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Una segnalazione che ha destato allarme e che, alla fine, si rivelata fortunatamente un aflso. E’ quanto accaduto a Canicattì dove, ai centralini del 113, è arrivata una telefonata anonima che parlava di “un uomo morto in via Carlo Alberto nei pressi della farmacia”, un uomo a cui, secondo l’ignoto interlocutori, “hanno sparato”. Subito sul posto sono giunti gli agenti del locale Commissariato di Polizia che però non hanno trovato nulla. A quel punto si è subito capito che qualche sconsiderato aveva fatto, per così dire, uno scherzo. Immediate le ricerche attraverso le compagnie del telefono e quasi immediata la soluzione: a provocare l’allarme ingiustificato un ragazzino minorenne.  Per il giovanissimo è scattata una denuncia alla Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo. Per lui l’accusa è di procurato allarme.

E’ record di passeggeri nell’aeroporto di Lampedusa, dove nel 2017 si stima una crescita del 40% rispetto a tre anni fa, così come del numero dei collegamenti con l’isola delle Pelagie nell’anno in corso, in aumento del 31,2% rispetto al 2014 (12,7%). Lo rende noto l’associazione siciliana trasporti, dopo l’incontro tra la direzione generale della società e i vertici della controllata Ast Aeroservizi SpA, che gestisce l’aeroporto di Lampedusa.
“L’aeroporto di Lampedusa vive un momento di sviluppo senza precedenti. I dati del triennio 2015-2017 relativi ai volumi di traffico dello scalo aereo hanno fin qui fatto registrare indici di sviluppo consistenti che si stimano ancora in crescita fino alla fine dell’anno”, ha detto l’ amministratore unico della società Ast Aeroservizi Spa Giovanni Amico.
Fonte ANSA

Sindaco Firetto


“Il turismo ad Agrigento è in continua crescita caratterizzato da flussi di visitatori che quando scelgono la Sicilia sempre più numerosi reputano irrinunciabile la tappa ad Agrigento”. È quanto sostiene il sindaco Lillo Firetto, commentando le numerose presenze turistiche nella città dei Templi registrate durante il periodo estivo.
“Una novità per una città che sopravviveva ai margini del turismo siciliano. Le cifre che pervengono dalla tassa di soggiorno, pur parziali e ancora al netto di assai probabili evasori, aprono uno squarcio sullo scenario di un potenziale economico reale e sulla vivacità imprenditoriale espressa da chi con sacrificio e sudore ha deciso di investire su un b&b o su altra attività legata al turismo. È un tessuto produttivo che è riferimento costante per i nostri programmi. Occorre una politica di più forte sinergia con la Valle dei Templi affinché i ragguardevoli traguardi del Parco possano tramutarsi in traguardi per l’intero comparto produttivo, che invece di sentirsi co-protagonista del successo si vede spesso costretto a rincorrere i flussi del grande attrattore Valle per non perdere opportunità di business e di sviluppo. Gli stessi traguardi, frutto anche del contributo altamente professionalizzato di Coopculture, capace di promuovere la Valle all’interno di una delle più prestigiose reti dei beni culturali, devono tramutarsi nella serenità di Francesco, che ha un b&b in centro storico, nella tranquillità di Antonella, che ha aperto una gelateria, di Piero che fa la guida turistica, o di Silvia che lavora in albergo e spera nel rinnovo del contratto, di Paolo che trotta tutto il giorno in un ristorante. La Valle dei Templi è ad Agrigento ed è qui che tanta brava gente ha deciso di restare e di credere che insieme ce la possiamo fare per un futuro che sia un po’ più sereno per tutti”, conclude Firetto.

