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Tragedia sfiorata all’istituto penale per minorenni di Acireale, dove ieri pomeriggio un ospite ha dato fuoco alla propria stanza, provocando danni notevoli alla struttura e il ferimento di tre agenti penitenziari intervenuti per spegnere le fiamme.
Tutti e tre i poliziotti, condotti al pronto soccorso dell’ospedale di Acireale, sono stati dimessi con una prognosi di tre giorni. A denunciare l’episodio è il segretario nazionale della Uil Pubblica amministrazione polizia penitenziaria, Armando Algozzino, che rilancia la necessità di avviare “una riflessione profonda sull’esiguità degli organici negli istituti minorili, una condizione che mette a repentaglio sia la vita del personale che quella dei detenuti”.
Un’istanza che il sindacato aveva già espresso nel recente passato, in occasione di due drammatici episodi che avevano avuto quale teatro proprio la struttura di Acireale. Nel giugno dello scorso anno, due agenti erano stati aggrediti da alcuni minori di nazionalità italiana nel tentativo di sottrarre alla loro furia un detenuto di colore.
Nell’ottobre del 2016, inoltre, un poliziotto penitenziario aveva tratto in salvo un recluso che aveva tentato il suicidio.


Intervento del deputato di Sicilia Futura, Michele Cimino, in merito ai risultati delle ultime elezioni amministrative: “Il voto per i Comuni e l’esito elettorale mi portano ad una considerazione: e’ del tutto evidente che gli elettori siciliani e del Paese, tra proposte politiche caratterizzate per l’improvvisazione e la demagogia, hanno invece premiato la competenza e la capacita’ di amministrare.
Adesso l’imperativo per la classe politica deve essere quello di tornare a parlare con i cittadini in maniera diretta e viso a viso anziche’ solo tramite il web”.

