Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1279)

“Veniamo a conoscenza che la direzione sanitaria del P.O. di Licata, in violazione delle norme contrattuali vigenti in materia di mobilità d’urgenza di cui al comma 3, lettera a)  dell’articolo 18 CCNL 20/09/2001, al fine di individuare il personale infermieristico da destinare al suddetto servizio, ha emanato delle disposizioni di servizio omettendo di apporre l’obbligatoria indicazione del termine massimo, entro il quale le medesime disposizioni potranno avere legittima validità, che è fissato, per la tipologia di mobilità in argomento, in gg. 30 nell’anno solare. Limite massimo che non può in alcun modo essere superato se non con il consenso formale del dipendente.

Il modus operandi attuato dalla citata direzione sanitaria del P.O. di Licata, che si ribadisce essere illegittimo, sembra, dunque, contenere il predeterminato proposito di sovraesporre al rischio infettivo i soli infermieri destinatari delle disposizioni di servizio suddette che dovrebbero, perciò, in assenza della mancata apposizione dell’anzidetto termine massimo, continuare a prestare servizio, in condizioni di gravissima esposizione al rischio infettivo, fino alla cessazione dell’emergenza!

Anche per quel che riguarda il criterio adottato ai fini dell’individuazione degli sfortunati infermieri destinatari delle disposizioni di che trattasi, abbondano le ombre. Ed infatti la predetta direzione sanitaria non ha reso noto il criterio adottato. Inutile dire che in questo caso la trasparenza doveva essere massima. Ma così non è stato! Si dice, tra gli operatori del P.O. di Licata, che il criterio adottato sia stato quello del sorteggio. Ma se così fosse, ci chiediamo :

  1. perché non è stato scritto nelle disposizioni?? Ciò avrebbe evitato che i destinatari delle disposizioni si sentissero, come è comprensibile, “carne da macello”!!
  2. da chi, dove, e in presenza di quali garanti è stato eseguito il sorteggio??
  3. Esiste un verbale che da atto del regolare svolgimento dello stesso?

A questi quesiti sono tenute a rispondere le LL.SS. nell’ipotesi in cui volessero avallare il predetto operato della direzione sanitaria del P.O. di Licata e, avallandolo, assumersene la responsabilità sotto ogni profilo!

Per quel che ci riguarda, in considerazione di quanto suesposto, chiediamo che l’individuazione venga rifatta con criteri di assoluta trasparenza, equità e rispetto di quanto previsto dall’istituto contrattuale della mobilità d’urgenza. Ove ciò non accadesse non esiteremo a raccogliere ulteriori elementi da esporre a salvaguardia dei lavoratori e del pubblico interesse.

Restiamo in attesa di urgente riscontro in ordine ai provvedimenti che le LL.SS. vorranno eventualmente adottare”.

Lo scrive il segretario generale della Fials Amedeo Fuliano.

Dopo l’intervento del Governatore Musumeci e di alcuni Sindaci con in testa quello di Messina Cateno De Luca da domani in Sicilia scende in campo l’esercito anche per limitare spostamenti ed eventuali assembramenti per le misure di contenimento al coronavirus.

Dopo che negli ultimi giorni i contagi sono aumentati con il serio rischio di picchi nelle prossime settimane si mettono in campo misure ancora più drastiche.

Ecco la nota ufficiale del Presidente della Regione Nello Musumeci:

“Una parte dei militari dell’Esercito in servizio in Sicilia sarà da domani impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri.
Lo ha assicurato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in un colloquio con il presidente della Regione Nello Musumeci.
Il governatore dell’Isola aveva avanzato ieri un’ulteriore richiesta formale, in tal senso, al capo del Viminale, allarmato dalla crescita del tasso di contagio che da alcuni giorni si registra in Sicilia.”

Nell’ambito delle azioni di contenimento dell’epidemia di coronavirus in Sicilia, il Governo Musumeci, d’intesa con con Trenitalia, ha disposto la sospensione dell’80 per cento delle corse ferroviarie dell’Isola. La misura è operativa da oggi, giovedì 19 marzo, e si è resa necessaria per ridurre allo stretto indispensabile gli spostamenti di persone nella Regione tramite treno, così da abbattere ancora le occasioni di potenziale contagio. Così annuncia l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che aggiunge: “Per quanto riguarda i ristori all’utenza, siamo a lavoro con Trenitalia per trovare delle opportune soluzioni di rimborso per gli abbonati. Ai siciliani va ricordato che questo è il momento della responsabilità e del buon senso. Siamo tutti chiamati al rispetto delle restrizioni, a non uscire di casa se non quando non se ne può fare a meno, per battere il coronavirus e metterci alle spalle questa drammatica emergenza”. I dettagli delle corse sospese e delle corse che sono in vigore sono disponibili sul sito web di Trenitalia.

