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“Lunedì prossimo l’Assemblea regionale avvierà la fase conclusiva dei lavori della Legge di Stabilità Finanziaria per fornire risposte concrete al popolo siciliano, penalizzato oltremisura dagli effetti del Coronavirus. La Crisi di liquidità si avverte fra gli operatori economici in difficoltà,peraltro ,a beneficiare delle recenti norme statali che prevedono prestiti con una lunga e complessa istruttoria degli istituti bancari. Sono certo che il Parlamento siciliano guidato dal Presidente Miccichè sulla base delle risorse finanziarie ed economiche disponibili-conclude Giorgia Iacolino-si farà carico delle oggettive difficoltà del sistema economico siciliano, sostenendo gli operatori economici e le famiglie, frastornate da una crisi profonda ed asfissiante”

“Nella primavera del 1945 l’Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci. L’idea di potenza, di superiorità di razza, di sopraffazione di un popolo contro l’altro, all’origine della seconda guerra mondiale, lasciò il posto a quella di cooperazione nella libertà e nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo è nata la Comunità europea”.

Oggi celebriamo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. La pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case. Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale, così come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese”.

“In questo giorno richiamiamo con determinazione questi valori. Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore”. “Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro. Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista”. “Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l’esigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale”. “L’abbiamo vista manifestarsi, nel sentirsi responsabili verso la propria comunità, ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacità e la volontà di ripresa dei nostri territori. Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale”. “A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica!”

Il suo sorriso non c’è più. Così come la sua volontà di una società più giusta, più attenta e più generosa verso chi ha bisogno. Nel nome di Loredana Guida, però, si continua e si continuerà a fare del bene.
Sono stati infatti donati alle associazioni Save the Children ed Emergency i fondi raccolti in occasione del funerale della giornalista agrigentina uccisa dalla malaria lo scorso 28 gennaio e che oggi, 25 aprile, avrebbe compiuto 45 anni.
La famiglia, con le sorelle Francesca e Luisa e il fratello Giuseppe, oltre la mamma Elisabetta Mattaliano, proprio in questa giornata annunciano la volontà di costituire una raccolta fondi nel nome di Lory da realizzarsi su piattaforme virtuali.
Risorse da destinare ad iniziative benefiche centrate soprattutto sui bambini del Sud del Mondo.
Un’iniziativa che viene annunciata oggi ma che sarà lanciata nei prossimi mesi, superata questa fase storica tanto complessa, anche dal punto di vista economico per molti siciliani.
La famiglia, nel ricordare la memoria di Loredana, continua a ribadire la propria fiducia nella giustizia e negli organi preposti, certi che si riuscirà ad avere piena chiarezza sulle tante ombre che, a proprio parere, continuano ad aleggiare su una vicenda che ha sconvolto un intero Paese ma che, complici i fatti di questi mesi, sembra essere finita nel dimenticatoio.

