica a 360° su tutti i settori; ovviamente vi sono problematiche che possono essere risolte dai rappresentanti locali, ma ve ne sono altre che necessitano di interventi da parte dei rappresentanti politici regionali e nazionali che negli ultimi anno mi sembrano essere sordomuti. Credo, altresì, che della questione Agrigento occorre farne una vera e propria questione morale e propositiva; non è più il momento delle divisioni politiche, ma della condivisione politica di tutti i rappresentanti dei vari partiti la cui spaccatura penalizza non poco il lavoro degli amministratori”.
Eppure una serie di cosette sono state sistemate…
“Abbiamo conseguito una serie di risultati importanti; abbiamo riqualificato la pubblica illuminazione della città, che oggi può vantare di essere una delle poche città siciliane ad avere l’illuminazione a led, con grandi risparmi per le casse comunali. Abbiamo provveduto ad illuminare lo stadio Esseneto il quale rappresenterà in caso di necessità un luogo di incontro sicuro e, appunto, illuminato. Abbiamo riqualificato la pompa di sollevamento del viale delle Dune; la struttura esistente verrà abbattuta e sarà realizzata una piazzetta belvedere sulla spiaggia delle Dune. Per rendere ancora più sicura la circolazione stradale ho predisposto la realizzazione di una serie di rotonde alla francese sia nella frazione balneare di San Leone, al Villaggio Mosè e sulla ss 640 svincolo Mosella. Anche l’incrocio di Maddalusa verrà sistemato ed è stata messa in sicurezza la via Elio Vittorini sempre nei pressi di Maddalusa. In itinere ci sono altri progetti di riqualificazione, fruizione e valorizzazione di due siti importanti; Porta di Mare e pieno centro storico che riguardano gli spazzi che fronteggiano la chiesa dell’Addolorata. Abbiamo anche sistemato e rimesso in funzione alcune condotte fognarie da tempo fuori uso al Villaggio Mosè”.
Nei prossimi giorni incontrerai l’assessore regionale al Territorio e Ambiente.
“Esattamente. Illustrerò all’assessore un progetto preliminare riguardante il problema degli allagamenti al Villaggio Mosè. Nessuno in questi anni si è mai interessato a puntare l’attenzione sul dinamismo, convogliamento e captazione delle acque meteoriche che determinano danni e allagamenti in tutta la frazione. Mi sto anche attivando per procedere all’esproprio delle strade ubicate all’interno del piano particolareggiato del Villaggio; solo così, finalmente, i cittadini che hanno acquistato le case con sacrifici potranno avere le opere di urbanizzazione”.
Concludiamo. La Sagra è iniziata. Come al solito non mancano le polemiche.
“La Sagra rappresenta un punto fermo della nostra città. In questi anni non ha avuto la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni sociali che la nostra terra ha vissuto, con spiccato riferimento alla questione immigrazione. La Sagra unisce i popoli e noi abbiamo il dovere morale di rispettare in pieno questa regola. Me ne frego delle polemiche che ruotano attorno ad essa; quelle non mancano mai e sono spunto per qualcuno per attaccare il sindaco. Guardiamo avanti con un certo ottimismo senza quella irrefrenabile necessità di contestare tutto e tutti. Solo così Agrigento potrà rinascere seriamente”.

Intervista all’assessore comunale Gerlando Gibilaro.
Di Gaia Bellia.
Lui è tosto e lo ha dimostrato ampiamente. Capace di mettere a soqquadro
un intero ufficio tecnico; capace, in soli 90 giorni di attività, di redigere oltre
130 atti di indirizzo all’ufficio di cui sopra per spronarlo ad accelerare i tempi
per migliorare qualcosina (forse più…) che non funziona bene in una città
sempre più affamata di interventi urgenti.
Nei giorni scorsi ha presentato le dimissioni perché nonostante ricopra la
carica di assessore ai Lavori Pubblici, non aveva ancora né una stanza, né
una sedia, né un tavolo.
Assurdo, vero? Ma ad Agrigento succede anche di questo…
Adesso, chi vuole andarlo a trovare può recarsi direttamente all’ufficio
Urbanistica, ex palazzo del tribunale, al terzo piano. Una stanza, un tavolo,
un fax e un computer. Adesso tutto sembra più umano.
Occorrono le maniere forti per ottenere ciò che spetta?
