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Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, annuncia di avere presentato un esposto alla Procura perché si ritiene discriminato dalla condotta dell’amministrazione comunale. Di Rosa spiega: “Il Comune ha bloccato le nostre iniziative di riqualificazione, come protagonismo civico, nella villetta Esseneto garantendo che avrebbe provveduto il Comune stesso, e ciò non è avvenuto. Nel frattempo invece si sono svolte regolarmente altre iniziative di protagonismo civico, con potatura e pulizia, in piazza Madonna della Catena a Villaseta e in Via delle Mura nel centro storico. Perché a loro sì e a noi no?”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice monocratico del Tribunale, Alessandro Quattrocchi, ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione l’imprenditore Francesco Cucurullo, 33 anni, di Canicattì, imputato di omicidio colposo a seguito della morte di un trattorista, Diego Petralito, 61 anni, deceduto il 2 luglio del 2014, all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, due giorni dopo essere stato travolto dal suo trattore che si è ribaltato nelle campagne in contrada Grottarossa. Petralito è stato a lavoro senza la cintura e gli altri dispositivi di sicurezza.

Il nuovo contratto dell’appalto della nettezza urbana ad Agrigento è già in vigore da tre mesi. Il tempo del rodaggio è concluso, e l’amministrazione comunale, tramite il sindaco Firetto e l’assessore Hamel, annuncia di avere diffidato le imprese titolari dell’appalto: non saranno più consentite deroghe o tolleranze nel puntuale adempimento di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade urbane. Firetto e Hamel aggiungono: “Sarà disposto dall’Amministrazione un calendario per quanto riguarda lo spazzamento meccanizzato con l’utilizzo di tutti i mezzi disponibili comprese le idropulitrici per il lavaggio delle strade e gli aspiratori per le foglie e i rifiuti stradali. Sarà riorganizzato lo spazzamento manuale che, se pure con le limitate disponibilità di organico, dovrà interessare tutto il territorio della città. Particolare attenzione sarà rivolta alla raccolta dei sacchi abbandonati e alla puntualità della raccolta porta a porta. Sono in corso di notifica alle imprese tutte le criticità rilevate nel corso di un’attenta ricognizione durata quasi un mese. Tutte le carenze operative dovranno essere motivate e giustificate. Gli inadempimenti attiveranno contestazioni e penalità”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Alfonso Mirotta, ha segnalato all’Amministrazione comunale che nella frazione di Giardina Gallotti la via Belvedere e tante altre strade intorno sono al buio da sei mesi. L’Amministrazione comunale ha avvisato Mirotta che l’Enel provvederà a riparare il guasto a breve, al fine di ripristinare l’illuminazione pubblica a Giardina Gallotti. Il consigliere Mirotta ringrazia per l’attenzione e, tramite una nota stampa, assicura di mantenersi vigile fin quando l’inconveniente non sarà risolto.

Si terrà oggi pomeriggio alle 18 a Lampedusa la cerimonia funebre delle 13 donne vittime del naufragio avvenuto lo scorso 7 ottobre a 6 miglia dall’isola siciliana.

Già ieri, presso la Casa della fraternità dove le salme erano ospitate, si è svolto un momento di preghiera officiato dall’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, che ha portato l’abbraccio e il sentimento di vicinanza espresso da Papa Francesco. La cerimonia sarà aperta a cittadinanza, forze dell’ordine e soccorritori.

Al naufragio sono sopravvissuti 22 naufraghi, e risultano disperse 15 persone. Tra loro 4 bambini e donne, una delle quali incinta.

Weekend di controlli da parte dei Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Compagnia di Agrigento impegnati giorno e notte nei servizi straordinari di controllo del territorio, disposti dal Comando Provinciale di Agrigento: cinquanta Carabinieri, durante numerosi posti di controllo sulle principali arterie stradali, hanno controllato oltre 100 veicoli, identificando circa 300 persone, principalmente giovani diretti verso i locali della movida. Numerose sono state le sanzioni amministrative per guida pericolosa o con l’uso del cellulare o per mancato uso della cintura di sicurezza. In due casi, i Carabinieri hanno anche sanzionato guidatori sprovvisti di patente, poiché mai conseguita. Dopo averli denunciati, i militari hanno anche proceduto alla confisca delle macchine che diventeranno patrimonio dello Stato.

Un altro automobilista controllato è stato pizzicato con un coltello a serramanico nascosto in macchina. Si tratta di una pericolosa arma con una lama lunga e della quale non ha saputo dare alcuna giustificazione. Per lui è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento per porto abusivo di arma da taglio. Inoltre, i Carabinieri hanno anche sorpreso un venticinquenne agrigentino, in località San Leone, in possesso di hashish. Pochi grammi per uso personale, probabilmente acquistati per lo “sballo” del sabato sera. L’occhio attento dei militari, infine, si è soffermato, durante una pattuglia nel centro storico di Agrigento, su un giovane gambiano, già noto alle forze dell’ordine e nei confronti del quale, poco tempo fa, era stato emesso un cosiddetto “daspo urbano”, cioè il divieto di accedere nell’area del centro storico. Il gambiano, sorpreso appunto a bivaccare in pieno centro, è stato denunciato a piede libero e nuovamente allontanato dalla città. I controlli proseguiranno senza sosta anche il prossimo fine settimana.

