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I magistrati di Mons, località del Belgio, avrebbero aperto un’indagine sulla criminalità organizzata agrigentina in Belgio, dato il sospetto che nella folta comunità, proveniente soprattutto da Favara e Porto Empedocle, possano annidarsi “cellule” di Cosa nostra. Lo riporta il quotidiano La Sicilia di questa mattina che scrive dei recenti fatti di sangue che legano il paese del nord Europa con Favara e di un’indagine aperta sui recenti omicidi in territorio belga, nochè sui traffici di droga. Lo stesso quotidiano riporta della “sparizione” di Carmelo Di Stefano, il favarese rimasto ferito dopo l’agguato in cui è stato ucciso l’empedoclino Mario Jakelich a Liegi qualche mese addietro. Sembra che l’uomo dopo un periodo di degenza in ospedale per le ferite riportate, una volta guarito, abbia fatto perdere ogni traccia di sé.

Incidente mortale sulla Agrigento-Palermo nei pressi della sala ricevimenti Villa Fabiana, tra Villabate e Misilmeri.
Un furgone Iveco diretto a Palermo è finito contro il guard-rail.
La vittima è Vincenzo Polizzotto di 51 anni palermitano. L’uomo era a bordo del furgone che trasportava generi alimentari ed è finito contro il guard-rail. Il passeggero di 63 anni è in codice rosso all’ospedale Civico. Nell’impatto una persona è deceduta, una seconda è stata trasportata all’ospedale Civico di Palermo in gravissime condizioni.
Nello scontro il furgone è andato distrutto e il motore del mezzo è finito sull’asfalto.
I rilievi sono eseguiti dai carabinieri.

Monta la protesta contro la paventata possibilità di apertura di un centro accoglienza per minori in via Giovanni XXIII ad Agrigento. I cittadini residenti del luogo non gradiscono tale possibilità e si stanno mobilitando per raccogliere firme attraverso una petizione. A farsi portavoce del malumore dei numerosi residenti e commercianti della zona la consigliera comunale Nuccia Palermo, che insieme ad altri consiglieri, quale chiede un incontro col sindaco Calogero Firetto e “un consiglio comunale aperto per mettere ordine a quello che appare un assalto alla diligenza”. Sulla vicenda interviene anche il consigliere Salvatore Borsellino: “Nulla contro i poveri immigrati che fuggono da realtà di misera e guerra ma Agrigento è una piazza satura che ha già adempiuto al fenomeno dell’accoglienza”.

Quando alla sera di giovedì 22 giugno scorso, a Canicattì, nella campagna di contrada “Montagna”, a ridosso del quartiere popolare “Borgalino”, Vincenzo Curto, 31 anni, è stato vittima di un tentato omicidio, abbiamo sollevato due interrogativi. Il primo: Curto non si è accorto di nulla? Il secondo: movente passionale? Ebbene, adesso la risposta ai due quesiti è sì, perché Vincenzo Curto non si sarebbe trincerato dietro la cortina del silenzio, e avrebbe anche rilevato il perché sarebbe stato teso l’agguato che gli ha provocato ferite da colpi d’arma da fuoco all’addome, sotto il costato, e alla coscia destra. E i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, i colleghi del Commissariato di Canicattì, e i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Canicattì hanno arrestato Gianluca Scaccia, 33 anni, di Canicattì. Il provvedimento cautelare è stato firmato dal sostituto procuratore di Agrigento, Carlo Cinque, titolare dell’inchiesta. Scaccia non avrebbe sparato con una scacciacani ma con una pistola calibro 7,65, di cui al momento non vi è traccia, e avrebbe premuto il grilletto tre volte. Le tre ogive sono state recuperate. Gli investigatori avrebbero raccolto e riscontrato i gravi indizi di colpevolezza necessari per giustificare la misura di custodia. E determinanti, e orientanti, sarebbero state le dichiarazioni rese dal ferito, Vincenzo Curto, ricoverato in ospedale, al “Barone Lombardo” della città dell’Uva Italia. Gianluca Scaccia, che risponderà ai magistrati di tentato omicidio, porto aggravato e detenzione illegale di pistola, avrebbe assaltato Curto a pistolettate perché animato e infuocato da contrasti sentimentali. Si sarebbe consumata la classica, rituale e purtroppo ricorrente storia d’amore e di coltelli di cui è ricca la letteratura cinematografica, e che nel copione canicattinese avrebbe subito la variante del piombo al posto della lama. E l’epilogo, fortunosamente, non è stato mortale. E il Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ringrazia il pubblico ministero, Carlo Cinque, i Carabinieri, il Commissariato di Canicattì e la Squadra Mobile di Agrigento per l’impegno e la tempestività delle indagini condotte, e commenta: “Nonostante un clima di omertà ancora fortemente presente in provincia, le forze dell’ordine e la magistratura, con azione sinergica, riescono ad assicurare l’ordine pubblico e la legalità anche in contesti difficili come quelli di questo territorio. Solo attraverso una risposta tempestiva ed efficace dello Stato in tutte le sue articolazioni, con il consenso e la convinta collaborazione dei cittadini, può essere affermata la legalità, base fondamentale per il convivere civile e per l’esplicazione dei diritti e delle libertà degli individui”.


