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Sono 62 i nuovi casi di coronavirus accertati in provincia di Agrigento nella giornata dell’1 settembre. Il dato è stato diffuso dall’Asp. Aumentano ancora le vittime con altri quattro decessi nell’agrigentino: a Licata, Sambuca di Sicilia, Sciacca  e Siculiana. Gli agrigentini deceduti per covid dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono 317. Aumentano anche i ricoveri con altri 4 accessi in ospedale. I tamponi eseguiti sono stati 446. I guariti sono 126.

53 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 25 si trovano all’ospedale di Agrigento mentre 20 in quello di Ribera. Altri 8 si trovano ricoverati fuori provincia. Al momento non ci sono più persone in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 143 (1 migranti), Alessandria della Rocca 1; Aragona 12; Bivona 3; Burgio 1; Calamonaci 2; Caltabellotta 6; Camastra 1; Cammarata 8; Campobello di Licata 40; Canicattì 224; Casteltermini 15 (10 migranti); Castrofilippo 17; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 245; Grotte 5; Joppolo Giancaxio 1; Licata 200; Lucca Sicula 0; Menfi 45; Montallegro 4; Montevago 2; Naro 21; Palma di Montechiaro 64; Porto Empedocle 48; Racalmuto 21; Raffadali 41; Ravanusa 40; Realmonte 31;Ribera 93; Sambuca di Sicilia 6; San Biagio Platani 8; San Giovanni Gemini 18; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 11; Santa Margherita di Belìce 16; Santo Stefano Quisquina 3; Sciacca 39; Siculiana 64 (43 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 3; Navi accoglienza 167.

“Soltanto chi nutre disinteresse e disprezzo per i siciliani può immaginare di paralizzare l’uscita autostradale di Palermo con lavori che andrebbero programmati in altro periodo ed eseguiti nelle ore notturne. Disinteresse e disprezzo anche per l’economia di molti Comuni che di fatto vengono tagliati fuori dal collegamento con il capoluogo”, lo afferma in una nota Attiva Sicilia.

“Del resto è la storia di sempre di questa autostrada che conta ancora oggi interruzioni e restringimenti a decine in entrambe le direzioni. E si ignora volutamente che si tratta dell’arteria di collegamento più importante dell’isola, sia per il traffico di passeggeri che di merci”.

“Da giorni Palermo è paralizzata già all’altezza del ponte S. Erasmo con evidenti riflessi negativi su tutta la circonvallazione e sul percorso alternativo di via Messina Marine”.

“Di fronte a questo ennesimo sfregio non possiamo che chiedere le dimissioni immediate dei vertici siciliani dell’Anas e un intervento della Regione affinché imponga un calendario e una modalità di lavoro che garantisca una percorrenza normale e sicura lungo tutta l’autostrada Palermo-Catania”.

A Canicattì, in contrada Calici, i carabinieri della stazione di Canicattì hanno sequestrato tutta l’area all’interno della quale vi era una vera e propria discarica a cielo aperto contenente rifiuti sanitari pericolosi e persino di rifiuti riconducibili a persone infette dal Covid 19.

I carabinieri hanno sequestrato parecchie scatole contenenti rifiuti sanitari di ogni genere molto pericolosi e a grave rischio infettivo. I militari dell’Arma hanno messo dapprima in sicurezza tutta l’area e dopo avere contattato l’Asp di Agrigento per lo smaltimento dei rifiuti che è stato affidato ad una ditta specializzata.

Adesso la Procura della Repubblica ha sul proprio tavolo l’informativa passata dai carabinieri che hanno già avviato le indagini per cercare di risalire agli autori di questo gravissimo atto.

 

 

 

Saranno celebrati oggi pomeriggio alle ore 16 nella chiesa di San Michele i funerali di Giuseppe Sabella, comandante della stazione dei carabinieri di Calamonaci, morto ieri mattina a causa di un malore che lo ha colpito mentre si trovava a lavoro, presso la stazione di Calamonaci, della quale era comandante.

Sabella viveva a Sciacca con la moglie e due figli e la sua improvvisa morte ha commosso tutti, a cominciare dal quartiere dove è nato e cresciuto e dove era ben voluto da tutti. Il militare è sempre stato molto attivo anche nella locale comunità religiosa e nelle varie attività del quartiere. Prima di affrontare la carriera nell’Arma dei Carabinieri Sabella aveva collaborato con l’emittente televisiva Tele Radio Sciacca ed anche in quegli anni giovanili era apprezzato per il suo dinamismo e le capacità organizzative.

Era originario di Montevago l’operaio edile di 43 anni morto ieri in un incidente sul lavoro in provincia di Savona.

Calogero Ambrogio era titolare della Realedile di Vado e stava lavorando a Valleggia alla ristrutturazione di un negozio da trasformare in ufficio per conto di uno studio tecnico. Mentre i tre colleghi sono usciti dal locale per portare via dei detriti, Ambrogio è rimasto all’interno per proseguire i lavori.

