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L’uomo più ricercato d’Italia, latitante dal 1993, è diventato nonno. La figlia del boss mafioso Matteo Messina Denaro, Lorenza Alagna, che porta il cognome della madre Francesca e il nome della nonna paterna, il 14 luglio scorso ha partorito un bambino, avuto col suo compagno.

Il bimbo non si chiama come il nonno Matteo. Lorenza ha 26 anni e da tempo ha lasciato la casa della nonna paterna a Castelvetrano, in cui viveva con la madre, scegliendo di vivere libera senza dover trascinare il peso del cognome del padre che però non ha in alcun modo ripudiato e che, secondo gli investigatori, non avrebbe mai visto. “Quanto vorrei l’affetto di una persona e purtroppo questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino… ” aveva scritto su Facebook Lorenza che conduce una vita come tutte le ragazze della sua età dopo il diploma al liceo scientifico e il tentativo di raggiungere la laurea. Anni fa, al Tg 2, dietro le serrande abbassate della sua abitazione aveva detto: “Non voglio rilasciare interviste, non voglio stare sotto i riflettori.
Basta. Io sono una ragazza normalissima come tutte le altre.
Voglio essere lasciata in pace. Dovete fare finta che io non esisto”. Matteo Messina Denaro è ricercato in tutto il mondo per associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto. E’ l’ultimo grande boss mafioso latitante che ha goduto di una fitta rete di protezione nel trapanese anche grazie all’enorme disponibilità di soldi.

Dodici imbarcazioni, per un totale di 178 migranti, a partire dalla mezzanotte, sono stati intercettati e bloccati nelle acque antistanti a Lampedusa. Uno degli approdi si è registrato a Pozzolana di Ponente, a Linosa, dove i carabinieri sono riusciti, non appena è scattato l’allarme, a rintracciare 12 tunisini.

Un barchino con 14 subsahariani è stato bloccato da una motovedetta della Guardia di finanza a circa un miglio e mezzo dall’isola. La stessa unità ha intercettato poco dopo altre 6 imbarcazioni con a bordo rispettivamente 17, 15, 16, 15, 14 e 14 migranti. Poco prima dell’alba, le Fiamme gialle hanno fatto sbarcare al molo Favaloro 61 migranti, tra cui 2 donne: viaggiavano su 4 imbarcazioni. Tra loro anche una donna e 6 minor

Alcune mamme di Favara lunedì prossimo si troveranno nella locale Tenenza dei Carabinieri a denunciare l’interruzione di servizio a circa un mese dal mancato ritiro dei rifiuti che continua in molte zone della città nonostante l’ordinanza urgente della sindaca.

L’idea è di Maria Nona che sta cercando di coinvolgere quante donne possibile per alzare la voce di protesta su fatti gravissimi, veri e propri attentati alla salute pubblica e alla dignità delle persone.

L’appuntamento nella Tenenza dei Carabinieri è per lunedì prossimo alle 10,30 e si prevede che saranno in tante.

Il forte aumento dei contagi è la conseguenza di comportamenti improntati a “liberi tutti”. Abbracci, baci, feste, compleanni, matrimoni, hanno offerto al virus un assist incredibile. Ci risiamo. L’esperienza della seconda ondata, della terza, non è servita a nulla, tanto da proiettarci nella quarta ondata, la quale avviene nella stagione estiva anticipando il periodo autunnale. In buona sostanza, abbiamo anticipato a luglio quello che lo scorso anno iniziò a verificarsi a settembre inoltrato.
Aumentano i contagi e anche i ricoveri in ospedale. Ritornando all’8 luglio, erano 7, mentre al 22 luglio sono saliti a 19 di cui 3 in terapia intensiva. Con l’aggravante che il virus colpisce di più il mondo giovanile. Al Fratelli Parlapiano di Ribera, ospedale Covid, ci sono 7 soggetti in rianimazione (su 10 posti letto disponibili), mentre in medicina Covid i ricoverati sono 16, riempiendo, praticamente, la prima ala. “Tutti i ricoverati, tranne una persona, sono tutti non vaccinati”, evidenzia Zappia. C’è stato un decesso di un soggetto non vaccinato.