Comunicato dei vertici dell’Akragas – nelle persone del presidente Silvio Alessi e del presidente onorario, Marcello Giavarini – sulla situazione economica del club e sull’imminente scadenza del 30 giugno per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.
“I presidenti dell’Akragas, Silvio Alessi e Marcello Giavarini, smentiscono categoricamente qualsiasi tipo di trattativa per salvare il club e di ingresso di nuovi soci. A distanza di quasi due settimane dall’ultima nota stampa e dall’ennesimo grido d’allarme, nessuno si è fatto avanti per cercare di sostenere finanziariamente la società : “Dobbiamo purtroppo constatare – dichiarano Alessi e Giavarini – che nessuno tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni politiche si è fatto vivo con noi per discutere di Akragas e provare a salvare il titolo in Lega Pro. Smentiamo tutte le voci di trattative che non sono mai iniziate perché non ci sono mai state. Nessuno, ribadiamo nessuno, si è fatto avanti per cercare di acquisire le quote societarie. Nemmeno l’amministrazione comunale ci ha interpellato. L’indifferenza sull’Akragas è totale e questo ci rattrista molto. Sono assolutamente false le notizie di potenziali acquirenti che avrebbero chiesto informazioni sull’Akragas. Finora non è pervenuta nessuna richiesta di rilevare il club. La situazione è la stessa di alcuni giorni fa. E’ come se il futuro dell’Akragas non interessasse a nessuno e di questo siamo molto amareggiati. Ai nostri appelli e gridi d’allarme nessuno ha mai dato risposta, sia positiva che negativa. Ci siamo stancati di leggere notizie, che non rispondono al vero, di presunte cordate interessate all’Akragas. La verità è che a noi non è mai pervenuta nessuna richiesta di acquistare il club. Siamo costretti purtroppo a prenderne atto e rimarchiamo il fatto che da soli non possiamo più continuare a sostenere la gestione dell’Akragas. C’è ancora tempo per aiutare il club, ci sono ancora quattro giorni per cercare di salvare l’Akragas, ma senza l’apporto di nuovi soci la squadra non sarà iscritta in Lega Pro”.
Intanto i tifosi agrigentini hanno organizzato una manifestazione per domani sera , per dimostrare vicinanza ai colori, proprio a ridosso della Curva Nord dell’Esseneto.

L’Associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in video, che, anche quest’anno, a San Leone, al Viale delle Dune, all’interno del boschetto a ridosso della spiaggia, è sorto l’accampamento commerciale del deposito di pannocchie di mais da arrostire in spiaggia, e l’ostello per gli operatori. Ecco il VIDEO