C’è anche un tentativo di intimidazione ai danni di un consigliere comunale allora in carica, Alessandro Patti (che con durezza aveva anche partecipato alla trasmissione tv Ballarò) risultato parecchio riottoso nel consentire l’approvazione di alcuni progetti costruttivi, e il sospetto che qualche dirigente comunale fosse propenso ad accettare tangenti nelle carte dell’inchiesta sul Piano regolatore generale di Agrigento che ha portato alla archiviazione per tutti gli indagati (Angelo La Russa, 81 anni, ex deputato nazionale e regionale; Marco Zambuto, ex sindaco di Agrigento 45 anni; Domenico Sinaguglia, 62 anni, funzionario comunale – mai citato nel provvedimento di archiviazione; Paolo Vattano, 67 anni, imprenditore edile; Salvatore Li Causi, 53 anni, imprenditore edile; Gaetano Greco, 61 anni, dirigente Utc; Giuseppe Pullara, 69 anni, imprenditore edile di Favara. seppur con qualche distinguo.
Oggi vi abbiamo raccontato, in assoluta esclusiva, le fasi che hanno determinato l’inchiesta e la richiesta della Procura della Repubblica di archiviare il fascicolo perché “In conclusione delle attività espletate è emerso un quadro complessivo di inquietante commistione tra interessi privati e pubbliche funzioni, all’interno del quale un ruolo decisivo è stato ricoperto da imprenditori edili immediatamente interessati ad ottenere l’adozione degli strumenti necessari per l’avvio della fase esecutiva dei piani costruttivi di edilizia convenzionata. Tuttavia gli elementi di cui si dispone non consentono, come detto, di qualificare il quadro indiziario a carico degli odierni indagati come connotato da una gravità tale da giustificare l’esercizio dell’azione penale rendendo, prognosticamente, non utile un successivo approfondimento dibattimentale che, oltre ogni ragionevole dubbio, possa determinare l’affermazione di responsabilità a carico degli stessi”.
Ma si legge anche: “Le attività di indagine condotte nell’ambito del presente procedimento sono state indirizzate alla ricerca di elementi di riscontro alle informazioni rese al Pubblico ministero da Giuseppe Di Rosa e da Michele Mallia, entrambi componenti del disciolto Consiglio comunale di Agrigento i quali, sentiti rispettivamente in data 04.02.2015 e 19.02.2015, hanno prospettato la possibilità di iniziative corruttive poste in essere da imprenditori locali nei confronti di amministratori e consiglieri comunali di Agrigento al fine di condizionarne l’esercizio della funzione. In particolare l’ipotesi investigativa si strutturava intorno alla probabile emersione di condotte finalizzate, per interessi estranei a quello pubblico, ad influenzare l’approvazione delle c.d. “linee guida” alle prescrizioni esecutive della pianificazione di dettaglio del P.R.G. (prescrizioni esecutive n. 1, 2, 3, 4, e 5) relative alle zone classificate dal piano regolatore vigente C4 e l’approvazione definitiva di taluni programmi costruttivi (realizzazione di circa 160 alloggi di edilizia convenzionata), da tempo in attesa di addivenire alla concreta fase esecutiva.
Nell’immediatezza si procedeva al sequestro dell’intera documentazione di interesse al vaglio del Consiglio comunale di Agrigento ed all’affidamento della stessa a consulente tecnico, per una prima valutazione di conformità alla normativa edilizia ed urbanistica vigente.
Parallelamente, veniva avviata un’attività tecnica di monitoraggio delle utenze telefoniche dei soggetti direttamente o in via mediata coinvolti “nell’affare” delle zone “C4” e dei piani di edilizia convenzionata per le aree Palmentelle/Fontanelle e Cugno Sala.
Con la relazione di servizio del 7/02/2015 della Digos della Questura di Agrigento, relativa allo svolgimento della seduta consiliare del 05/02/2015 nel corso della quale avrebbe dovuto trovare trattazione la questione dell’autorizzazione all’esproprio di terreni per la realizzazione di un programma costruttivo relativo a 154 alloggi sociali in c.da Palmentelle, la P.G. operante rappresentava l’emersione di un manifesto interesse ai lavori consiliari da parte degli imprenditori Salvatore Li Causi e Paolo Vattano, sfociato anche in indebite pressioni esercitate nei confronti del Consigliere comunale Alessandro Patti (Relazione di servizio del 7/02/2015 della Digos della Questura di Agrigento, a firma del dirigente Patrizia Pagano)
Già le prime conversazioni oggetto di captazione confermavano la rilevanza degli interessi economici sottesi alla definitiva approvazione dei piani costruttivi ad opera delle società “Li.Co s.r.l.”, Cooperativa edilizia “Giovanni Falcone”, Cooperativa edilizia “Edil Casa”, riconducibili direttamente o indirettamente agli imprenditori Salvatore Li Causi e Paolo Vattano; questi con continuità, infatti, ricercavano contatti con i funzionari dell’Utc del Comune di Agrigento Gaetano Greco e Calogero Noto Campanella al fine di poter predisporre la documentazione necessaria a far determinare i progetti di proprio interesse, anche mediante provvedimento del commissario straordinario Luciana Giammanco, soggetto al quale erano stati conferiti i poteri del disciolto Consiglio comunale nelle more della nomina del nuovo organo rappresentativo (conversazione del 06.03.2015 – interlocutori Salvatore Li Causi e Paolo Vattano)”.
Insomma, gli imprenditori pressavano e non lasciavano nulla di intentato.
Di grande interesse le conversazioni intercettate di Vattano che salutava positivamente “la nomina dell’arch. Vinti, che lui stesso definisce persona fedele; ciò anche al fine di estromettere dal procedimento Campanella Calogero colpevole, a suo dire, di aver congelato per circa due anni la pratica di suo interesse al solo scopo di far innalzare i prezzi dell’esproprio”.
“Dalle intercettazioni ambientali effettuate all’interno dell’autovettura in uso a Paolo Vattano – aggiunge la Procura – si acquisivano informazioni di particolare interesse circa possibili distorsioni nell’esercizio della pubblica funzione che, tuttavia, pur astrattamente integranti gravi fattispecie corruttive troverebbero collocazione temporale in un periodo per il quale sarebbe interamente decorso il termine di prescrizione”.
La storia, dunque, è questa ed al momento, ma solo al momento, sembra essersi chiusa.

