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Era il primo matchpoint ed esattamente come successo a Imola arriva la sconfitta nella prima gara fuori casa per la Fortitudo Agrigento contro la Kienergia Rieti che non ha mai perso il controllo ed ha saputo sfruttare le occasioni create da qualche disattenzione di troppo in fase difensiva. Un primo tempo stupendo per Ambrosin, un secondo quarto d’impatto per Grande e l’incisione di Bruno e Morici nel terzo non sono serviti a strappare il match. Proprio nel terzo quarto, al rientro dagli spogliatoi, la Fortitudo ha sbagliato tutto e Rieti si è portata fino ad un parziale di 11-1 prima che la coppia argentina non abbiamo messo le triple che hanno riaperto e ribaltato il match. Hanno pesato i falli nei momenti decisivi, le palle perse e la mancanza di lucidità nel finale. Tiberti e Antelli salgono in cattedra, la squadra reatina prende fiducia e nel finale di partita sono due le triple sbagliate da Ambrosin, top scorer del match con 20 punti e rientrato proprio ad un minuto dalla fine, che non permettono il pareggio ad Agrigento. Serata negativa per Lo Biondo, tiro da tre stregato per Chiarastella (0/5) che però recupera 13 rimbalzi e 4 assist ma non bastano contro Papa che oltre ai rispettivi 13 assist conquista 8 punti. Fino al terzo parziale di gioco le due squadre hanno tenuto testa l’una all’altra ed hanno combattuto su ogni pallone portanti il match sul 47-47. Il quarto e decisivo parziale si è chiuso con un 20-16 e Rieti batte Agrigento 67-63. La squadra di coach Catalani però ha dimostrato di esserci, di poter lottare punto a punto e nonostante una statistica migliore nei tiri da tre è leggermente più bassa in quella da due che ha fatto la differenza per Rieti. Domenica, dunque, si torna in campo per Gara 4 alle ore 18 sempre a Rieti e la partita si prospetta infuocata. Nel frattempo l’altra Rieti, la Sebastiani, è la prima finalista vincendo su Senigallia e portando il risultato sul 3-0 asfaltando letteralmente la squadra avversaria.

Il pm Giorgia Righi ha chiesto la condanna a dieci anni e otto mesi per un uomo di 54 anni, accusato di aver abusato sessualmente di nove ragazzini che giocavano a calcetto in un campus dove l’imputato era il “mister” di una scuola calcio. Il processo con il rito abbreviato si sta svolgendo davanti al gup Ermelinda Marfia.

L’inchiesta della squadra mobile era partita dalla denuncia di due ragazzini e le presunte violenze erano state anche riprese in diretta dagli agenti, tanto che il 12 agosto erano intervenuti per arrestare l’imputato. L’allenatore, secondo il racconto delle presunte vittime, avrebbe mascherato gli abusi facendoli passare per giochi. Giochi che avvenivano anche in una piscina gonfiabile all’interno del circolo. Le presunte vittime hanno tra i 9 e gli 11 anni e sono assistite dagli avvocati Francesco Paolo Sanfilippo, Maria Laura Lima e Claudia Corrao.

Ad Agrigento in un’abitazione nel quartiere “Esseneto” è accaduto che una coppia ha litigato, e lui ha schiaffeggiato lei. E non sarebbe stata la prima volta. I vicini di casa, preoccupati dal trambusto, hanno telefonato al 112. Sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti. Lui, di 35 anni, è stato denunciato a piede libero alla Procura per maltrattamenti in famiglia. Lei è stata curata dai sanitari del 118, poi allontanata da casa e condotta in una struttura protetta per donne vittime di violenza. Lei ha raccontato che tali episodi si protraggono da parecchio tempo. E’ stato avviato il rituale codice rosso a tutela della malcapitata.

Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Mario Zappia, interviene a margine di alcune notizie, circolate a mezzo stampa, relative a criticità presso il reparto di urologia dell’ospedale di Sciacca: “La cronica carenza di medici a livello regionale e nazionale – afferma il commissario – è ormai nota anche ai non addetti ai lavori, con ripercussioni pesanti su alcuni servizi in tantissime strutture. La direzione strategica sta comunque tentando in tutti i modi di accelerare le procedure concorsuali e nel frattempo sta  utilizzando al massimo la flessibilità organizzativa chiedendo ai medici di poter garantire il servizio anche su più ospedali. Va detto che, presso l’unità di Urologia del presidio ospedaliero ‘Giovanni Paolo II’ di Sciacca è in atto garantita non solo l’attività ambulatoriale ma anche tutti gli interventi in emergenza e le prestazioni per i pazienti oncologici in cura urologica proprio grazie ad un provvedimento urgente che dispone la presenza dei medici dell’Urologia di Agrigento anche presso il reparto di Sciacca. E’ nostra intenzione definire in tempi brevi la selezione concorsuale per la nomina del nuovo direttore dell’UOC di Urologia e avviare le procedure concorsuali per l’assunzione dei dirigenti medici previsti in pianta organica, in atto carente di alcune unità. La direzione, nell’esprimere un vivo ringraziamento al personale attualmente in servizio per lo spirito di abnegazione mostrato in questi periodi difficili, conferma inoltre l’impegno e l’attenzione che il presidio ospedaliero di Sciacca richiede, rappresentando una struttura fondamentale per la sanità provinciale”.

La misura ha l’obiettivo di sostenere le imprese che esercitano attività commerciali al dettaglio in forma ambulante. I contributi saranno destinati agli imprenditori che rientrano nei codici Ateco 47.81 (commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande), 47.82 (commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature) e 47.89 (commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti). Non rientrano, invece, tra i destinatari le imprese che esercitano l’attività di commercio ambulante con posto fisso.

Per l’acqua pubblica ei beni comuni e pubblici, contro il DDL Concorrenza e per il pieno funzionamento di AICA. Di questo si discuterà nell’incontro di sabato 4 giugno, ore 10.00, presso l’Alba Palace Hotel a Favara, organizzato dal Partito regionale della Rifondazione Comunista e da ManifestA che vedrà la partecipazione del Sindaco di Favara, Antonio Palumbo, e della parlamentare nazionale di Manifesta, Simona Suriano. 
Il provvedimento del Governo Draghi, in fase di approvazione, infatti, prevede che sia il privato, in via ordinaria, a gestire i servizi pubblici che, inevitabilmente, porterà ad una nuova ondata di privatizzazioni dei beni comuni fondamentali: dall’acqua all’energia , dai rifiuti al trasporto pubblico locale, dalla sanità ai servizi sociali e culturali, fino ai porti e alle telecomunicazioni.
Un vero e proprio esproprio delle comunità locali e degli Enti Locali che saranno costretti a mettere sul mercato i beni comuni ei servizi fondamentali dei cittadini, azzerando la funzione storica pubblica e sociale dei Comuni.
Un intendimento in palese contraddizione con la volontà popolare espressa con nettezza nei referendum del 2011 che chiedevano la fine della privatizzazione dell’acqua e una gestione pubblica dei beni comuni.
Perciò, nel ribadire la nostra contrarietà alle privatizzazioni e al sovrasfruttamento delle risorse naturali che hanno migliorato i servizi e aumentati le tariffe, oltre ad aver ridotto i diritti del lavoro, l’occupazione ei salari, aumentando la precarietà, invita la cittadinanza a partecipare tutti ‘incontro ea mobilitarsi per bloccare il DDL Concorrenza.
Per il territorio agrigentino ciò è ancora più importante perché tale deriva potrebbe mettere in discussione AICA, l’Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini che gestisce il servizio integrato nella stessa provincia e che è interamente pubblica.
L’Acqua è un bene essenziale e sempre più conteso, perciò, laddove si è privatizzata la sua gestione non è seguito nessun beneficio per i cittadini che, anzi, spesso hanno visto aumentare le tariffe e, nel medio periodo, si sono ritrovati un servizio inefficiente e una mancanza assoluta di investimenti. 

