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Un brutto incidente stradale si è verificato, ieri all’alba, lungo la strada statale 115, nel tratto che collega Realmonte e Siculiana.

 

Una vettura, marca Tata Motors, è finita  fuori strada per cause ancora in fase di accertamento ribaltandosi.

Il bilancio è di quattro persone ferite, di cui una grave ma fuori pericolo di vita. Ad avere la peggio un giovane di 20 anni, di Porto Empedocle, che ha riportato la rottura del femore e un forte trauma facciale.

Meno gravi gli altri tre feriti, tutti di Siculiana. Sul posto sono giunti gli uomini della Polizia Stradale di Agrigento e del 118 per i soccorsi.

Fine settimana di controlli lungo le strade  per gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, agli ordini del vice questore Andrea Morreale, impegnati in diversi posti di blocco lungo le principali arterie della Città dei Templi.

 

Diversi i casi in cui gli automobilisti sono stati “pizzicatiubriachi al volante causando pericolo per loro stessi e gli altri.

A farne le spese c’è, ad esempio, una neo patentata, di appena 18 anni, a cui è stata ritirata la patente presa da pochissima perché, a seguito di alcol test, è stata trovata positiva avendo bevuto più del consentito. Patente ritirata.

Stessa sorte per per due uomini di Favara, rispettivamente di 44 e 20 anni, che sono stati fermati in due occasioni diverse al Villaggio Mosè e in pieno centro di Agrigento.

Nel primo dei due casi è scattata anche una denuncia penale in stato di libertà per guida in stato di ubriachezza.

Paura ad Agrigento dove due auto, uscendo dalla provinciale per Fondancazzo, invece di proseguire verso Porto Empedocle hanno svoltato imboccando, contromano, un tratto di strada del viadotto Morandi aperto alla circolazione a senso unico.

 

Una manovra che ha allarmato gli automibilisti che in tutti i modi hanno cercato di “segnalare” a colpi di clacson agli sbadati guidatori di fermarsi e invertire il senso di marcia.

Dopo alcune centinaia di metri percorsi, col rischio di provocare un grave incidente frontale, le due auto hanno fatto inversione e ripreso la marcia nella direzione consentita allontanandosi dalla zona ed evitando, in tal modo, possibili sanzioni.

La giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo e il programma triennale del fabbisogno del personale. Si avviano cosi le procedure per la stabilizzazione del personale precario. Beneficeremo di un contributo regionale per i prossimi vent’anni, che ci consentirà di trasformare i contratti di settantasei lavoratori a tempo indeterminato.

Il piano dovrà essere approvato da una commissione nazionale. Pertanto nei prossimi mesi dovrà essere seguito e difeso a Roma perché ottenga il parere favorevole. È un momento storico per il nostro Comune e per i nostri lavoratori. 

Se solo ripensiamo al nostro insediamento nel giugno 2014, quando i contratti rischiavano di non essere prorogati, per effetto del Piano di Riequilibrio Finanziario approvato dai Commissari, possiamo comprendere l’importanza del lavoro svolto. Prima del Piano di Riequilibrio, i contratti dei precari erano a ventiquattro ore e il costo era al 90% a carico della Regione e per la rimanente parte a carico del Comune. Per risanare il bilancio,  la quota comunale pari a circa 200.000,00 euro, venne tagliata dai Commissari. I contratti furono così portati a 20 ore. L’anno scorso questa amministrazione ha promosso una mobilitazione che ha determinato l’approvazione all’Ars di una norma che ci ha consentito di riportare i contratti a ventiquattro ore, ponendo l’importo tutto a carico della Regione. Ieri ci è stato comunicato il decreto che riconosce a Racalmuto, unico Comune in Sicilia, 200.000,00 euro per coprire le quattro ore in più.

Se fosse passata la prima mozione di sfiducia nel novembre del 2016, promossa da Racalmuto Prima di Tutto e sventata dai consiglieri della Lista Borsellino e dai consiglieri del PD, i nostri contrattisti sarebbero rimasti a venti ore nel 2017, nel 2018, nel 2019: i lavoratori avrebbero perso 200.000,00 euro ogni anno.

Oggi i consiglieri hanno presentato una nuova mozione di sfiducia.

Riflettiamo bene prima di abbandonare le istituzioni e lasciare il paese nelle mani di un commissario. Dobbiamo credere nel nostro ruolo, come il popolo ha avuto fiducia in noi quando ci ha eletti.

Una Fiat Punto,per cause ancora da accertare, ha sfondato la ringhiera posta ai bordi di via Kennedy e precipitando in corso Vittorio Veneto intorno alle ore 7,15 di questa mattina.

Il conducente, un pensionato di 70 anni,ospite in una casa di riposo di Favara, è stato subito soccorso dai passanti per le contusioni riportate e parrebbe che il suo stato di salute sia buono ma è sato comunque trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio nel quale è stato ricoverato per aver riportato una frattura al femore e qualche contusione.