A Realmonte il prossimo 6 luglio, giovedì, al ristorante Madison, l’Ais, l’Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Agrigento, coordinata dal Delegato e Sommelier professionista Francesco Baldacchino, sarà protagonista della terza edizione di “Sicilia in bolle”, a conferma dell’interesse crescente per le bollicine “Made in Sicily” da parte di un pubblico sempre più ampio. Le aziende che parteciperanno all’evento saranno circa 50, tra metodo classico, metodo charmat e vini frizzanti, provenienti da tutte le province siciliane, con una presenza di almeno due etichette a testa. Il pomeriggio del 6 luglio alle ore 16 al Madison si svolgerà un convegno sul tema “Storia e futuro dello spumante in Sicilia”, con i vertici nazionali, regionali e agrigentini dell’Ais e, tra gli altri, l’enologo Tonino Guzzo, il produttore Michele Scamacca del Murgo, ed il giornalista, sommelier Ais e degustatore internazionale Renato Rovetta. Poi, in serata, dalle ore 19:30 in poi si procederà alla degustazione dei vini, accompagnata, dall’antipasto al dolce, dalle proposte gastronomiche, con materie prime di qualità del territorio, a cura dello chef Antonio Di Caro e della brigata del Ristorante Madison. Il tutto tra mostre artistiche aventi a tema la Scala dei Turchi. E in conclusione, dalle ore 23 in poi, il dj set, con il dj Giannino, e una selezione dagli anni 80 in poi. L’ingresso costa 25 euro per i tesserati Ais, e 30 euro per i non soci.

E’ stato consegnato oggi 25 Giugno c.m  al distaccamento dei vigili del fuoco dell’isola di Lampedusa, il natante antincendio RIB 01.
Il progetto nato e voluto nel Febbraio 2015 dal ex sindaco Giusy NICOLINI in sinergia con il Conapo provinciale di Agrigento, prevedeva il potenziamento del dispositivo di soccorso da parte dei Vigili del Fuoco sull’isola di Lampedusa e Linosa, attraverso l’apertura di un distaccamento VVF a Linosa ( decreto e in attesa dei lavori 210,000 euro già impegnati dal comune di Lampedusa) oltre al posizionamento in loco di  container dotati di varie attrezzature per il soccorso. Lavori di riqualificazione sull’esistente struttura VVF presente in aeroporto a Lampedusa (lavori già banditi per circa 400 mila euro), il potenziamento del dispositivo di soccorso SAR e portuale attraverso un natante RIB 01 antincendio per il soccorso in mare e soccorso antincendio per la flotta peschereccia e diportista del porto di Lampedusa e linosa, ma anche per il trasferimento immediato di unità operative sulla più piccola delle isole Pelagie per eventuali necessità di rinforzi. Allo studio vi era anche un concorso con riserva posti per i residenti a Lampedusa.
All’incontro parteciparono su specifica richiesta del sindaco di Lampedusa, il sottosegretario all’Interno delega vigili del fuoco On Gianpiero Bocci, l’ex Capo dipartimento del CNVVF Francesco Antonio Musolino, il direttore centrale per i beni e le risorse strumentali e logistiche Ing. Guido Parisi, il deputato On. Antonino Moscatt (PD), l’assessore del comune di Lampedusa e linosa Stefano Greco, e il segretario Provinciale Conapo Agrigento Antonio DI Malta.
La consegna dell’unità navale ai vigili del fuoco” – Dichiara DI MALTA Segretario provinciale conapo di agrigento vigili del fuoco– “è solo uno dei punti portati avanti dall’ex sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini in sintonia con i Vigili del Fuoco dell’isola, per potenziare il soccorso e la sicurezza per i propri cittadini e per permettere ai  vigili del fuoco delle due isole di operare nelle migliori condizioni possibili.  Il nostro augurio è che il nuovo sindaco possa dare seguito alla stessa attenzione posta dal suo predecessore in materia di sicurezza e soccorso dei vigili del fuoco” – continua  –  DI MALTA“Per linosa abbiamo notizie che sono stati banditi dalla vecchia amministrazione circa 210 mila euro per rendere idonea la struttura polifunzionale dove è istituita la sede dei VVF e che dall’ultima visita a Lampedusa del capo del corpo era imminente il decreto d’istituzione da parte del Ministero”. “Il nostro auspicio” – conclude – Di Malta –  “è  che il nuovo Sindaco ponga la massima attenzione affinchè il lavoro iniziato non venga vanificato da logiche e politiche che niente avrebbero a che vedere con gli interessi e la sicurezza dei cittadini e degli operatori del soccorso.”