Anche la DMO Distretto Turistico Valle dei Templi sostiene Mareamico e Marevivo nella valorizzazione dell’intera area di Punta Bianca e Montegrande, divenuta Riserva Naturale. La Costa del Mito, prodotto turistico della DMO, promuove, infatti, 150 chilometri di spiagge, riserve e parchi archeologici e paesaggistici che si estendono da Selinunte a Gela. Domenica 5 giugno anche il Distretto Turistico sarà al fianco dei volontari e di tanti cittadini che denunciano lo stato di abbandono dell’ex caserma che rischia ormai di crollare e che invece potrebbe divenire museo e punto di accoglienza per i turisti. Sempre domenica, i volontari saranno impegnati nel restituire decoro e pulizia alle spiagge e, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, rilasceranno in acqua una tartaruga caretta caretta, curata dal Centro Recupero (CRETAM) dello stesso Istituto. Nel corso della giornata sono in programma, inoltre, una prova dimostrativa di pulizia delle spiagge a cavallo, un raduno di Sup, tavole che permettono lo spostamento in acqua utilizzando una pagaia, e un tour con le mountain bike.
Per l’occasione sarà inaugurata la nuova segnaletica della riserva di Punta Bianca.

“Con l’istituzione della riserva – afferma l’amministratore della DMO, Fabrizio La Gaipa – la Costa del Mito si arricchisce di una nuova meta turistica che merita da tempo di essere valorizzata, protetta e dotata di servizi essenziali per la fruizione. Siamo grati a MareAmico e Marevivo che con determinazione si sono impegnati per ottenere il necessario riconoscimento con l’obiettivo di salvaguardare uno dei luoghi più belli della fascia costiera meridionale della Sicilia”.

La giunta comunale di Agrigento ha stabilito l’ufficiale candidatura di Agrigento a Capitale della cultura del 2025.

Il documento è stato firmato oggi dall’Amministrazione comunale.

“La città – dice il provvedimento – è in possesso di tutti i requisiti necessari per presentare la candidatura quale Capitale della Cultura 2025 per la riconosciuta storia millenaria”.

Segue un elenco di queste motivazioni, tra le quali “la Valle dei Templi ha ottenuto il Premio nazionale del Paesaggio nel 2016/2017 e nel 2018 ha ottenuto la menzione speciale al Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d’Europa”.

Il Comune, inoltre, svolgerebbe “un ruolo centrale e connettivo anche con riferimento alle molteplici istituzioni alla cui governance partecipa attivamente, dal Parco Archeologico con i suoi 42 siti, al Consorzio Universitario con la sua rete di soci, fra i quali diversi Comuni e la Camera di Commercio, al Distretto Turistico, che raccoglie i Comuni e gli operatori turistici del territorio, Istituzioni, queste, che incidono direttamente, con la loro azione in rete, nel sistema culturale, formativo e turistico della Città”.

Ma non solo, secondo la delibera di giunta si starebbero “ponendo in essere azioni di connessione con il territorio circostante per poter costruire un’offerta attrattiva in stretta sinergia con i territori limitrofi e con le città della costa e dell’entroterra per costruire una nuova narrazione in cui Agrigento rivesta un ruolo di attrattore ed elemento trainante di un sistema più ampio e che un sistema più ampio ed integrato permetterà infatti di poter offrire itinerari culturali ed esperenziali sempre più strutturati, dove poter raccontare la ricchezza millenaria, ed al contempo attuale, del territorio”.

Per tutto questo l’ente avvierà un “percorso di coinvolgimento di Enti e Amministrazioni del territorio e della Regione, al fine di raccogliere esperienze, coinvolgere gli attori culturali del territorio e rendere partecipi i cittadini, le realtà associative e le forze economiche e produttive” e soprattutto, aggiungiamo noi, si raccolgano idee progettuali e fondi necessari.

La giunta ha inoltre autorizzato il sindaco, a stipulare, “protocolli d’intesa con l’Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento, con gli Enti pubblici e privati sostenitori dell’iniziativa” proprio per avviare la fase progettuale.