E’ stato un vero e proprio Un “miracolo” consuideranzo che la zona dove è avvenuto l’incidente risulta molto trafficata, specialmente in quelle ore dove solitamente ci sono studenti, genitori con bambini per andare a scuola o al lavoro.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri  della Tenenza di Favara per i rilievi di rito. Avvisati dell’accaduto in via Kennedy anche l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Sciortino e l’ingegnere Alverto Avenia che hanno predisposto i primi interventi per eliminare, anche se provvisoriamente il pericolo, facendo collocare delle transenne nella parte della ringhiera divelta dall’auto.

Un’intera famiglia è stata ritrovata senza vita dentro un appartamento sito in via Libertà a Paternò.
Secondo le prime ricostruzioni, confermata anche dai Carabinieri, si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Un uomo di 32 anni, consulente finanziario, avrebbe ucciso la moglie e i suoi due figli di 3 e 5 anni per poi suicidarsi.

Sul posto sono presenti militari dell’Arma del comando provinciale di Catania e della compagnia di PaternòA chiamare i soccorsi sono stati i parenti, che non avendo notizie, hanno chiamato i carabinieri della locale compagnia e da qui la scoperta della tragedia.

L’arma rinvenuta sulla scena era detenuta legalmente. A chiarire con maggiore certezza la dinamica sarà l’esame esterno dei corpi che sarà eseguito dal medico legale. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

Domani ad Agrigento il gruppo 283 di Amnesty International, la Caritas, Il Circolo Belushi, Legambiente, Libera, i Laici Comboniani con il patrocinio del Comune di Agrigento, dalle 18 alle 20 vi aspettano a Porta di Ponte per organizzare una fiaccolata per ricordare il valore dei diritti per tutti gli esseri umani. Il 10 dicembre di settant’anni fa veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, che indica nel rispetto degli uguali diritti di ogni essere umano il fondamento di un mondo libero, giusto e in pace.

La Dichiarazione stabilisce eguaglianza e dignità di ogni essere umano e pone in capo a ogni stato il dovere centrale di garantire a tutti di godere dei propri diritti inalienabili e della libertà.

A oggi, gli stati firmatari non hanno riconosciuto ai cittadini tutti i diritti che si erano impegnati a promuovere con la dichiarazione.

Nel nostro paese, la negazione nella pratica di questi diritti sta facilitando la diffusione di nuove forme di intolleranza, la solidarietà è vista con sospetto, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza.

Oggi più che mai è urgente recuperare quei principi di umanità e di convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione e che la retorica della paura sta cercando di smantellare.

Le Associazioni aderenti all’iniziativa insieme all’Amministrazione Comunale si incontreranno alle 16:30 nei locali della Biblioteca Comunale, prima della fiaccolata, per un momento di riflessione.

Dopo, più di quindici ore di duro lavoro gli uomini del nucleo operativo dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Agrigento non hanno ancora domato le fiamme divampate la scorsa notte presso la sede della “Ekot” ubicato nella zona industriale di Contrada San Benedetto.

La società “Ekot” di proprietà dell’imprenditore empedoclino Giuseppe Gaglio e amministrata da Massimo Lo Iacono, si occupa dello smaltimento dei rifiuti industriali e speciali.

Le fiamme hanno devastato l’area esterna dello stabilimento, distruggendo le balle di materiale plastico ivi depositato, non risultano danni alla struttura.

Le operazioni di spegnimento sono risultate piuttosto impegnative per i VVF, che hanno dovuto, e stanno combattendo con i focolai “covanti” sotto i cumuli di plastica bruciata.

Gli inquirenti hanno già acquisito le immagini di videosorveglianza presenti e quelli limitrofe, al fine di conoscere la causa infiammante. In questo momento non si esclude la matrice dolosa.

Già qualche anno addietro la ditta “Progeo” aveva subìto un incendio di natura dolosa il quale aveva devastato l’intero impianto di stoccaggio di materiale plastico. Oggi la sede della ex “Progeo” è occupata dalla “Ekot”.

Un giovane di Ribera, Sandro Andreatto, 28 anni, è stato arrestato dai carabinieri che lo hanno trovato fuori casa al momento del controllo.

 

Il giovane era sottoposto agli arresti domiiciliari. Andreatto è noto alle forze dell’ordine e ha a proprio carico altre vicende giudiziarie in corso.

Il 28enne era stato rimesso in libertà lo scorso mese di ottobre dalla Corte di Appello di Palermo che lo aveva sottoposto ad obbligo di firma, poi è tornato ai domiciliari in quanto fu trovato in possesso di sostanze stupefacenti.

Sono in due, sulla quarantina e ben vestiti. Sono stati avvistati girare per le abitazioni, soprattutto di anziani che vivono da soli, nel tentativo di raggirarli in qualsiasi modo.

 

A lanciare l’allarme sono gli stessi agenti della Polizia del Commissariato di Canicattì, agli ordini di Cesare Castelli, che hanno raccolto diverse segnalazioni negli ultimi giorni.

I due malviventi si fingono funzionari dell’Inps con l’intenzione di farsi aprire la porta di casa e, con una scusa, entrare dentro e rovistare all’interno dell’abitazione o, ancora peggio, farsi consegnare piccole somme in denaro con la promessa di far aumentare la pensione.

La polizia raccomanda di segnalare in tempo movimenti sospetti e chiamare immediatamente il centralino.