“La funzione politica non va delegata ma va esercitata. Io non potevo
esercitare tutti i giorni da casa mia, dal mio pc o dal mio telefono. Mi sono
alzato sempre alle 5 di mattina per poter redigere atti e richieste, molti scritti
anche a penna”.
Adesso, hai tutto…
“Adesso la situazione è notevolmente migliorata sotto l’aspetto logistico,
perché su quello pratico nulla è cambiato. Continuerò sempre con il mio solito
impegno a lavorare per questa città”.
In novanta giorni una serie innumerevole di atti di indirizzo. La città ha
bisogno di interventi urgenti. L’hai trovata così male?
“Purtroppo ad Agrigento negli ultimi anni è mancata una seria
programmazione politica a medio e a lungo termine. Cosa faceva chi mi
ha preceduto nell’ultimo ventennio non lo so e nemmeno voglio saperlo. Di
sicuro ho trovato una situazione a tratti anche imbarazzante. Non è un caso
se la città di Agrigento continua a ritrovarsi saldamente nelle ultime posizioni
di classifica in fatto di qualità della vita, servizi e infrastrutture”.
Cosa occorre per portare Agrigento a livelli accettabili?
“Occorre innanzi tutto una seria programmazione politica a 360° su tutti i
settori; ovviamente vi sono problematiche che possono essere risolte dai
rappresentanti locali, ma ve ne sono altre che necessitano di interventi da
parte dei rappresentanti politici regionali e nazionali che negli ultimi anno mi
sembrano essere sordomuti. Credo, altresì, che della questione Agrigento
occorre farne una vera e propria questione morale e propositiva; non è più
il momento delle divisioni politiche, ma della condivisione politica di tutti i
rappresentanti dei vari partiti la cui spaccatura penalizza non poco il lavoro
degli amministratori”.
Eppure una serie di cosette sono state sistemate…
“Abbiamo conseguito una serie di risultati importanti; abbiamo riqualificato la
pubblica illuminazione della città, che oggi può vantare di essere una delle
poche città siciliane ad avere l’illuminazione a led, con grandi risparmi per
le casse comunali. Abbiamo provveduto ad illuminare lo stadio Esseneto
il quale rappresenterà in caso di necessità un luogo di incontro sicuro e,
appunto, illuminato. Abbiamo riqualificato la pompa di sollevamento del
viale delle Dune; la struttura esistente verrà abbattuta e sarà realizzata
una piazzetta belvedere sulla spiaggia delle Dune. Per rendere ancora più
sicura la circolazione stradale ho predisposto la realizzazione di una serie di
rotonde alla francese sia nella frazione balneare di San Leone, al Villaggio
Mosè e sulla ss 640 svincolo Mosella. Anche l’incrocio di Maddalusa verrà
sistemato ed è stata messa in sicurezza la via Elio Vittorini sempre nei pressi
di Maddalusa. In itinere ci sono altri progetti di riqualificazione, fruizione e
valorizzazione di due siti importanti; Porta di Mare e pieno centro storico che
riguardano gli spazzi che fronteggiano la chiesa dell’Addolorata. Abbiamo
anche sistemato e rimesso in funzione alcune condotte fognarie da tempo
fuori uso al Villaggio Mosè”.
Nei prossimi giorni incontrerai l’assessore regionale al Territorio e
Ambiente.
“Esattamente. Illustrerò all’assessore un progetto preliminare riguardante
il problema degli allagamenti al Villaggio Mosè. Nessuno in questi anni si
è mai interessato a puntare l’attenzione sul dinamismo, convogliamento e
captazione delle acque meteoriche che determinano danni e allagamenti
in tutta la frazione. Mi sto anche attivando per procedere all’esproprio delle
strade ubicate all’interno del piano particolareggiato del Villaggio; solo così,
finalmente, i cittadini che hanno acquistato le case con sacrifici potranno
avere le opere di urbanizzazione”.
Concludiamo. La Sagra è iniziata. Come al solito non mancano le
polemiche.
“La Sagra rappresenta un punto fermo della nostra città. In questi anni non
ha avuto la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni sociali che la nostra
terra ha vissuto, con spiccato riferimento alla questione immigrazione. La
Sagra unisce i popoli e noi abbiamo il dovere morale di rispettare in pieno
questa regola. Me ne frego delle polemiche che ruotano attorno ad essa;
quelle non mancano mai e sono spunto per qualcuno per attaccare il sindaco.
Guardiamo avanti con un certo ottimismo senza quella irrefrenabile necessità
di contestare tutto e tutti. Solo così Agrigento potrà rinascere seriamente”.