La sala Fazello del museo archeologico regionale Pietro Griffo di Agrigento, ha ospitato, stamani, la conferenza stampa di presentazione della mostra itinerante “Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani”, curata da Ilaria Bernardi, in programma dal 5 giugno (prima domenica del mese con ingresso gratuito al museo) al 4 settembre.
Al museo ogni sabato si terranno attività educative gratuite, offerte dall’Associazione Genesi: si terranno due visite guidate, una alle 11:30 e una alle 15, e un workshop partecipativo alle 17.
Organizzata dall’associazione Genesi in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, la mostra si snoda tra il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” e la Biblioteca Lucchesiana.
Al Griffo la mostra si sviluppa nelle sale e all’interno della Sala Zeus stessa, dove è custodito l’unico esemplare intero di Telamone.
Questi spazi accolgono le opere delle sei sezioni tematiche individuate nella Collezione Genesi, attraverso le quali questi lavori esprimono il loro messaggio legato alla difesa dei diritti umani.
Al fine di indurre i visitatori a scoprire il patrimonio storico e culturale del proprio territorio, Progetto Genesi sceglie di esporre una delle più rilevanti opere della Collezione, Becoming (2015) di Morteza Ahmadvand, presso la Biblioteca Lucchesiana, scelta in quanto in precedenza è stata spesso parte delle Giornate del FAI che ad Agrigento dal 1999 ha in concessione il Giardino della Kolymbethra.
La mostra itinerante individua all’interno della Collezione Genesi sei principali sezioni tematiche nelle quali questo messaggio viene declinato dalle opere: La memoria di un popolo: le tradizioni e la storia di ogni comunità come memoria collettiva da preservare in quanto elemento identitario fondamentale; Un’identità multiculturale: identità molteplici e l’importanza del dialogo, dell’interscambio e del rispetto reciproco tra culture; Le vittime del Potere: le violenze perpetrate o tollerate, in alcune aree del mondo, dagli stessi governi sui propri cittadini, vittime di costrizioni, censure, genocidi, guerre, sfruttamento; Il colore della pelle: i pregiudizi e le ingiustizie che colpiscono le persone sulla base del colore della pelle negli Stati Uniti; La condizione femminile: il ruolo della donna all’interno di contesti, privati o pubblici, in cui la supremazia maschile è ancora presente; La tutela dell’ambiente: i danni causati dalle attività umane all’ecosistema e l’urgenza di preservare l’equilibrio tra umano e natura mediante uno sviluppo sostenibile.
“La Collezione – afferma Ilaria Bernardi – è stata voluta da Letizia Moratti che ne ha affidato la curatela a Clarice Pecori Giraldi. Il criterio principale per darle vita è stato quello di individuare opere che da un lato parlassero delle più urgenti e attuali questioni sociali, dall’altro fossero capaci di dare una speranza, una via di uscita dai drammi del nostro tempo. L’opera di Alfredo Jaar, ad esempio, mostra due bambini di spalle che si abbracciano mentre sullo sfondo si sta compiendo il genocidio del Ruanda del 1994: la scelta di mettere in primo piano quel gesto di solidarietà e di sfocare il dramma sullo sfondo è emblematico dell’approccio con cui sono state selezionate le opere della Collezione Genesi”.
Così il capo delegazione Fai Agrigento Giuseppe Taibi: “E’ importante che tutto ciò avvenga anche ad Agrigento in quanto Agrigento è la “Porta d’Europa” ed è frequentemente interessata da fenomeni migratori. Migrazioni che oggi avvengono anche a causa della crisi climatica. Proprio da Agrigento sono partiti messaggi importanti sul tema dell’accoglienza e del soccorso in mare, messaggi  diretti all’intera Comunità Europea e non solo. La Magistratura agrigentina ha, infatti, recentemente ribadito che “è un dovere il soccorso in mare” giudicando ad esempio il caso di Carola Rackete”.
La Mostra Genesi è visitabile fino al 4 settembre 2022.