Si è chiuso, dopo un tiramolla durato qualche giorno, il cerchio attorno allo sparatore che venerdì scorso ha ferito a pistolettate Vincenzo Curto, 31 anni  di Canicattì.
In esecuzione di un provvedimento di fermo firmato dal Pubblico ministero Carlo Cinque della Procura della Repubblica di Agrigento, oggi pomeriggio è stato catturato Gianluca Scaccia, 33 anni, pregiudicato, conoscente della vittima con la quale, dalla separazione con la moglie aveva avuto più di un dissidio.

A Scaccia il Pm contesta tentato omicidio, porto aggravato e detenzione illegale di pistola dopo aver esaminato il rapporto dei carabinieri della Compagnia di Canicattì guidato da Mario Amengoni che sin dalla sera del mancato omicidio era il 22 giugno scorso –  hanno iniziato le indagini e presidiato sinanco l’ospedale dove Curto era stato ricoverato, prima di essere sottoposto ad intervento chirurgico, accompagnato dai fratelli.
La sparatoria, per come è stata narrata dal reticente (inizialmente) Vincenzo Curto sarebbe avvenuta  nella zona alta del quartiere popolare di Borgalino in contrada Montagna.
I tre colpi di pistola hanno centrato il trentatreenne alla parte destra del torace e l’ogiva è stata rinvenuta e sequestrata dai carabinieri. Altri due colpi avrebbero invece attraversato la gamba destra della vittima e le ogive, in questo caso, sono state ritrovate e sequestrate dai poliziotti del Commissariato di Canicattì guidati da Valerio Saitta.
L’attività investigativa di Polizia e Carabinieri ha permesso di giungere a certezze: a sparare sarebbe stato Scaccia al culmine di una lite scoppiata durante un incontro che avrebbe dovuto rivelarsi chiarificatore. Il movente? Passionale. Come Grandangolo aveva scritto la notte del tentato omicidio.
Infatti, secondo indiscrezioni, pare che Curto e Scaccia si siano dati appuntamento per discutere di vicende legate alla ex moglie della vittima che, da qualche tempo avrebbe cominciato a frequentare il mancato omicida.
Incontro chiarificatore che si è subito rivelato foriero di guai: Scaccia è andato con una pistola (che non è stata ancora ritrovata) e Curto con una mazza da baseball. Inevitabile la conclusione violenta dell’incontro.
Adesso con l’arresto di Scaccia si chiude il primo capitolo investigativo che avrà una prosecuzione con la ricerca dell’arma che ha fatto fuoco e con il pronunciamento del Gip del Tribunale di Agrigento sul fermo disposto dalla Procura.
Gianluca Scaccia è già noto alle forze dell’ordine per esser stato – nel 2012 – arrestato insieme ad altre due persone per detenzione di stupefacenti, armi e munizioni. Anche Curto aveva qualche precedente. L’ultimo dei quali lo aveva portato in carcere per reati legati al dopo separazione dalla moglie.
Guarda il VIDEO


Pendarvis Williams e la Fortitudo di nuovo insieme. Il “marziano” torna a casa e ricomincia da Agrigento. Lo statunitense già in biancazzurro nella stagione 2014/2015 è stato il grande protagonista di quell’annata.
Per lui, una stagione con 14.4 punti, 4.5 rimbalzi e 1.8 assist a gara. La guardia, può ricoprire tutti e tre i ruoli del perimetro, avendo uno spiccato approccio difensivo ed una grande disponibilità a mettersi al servizio della squadra.
Ad accogliere Penny Williams il direttore sportivo della Fortitudo, Cristian Mayer: “Ha una grande voglia di rimettersi in gioco. Penny ha voluto fortemente Agrigento, quasi proponendosi. Non è stata una trattativa difficile, tutt’altro. Come sta? Sta bene, ed ha voglia di spaccare il mondo, sono felice che lui sia nuovamente con noi”.
Mayer si rivolge ai tifosi della Fortitudo. “Noi – spiega Mayer – abbiamo bisogno di loro e della loro risposta, così come ne ha bisogno il presidente. In altri posti, prima ci si abbona e poi si aspetta la costruzione del roster, spero che prima o poi anche qui possa succedere questo”.