Proseguono i lavori peritali sul palazzo Liberty, oggetto di due crolli a distanza di dieci giorni l’uno dall’altro, coordinato dal consulente Luigi Palizzolo nominato dal pm Antonella Pandolfi che ha in mano il fascicolo d’inchiesta che ipotizza il reato di disastro colposo.

Questa mattina l’ingegnere Palizzolo si è recato sul posto insieme ad altri tecnici, accompagnati dai consulenti della difesa e dagli avvocati dei 31 indagati. Sul tavolo l’insieme di interventi per la messa in sicurezza. Al vaglio un duplice intervento sia sul fronte in cui è avvenuto il crollo sia sul fronte in cui regge ancora il cornicione.

Negli scorsi giorni i commercianti e i residenti hanno incontrato l’amministrazione comunale chiedendo tempi certi per la messa in sicurezza e la riapertura del tratto di strada del Viale della Vittoria interdetto al traffico dopo i due cedimenti.

Gli agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro hanno eseguito ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Luisa Turco, nei confronti di quattro persone accusate di sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti un palmese di 62 anni – Vincenzo Mangiavillano – e tre rumeni. Uno di questi – Negoita Baldajan detto “Mario”, molto conosciuto a Palma di Montechiaro, sarebbe il vero capo della banda che avrebbe messo su un giro di prostituzione tra Licata, Palma e Canicattì. I quattro sono agli arresti domiciliari.

Le vittime sarebbero ragazze provenienti per la maggior parte dei casi dall’est Europa e, in particolare, dalla Romania. Accertati una decina di episodi. Indagate anche altre persone che avrebbero avuto un ruolo decisivo nel procacciare le ragazze e convincerle a prestare attività sessuali con la prospettiva di facili guadagni.

 

Il presidente della Commissione parlamentare regionale antimafia, Claudio Fava, in conferenza, ha discusso del contenuto della recente relazione sul “caso Antoci” e le reazioni che ha determinato. Ad affiancare Fava sono stati i due consulenti della Commissione, Tuccio Pappalardo, già Questore e poi Direttore della Dia, la Direzione investigativa antimafia, e Bruno Di Marco, ex Presidente del Tribunale di Catania. “Entrambi – ha sottolineato Fava – hanno offerto ed offrono un contributo prezioso a tutto il lavoro svolto dalla Commissione, supportandone la fase istruttoria di tutte le relazioni con qualità e competenza. La Commissione non ha ricevuto né acquisito alcuna nota anonima ma ha basato il proprio lavoro esclusivamente sugli atti giudiziari ostensibili e messi a disposizione dall’autorità giudiziaria, oltre che sui verbali stenografici delle 23 audizioni svolte. La Commissione non ha mai affermato che l’ipotesi più plausibile sia quella della messinscena, ma ha sottolineato che quella dell’attentato mafioso a fine stragista è la meno plausibile alla luce dei dati raccolti. In ogni caso tutte le ipotesi, come riportato nella relazione restano in piedi e questa valutazione è del tutto oggettiva, legata alla lettura e all’analisi dei fatti e dei documenti. Senza alcun aggettivo né alcun punto esclamativo”.

Entra nel vivo il processo a carico dell’ex dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Palma di Montechiaro (durante l’amministrazione del sindaco Amato) Concetta Di Vincenzo, 58 anni, e dell’allora Responsabile Unico del Progetto architetto Francesco Lo Nobile, 69 anni, oggi in pensione. Tre le ipotesi di abuso d’ufficio contestate: due in concorso e una solamente alla Di Vincenzo.

Questa mattina, davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, è comparso il principale accusatore dei due imputati, l’ingegnere Gateano Scicolone, dalle cui denunce è scaturito l’odierno procedimento. Interrogato per oltre due ore dalle parti l’ingegnere ha confermato le accuse denunciando ostruzionismo da parte della dirigente. Alla base di questo “ostruzionismo” ci sarebbero stati anche problemi giudiziari che hanno coinvolto (risultò indagato) l’ingegnere Scicolone. Ma non soltanto. Infatti nonostante fossero finiti insieme a lui nel registro degli indagati anche altri professionisti – questi – avrebbero continuato regolarmente ad intrattenere rapporti lavorativi con l’ufficio. All’ingegnere Scicolone – secondo l’impianto accusatorio – fu anche ritirato un incarico per assegnarlo a due architetti che, come da nota inviata dall’ordine degli ingegneri, non sarebbero risultati idonei per la natura dei lavori.

Il vero colpo di scena si registra però con l’audizione del terzo testimone, ex cliente dell’ingegnere Scicolone, che conferma in aula di aver registrato una conversazione (oggi agli atti) con l’allora Responsabile del progetto il quale avrebbe “suggerito” di cambiare ingegnere: “Quando ho cambiato ingegnere la mia pratica si è subito sbloccata” ha concluso il teste. L’accusa è sostenuta in aula dal sostituto procuratore Gianluca Caputo. Le parti civili sono rappresentare dagli avvocati Santo Lucia, Domenico Acciarito e D’Anna. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Scopelliti e Lilliana Azzarello. Il processo, che si celebra davanti i giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazara con a latere Manfredi Coffari e Fulvia Veneziano, riprenderà il 26 novembre.