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Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha firmato alcune ordinanze di divieto di balneazione, dal primo aprile scorso al prossimo 31 ottobre, in località Kaos per 1900 metri per rischio crolli, e in località Drasy per un tratto lungo 3000 metri. E poi divieto permanente di balneazione anche alla foce del fiume Akragas, per una lunghezza di 500 metri, e divieto permanente per 200 metri a destra e 200 metri a sinistra dalla foce del Fiume Naro. E poi al porto di San Leone, per una lunghezza di 245 metri complessivi. Si tratta di ordinanze ormai rituali, perché da anni sono ripetute più o meno nelle stesse zone, modificando, a volte, la lunghezza del tratto interessato.

 

A Palermo, innanzi al collegio del Tribunale di Sorveglianza presieduto dal giudice, Giancarlo Trizzino, ed a latere Federico Romoli, è stato discusso il ricorso presentato dagli avvocati Arnaldo Faro e Raimondo Tripodo nell’interesse di Giuseppe Arnone, l’avvocato agrigentino detenuto dal 27 marzo scorso, prima ad Agrigento e adesso ad Enna, perché lo stesso Tribunale di Sorveglianza gli ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali a causa della presunta violazione delle prescrizioni impostegli. Arnone, in particolare, sconta due condanne per calunnia e diffamazione per complessivi 3 anni e 5 mesi. La sostituto procuratore generale, Rita Fulantelli, ha chiesto la ratifica, quindi la conferma, del provvedimento di revoca. Il Tribunale si pronuncerà entro 5 giorni.

 

Non vi è più traccia ad Agrigento da oltre 24 ore di un ragazzo di 15 anni, Alfonso Gabriele Lo Canto. La famiglia è ovviamente preoccupata e lancia un appello alle ricerche e alle segnalazioni. Il telefono di riferimento è lo 0922 499945 o, più semplicemente, il 112. I Carabinieri, secondo i quali si tratterebbe di un allontanamento, sono a lavoro. L’avviso è stato diramato in tutta Italia.
 

Va bene liberare i cani, ma il nostro territorio cosa riserverà a questi incolpevoli animali?

Apprendiamo dalla stampa che il comune di Agrigento “ha disposto che “57 cani randagi nelle prossime ore, saranno riammessi sul territorio comunale”.

Per quanto la liberazione dei cani sia un obbligo di legge che comporterà come primo effetto un risparmio per le casse comunali, c’è il rischio reale che si aggravi la già precaria situazione igienico sanitario nel quale versa  la città; anche perché non si è riuscito a contrastare seriamente il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

La nostra attenzione, è stata richiamata anche dalle molteplici segnalazioni di diversi nostri soci. Ma le problematiche che riguardano i randagi ad Agrigento sono diverse. In molti forse non sanno che è aumentato vertiginosamente il numero di cani specie cuccioli, che vengono investiti lungo la statale 640(Agrigento – Caltanissetta) dove le piazzole di sosta sono diventate discariche abusive per ogni tipo di rifiuto, i cani ed altri animali non solo rischiano la loro vita spesso perdendola, ma mettono ad altissimo rischio anche la vita di chi percorre quelle strade.

Altro discorso a parte merita la città, A lanciare l’allarme l’11 marzo  con la lettera Protocollo n. 44567, è stato il Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Ambienti di Vita  dell’ASP di Agrigento.

Ad appesantire la situazione, anche il fatto che, come riportato sempre dalla stampa alcuni giorni fa,”Un branco di randagi ha terrorizzato, per giorni, gli abitanti di viale Regione Siciliana nei pressi del Quadrivio Spinasanta”.

I cani, più di una volta secondo quanto si legge, hanno tentato di aggredire i passanti.

Ad evitare il peggio sono stati gli  interventi della polizia Locale.

“Gli episodi di aggressioni purtroppo si ripropongono con cadenza quasi giornaliera, per questo i residenti della zona sono sfiniti e impauriti”.

Chi deve  sollecitaRe Anas a Provvedere alla pulizie delle piazzole per prevenire gravissimi incidenti ? Sarebbe a questo punto opportuno che Ognuno faccia la propria parte, ad iniziare dal Comune per quanto di sua competenza.

A sole 24 ore dalla nostra richiesta il commissario prefettizio della Girgenti Acque S.p.A. e della Hydortecne Srl, Dott. Giuseppe Massimo Dell’Aira, ha dato seguito alla nostra istanza, incontrandoci alle ore 15:00 del 16/04/2019 presso la sede sociale della Società.

L’incontro che è durato circa un’ora e mezza ed ha avuto per oggetto le criticità societarie nella gestione e il lavoro svolto dai commissari per “ripulire” le Società, la Girgenti e la Hydortecne, dalle circostanze indicate nelle rispettive interdittive prefettizie.

Subito cordiale è stata l’accoglienza riservataci dimostrando una particolare attenzione ai malumori dell’utenza sia per le problematiche relative alla gestione in senso stretto, sia al disagio patito dagli stessi utenti per la mancanza di una ferma decisione dell’Ati la quale nonostante i ripetuti inviti a fare presto ad oggi dopo 6 mesi dall’interdittiva e dalla risoluzione, non ha ancora deciso quale sarà la forma di Gestione del SII in provincia di Agrigento. Nelle more di quest’ultima decisione, per la quale si ci è augurato che non arrivi troppo tardi, la Società va avanti con la propria gestione commissariale che vede riorganizzare il proprio piano industriale con cadenza bimestrale, nell’attesa di una definitiva decisione da parte dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Idrico, con i quali ci conferma il Commissario, è in atto un costante confronto sulle problematiche già conosciute e su quelle che man mano si  presentano, ma che di certo non possono avere una lunga e duratura programmazione.