L’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, sotto inchiesta a Caltanissetta nell’ambito di presunti illeciti nel sequestro, nella confisca e nell’amministrazione giudiziaria dei beni sottratti alla criminalità organizzata, è stata espulsa dall’Anm, l’Associazione nazionale magistrati. La decisione del collegio dei probiviri è stata ratificata all’unanimità dal Comitato direttivo centrale, che è il parlamentino delle toghe. Silvana Saguto è stata invitata a presentarsi innanzi al Collegio per rendere dichiarazioni ritenute dall’Anm “opportune”, e, invece, non si è presentata, inviando una memoria difensiva tramite cui ha chiesto il rinvio della trattazione a data da destinarsi.

Ad Agrigento domani mercoledì 14 giugno, in via Atenea 143, nella Libreria Edizioni Paoline, alle ore 17:30, sarà presentato l’ultimo romanzo di Carlo Legaluppi “La morte viene da lontano”, edito da Alter Ego. Carlo Legaluppi, toscano, è al suo secondo romanzo provando a bissare il suo successo di vendite e di critica del primo, “La ottava croce celtica”, che è entrato tra i primi 75 thriller per vendita nel 2016, vincendo il Premio speciale della giuria alla nona edizione del Premio Letterario “Città di Cattolica” e finalista al Concorso nazionale di narrativa e Poesia “Argentario”. Il protagonista si immerge dentro una storia che ha sconvolto l’Irlanda del nord per decenni nella battaglia politico-religiosa, ancora oggi attuale e in queste ore riportata alla ribalta dalle elezioni britanniche e dalla Brexit. L’incontro è il primo di tre eventi della rassegna “Giugno a Girgenti. Un libro, un autore”. Dopo Legaluppi, è atteso Giovanni Impastato il prossimo 22 giugno, e Franco La Torre il 30 giugno. La rassegna è organizzata dal Centro Culturale Pier Paolo Pasolini, dalle Edizioni Paoline e la Libera Università della Terza Età con il patrocinio dell’Assessorato regionale ai Beni culturali.

Come pubblicato ieri, il Comune di Agrigento ha affidato i lavori di completamento del palasport in piazzale La Malfa. In proposito oggi interviene il gruppo consiliare di “Alternativa Popolare”, che afferma: “Esprimiamo grande soddisfazione per l’avvenuta consegna all’impresa aggiudicataria dei lavori di completamento della palestra distrettuale di Piazzale La Malfa, finanziati con fondi del PON Sicurezza. L’intervento, per un importo complessivo di 2 milioni e 400mila euro, prevede la realizzazione di importanti interventi strutturali sull’immobile, tra i quali la chiusura dei lati est e ovest dell’edificio, la realizzazione di scale di emergenza in acciaio e la revisione del sistema di copertura, opere di finitura interne ed esterne, tra cui il rifacimento del campo di gioco e la realizzazione di servizi igienici, e dotazione impiantistica, incluso l’impianto antincendio. E’ un intervento di rilevante impatto per Agrigento, che restituisce alla città e agli sportivi un impianto da dimensioni e potenzialità non comuni. Per questo non possiamo non ringraziare, nella duplice veste di agrigentini e Consiglieri comunali, il Ministro Angelino Alfano, determinante, da Ministro degli Interni, nel superamento di numerosi ostacoli e lungaggini frapposti all’ottenimento dell’odierno risultato, a vantaggio dell’intera provincia agrigentina”.