L’unica arma- insiste Zappia- è la vaccinazione. La nostra provincia è, in Sicilia, al secondo posto per somministrazioni effettuate. C’è una copertura del 66%”.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, la nostra provincia ha un ritmo sostenuto. “L’ostinazione a non vaccinarsi sta creando serie difficoltà”, aggiunge Zappia ricordando il boom di contagi a Favara, Porto Empedocle, Caltabellotta, San Giovanni Gemini, Cammarata e il ritorno delle zone rosse.

A fronte degli intervenuti nuovi parametri di valutazione, con propria ordinanza, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha disposto la conclusione delle ‘zone rosse’ in Sicilia nei Comuni di Caltabellotta, Cammarata, Favara, Gela, Mazzarino, Riesi e San Giovanni Gemini. L’ordinanza, emanata sulla base delle relazioni dei dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali di Agrigento e Caltanissetta, ha efficacia dalla sua pubblicazione sul sito istituzionale, prevista per il pomeriggio di oggi.

Sono 626 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 13.735 tamponi processati. L’indice di positività è al 4.56%, in salita rispetto a ieri. Sull’isola si registra una nuova vittima mentre i guariti/dimessi sono 56. Attualmente in Sicilia ci sono 7.472 persone positive, ben 569 in più rispetto a ieri.

I nuovi casi per province:

Ragusa 175; Caltanissetta 97; Agrigento 90; Palermo 83; Catania 63; Messina 43; Siracusa 32; Trapani 23; Enna 20

Al mattino di oggi paura e panico a Favara, in via Giacomo Dei Medici, dove è divampato un violento incendio al primo piano abitato di un edificio con un secondo piano ancora in costruzione. Un intero quartiere si è riversato in strada, nel timore che le fiamme si propagassero anche a danno delle altre abitazioni della zona. E’ trapelato che si sarebbe riusciti in tempo ad allontanare dal posto una bombola del gas. Sono intervenuti i Vigili del fuoco. La Polizia municipale ha deviato il traffico. Indagini sulle cause del fuoco sono in corso da parte dei Carabinieri della locale Tenenza. L’immobile è stato dichiarato inagibile.

Ad Agrigento, a San Leone, al piazzale Giglia, in occasione dell’allestimento di un tavolo per la raccolta delle firme a sostegno del referendum per l’eutanasia legale, martedì prossimo, 27 luglio, dalle ore 10 alle 13 sarà presente anche il noto sostenitore dell’eutanasia legale, Marco Cappato. Il comitato promotore dell’iniziativa invita i cittadini a partecipare, perché bisogna raccogliere 500mila firme da consegnare alla Cassazione entro il prossimo 30 settembre. Per altre informazioni consultate il sito https://referendum.eutanasialegale.it/

Il Circolo del Partito Democratico di Agrigento rivolge solidarietà e apprezzamento ai gestori dei locali “La Rotta” e “Santulì” di Agrigento per l’iniziativa in atto di consentire l’ingresso nei propri locali solo ai possessori di green pass o di tampone negativo nelle precedenti 48 ore. E ciò parecchio tempo prima che adesso fossero imposti tali obblighi per accedere ai tavoli al chiuso. Il segretario del Circolo, Silvio Torregrossa, afferma: “E’ stata una decisione di alto valore etico-morale oltre che sanitario, che antepone l’interesse della salute pubblica a quello commerciale”.

Il presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, di Agrigento, Carmelo Salamone, interviene nel merito del perdurante e non più tollerabile ritardo nei pagamenti alle imprese. Carmelo Salamone afferma: “Da ben dieci mesi la Regione non versa un centesimo nelle casse delle imprese che stanno svolgendo la propria attività per la pubblica amministrazione, mettendo in ginocchio un intero comparto. Appare dunque ironico che si annuncino misure straordinarie di sostegno per i danni provocati dalla pandemia. Nonostante l’aumento al 30% dell’anticipazione dei costi, da novembre 2020 non viene versato alcunché nelle casse delle aziende, che oggi stanno comunque meritoriamente continuando i lavori assegnati, indebitandosi pur di rispettare gli impegni presi. Molte aziende potrebbero decidere, stante l’assenza di trasferimenti, di sospendere le attività in corso, con danno per i cittadini, e beffa per cantieri annunciati in pompa magna anche da esponenti della Regione. Lancio un appello alla politica: se l’obiettivo finale di tutte queste scelte è fare chiudere le aziende, si abbia almeno il coraggio di dirlo chiaramente. Non si camuffi come ‘cura’ quello che invece è un veleno” – conclude Carmelo Salamone.