Ieri sera a Porto Empedocle e’ successo un fatto tra il curioso e l’ incomprensibile la nave che doveva portare uomini e merci a Lampedusa alle ore 23.00  per parecchie ore è rimasta in rada al porto empedoclino per un disguido tra l’equipaggio.

In pratica l’equipaggio italiano non è riuscita a comunicare con i colleghi che parlano soprattutto l’inglese.

La capitaneria ha bloccato per alcune ore la partenza della nave,alla fine si è trovata la soluzione attraverso una nave più piccola d’appoggio che ha permesso ai passeggeri di raggiungere Lampedusa e Linosa.

Raid vandalico la scorsa notte nella villetta di piazza Progresso a Licata. Ignoti hanno preso di mira lo spazio verde da poco restituito alla collettività danneggiando quanto presente e rubando anche gli apparati idrici ed elettrici appena installati.

“Pochi giorni fa con enorme sacrifici avevo chiesto di ripulire la villetta – dice l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Pira – avevamo messo le luci, riattivato la Fontana, purtroppo stanotte delle bestie hanno rubato tutto”.

La villetta tornerà come nuova in poco tempo ma, dopo questo raid vandalico, emerge il “problema” della video-sorveglianza che, proprio in questa zona, non è presente.

Due persone con il viso coperto ed armati di taglierino, hanno assaltato l’ufficio postale del popolare rione “Borgalino” di Canicattì riuscendo a portar via i soldi contenuti nelle casse.

I malviventi sono arrivati a bordo di uno scooter di colore bianco. Uno è rimasto sulla moto col motore acceso l’altro ha fatto irruzione negli uffici postali armato di taglierino costringendo il personale a consegnare i soldi contenuti nella cassa.

Quantificato il bottino in 60 mila euro.

Dopo il colpo, i due banditi sono fuggiti, a bordo dello scooter facendo perdere ogni traccia nonostante il tempestivo intervento di polizia e carabinieri.

Posti di blocco e perquisizioni sono attualmente in corso e contemporaneamente sono in visione i filmati delle telecamere di video sorveglianza installate nella zona.

Il sindaco di Naro, Calogero Cremona, annuncia che sono state ultimate le procedure di stabilizzazione dei 33 precari in servizio al Comune di Naro. Sono stati appena firmati i contratti a tempo indeterminato che riguardano la copertura di 2 posti di assistente sociale, 3 posti di vigile urbano, 13 posti di istruttore amministrativo, 6 posti di istruttore contabile, 9 posti di istruttore tecnico. Lo stesso Cremona commenta: “L’Amministrazione comunale, avvalendosi della nuova normativa vigente, ha concluso le procedure per la stabilizzazione dei 33 precari di categoria C e D al fine di stabilizzarli, come aveva già fatto con i 15 precari di categoria A e B. Si tratta di dipendenti che lavorano precariamente al Comune da decenni, prima impegnati in attività socialmente utili, dopo con contratto a temine più volte rinnovato e, a partire dal primo maggio, finalmente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato che corona l’aspettativa legittima della definitiva stabilità nel posto di lavoro, dopo tanti e lunghi anni in cui questi dipendenti hanno retto uffici e portato avanti procedimenti amministrativi che altrimenti non sarebbero andati avanti”.

A Palma di Montechiaro da oltre due mesi sono stati avviati dei lavori di riqualificazione del centro storico. La conclusione delle opere è attesa a giugno. Ricorrono gravi disagi. Tanti residenti e commercianti della zona hanno diffuso un intervento alla stampa e spiegano: “Le operazioni di ristrutturazione delle strade e degli impianti hanno causato la chiusura forzata e non preventivata di circa metà delle attività presenti nella zona interessata. Tutto questo perché i cantieri sarebbero stati aperti senza alcun preavviso. A tal punto che ad un’attività in particolare sarebbe stata imposta la chiusura forzata per non intralciare il lavoro degli operai. Durante le operazioni di scarificazione del manto stradale, sono stati tranciati i cavi della linea telefonica lasciando la zona senza rete fissa ed internet. In piazza Domenico Provenzani un panificio e un bar sono stati costretti ad abbassare le saracinesche in attesa che i lavori siano completati. Non sono mai state installate ringhiere e passerelle pedonali per consentire ai pedoni di raggiungere le attività e di entrare ed uscire dalle proprie abitazioni senza rischi per la propria incolumità. E paradossalmente sono state interdette al traffico strade perfettamente transitabili. A questo punto i cittadini chiedono al sindaco la convocazione di una riunione urgente per fare il punto sulla situazione. Nessuno è contrario ai lavori ma chiediamo un minimo di tutela. Nonostante tutte le rassicurazioni del caso, ad oggi ci troviamo in gravissime difficoltà. Circa 10 attività commerciali non riescono ad andare avanti e si rischia addirittura la stabilità di oltre 25 famiglie tra personale dipendente e titolari”.