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Svolta nella indagini sulla morte a Paternò di Giuseppe Ciancitto, 78 anni, il cui corpo è stato trovato nel pomeriggio di ieri nella sua casa con un frattura alla testa. I Carabinieri, su disposizione del sostituto procuratore di Catania, Valentina Botti, hanno arrestato la figlia 38enne della vittima per omicidio preterintenzionale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna, al culmine di una lite, avrebbe spinto il padre, un ex impiegato delle poste adesso in pensione. Lui è caduto a terra ed ha sbattuto la testa. L’uomo avrebbe subito anche un infarto al miocardio. Le indagini dei Carabinieri si sono subito indirizzate verso l’ambito familiare.

A Palma di Montechiaro, su proposta dell’assessore ai Fondi comunitari, Salvatore Castronovo, il sindaco Stefano Castellino ha incaricato gli uffici preposti diretti da Salvatore Di Vincenzo a predisporre gli atti per partecipare all’avviso pubblico al fine di rendere fruibile e agibile il Cine Teatro Chiaramonte in Piazza Matteotti. E’ stato presentato un progetto da 300mila euro, redatto dall’architetto Aldo Baldo. Il sindaco Castellino e l’assessore Castronovo commentano: “Intendiamo consentire lo svolgimento delle attività teatrali, e soprattutto in autonomia, senza la necessità di richiedere servizi esterni. Siamo certi di riuscire a entrare nella graduatoria delle opere finanziate dal bando dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, e finalmente ridare alla città un importante luogo di cultura e di spettacolo”.

Come già pubblicato, il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha firmato le ormai rituali e annuali ordinanze di divieto di balneazione in vigore fino al prossimo 31 ottobre. Nel dettaglio si tratta delle località Kaos e Drasy per rischio crolli, e poi le foci dei fiumi Naro, Akragas e quindi porticciolo di San Leone. In proposito oggi interviene la consigliere comunale di Agrigento, Giorgia Iacolino, presidente della commissione Sanità e candidata alle Europee con Forza Italia, che afferma: “Si tratta di provvedimenti, peraltro in occasione delle festività Pasquali, che penalizzano la vocazione turistica e gli operatori commerciali. Non è ammissibile che si stabiliscano divieti di balneazione in assenza dei necessari interventi correttivi. L’amministrazione comunale di Agrigento solleciti Girgenti Acque a riparare le tubature degli scarichi fognari che provocano le degradanti condizioni del nostro litorale. Spiace assistere a così gravi inadempienze che provocano ingenti danni all’immagine della città ed agli operatori commerciali”.

Un uomo di Sciacca, di 47 anni, C.C., le iniziali del nome, è stato denunciato, a piede libero, alla Procura della Repubblica, per possesso ingiustificato di arma da taglio.

L’uomo è stato sorpreso mentre girovagava per i corridoi dell’ospedale “Giovanni Paolo II” in possesso di un coltello. A segnalare quanto stava accadendo è stato il personale ospedaliero che si è rivolto alla polizia.

Gli agenti hanno fermato l’uomo che non ha saputo giustificare il possesso dell’arma da taglio, da qui la denuncia.

 

Il Tribunale di Agrigento ha rigettato il ricorso di Cosimo Antonica ed ha confermato Gaetano Di Giovanni quale comandante della Polizia municipale di Agrigento.

Antonica ha impugnato il provvedimento di revoca dell’incarico di Dirigente – Comandante della Polizia Municipale con assegnazione ad altro settore, ed il provvedimento di nomina di Di Giovanni. Si sono costituiti in giudizio il Comune di Agrigento e Gaetano Di Giovanni, difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia.

Il Tribunale di Agrigento, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e La Loggia, ha ritenuto che Antonica non avrebbe potuto vantare nessun diritto all’assegnazione definitiva e senza limiti di tempo di un incarico di natura dirigenziale quale è quello di comandante della Polizia Municipale. Il Tribunale, inoltre, citando un precedente del Consiglio di Stato, richiamato dagli avvocati Rubino e La Loggia, ha ritenuto irrilevante la circostanza che Gaetano Di Giovanni non appartenesse, prima della nomina, al corpo della Polizia municipale.

 

Momenti di gioia ed allegria questa mattina per i piccoli degenti del reparto di Pediatria del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento grazie alla presenza in corsia dei Carabinieri del comando provinciale.