E’ stato battezzato il “modello Palermo”, un’alleanza molto civica e politica, e poco partitica, su cui ha costruito il successo elettorale e la riconferma il sindaco Leoluca Orlando. E adesso, in prossimità delle elezioni Regionali del 5 novembre, lo stesso “modello Palermo” lo si vorrebbe esportare, sia nel centrosinistra che nel centrodestra. E i due cavalieri che cavalcherebbero il “modello Palermo” per conquistare Palazzo d’Orleans sono, anzi sarebbero, Nello Musumeci e Piero Grasso. Nel centrodestra, Nello Musumesi ha convocato la stampa in occasione di una conferenza intitolata “Dalle amministrative alle regionali, il tempo del civismo politico”. E’ un esplicito riferimento al progetto elettorale e alla vittoria di Orlando, il candidato dei palermitani, fuori dai partiti. E anche Musumeci, altrettanto fuori dai partiti, con il suo movimento “Diventerà Bellissima”, sarebbe il candidato dei siciliani su cui sarebbero pronti a scommettere i Salvini di Sicilia, i Fratelli d’Italia e quindi tutto ciò che è riscaldato dalla fiamma tricolore, tra ex Finiani ed Alleanza nazionale. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, avrebbe invitato ancora una volta Musumeci a sedersi attorno allo stesso tavolo per concertare, concordare e marciare, insieme. Musumeci avrebbe risposto no, perché già scottato dal dietrofront di Forza Italia sulle primarie di coalizione. E il catanese, a fronte dell’accusa di fuga in avanti, risponde e ripete: “Non ho imposto la mia candidatura, l’ ho semmai proposta alle primarie”. Nel frattempo, in casa centrosinistra, Matteo Orfini e Fausto Raciti mantengono al vento la bandiera della candidatura di Piero Grasso, e anche loro hanno espressamente riconosciuto il merito politico del “modello Palermo”, prospettando che bisogna esportarlo anche alle Regionali intorno alla candidatura del presidente del Senato. Affinchè ciò sia possibile, Piero Grasso dovrebbe dimettersi 7 mesi prima dalla fine della legislatura, e quindi al più presto ogni riserva sarà sciolta. Grasso e il suo staff sono impegnati a sondare gli umori dei siciliani verso la candidatura alla Presidenza della Regione. E se ciò dovesse naufragare, il Partito Democratico non avrebbe altra scelta che affidarsi alle primarie, invocate da tempo da Faraone e da Cracolici, e che dovrebbero svolgersi entro la fine di luglio.

Il corpo di una donna di 70 anni, gioielliera, è stato trovato senza vita nella sua casa di Porto Empedocle l’altra mattina dagli agenti del Commissariato Frontiera. La donna non dava più notizie di sé da un po’ di tempo e non rispondeva al telefono così i parenti hanno avvisato la polizia che ha allertato i vigili del fuoco. Questi ultimi giunti sul posto, insieme ad una pattuglia della Polizia, sono entrati in casa e hanno scoperto il cadavere della donna riverso per terra sul pavimento. Si ipotizza possa essere stata colta da malore. In passato la gioielliera era stata più volte minacciata ed insultata dalla figlia, che era finita nei guai per stalking e maltrattamenti nei confronti della madre. Ora la salma dell’anziana è stata posta sotto sequestro e la Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto un’autopsia per chiarire le cause della morte. Massimo riserbo da parte degli investigatori sulle indagini.

Un’organizzazione che controllava il territorio a Leonforte e Agira attraverso il racket delle estorsioni e’ stata sgominata da un’operazione della polizia di Stato di Enna. Sono otto gli arresti eseguiti dalla Squadra mobile nell’ambito dell’operazione denominata ‘GoodFellas’. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip su richiesta della Dda. . Al centro dell’inchiesta, basata su indagini della squadra mobile di Enna e del commissariato della polizia di Stato di Leonforte, un gruppo criminale che, secondo l’accusa, guidato dal boss Salvatore Seminara, attraverso i suoi affiliati, gestiva le estorsioni a commercianti ed imprenditori, che venivano intimiditi e danneggiati. Particolari sull’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terra’ alle 10.30 negli uffici della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Grande gesto d’amore e di civiltà compiuto dalla famiglia di uno sfortunato favarese, Giuseppe Sicilia, 61 anni, morto improvvisamente per una morte cerebrale. I congiunti dell’uomo, infatti, hanno deciso la donazione degli organi del 61enne, organi, il cui espianto è stato effettuato sabato scorso al Civico di Palermo, che permetteranno di ridare la vita a tre persone bisognose. Gli organi, nello specifico il fegato, i reni e le cornee, ridaranno la gioia di vivere a un ragazzo di Pisa e a due pazienti palermitani.