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Ad Agrigento proseguono le iniziative culturali promosse dall’Unità Operativa Hospice – Clinica del Dolore all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, che mira ad intrecciare l’ambito scientifico con quello culturale al fine di sensibilizzare gli operatori sanitari e i cittadini sull’importanza di promuovere la “cultura del sollievo”. Nella sala biblioteca dell’Hospice, oggi, giovedì 14 febbraio, è presentato dalle ore 16:30 in poi il libro “Solo amore tra di noi” di Maria D’Alessandro e Clara Montalbano. Poi giovedì 21 marzo alle 16:30 il libro “Il peso della felicità” di Alfonsa Farruggia. Poi venerdì 26 aprile alle 16:30 “Il retro del cuore” di Florinda Bruccoleri.

Il segretario regionale del sindacato Confael, Manlio Cardella, annuncia che l’ex Consorzio Asi, oggi Irsap, di Caltagirone, ha emesso, nei confronti di un ex dipendente oggi pensionato, una busta paga di 11mila euro lordi a titolo di arretrati relativi all’integrazione del trattamento pensionistico a lui spettante. Lo stesso Cardella spiega: “Ciò è avvenuto dopo che lo scorso 29 gennaio io e Fabio Carrasi, in rappresentanza di Confael e Snalp Sicilia, innanzi alla Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale, presieduta da Orazio Ragusa, abbiamo denunciato che, da diversi anni, 130 ex dipendenti dei Consorzi Asi della Sicilia non ricevono gli arretrati integrativi alle pensioni di loro spettanza. Si tratta di un diritto legittimo, sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza numero 45 del 10 febbraio e del 3 marzo 2016. A fronte di quanto già erogato dal Consorzio di Caltagirone, inoltreremo agli ex Consorzi Asi oggi Irsap delle nove province una richiesta di pagamento immediato degli arretrati pensionistici agli ex dipendenti”.

A Licata cinque uomini, tutti licatesi, si sono resi protagonisti di una violenta rissa in un condominio in contrada Bugiades. I Carabinieri della Compagnia di Licata, allertati da una telefonata al 112, si sono precipitati sul posto e hanno sorpreso in flagranza i rissanti armati anche di un piccone e di una grossa spranga di ferro. E’ stato necessario l’ulteriore sopraggiungere di Carabinieri per placare lo scontro in atto, probabilmente provocato da questioni di vicinato. I cinque hanno subito diverse lesioni e sono stati soccorsi in ospedale. Poi sono stati arrestati ai domiciliari. Sequestrati piccone e spranga di ferro.

Piazza Ravanusella torna ad essere la discarica a cielo aperto che ormai gli agrigentini si sono abituati a conoscere. La maxi bonifica operata lo scorso 6 febbraio dalla ditta Iseda con l’ausilio di mezzi speciali e pale meccaniche a causa dei diversi quintali di rifiuti lasciati dai soliti incivili, è stata infatti vanificata in pochi giorni. Già da qualche giorno, i sacchetti di spazzatura non differenziata, elettrodomestici, cassette di plastica, legno e cartone, vengono accatastati ai bordi dei pannelli di compensato che delimitano l’area che un tempo era un distributore di benzina e che adesso, anche all’interno, somiglia sempre più ad una discarica, nell’attesa che il Comune decida cosa farne.

A nulla, per l’ennesima volta, sono valsi gli interventi degli operatori ecologici e gli appelli dell’assessore Hamel. I controlli non sono sufficienti, evidentemente, a tenere sotto controllo un fenomeno che continua a crescere, visto che piazza Ravanusella sembra sempre più terra di nessuno.

Lo scorso 6 febbraio, gli operatori ecologici hanno impiegato diverse ore per raccogliere, con l’ausilio di pale meccaniche, una grossa quantità di spazzatura non differenziata costituita anche da scarti provenienti da utenze commerciali di tipo alimentare che si proverà ad accertare se provengono anche da attività esistenti nella zona.

 

In una affollata riunione, che si è svolta presso la sede provinciale di Via Mattarella ad Agrigento, la Uil Confederale, con Gero Acquisto Segretario della C.S.T., e la Uilpa Polizia Penitenziaria con il Segretario Lillo Speziale, hanno discusso alla presenza dei dirigenti sindacali la difficile situazione in cui versa l’Istituto penitenziario Petrusa che non può essere sottaciuta e le criticità che si abbattono sugli stessi lavoratori.

 “E’ stato un incontro – dicono i due sindacalisti – che deve trovare una soluzione sugli annosi problemi che riguardano il settore della polizia penitenziaria e degli operatori che giornalmente fanno i salti mortali per garantire il servizio in condizioni di disservizi continui.

E’ una situazione insostenibile che parte già dall’accesso al luogo di lavoro; dopo 27 mesi fìnalmente sono iniziati i lavori per ricostruire il ponte Petrusa, anche per le sollecitazioni di questa organizzazione sindacale. Per non parlare della carenza del personale, sempre più in sotto organico, con gli ultimi 8 trasferimenti al nucleo scorte, alle ferie pregresse, alla mancanza degli standard minimi di sicurezza sia personale, sia strutturale, per un penitenziario vetusto e un’impiantistica non adeguata alla normativa vigente.

E’ assurdo che per la manutenzione ordinaria e straordinaria ancora non arrivino i fondi ministeriali e del DAP per l’adeguamento dell’Istituto.