Il popolo siciliano si appresta ad andare a votare alle prossime elezioni regionali, e i tanti operai forestali si pongono legittimamente chi si farà carico di supportare le problematiche di un comparto che, a parer degli addetti ai lavori dovrebbe essere cambiato e migliorato su tanti punti strategici e non….
Dopo tanti convegni, riunioni,proclami in giro per la Sicilia, si è arrivati al momento “di quagliare” e, su questo ancora nessuno dei candidati si è adagiato chiaramente su come sarà realmente il prossimo settore forestale del dopo Crocetta (sempre se non viene rieletto !) ! Tanti si sono spesi a favore del comparto in questi anni , e parliamo di Musumeci o Figuccia per citarne alcuni dei più caldi (senza dimenticarne altri), ma anche in tanti si sono schierati contro il sistema che deve essere dimezzato o addirittura tagliato da un problema che certamente non può essere associato al singolo operaio che chiede solo di andare a lavorare degnamente  e vivere in condizioni non certamente  con 78,101 e 151 giornate l’anno !!
La stabilizzazione chiesta a gran voce da tanti addetti ai lavori, sembra rallentare nelle menti dei futuri candidati, che ora non possono tirarsi indietro su ciò che hanno detto durante questi incontri fatti in giro per la Sicilia, con tour fatti appositamente non solo per contrastare Crocetta e il suo governo. Difficile mantenere ciò che si dice (in tutti i settori), ma gettare la pietra davanti a migliaia di lavoratori , e ritirare il braccio non è il miglior modo di presentarsi ad una presidenza regionale.
Ultimamente sembra che nessuno parli più di questo e, a modesto parere sembra che ci sia stato un ritiro di ciò, e seppur ancora non siano con le idee chiare, visto gli inciuci che si stanno effettuando , non vorremmo scontrarci con l’ennesima bufala di una presa in giro sui forestali, co un voto di scambio che certamente i lavoratori vogliono vederci chiaro …..prima di entrare in cabina elettorale. Buono si…..ma fesso no !
Antonio David

Neo candidati regionali. Chi si accolla i forestali ?
Il popolo siciliano si appresta ad andare a votare alle prossime elezioni regionali, e i tanti operai forestali si pongono legittimamente chi si farà carico di supportare le problematiche di un comparto che, a parer degli addetti ai lavori dovrebbe essere cambiato e migliorato su tanti punti strategici e non….Dopo tanti convegni, riunioni,proclami in giro per la Sicilia, si è arrivati al momento “di quagliare” e, su questo ancora nessuno dei candidati si è adagiato chiaramente su come sarà realmente il prossimo settore forestale del dopo Crocetta (sempre se non viene rieletto !) ! Tanti si sono spesi a favore del comparto in questi anni , e parliamo di Musumeci o Figuccia per citarne alcuni dei più caldi (senza dimenticarne altri), ma anche in tanti si sono schierati contro il sistema che deve essere dimezzato o addirittura tagliato da un problema che certamente non può essere associato al singolo operaio che chiede solo di andare a lavorare degnamente  e vivere in condizioni non certamente  con 78,101 e 151 giornate l’anno !!La stabilizzazione chiesta a gran voce da tanti addetti ai lavori, sembra rallentare nelle menti dei futuri candidati, che ora non possono tirarsi indietro su ciò che hanno detto durante questi incontri fatti in giro per la Sicilia, con tour fatti appositamente non solo per contrastare Crocetta e il suo governo. Difficile mantenere ciò che si dice (in tutti i settori), ma gettare la pietra davanti a migliaia di lavoratori , e ritirare il braccio non è il miglior modo di presentarsi ad una presidenza regionale.Ultimamente sembra che nessuno parli più di questo e, a modesto parere sembra che ci sia stato un ritiro di ciò, e seppur ancora non siano con le idee chiare, visto gli inciuci che si stanno effettuando , non vorremmo scontrarci con l’ennesima bufala di una presa in giro sui forestali, co un voto di scambio che certamente i lavoratori vogliono vederci chiaro …..prima di entrare in cabina elettorale. Buono si…..ma fesso no !
Antonio David

CARBURANTI, ASSESSORE LO BELLO SU SEQUESTRO DELLA DIA:
“PLAUSO AGLI INVESTIGATORI PER AVER FATTO LUCE SU AFFARI LOSCHI”
Il business di Cosa Nostra sul mercato dei carburanti costituiva da tempo un dato di fatto all’attenzione degli inquirenti e della Procura”. Lo dice l’Assessore Regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello, commentando l’operazione di ieri della Dia – “Il mio plauso e ringraziamento per l’operazione disposta dal Tribunale di Misure di Prevenzione che ha a portato al sequestro di un ingente patrimonio, va agli investigatori per avere gettato luce sugli interessi economici che da anni la mafia aveva messo sulla rete di distribuzione carburanti, la cui competenza relativamente all’installazione ed esercizio degli impianti e dei depositi spetta al mio Assessorato.
Questo risultato investigativo– conclude –rappresenta un tassello importante, che fa venire allo scoperto gli affari loschi che ruotano attorno al mercato della distribuzione di oli e carburanti a vantaggio di quell’economia sana e pulita che invece va incoraggiata”.