In occasione della ricorrenza pasquale i militari, guidati dal capitano Luigi Garrì, hanno voluto far sentire la loro vicinanza ai bambini, costretti a trascorrere in ospedale i giorni della settimana santa, ma anche alle loro famiglie.

Come da tradizione non sono naturalmente mancate le uova di cioccolato distribuite ai piccoli tra sorrisi e auguri di pronta guarigione. A far gli onori di casa per l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento sono stati il primario del reparto, Giuseppe Gramaglia, i direttori sanitario ed amministrativo di presidio, rispettivamente, Antonello Seminerio e Salvatore Iacolino, ed i volontari dell’Avulss.

Soddisfazione ed estremo compiacimento per il successo dell’iniziativa è stato espresso sia dal direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giorgio Giulio Santonocito, che dal comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, colonnello Giovanni Pellegrino.

E’ di nove persone iscritte nel registro degli indagati, due tunisini arrestati, e due ricercati il bilancio di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento che ha smantellato un’organizzazione che, fra Porto Empedocle e Lampedusa, avrebbe garantito documenti e biglietti ad immigrati clandestini.

Con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina la Polizia ha arrestato ad Agrigento Nazha Achibi, 53 anni, e Sadok Fathallah, 59 anni.

Gli agenti hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco. Altri due destinatari del provvedimento, risultati irreperibili, sono attualmente ricercati. Dall’indagine, condotta dagli agenti della Squadra mobile diretta da Giovanni Minardi e coordinata dalla Procura di Agrigento sotto la guida del procuratore Luigi Patronaggio e del sostituto Paola Vetro, è emerso come i due in cambio di denaro hanno favorito la permanenza di cittadini stranieri in Italia In particolare, secondo l’accusa il 53enne e il 50enne avrebbero messo a disposizione di alcuni migranti documenti d’identità e biglietti che ne attestavano la provenienza da canali leciti d’ingresso in Italia e avrebbero fornito “sicure modalità di trasferimento” per raggiungere altri Paesi europei.

Il 12 giugno del 2018 a Palma di Montechiaro Francesco Gueli, 43 anni, avrebbe sparato, ferendolo all’addome, contro suo cugino, Leandro Onolfo, 26 anni, al culmine di una lite insorta in un bar del paese. Adesso, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giovanni Castronovo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha scarcerato Francesco Gueli, ristretto ai domiciliari per tentato omicidio. Il giudice ha riconosciuto affievolite le esigenze cautelari. Gueli intraprenderà un’attività lavorativa presso un’impresa edile di Verona. Gli è stato imposto il divieto di dimora a Palma di Montechiaro per evitare contatti con la persona offesa.

Il Tribunale di Agrigento ha rigettato il ricorso di Cosimo Antonica ed ha confermato Gaetano Di Giovanni quale Comandante della Polizia Municipale di Agrigento. Antonica ha impugnato il provvedimento di revoca dell’incarico di Dirigente – Comandante della Polizia Municipale con assegnazione ad altro settore, ed il provvedimento di nomina di Di Giovanni. Si sono costituiti in giudizio il Comune di Agrigento e Gaetano Di Giovanni, difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia. Il Tribunale di Agrigento, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e La Loggia, ha ritenuto che Antonica non avrebbe potuto vantare nessun diritto all’assegnazione definitiva e senza limiti di tempo di un incarico di natura dirigenziale quale è quello di comandante della Polizia Municipale. Il Tribunale, inoltre, citando un precedente del Consiglio di Stato, richiamato dagli avvocati Rubino e La Loggia, ha ritenuto irrilevante la circostanza che Gaetano Di Giovanni non appartenesse, prima della nomina, al corpo della Polizia Municipale.

I poliziotti del Commissariato di Sciacca hanno denunciato alla Procura C C, sono le iniziali del nome, 47 anni, di Sciacca, per possesso di oggetti atti ad offendere allorchè sorpreso armato di coltello nel corridoio del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sciacca. Il coltello è stato sequestrato.
Ed ancora i poliziotti del Commissariato di Sciacca hanno arrestato C L, sono le iniziali del nome, 48 anni, di Sciacca, per evasione dagli arresti domiciliari.