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La Corte d’Assise di Catania ha condannato all’ergastolo Davide Garofalo, 46 anni, per omicidio aggravato ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “ambulanza della morte”. L’imputato, a lavoro come barelliere, avrebbe ucciso, tra il 2014 e il 2016, tre persone, pazienti gravi a cui avrebbe iniettato aria nelle vene causandone il decesso per embolia gassosa. Ciò sarebbe avvenuto nel tragitto su ambulanze private dall’ospedale a casa. Il fine sarebbe stato guadagnare i 200-300 euro di ‘regalo’ che la famiglia gli avrebbe donato per la ‘vestizione’ della salma. I soldi sarebbero stati poi divisi con i clan mafiosi di Biancavilla e Adrano.

Sul treno in viaggio da Palermo verso Agrigento i Carabinieri hanno arrestato un immigrato dal Gambia di 25 anni, già sotto indagine perché sospettato di spacciare droga tra Agrigento e Raffadali, e spesso anche a Palermo. L’africano, ospite di un Centro d’accoglienza, è stato ammanettato alla stazione di Agrigento dopo che è stato perquisito e sorpreso in possesso di 20 grammi di cocaina e 2 grammi di marijuana. In attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, il gambiano è ristretto ai domiciliari nello stesso Centro d’accoglienza.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio otto imputati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Catene spezzate”, su presunti casi di maltrattamenti e sequestro di persona a danno di disabili psichici, tra isolamento, anche dai familiari, precarie condizioni igieniche, digiuno, e uno di loro sarebbe stato anche legato ad un letto con una catena per evitare che si allontanasse. Si tratta di dipendenti a vario titolo della comunità “Suami onlus” di Licata: Salvatore Lupo, 45 anni, di Favara, e poi i licatesi Caterina Federico, 37 anni, Angelo Federico, 34 anni, Domenico Savio Federico, 29 anni, Giovanni Cammilleri, 30 anni, Salvatore Gibaldi, 44 anni, Maria Cappello, 51 anni, e Angela Ferranti, 54 anni. Prima udienza il prossimo 8 settembre.

Denise Pipitone era in macchina quel primo settembre del 2004 in cui scomparve nel nulla dopo essere stata rapita davanti alla sua abitazione di Mazara del Vallo. “Piangeva, gridava aiuto mamma”.

Sarebbe questo, secondo quanto riporta il sito Live Sicilia, il racconto contenuto nella lettera anonima recapitata il 12 maggio scorso all’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise, che non ha voluto commentare in alcun modo l’indiscrezione. La missiva è stata consegnata dal legale alla Procura di Marsala, che nei giorni scorsi ha riaperto l’inchiesta sul sequestro della bimba. Una copia è stata spedita dall’anonimo anche al programma televisivo “Chi l’ha visto?” che ne ha mostrato alcuni stralci durante la puntata di mercoledì scorso.
“Sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura…” scrive il testimone oculare che aggiunge di essere “sicurissimo al cento per cento di quello che ho visto”.

Un uomo in mare deve essere soccorso. Questo è un punto fermo dal quale non mi muovo. Detto questo noto e continuo a notare tanta ipocrisia. Di solito si ferma il riflettore sull’uomo in mare e non si pensa a quello che è accaduto prima che l’uomo si trovasse in mare o quello che potra’ accadere dopo che quell’uomo in mare arrivera’ a terra”.

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ospite a Tagadà su La7 replicando alle parole del senatore Matteo Salvini che ha detto che gli amministratori della Lega non accoglieranno migranti.

All’interno dell’esecutivo regionale c’è un assessore regionale della Lega, Alberto Samonà, con la delega ai Beni Culturali. “Il presidente della Regione – ha aggiunto Musumeci – sono io e do io la linea politica anche sul tema dei migranti. L’assessore riceve una delega ed è preposto dal presidente. Fino a che sarò io presidente della Regione nessuna persona in mare può essere abbandonata“.

Sono 443 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su 17.911 tamponi processati. Il tasso di positività è al 2.47%, in leggero calo rispetto a ieri. Le vittime sono 10 mentre le guarigioni 688.

La suddivisione per provincia dei nuovi casi

Catania 268,

Palermo 70,

Agrigento 58,

Messina 51,

Siracusa 48,

Ragusa 48,

Trapani 29,

Caltanissetta 19,

Enna 12

L’assessore comunale per l’abbattimento delle barriere architettoniche di Agrigento, Gianni Tuttolomondo, annuncia che domani mattina, venerdì 21 maggio, nell’aula consiliare del Comune, alle ore 11:30, si svolgerà la conferenza di presentazione della campagna di sensibilizzazione intitolata “Vuoi il mio parcheggio, prendi il mio handicap”, contro l’occupazione abusiva degli stalli riservati ai disabili. Oltre a Tuttolomondo, parteciperanno il sindaco Franco Miccichè, i presidenti delle associazioni e gli imprenditori che hanno donato parte della cartellonistica di sensibilizzazione, e poi il giornalista delle Iene, Silvio Schembri, e l’attore Luigi Corbino, che hanno sposato l’iniziativa e la promozione della campagna di sensibilizzazione.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, ha condannato a due anni di reclusione ciascuno Andrea Stagno, 31 anni, residente a Grotte, e Dumitru Gherghisan, romeno, 37 anni, anche lui residente a Grotte, imputati, in concorso con una terza persona ancora ignota, di avere rotto il vetro di una finestra e compiuto un furto, il 7 settembre del 2014, nell’abitazione di un’anziana di 70 anni, in via San Nicola a Grotte. Furono rubati oggetti preziosi e altro per un valore di circa 300 euro.

Si è risolto lo stallo, a pochi chilometri dalle coste della Sicilia tra Trapani e Palermo, della nave ong “Sea Eye 4”, con 414 migranti soccorsi a bordo, tra i quali 150 minori. E’ stato infatti concesso alla nave umanitaria tedesca il porto di Pozzallo come porto sicuro dove approdare. Nel frattempo si è proceduto alla evacuazione medica di un giovane, trasportato a terra dalla Guardia costiera.

Il governo Musumeci, tramite provvedimento firmato dagli assessori agli Enti Locali, Marco Zambuto, e all’Economia, Gaetano Armao, ha distribuito circa 100 milioni di euro alle nove Province siciliane. In particolare, 52,4 milioni di euro alle Province di Palermo, Catania e Messina, e 47,6 milioni di euro alle altre sei Province. Sono stati quattro i criteri seguiti nella divisione dei fondi: lunghezza strade provinciali, classi scolastiche delle scuole medie superiori di secondo grado, popolazione e superficie territoriale. Alla Provincia di Agrigento, retta dal commissario Vincenzo Raffo, sono stati destinati 9,6 milioni di euro.