All’improvviso una tramezza che separava la stanza principale dalle celle frigo sul retro (prima il negozio ospitava un panificio) ha ceduto crollando addosso all’uomo. Per Ambrogio, che solo alcune settimane fa aveva trascorso diversi giorni di ferie a Montevago e che era padre di due ragazzi di 18 e 16 anni, non c’è stato nulla da fare.

L’evento sulla contro-storia dell’Unità d’Italia, che spiega le reali ragioni della questione meridionale, con le musiche a cura di: Andrea Russo, Ernesto Barraco, Irene Sciacca chiude il cartellone organizzato dal Movimento artistico culturale città di Marsala. Nella stessa serata sarà assegnato un premio al prof Saro Lombardo, che ha il merito di aver introdotto al teatro tantissimi giovani marsalesi, tra cui Enrico Russo, cui l’intera rassegna è dedicata
 “Terroni”, spettacolo di teatro canzone tratto dal best-seller di Pino Aprile è l’ultimo evento dell’edizione 2021 della rassegna “a Scurata” Memorial Enrico Russo. L’appuntamento con la kermesse organizzata dal Movimento artistico culturale città di Marsala è per sabato 4 settembre alle 19,45 nel teatro a mare “Pellegrino 1880”, nel cuore dell’antica Salina Genna, con l’attore Roberto DAlessandro e musiche a cura di: Andrea Russo, Ernesto Barraco, Irene Sciacca. Lo spettacolo “Terroni“ racconta la vera storia dell’unità d’Italia. Dalle cronache locali delle battaglie fra piemontesi e borbonici attraverso 160 anni di verità taciute, la ‘controstoria’ dell’Unità d’Italia che spiega le reali ragioni della questione meridionale. Già l’incipit si presenta come un disvelamento che confuta quanto insegnato dalla “storia ufficiale” e apre le porte a testimonianze che alimentano una dialettica scattante eppure emotivamente travolgente. “Io non sapevo di essere Meridionale. Non avevo mai attribuito alcun valore positivo o negativo al fatto di essere nato più a nord o più a sud. Mi ritenevo solo fortunato di essere nato in Italia… fra gli italiani più fortunati per essere nato sul mare. Io avevo sempre creduto ai libri di scuola… Io non sapevo che i Piemontesi al sud fecero quello che i nazisti fecero a Marzabotto…”.
Un racconto in prima persona dove ogni spettatore è chiamato a sentirsi “terrone” orgogliosamente. “Dalle cronache locali delle battaglie fra piemontesi e “Borboni” attraverso 160 anni di verità taciute, la ‘controstoria’ dell’Unità d’Italia spiega le reali ragioni della questione meridionale – spiega Roberto D’Alessandro –. Ciao! Io sono il Nord” “Ciao! Io sono il Sud” l’incontro fra le due metà d’Italia è evidentemente uno scontro fra due mondi lontani, due realtà che procedono a velocità diverse e forse anche in direzioni diverse. L’elenco dei luoghi comuni sui meridionali è lungo e fa sorridere anche, perché in parte è veritiero, ma non è questo il punto. Il punto è capire il perché di questa distanza ormai oggettivamente abissale. E dopo 160 anni dall’Unità d’Italia si deve constatare che il grande squilibrio trova origine appunto in una malaunità”.
In uno dei punti più a sud d’Italia, una vasca di salina sul Mediterraneo, Roberto D’Alessandro darà vita ad un excursus documentato attraverso la storia d’Italia, non quella dei libri di scuola, ma quella taciuta dalla storiografia ufficiale: fatta di saccheggi, stupri, repressioni di insensata violenza e anni di sfruttamento economico da parte di un Nord che fonda la propria ricchezza sulla povertà del Sud.
La rassegna conta sul patrocinio del Comune di Marsala.

Preoccupazione del Forum Acqua e Beni Comuni per l’avvio di AICA; prioritarie l’istituzione della Consulta; la nomina del Direttore dell’azienda pubblica per competenze manageriali al difuori da possibili conflitti di interesse o ingerenze politiche; trasparenza e rispetto delle competenze degli organismi statutari.

Abbiamo impiegato molti anni per raggiungere un risultato storico, la costituzione di una Azienda Speciale Consortile per la gestione del servizio idrico integrato. L’elemento della partecipazione e del controllo democratico nella gestione di un Ente di diritto pubblico è un elemento fondante, specie in una fase di avvio dell’attività dell’Azienda che richiede la massima trasparenza, libertà da ogni eventuale ingerenza politica, il contributo dei comitati ed associazioni territoriali del Forum che si sono battuti per il raggiungimento di questo obiettivo, che ricordiamo, è di valenza nazionale.

Consapevoli del fatto che non saranno poche le difficoltà da affrontare, il contributo di partecipazione e controllo democratico dei cittadini e del Forum siciliano nelle sue articolazioni territoriali sarà continuo e costante, in modo da contrastare qualsiasi tentativo di “strumentalizzazione politica” e chiunque voglia autoproclamarsi “paladino” dell’acqua pubblica quando ha operato nel passato ad una diversa soluzione.

In questa fase di transizione è indispensabile un forte senso di responsabilità e di unità d’intenti da parte del CdA, dei Comuni e delle forze associative affinché si possa superare velocemente l’avvio di gestione e la fase transitoria dell’affitto di ramo di azienda per giungere alla piena operatività e libertà organizzativa di AICA.