“Agrigento è pronta a ricominciare dal turismo con azioni condivise con gli operatori che attestino sicurezza e garanzia della destinazione turistica”.
A dichiararlo è il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che per sostenere lavoratori e imprese del turismo ha attivato gli uffici per elaborare una proposta articolata da condividere con i rappresentanti del settore.
“Nella fase delicata della ripartenza, uno dei comparti più colpiti dagli effetti della pandemia merita un’attenzione particolare. La generale faticosa ripresa e il mantenimento delle regole del distanziamento sociale, la drastica riduzione del target di clientela a un turismo di prossimità – afferma Firetto – rendono il futuro del Turismo, ad Agrigento, come nel resto del Paese, assai incerto. Tuttavia – prosegue – la marginalità con cui finora il contagio ha colpito la città, consente di poter promuovere il territorio in termini di sicurezza, a certe condizioni”.
Il 16 aprile scorso Firetto ha incontrato in videoconferenza i rappresentanti degli operatori del settore turistico, accogliendo l’istanza di collaborazione propositiva per affrontare fase 2 dell’emergenza Covid 19.
Lunedì scorso, le rappresentanze del settore hanno trasmesso al sindaco una nota ben dettagliata contenente alcune riflessioni e diverse richieste operative.
Il sindaco Firetto, anche nella sua veste di presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi, ha raccolto in una piattaforma di discussione i temi affrontati e ha elaborato alcune soluzioni possibili nell’immediato e a medio e lungo termine, che saranno discusse e condivise in  videoconferenza. Intanto, in attesa delle decisioni governative nazionali e regionali, per la riduzione o la sospensione di imposte e tasse, il Comune ha allo studio possibili sgravi per il periodo di inattività.
Tra le iniziative di promozione della destinazione turistica figurano la comunicazione sul limitato contagio nell’area territoriale agrigentina; la serietà nel controllo della situazione emergenziale, l’incentivo all’applicazione di misure di sicurezza e prevenzione. Inoltre, rimane la massima attenzione al programma di realizzazione delle opere pubbliche e dei servizi per rendere la città adeguata nell’offerta, anche nell’ottica delle più recenti logiche di sostenibilità. Il Comune, inoltre, riunificherà in un solo asset gli sportelli SUAP e SUE, per garantire l’apertura di aziende o la modifica delle loro caratteristiche in tempi brevissimi e compatibili con le necessità di adeguamento delle imprese a seguito dell’impatto dell’emergenza.
 Il sindaco Firetto, peraltro, è tra i promotori delle richieste in corso di confronto tra ANCI e Governo, per ridurre fortemente l’impatto della burocrazia nelle procedure amministrative che sono interessate, direttamente ed indirettamente, dall’emergenza e che incidono sugli assetti operativi delle aziende. Oltre ad attivare uno sportello per le segnalazioni degli operatori turistici, il Comune è pronto a trovare forme di supporto per sostenere le imprese turistiche nei confronti del sistema bancario e le Istituzioni.
Il Comune, ove concordato con la filiera turistica, destinerà, in favore di reti o gruppi di imprese, una somma per incrementare un plafond di buoni sconto per soggiorni maggiori di due giorni, come già previsto nel riparto ufficiale del ricavato della tassa di soggiorno, così come la promozione di holiday bond da spendere entro 2021 nelle strutture ricettive e della ristorazione. Tra le  misure eccezionali proposte per la fase2 figura il distanziamento sociale d’area, che prevede la limitazione oraria di accesso in alcune strade interessate dall’uso degli spazi esterni per la ristorazione, bar e pub.
“Dal confronto con gli operatori – conclude il sindaco Firetto – scaturirà un’azione forte per la ripresa del settore in tutto il territorio di Agrigento”.

Al Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio dei Ministri  Giuseppe Conte

 Al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci

Letteraappello. Settore matrimoni e grandi eventi: “Impossibilitati a fronteggiare le nuove disposizioni rischiamo di non poter riaprire le nostre attività”.

Gentilissimo,

chi Le scrive è un gruppo di imprenditori del comparto grandi eventi e matrimoni che da lavoro a centinaia e centinaia di dipendenti, promuove il Territorio dove opera e produce benessere diffuso.

Ci rivolgiamo a Lei perché, mai come adesso, il futuro del nostro comparto dipende dalle misure che verranno messe  in campo e che, in questo momento, sembrano non prendere in dovuta considerazione le nostre speranze finalizzate alla riapertura delle strutture tra le più importanti in Italia.

Operiamo nel settore da svariati decenni e nelle nostre sale matrimoni, ogni anno vengono ospitati banchetti e cerimonie di nozze con la presenza di centinaia di invitati.