ROMA – L’ex poliziotto del Sisde Bruno Contrada e l’ex Generale dell’Arma dei Carabinieri Mario Mori saranno i primi due nomi tra gli assessori indicati da Vittorio Sgarbi per le elezioni regionali in Sicilia, dove lo storico e critico d’arte, fondatore del movimento «Rinascimento» (il cui “manifesto” è l’omonimo libro, scritto a quattro mani con l’economista Giulio Tremonti, da ieri nelle librerie per i tipi della «Baldini & Castoldi») è candidato Governatore con il sostegno del Mir, i «Moderati in rivoluzione» di Giampiero Samorì
«Rappresentano  – spiega Sgarbi – le vittime di un’antimafia farlocca, ideologica, settaria, che ha distrutto la vita di molte persone senza uno straccio di prova ma inseguendo improbabili teoremi, destabilizzando la politica e le istituzioni.  La Sicilia deve riscattarsi anche avviando una profonda revisione di queste vicende giudiziarie, in nome della verità».
Sgarbi, che alcuni mesi fa, proprio in prospettiva della candidatura in Sicilia, ha preso la residenza a Calascibetta, in provincia di Enna, nei giorni scorsi ha anche rivolto un invito agli elettori  dell’ex Presidente della Regione Cuffaro: «Io non mi vergogno di Cuffaro perché lo ritengo una vittima. E i suoi elettori non debbono ritenersi degli appestati»

Il Direttore generale Biagio Nigrelli, il team manager Cristian Licata, il mister Raffaele Di Napoli ed il suo staff e tutti i collaboratori sono vicini all’Amministratore unico Silvio Alessi dopo la contestazioni, che ritengono ingiusta, subita da alcuni tifosi nel post partita di Akragas – Rende. In particolare​ il Direttore generale Nigrelli dichiara: “La contestazione nei confronti di Alessi la trovo ingiusta ed inopportuna poiché i programmi della società sono stati sempre chiari. Dopo la decisione della Società di non iscrivere la squadra per i noti problemi di natura economica, siamo stati io ed il mister ad illustrare un programma con un budget ridotto e basato sui giovani che la società ha condiviso. Sapevamo tutti che sarebbe stato un anno difficile ma, come ha fatto capire la partita di ieri, possiamo lottare con dignità con qualsiasi squadra. Ma questo deve avvenire con l’aiuto di tutti. Come ha detto ieri Alessi ci stiamo adoperando per risolvere il problema dello stadio e la società lo sta facendo, con sacrifici enormi, cercando di accedere al credito sportivo per realizzare l’impianto di illuminazione ed avere l’autorizzazione di giocare all’Esseneto per l’anno in corso.
Onestamente la contestazione di ieri ci fa capire che i sacrifici di questa società solo in pochi li hanno compresi. Il sottoscritto  unitamente al team manager, al mister ed il suo staff e tutta la squadra  daremo sempre il massimo e sono sicuro che come nei due anni precedenti  otterremo il risultato sperato, della permanenza in Serie C”.

Proseguono gli accertamenti sul crollo di una parte di un edificio, a Sciacca, che nei giorni scorsi ha determinato il ferimento di due persone, tra cui un bimbo di pochi mesi. Lo stesso immobile è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica saccense che ha incarico di svolgere ulteriori approfondimenti ai carabinieri e una consulenza tecnica ad un perito appositamente nominato.
Il cedimento ha avuto luogo in vicolo Cappellino,quasi ad angolo con via Licata, in pieno centro storico di Sciacca.
Una porzione del tetto è venuta giù ha provocato la caduta di residui al piano inferiore dove sul divano sedevano un uomo e una donna con il bimbo di 8 mesi rimasto miracolosamente illeso grazie, a quanto pare, ai riflessi della madre che ha fatto da scudo. Feriti lievemente i coniugi: l’uomo alla gamba mentre la donna alla schiena.
La strada era stata transennata e rimane chiusa al traffico in attesa della conclusione dei lavori di messa in sicurezza.