Crediamo sia fondamentale partire con il piede giusto, nel rispetto dei ruoli di ognuno e degli organismi previsti dallo statuto. Per questo, apprezziamo la volontà del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Gerardino Castaldi, di voler incontrare le associazioni dei consumatori e i comitati territoriali per il prossimo venerdì 3 settembre.
Prioritarie sono l’istituzione della Consulta “con la presenza di Associazioni, Coordinamenti, Comitati che hanno promosso il percorso verso la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato” come recita lo Statuto di AICA. Oltre alla Consulta, che dovrà dotarsi di un proprio regolamento di funzionamento, è urgente la nomina del Direttore generale con incarico temporaneo, (per superare la situazione emergenziale) per procedere in seguito ad una nomina attraverso un pubblico concorso.

Riteniamo indispensabile il costante confronto della Consulta con il CdA e con l’Assemblea dei Sindaci in termini propositivi e di controllo democratico. Desta infatti non poca preoccupazione il fatto che durante l’Assemblea dei comuni soci di AICA sia stato caldeggiato per il ruolo di Direttore generale, seppure per un periodo transitorio, il curriculum di un dirigente di Siciliacque senza che sia sorta nel dibattito la preoccupazione del possibile quanto evidente conflitto d’interesse, amplificato dalle due sentenze del TAR e del CGA che hanno visto soccombere Siciliacque in contenzioso con L’ATI di Palermo ed Agrigento per il costo illegittimo dell’acqua grezza.
Il Forum ABC ritiene che debba essere l’organismo preposto statutariamente, il CdA, a convocare la prima seduta della Consulta per affrontare, con le associazioni e i comitati che hanno promosso in questi anni la gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico, i temi del migliore funzionamento dell’Azienda consortile. É  fondamentale conoscere la strategia legale ed amministrativa, i criteri di selezione e copertura delle figure apicali sulla base di specifiche competenze manageriali e gestionali, la programmazione economico-finanziaria che si intende porre in essere per garantire una gestione sostenibile ed efficiente del SII che sia del tutto affrancata dalla precedente gestione e dai perversi meccanismi che ne hanno consentito il perdurare fino all’interdittiva Antimafia. Un cambio di passo indispensabile per prendere definitivamente le distanze da quella infausta stagione.

L’avvocato favarese Gaetano Airò aderisce a Fratelli d’Italia.

Ad ufficializzarne l’ingresso nel partito di Giorgia Meloni, con una nota congiunta, lo stesso Gaetano Airò ed il commissario provinciale, Calogero Pisano.

Molto conosciuto in città, l’avvocato Airò nel 2011 è stato eletto consigliere comunale e nel 2016 è stato candidato a Sindaco della città di Favara. Il neo entrato ha dichiarato: “Con tanto entusiasmo faccio il mio ingresso nella grande famiglia di Fratelli d’Italia – afferma Gaetano Airò – aderendo ad una proposta politica da sempre improntata alla massima trasparenza e coerenza e che mette gli interessi degli italiani prima di tutto, assolutamente convinto che sia quella giusta per il rilancio socio economico della città di Favara e di tutto nostro territorio. Ringrazio il commissario provinciale del partito, Calogero Pisano, per il caloroso benvenuto, sono certo che con lui, e tutta la classe dirigente di Fratelli d’Italia, otterremo grandi traguardi”.

Soddisfatto della nuova adesione il commissario provinciale Calogero Pisano che commenta: “Saluto l’ingresso di Gaetano Airò in Fratelli d’Italia e gli faccio, a nome mio e di tutto il gruppo dirigente favarese e provinciale, gli auguri di un proficuo lavoro.

L’adesione dell’avvocato Airò rappresenta un valore aggiunto che rafforza il nostro partito non soltanto a Favara, ma in tutto il territorio agrigentino, nell’ottica di un radicamento territoriale basato sulla qualità e competenza delle persone”

 

Non hanno portato via nulla ed è forse per questo che i malviventi hanno deciso di lasciare lo stesso “un segnale” danneggiando alcune aule e la sala lettura.

Tutto questo nel corso di un vero e proprio raid messo in atto da alcuni vandali i quali sono entrati all’interno della scuola “Esseneto”, nei pressi dello stadio Esseneto. Hanno forzato un infisso del piano terra ed una volta dentro si sono sbizzarriti a danneggiare ciò che si trovava dinnanzi ai loro occhi.

La Polizia, dopo la regolare denuncia, ha avviato le indagini.

 

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 42 anni che, positivo al covid, è stato sorpreso in strada nella frazione marinara di Brucoli, con il rischio di contagiare altre persone. Lui è risultato positivo al tampone lo scorso 23 agosto, e l’Azienda sanitaria ne ha disposto l’isolamento. E’ stato un residente che, essendo a conoscenza della malattia dell’uomo, ha telefonato al numero unico delle emergenze, il 112, segnalando la presenza del 42enne in strada. Rischia l’arresto fino a 18 mesi ed un’ammenda fino a 5000 euro.