Siamo preoccupati per le disposizioni in arrivo che di fatto impedirebbero il prosieguo delle nostre attività. A differenza dei normali locali, ristoranti e trattorie con un numero ben individuato di coperti, le sale banchetti da sempre sono frequentate quasi giornalmente da centinaia e centinaia di persone al seguito dei festeggiati. E il distanziamento sociale, così come molte altre norme di contenimento dell’epidemia ipotizzate, diventano pressoché impossibili da attuare.

Noi siamo coloro che trasformano i sogni in realtà. Siamo coloro che accolgono, servono, cucinano e sovrintendono ai momenti di gioia di tantissime giovani coppie che convolano a nozze e che festeggiano con i loro numerosi invitati. E  il rito della festa di matrimonio è un evento unico e antico al quale nessuno vuole mancare. Noi siamo in sostanza i professionisti del Wedding. Rappresentiamo quel settore merceologico attorno a cui ruota un fatturato notevole. E di cui ancora nessuno parla. Di cui non c’è traccia nei Decreti, nelle bozze delle fasi di ripresa. Siamo, a tutti gli effetti, un pilastro dell’economia locale, un volano per la promozione siciliana che affonda le proprie radici nelle tradizioni e nella cultura; e che negli eventi ha il suo cuore pulsante.

Abbiamo smesso di lavorare come ci è stato chiesto. Lo abbiamo fatto con diligenza e rispetto, tenendo a cuore le sorti del nostro Paese e della sua gente. Lo abbiamo fatto in questi mesi che per noi sono quelli più importanti dell’anno, quelli in cui generiamo gran parte del nostro fatturato: le chiusure di marzo ed aprile hanno azzerato il nostro fatturato e purtroppo siamo stati costretti ad annullare cerimonie fino a tutto il mese di luglio e gran parte di agosto.

Il nostro è un lavoro di programmazione, dove tutto si organizza con largo anticipo. Questi mesi che lavorativamente non stiamo vivendo, ci vedono costretti ad uno slittamento di molti dei nostri eventi al 2021. Se si allontanano gli eventi, si allontanano anche i nostri incassi.

Non possiamo permetterci di affrontare un anno “sabbatico” visti tutti gli investimenti fatti e gli impegni economici che abbiamo già preso con i nostri fornitori, gli impiegati a cui dobbiamo garantire uno stipendio dignitoso senza contare i tributi e le imposte da saldare.

Abbiamo bisogno del Suo aiuto. Ci aiuti a capire come potremmo ricominciare a lavorare. E se non potremo tornare a festeggiare, perché gli assembramenti dovranno essere evitati, allora chiediamo di trovare delle soluzioni che ci consentano di continuare ad ospitare centinaia di persone nel rispetto delle regole senza dover gioco forza chiudere le nostre attività.

Chiediamo di essere ascoltati per trovare misure che ci possano aiutare ad andare avanti, che non ci facciano sentire abbandonati, che non ci costringano ad abbassare le saracinesche delle nostre aziende. Noi non vogliamo chiudere, noi vogliamo rinascere con il nostro Paese.

Esistiamo anche noi. Noi che, come gli altri, abbiamo contribuito a rendere grande questo Paese. Noi che raccontiamo il bello, rappresentiamo l’arte, la creatività, la storia, la cultura d’Italia. Noi che siamo un motore per l’economia che non può essere fermato. Confidiamo in Lei.

Con ossequio

Aziende Matrimoni Sicilia

 

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 119 (18, 19, 10);

Catania, 721 (93, 128, 77);

Enna, 316 (155, 56, 25);

Messina, 397 (98, 83, 45);

Palermo, 360 (70, 48, 27);

Ragusa, 71 (4, 6, 6);

Siracusa, 97 (49, 81, 22);

Trapani, 110 (6, 20, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 65.165 (+3.015 rispetto a ieri), su 63.626 persone: di queste sono risultate positive 2.981 (+55), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.320 (+19)443 sono guarite (+31) e 218 decedute (+5).

Degli attuali 2.320 positivi, 493 pazienti (-17) sono ricoverati – di cui 32 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.827 (+36) sono in isolamento domiciliare.