Unasconfitta che fa male. L’Akragas, che gioca una lodevole partita e che per 77 minuti rimane in vantaggio, getta a pochi minuti dal termine tre punti che si intravedevano già all’orizzonte. Gli ospiti ribaltano il risultato espugnando l’Esseneto conquistando la seconda vittoria in altrettante partite. Ancora nessuna vittoria, invece, per gli uomini di Di Napoli che – dopo essersi piegati di misura al Matera – devono cedere anche al Rende al termine di una bellissima partita che ha regalato molti colpi di scena.
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[Cronaca della Partita.] dallo stadio Esseneto: Rogero Fiorentino
Primo Tempo.
L’Akragas cerca il riscatto all’esordio davanti il proprio pubblico dopo le sconfitte dell’esordio contro il Matera e la batosta subita in coppa Italia (6-0) contro il Catania. Biancazzurri che partono lentamente con i carichi della recente preparazione che ancora devono essere assorbiti. Gli agrigentini, comunque, dopo un inizio timido aumentano di intensità e mostrano giocate interessanti. Al 14° l’Akragas sblocca il risultato con un calcio di rigore per atterramento su Salvemini. Lo stesso attaccante si presenta dal dischetto siglando la prima rete in campionato dell’Akragas della nuova stagione Al 18° è l’attaccante Parigi, il migliore in campo in questo primo tempo, che svetta su di tutti dopo un calcio d’angolo andando vicino alla rete. Al 27° palla gol per Salvemini ma è abile l’estremo difensore calabrese a respingere in corner.Proprio nel miglior momento dell’Akragas arriva il pareggio degli ospiti con Gigliotti che al 30° approfitta di un rimpallo al limite dell’area di rigore. La partita,adesso, si fa interessante con diversi spunti da entrambi i lati: al 34° Geni Russo scarica un forte diagonale che viene respinto in angolo dal portiere del Rende; 3 minuti dopo sono gli ospiti ad andare vicini alla rete del vantaggio con un tiro a giro di Laaribi che viene sventato da un miracolo di Vono. L’ultima azione del primo tempo è un calcio d’angolo in favore dell’Akragas che si trasforma nella rete del vantaggio: da una palla che sembrava persa sbuca il difensore Mileto che sigla la rete del 2-1 realizzando anche il suo primo gol con la maglia biancazzurra.
Secondo Tempo. La seconda frazione è caratterizzata da un ritmo decisamente più basso e con maggiore agonismo e scontri di gioco. L’uomo più pericoloso del Rende è sicuramente Laaribi che si affaccia diverse volte dalle parti di Vono. Al 56° Salvemini prova a chiudere la partita con un tiro dalla distanza che finisce di poco a lato. Al 74° è Saitta che si rende pericoloso con un insidioso tiro che viene neutralizzata da Forte. Al 77° la svolta: Franco, entrato nella ripresa, batte Vono grazie ad un tiro dalla distanza deviato e sigla la sua seconda rete in campionato dopo quella all’esordio contro la Reggina. Passano pochi minuti e il Rende ribalta la partita: un indisturbato Rossini trafigge di testa l’estremo difensore agrigentino al minuto 83. L’Akragas accusa il colpo ed è visibilmente demoralizzata. Salvemini ha sui piedi la palla del possibile pareggio ma spreca tutto da buona posizione. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine del match. Il Rende espunga l’Esseneto.

Sono attesi il 14 settembre i risultati delle analisi dei carabinieri del Ris di Messina sulle pistole sequestrate nel giugno scorso a Calogero e Antonio Bellavia, arrestati con l’accusa di detenzione e porto d’arma clandestina e ricettazione.
Gli inquirenti attendono, dunque, una risposta concreta dalle analisi effettuate dai Ris per capire se le armi sequestrate ai Bellavia – una Taurus e una Smith &Weston – siano state utilizzate di recente. Un dato, qualunque esso sia, che avrà fondamentale importanza sullo sviluppo delle indagini. Almeno su queste prime armi.
Perché, negli ultimi tempi, a Favara di armi ne sono state trovate tante.
Come lo scorso 20 giugno quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, insieme ai militari della Tenenza di Favara, – dopo 12 ore di perquisizione – trovarono un vero e proprio arsenale nelle disponibilità di un insospettabile infermiere, Amedeo Caruana: 4 pistole, 3 mitragliette, 1 moschetto, 2 carabine, 1 bomba a mano, 1 granata.
E ancora, 8000 cartucce, decine di silenziatori e caricatori e arnesi per la fabbricazione di armi. L’infermiere, comparso due giorni dopo il suo arresto davanti al Gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
E i carabinieri, poco più di un mese dopo, individuano in un’altra abitazione alle porte di Favara, ma nelle disponibilità dello stesso insospettabile infermiere, una mitraglietta modello AK 47 “Kalashnikov” ed Fucile calibro 12; Circa 40 cartucce calibro 7.62 perfettamente funzionanti.
A questi già gravi episodi si aggiunga il ritrovamento – il 25 luglio scorso – di un secondo arsenale, sempre a Favara. Questa volta le armi – fucili, granate, munizioni – erano nascoste all’interno di un tubo in una insenatura di un muretto.
A cosa servono tutte queste armi?