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La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania ha avviato la procedura di dichiarazione di interesse culturale per “Villa Grazia”, la casa di Franco Battiato a Milo. Il procedimento terminerà entro 120 giorni con l’apposizione del vincolo che dichiarerà la villa quale bene culturale. Donatella Aprile, sovrintendente di Catania, commenta: “La villa di Milo, oltre ad essere un bell’esempio di casale rurale, è oggi un luogo simbolico che testimonia la vita di un artista siciliano riconosciuto in tutto il mondo per la peculiarità della sua produzione. La sua casa deve essere preservata perché possa testimoniarne la vita e diventare un luogo di riferimento, un Museo della Musica che ne possa mantenere la memoria”. E l’assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà, afferma: “Villa Grazia è un luogo unico perché esprime quel silenzio e quella spiritualità che Franco Battiato ci ha donato con la sua arte. Il vincolo culturale è un gesto di amore verso l’artista, ma anche di rispetto e di attenzione per quella che fu la sua dimora”.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha arrestato in flagranza di reato due persone, appena sbarcate al porto di Palermo dalla nave di linea proveniente da Napoli, a bordo di un mezzo pesante, sequestrando quasi 60 chili di hashish. Grazie al cane antidroga Elisir è stato scoperto il carico di stupefacente nascosto nel vano cabina, stipato in 4 grosse buste di plastica. Ai due sono stati sequestrati anche 1.560 euro in contanti. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere Lorusso di Pagliarelli. I due corrieri, P C, sono le iniziali del nome, di 33 anni, ed F R, di 49 anni, sono entrambi di Palermo.

A Siracusa è stato rubato l’albero di limone dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino piantato innanzi all’ingresso del palazzo di giustizia. Secondo l’associazione “100 Passi di Siracusa”, che ha presentato una denuncia alla Polizia, il furto potrebbe essere avvenuto tra sabato e domenica scorsi, proprio in coincidenza con l’anniversario della strage di Capaci. Giovanni Pitarresi, della stessa associazione, commenta: “La circostanza che il furto sia avvenuto in corrispondenza della strage di Capaci è inquietante. Ci auguriamo che sia fatta chiarezza”.

A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato G R, sono le iniziali del nome, di 57 anni, pluripregiudicato, indagato di tentato omicidio pluriaggravato, autore di due aggressioni. Lui, al culmine di un litigio, ha colpito un uomo di 32 anni, esplodendogli contro un colpo con una carabina ad aria compressa, che è un’arma di libera vendita, ferendolo al fianco sinistro. Poi si è scagliato contro il cognato dell’aggredito, di 43 anni, anche lui pluripregiudicato, intervenuto a difesa del parente, e ferito anche lui al fianco destro da un colpo di carabina, ed al braccio sinistro da alcuni fendenti inferti con un coltello di 48 centimetri che gli hanno tranciato di netto i tendini. I due aggrediti sono stati soccorsi all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Il ferito al braccio è stato trasferito al “Civico” di Palermo dove ha subito un delicato intervento chirurgico per restituire funzionalità al braccio. A casa dell’aggressore, conosciuto come arrotino e imparentato con le due vittime, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato sia la carabina che il coltello, nascosto sotto un armadio e ancora intriso di sangue.

Ad Agrigento, alla sede provinciale dell’Inps, l’Istituto di previdenza sociale, in via Picone, è stata recapitata, in una busta bianca, una lettera con frasi minacciose ed un fazzoletto di carta imbrattato di rosso. Il destinatario, che è un dirigente dell’ufficio, ha sporto denuncia ai Carabinieri. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’inchiesta. Il plico è stato sequestrato. Indagini sono in corso.

Ancora disordini nei centri d’accoglienza della provincia agrigentina. Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, 11 migranti sono fuggiti dal centro d’accoglienza “Casa dei gabbiani”. Sei sono stati subito raggiunti dalle forze dell’ordine di presidio alla struttura. Ieri, a Siculiana, un gruppo di circa 60 migranti sono scappati dal centro d’accoglienza “Villa Sikania” che, come la “Casa dei gabbiani”, ospita migranti in sorveglianza sanitaria anti-covid. In tal caso sono stati bloccati 32 minorenni fuggitivi.