Non sopportava più di essere maltrattata dalla zia. Questo il motivo dell’efferato omicidio raccontato agli investigatori da Maria Castronovo, 39 anni. E così ha assoldato due killer e ha ucciso Maria Angela Corona, di 47 anni. La nipote ha indicati gli autori del delitto in Guy Morel Diehi, 23 anni, nato in Costa d’Avorio, e Toumani Soukouna, 28 anni, originario del Mali. Si tratta di due persone allo stato irregolari, dopo che gli è scaduto il permesso di soggiorno per restare in Italia. Hanno incassato 15.500 euro che la nipote ha pagato a rate.
I soldi sono stati consegnati a uno dei due extracomunitari, che ha coinvolto il complice. La vittima è andata nella casa dove Castronovo vive con il nonno, a Bagheria. Forse attirata in trappola. Qui l’hanno strangolata. Il corpo poi è stato chiuso dentro un sacco e gettato nelle campagne, dove infine è stato ritrovato smembrato e dilaniato dagli animali selvatici.

Maria Castronovo si portava dentro un rimorso che l’ha indotta a pentirsi. Ma ancor prima della sua confessione, i carabinieri l’avevano individuata come possibile mandante del delitto. L’avevano interrogata all’ospedale Civico dove era ricoverata per delle ustioni. Il suo racconto auto accusatorio è stato riscontrato in alcuni passaggi, da qui l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini, però, proseguono. Ci sono altri tasselli investigativi da mettere a posto.

In seguito a delle denunce sporte da diversi cittadini licatesi, la Polizia di Stato del Commissariato di Licata ha condotto indagini per svariati mesi. Sono stati arrestati tre soggetti, accusati per reato di truffa. Si tratta di A.G., classe ‘76; P.A., classe ‘83, con precedenti specifici; D’A. A., classe ‘82.

Alcuni cittadini avevano effettuato svariati acquisti online, sostenendone l’affidabilità e probabilmente la convenienza in termini economici, sottoscrivendo polizze assicurative per i propri motoveicoli. Una persona aveva anche comprato un motore per la sua Jeep.

I truffatori in questione si definivano “agenti assicurativi” o “responsabile di società” per la vendita di automezzi e contattavano i cittadini, proponendo preventivi assicurativi vantaggiosi e la vendita di oggetti economici. I malcapitati,” fiutando l’affare, seguivano le indicazioni che venivano loro rivolte dai truffatori che, nel frattempo, avevano indicato specifici recapiti telefonici, identità fittizie, carte di credito PostePay e coordinate bancarie su cui fare i versamenti. Gli inconsapevoli acquirenti che attendevano la consegna della merce o che in quel frangente erano incorsi in incidenti stradali e non risultavano coperti da alcuna assicurazione, ben presto, però, si rendevano conto di essere stati raggirati da sconosciuti che avevano carpito la loro buona fede e si determinavano a proporre denuncia.”

Diventano quattro le vittime da coronavirus a Sciacca E’ morto oggi all’ospedale di Enna un altro degli anziani che tra i primi aveva contratto il contagio nel focolaio del reparto di medicina dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

Aveva 85 anni e il 7 marzo era stato il primo paziente affetto da Covid 19 accolto all’ospedale Umberto I del capoluogo ennese. L’anziano soffriva di varie patologie e per quasi due mesi ha tentato inutilmente di sconfiggere il virus.

Era l’ultimo ancora in vita del gruppo di sei anziani che si trovavano ricoverati nell’unità operativa di medicina della struttura ospedaliera di Sciacca e che erano risultati positivi all’inizio di marzo, i primi contagiati in provincia di Agrigento. Prima di lui erano morti altri tre anziani di Sciacca, uno di Menfi e uno di Ribera, tutti ricoverati per patologie varie nel reparto di medicina del “Giovanni Paolo II”.