Ulteriore stretta, per evitare il diffondersi del contagio del coronavirus, nel trasporto marittimo da e per la Sicilia. I ministri dei Trasporti e della Salute, su proposta della Regione Siciliana, hanno modificato il decreto del 16 marzo scorso. Due le novità: per il traffico merci continuerà a essere garantito il trasporto delle derrate. Per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria le corse giornaliere sono ridotte da 20 a 4, ma solo dalle ore 6 alle 21. Gli spostamenti sono consentiti esclusivamente agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari o per comprovate esigenze di lavoro, gravi motivi di salute e situazioni di necessità. Non potranno più imbarcarsi altri mezzi oltre alle automobili e ai motoveicoli.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (giovedì 19 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 3.961 sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 340 campioni (58 più di ieri).
Risultano ricoverati 179 pazienti (24 a Palermo, 91 a Catania, 16 a Messina, 2 ad Agrigento, 9 a Caltanissetta, 11a Enna, 3 a Ragusa, 15 a Siracusa e 8 a Trapani) di cui 36 in terapia intensiva, mentre 142 sono in isolamento domiciliare, quindici sono guariti (nove a Palermo, due  ad Agrigento e Messina, uno a Enna e Ragusa) e quattro deceduti. L’ultimo decesso, per insufficienza cardiorespiratoria, è avvenuto a Enna: si tratta di un uomo di 82 anni con altre patologie , risultato positivo al tampone.
Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si è rivolto alla ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e ha chiesto di schierare l’Esercito in Sicilia per contribuire ai controlli volti al contenimento del contagio del coronavirus. Musumeci spiega: “La perdurante diffusa inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del covid 19 rilancia l’esigenza di un maggiore controllo preventivo e di una più intensa attività sanzionatoria nei centri abitati, con particolare riguardo alle città capoluogo ed agli approdi dello Stretto di Messina. Ritengo sia un mio dovere, in una regione in cui il tasso di crescita dei soggetti positivi al contagio in questo momento si rivela superiore alla media nazionale, di chiedere al ministro di valutare la necessità di impartire disposizioni affinché sia potenziato il numero di Forze dell’Ordine in tale funzione, ricorrendo, mi permetto di suggerire, e ove ritenuto necessario, anche ai militari dell’Esercito impegnato in Sicilia nell’operazione Strade Sicure”.

Pugno duro anche della Procura della Repubblica di Agrigento contro le violazioni all’ordine del “restate a casa”. Il procuratore, Luigi Patronaggio, ha impartito rigide disposizioni. Eccole: “Massima priorità alle segnalazioni per epidemia, epidemia colposa e falsa attestazione a pubblico ufficiale, provvedendo, in presenza dei giusti presupposti, a richiedere la misura cautelare qualora non sia stato già eseguito arresto o fermo se previsti. Ferma restando la valutazione caso per caso, e la discrezionalità del pubblico ministero assegnatario in ordine alla fondatezza e alla gravità del caso, appare opportuno procedere con una richiesta di decreto penale di condanna. In linea di massima, ricorrendo gravità del fatto, in ordine alla pena pecuniaria richiesta non va avanzata sospensione della pena. Nella sola settimana dal 10 al 17 marzo sono state presentate in Procura ben 344 notizie di reato per violazione del decreto della presidenza del Consiglio che impone limitazioni allo spostamento dei cittadini. Se alla denuncia della polizia giudiziaria non segue nell’immediatezza una risposta giudiziaria, la stessa denuncia resta priva di efficacia vanificando la funzione sociale preventiva della norma”.

Il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha aggiornato i dati relativi all’emergenza coronavirus in provincia. I casi ieri sono stati 22 e oggi sono 27. I tamponi effettuati fino alle ore 18 di mercoledì 18 marzo sono stati 377. Dei 27 casi: 15 a Sciacca, 2 a Menfi, 3 a Ribera, 1 a Santa Margherita Belice, 1 Agrigento, 2 Favara e 3 Licata. I ricoverati sono soltanto 2 nell’ospedale di Sciacca. Nella giornata di ieri sono state controllate 2.350 persone e sono state denunciate, per violazione dell’articolo 650 del codice penale, 70 persone. Gli esercizi commerciali controllati sono oltre 1.300.