Abbiamo riscontrato una certa apertura con le organizzazioni sindacali da parte del Direttore dell’Istituto, ma le soluzioni ad oggi appaiono ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e delle migliorie delle condizioni generali a 360° gradi di una struttura che deve essere assolutamente adeguata, moderna e fruibile all’intero del sistema carcerario.”  

 

Non si hanno ancora tracce del malvivente che, martedì scorso in via Ragusa a Palma di Montechiaro, ha rapinato un piccolo market del paese minacciando con un coltellaccio il proprietario facendosi consegnare quanto era custodito in cassa, circa 200 euro.

Il bandito ha fatto irruzione armato e con volto coperto da un casco integrale. Poco dopo la fuga con il bottino.
E’ stato il proprietario del supermarket, nonostante lo shock, a chiamare le forze dell’ordine che in poco tempo hanno disposto posti di blocco.

Ancora nessuna notizia ma gli inquirenti sono convinti che il balordo, un giovane, abbia agito da solo.

 

E’ cominciato ieri, presso il Tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di un uomo di Licata accusato di sequestro di persona, violenza sessuale, minacce e lesioni.

L’uomo è accusato di aver di aver adescato una donna in un centro commerciale, di averla fatta salire con la forza sulla sua auto, di averla portata fino a San Leone, sulla spiaggia e di averla prima invitata a un rapporto sessuale per poi finire per “accontentarsi” di una masturbazione. La donna avrebbe anche riportato alcune contusioni alle braccia visto che sarebbe costretta con la forza a entrare nella vettura delluomo.

Ieri la difesa dell’imputato hanno chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica sul loro assistito. La prossima udienza è stata fissata per il 10 aprile prossino quando sarà conferito l’incarico ad un consulente che effettuerà la perizia.

In una affollata riunione, che si è svolta presso la sede provinciale di Via Mattarella ad Agrigento, la Uil Confederale, con Gero Acquisto Segretario della C.S.T., e la Uilpa Polizia Penitenziaria con il Segretario Lillo Speziale, hanno discusso alla presenza dei dirigenti sindacali la difficile situazione in cui versa l’Istituto penitenziario Petrusa che non può essere sottaciuta e le criticità che si abbattono sugli stessi lavoratori.

“E’ stato un incontro – dicono i due sindacalisti – che deve trovare una soluzione sugli annosi problemi che riguardano il settore della polizia penitenziaria e degli operatori che giornalmente fanno i salti mortali per garantire il servizio in condizioni di disservizi continui.

E’ una situazione insostenibile che parte già dall’accesso al luogo di lavoro; dopo 27 mesi fìnalmente sono iniziati i lavori per ricostruire il ponte Petrusa, anche per le sollecitazioni di questa organizzazione sindacale. Per non parlare della carenza del personale, sempre più in sotto organico, con gli ultimi 8 trasferimenti al nucleo scorte, alle ferie pregresse, alla mancanza degli standard minimi di sicurezza sia personale, sia strutturale, per un penitenziario vetusto e un’impiantistica non adeguata alla normativa vigente.

E’ assurdo che per la manutenzione ordinaria e straordinaria ancora non arrivino i fondi ministeriali e del DAP per l’adeguamento dell’Istituto.

Abbiamo riscontrato una certa apertura con le organizzazioni sindacali da parte del Direttore dell’Istituto, ma le soluzioni ad oggi appaiono ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e delle migliorie delle condizioni generali a 360° gradi di una struttura che deve essere assolutamente adeguata, moderna e fruibile all’intero del sistema carcerario.”  

Il live è andato in scena, ieri, 12 Febbraio nell’incantevole Teatro “Al Massimo” di Palermo.

Bastava guardarsi attorno e respirare per riuscire a sentire la magia nell’aria.

Ermal, con la sua profonda bravura insieme ai Gnu Quartet, ha trasmesso quella forza che, con il tempo, è riuscito a trovare scavando dentro se stesso. E’ anche un poeta, un formidabile paroliere che sa trattare qualsiasi tipo di argomento e toccare le corde del cuore di ognuno di noi dove si è anche visto un umile Ermal che non potrà mai cambiare.

Ogni brano accompagnato da un’ottima acustica è stato curato nei minimi dettagli. 

Allo scoccare delle 21:30 si spengono le luci, si trattiene il respiro e si parte. A suonare con lui ci sono i “Gnu Quartet” ,  un quartetto musicale composto da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello).

Con gli occhi lucidi e la mano che batte sul cuore, Ermal Meta conclude il suo concerto. Si spengono le luci. Ma guardandosi attorno gli occhi dei presenti continuano a brillare.

Durante l’estate 2018, l’artista, ha realizzato un tour indimenticabile; al di là dei numerosissimi sold out e delle decine di migliaia di persone che sono accorse sotto ai palchi va sottolineata la bellezza delle location che hanno ospitato il Non Abbiamo Armi Tour: dal Foro Italico di Roma, al Real Belvedere di Caserta; da Piazza Santissima Annunziata a Firenze, al Castello Scaligero di Villafranca (VR); da Villa Manin in provincia di Udine a l’Abbazia di San Galgano a Chiusdino (SI); dall’Anfiteatro di Tharros in Sardegna al Teatro Antico di Taormina (solo per citarne alcune)…

Adesso questa magica avventura con “Gnu Quartet”. Le canzoni, con nuovi ed esclusivi abiti da sera, cuciti su misura da nuovi arrangiamenti per viola, violino, violoncello e flauto, sono entrati in molti tra i Teatri più belli d’Italia.

Questa la costante, il filo rosso che unisce la musica dal vivo di Ermal Meta, in qualsiasi versione la si ascolti: la bellezza… colei che ci salverà.