Finisce nella Tenenza dei Carabinieri di Favara la vicenda dell’ennesima interruzione di servizio da parte dell’associazione delle imprese che gestisce il servizio ecologico in città.

Già nel pomeriggio di oggi l’assessore Maria Laura Maggiore su preciso mandato di Anna Alba  e accompagnata da un legale si e’ recata dai Carabinieri.

La città invoca il decoro e non può essere sotto scacco. Su questo fronte la sindaca vuole andare avanti ad oltranza. Va tutelato il diritto ai lavoratori della regolare retribuzione, ma nello stesso tempo non deve essere trascurato l’altro diritto dei cittadini di usufruire di un servizio essenziale.

Nella mattinata di oggi è stata affrontata anche la vicenda dell’indiscriminato abbandono dei rifiuti con mirati sopralluoghi da parte degli uffici comunali. È una situazione in continua evoluzione, quando molti aspetti ormai convincono poco. A quanto pare, in Tenenza è stato affrontato anche questo particolare problema.

 

da Siciliaonpress

 372 i nuovi positivi al Covid19  su 19.335 tamponi processati, con una incidenza in discesa all’ 1,9% rispetto a ieri che era al 3,4%. La Sicilia oggi è terza in Italia per numero di contagi giornalieri. I morti sono stati 11 e portano il totale a 5.758. Il numero degli attuali positivi è  di 12.604 con un decremento di 412 casi rispetto a ieri. I guariti sono 773. Negli ospedali i ricoverati sono 668, 31 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 93, 5 in meno rispetto al bollettino precedente.

I nuovi casi per province:

Catania 139;

Agrigento 79;

Trapani 35;

Messina 31;

Palermo 20;

Ragusa 25;

Siracusa 20;

Enna 18;

Caltanissetta 5.

Ancora disordini e fughe di migranti dalla struttura di accoglienza Villa Sikania a Siculiana.

I 30 minori non accompagnati, che si trovavano nella struttura sono riusciti a scappare, disperdendosi come sempre lungo la statale 115 e le campagne circostanti.

Intervenute le forze dell’ordine che hanno provato ad evitare l’allontanamento di massa.

Sembrerebbe che 1o dei 3o migranti, siano stati rintracciati dalle forze di polizia, mentre si procede con le ricerche degli altri migranti che sono riusciti a scappare

 

 

 

Secondo i giudici della Corte di assise di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, Vincenzo Galiano, 80 anni, di Favara, è colpevole dell’omicidio premeditato di Baldassare Contrino, ucciso a 73 anni il 2 luglio del 2018, a colpi di pistola, dopo continue liti e aggressioni e violenti contrasti.  Per Galiano, la pena è di 22 anni di reclusione, pena inflitta dai giudici che hanno accolto in maniera quasi integrale le richieste del pubblico ministero Chiara Bisso che aveva chiesto 24 anni di reclusione. Ma l’imputato che si. sempre dichiarato colpevole, aveva però negato l’omicidio premeditato perché ha sempre sostenuto di aver incontrato il Contrino, per caso, quella mattina, in contrada Caltafaraci, fra Agrigento e Favara.

L’imputato ha  dichiarato di aver fatto fuoco dopo essere stato precedentemente aggredito a colpi d’ascia alla testa.

I difensori hanno sempre sostenuto che Galiano avesse agito dunque, per legittima difesa.

Il pm, nel corso della requisitoria, aveva pure bacchettato il comportamento di amici e familiari: “Probabilmente – aveva detto – si sarebbe potuto evitare perché il conflitto fra loro era evidente, nessuno dei componenti delle due famiglie ha spinto a denunciare e, se fosse accaduto, magari ci sarebbe stato un esito diverso”.

L’imputato dovrà inoltre risarcire i familiari della vittima che si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Calogero Raia.