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Ancora le intercettazioni nell’ambito della maxi inchiesta antimafia “Montagna” confermano che le estorsioni, oltre la droga, sono una delle prime fonti di approvvigionamento finanziario. E tra gli indagati vi sono coloro che sono più di esperienza, e consigliano gli altri, suggerendo modi e raccomandando soprattutto prudenza, mai mosse azzardate, come il presunto capomafia di Bivona, l’anziano Giuseppe Spoto, che invita prima ad acquisire informazioni sulla vittima e poi ad agire, e le sue parole intercettate sono state: “… per esempio a Favara… noi dobbiamo andarlo a cercare e dirgli che persone sono… lui ti dice sono avvicinabili… è questo il passo da fare… sono persone avvicinabili che ci si può andare… allora uno ci va… se lui dice ‘non è avvicinato’… ci togliamo le mani e chiuso… perché io non posso consumare a te… io non posso mettere in difficoltà l’amico… se lui… la persona è affidabile… ma non è che ti vengo a cercare… io faccio… direttamente… vado là… faccio quello che devo fare”. E poi, vi sono coloro che sarebbero meno diplomatici e più determinati, come Vincenzo Mangiapane, a Cammarata, e le sue parole intercettate sono: “… rompere le pa… ad uno due persone… quanto camminano un po’ con la testa bassa… poi si vede e si discute… mi si gonfia la mi… che ancora al mio paese… al mio paese… devono venire… di lì con i camion che sono alla stazione che ci lavorano… senza dire nemmeno buongiorno…”. E poi, ancora, vi sono coloro che sono più bellicosi e belligeranti, come Giuseppe Quaranta, a Favara, e le sue parole intercettate sono: “… noi siamo quelli che siamo… noi non cerchiamo a nessuno… nel momento in cui arrivano… tre… quattro… cinque giorni al massimo il segnale… devono essere loro a cercarci… o vengono per noi o se ne vanno dagli sbirri… le strade sono due punto…”. E Quaranta avrebbe privilegiato alcune modalità intimidatorie, indicando “corone di fiori nei cantieri o l’acido delle batterie nei serbatoi degli escavatori”. E poi vi sono coloro del tutto radicali e immediati, come sarebbe Antonio Giovanni Maranto, capo del mandamento di San Mauro Castelverde, nel Palermitano, e le sue parole intercettate, poche parole, sono state: “…colpiamo e vaffa…, così corre…”.

 

Fonte Teleacras

 

Il 25 gennaio 2016 il nome di Giulio Regeni si aggiungeva a quelli dei tanti egiziani e delle tante egiziane vittime di sparizione forzata. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, il nome del ricercatore italiano si aggiungeva al lungo elenco delle persone torturate a morte in Egitto. Sono trascorsi due anni da quel 25 gennaio e ancora le autorità egiziane si ostinano a non rivelare i nomi di chi ha ordinato, di chi ha eseguito, di chi ha coperto e ancora copre il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni.
“Noi proseguiamo a coltivare una speranza: che quell’insistere giorno dopo giorno a chiedere la verità, quelle iniziative che quotidianamente si svolgono in Italia e non solo producano il risultato che attendiamo: l’accertamento delle responsabilità per la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio. Quella verità la deve fornire il governo egiziano e deve chiederla con forza quello italiano” – ha dichiarato in una nota ufficiale Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.
Alle 19.41 del 25 gennaio in decine di piazze italiane mille luci saranno pronte ad accendersi per ricordare la sparizione di Giulio Regeni. A Roma l’evento si svolgerà in piazza di Montecitorio. Tutti possono partecipare alle iniziative organizzate per il 25 gennaio: scuole, associazioni, istituzioni, università, singole persone, anche in Sicilia, con i seguenti appuntamenti:

Palermo
25 gennaio ore 17: Tavola rotonda presso palazzo delle Aquile, nella Sala delle Lapidi, nella quale interverranno: Maria Vittoria Cerami (Amnesty international) Giuseppe Provenza ( Amnesty international) Luca Randazzo (Rotaract Club Palermo Est) Avv. Vincenzo Zummo (camera penale di Palermo) Avv. Fabio M Bognanni (Osservatorio Carceri dell’ UCPI). Attività a cura del Gruppo Italia 233

25 gennaio ore 19: sit in con fiaccolata a piazza Pretoria per chiedere Verità per Giulio Regeni
Siracusa
25 gennaio dalle ore 16 alle ore 21: testimonianza al Campo Scuola Pippo Di Natale, nei pressi del Teatro Greco, saranno coinvolti i Cittadini, i Simpatizzanti, i Soci, gli studenti e il mondo sportivo siracusano
Agrigento
25 gennaio dalle ore 17,30 alle 19,30: manifestazione a Porta di Ponte (AG) per chiedere Verità per Giulio Regeni, con esposizione cartelli, distribuzione adesivi
28 gennaio ore 17: incontro organizzato dal Circolo dei Lettori a Sambuca, verrà illustrato l’impegno di Amnesty per Giulio Regeni
31 gennaio: a Favara per un incontro con i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Ambrosini”
Ragusa
25 gennaio ore 18.30: fiaccolata a piazza Poste, davanti al municipio, per chiedere Verità per Giulio Regeni

Catania
25 gennaio ore 19: sit in con fiaccolata a piazza Università per chiedere Verità per Giulio Regeni.

 

 

 

 

 

 

Una tragica notizia giunge dalla Germania. Giusy Trupia, 21 anni da compiere a maggio, originaria di Palma di Montechiaro, è morta a seguito di un incidente stradale avvenuto lunedì scorso, alle prime ore del mattino.

L giovane si stava recando al lavoro quando è rimasta vittima di un incidente stradale sulla strada di Mannheimer, incidente probabilmente dovuto all’asfalto reso viscido dalla pioggia.

L’auto sulla quale viaggiava la ragazza è finita contro un albero e la giovane è rimasta incastrata tra le lamiere. A nulla sono serviti i soccorsi.

 

La famiglia Trupia si era trasferita nel paese tedesco in cerca di lavoro e migliori fortune.

Lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta, nei pressi del bivio tra Aragona e Favara, un incidente autonomo ha provocato un morto e il ferimento di altre due persone. I tre sono stati a bordo di un’auto Peugeot 206 che, per cause in corso di accertamento, si è ribaltata fuori strada. Michele Palumbo, 69 anni, di Casteltermini, pensionato, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo ed è deceduto. Gli altri due a bordo, due donne, delle quali una è stata al volante, sono state soccorse all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento. Non sarebbero in pericolo di vita.

“In ottemperanza a quanto sancito dalla Costituzione (art.123) e dopo la riforma delle Province, occorre poter contare su un organo necessario alla collaborazione legislativa fra la Regione stessa e i Liberi consorzi nonché le Città metropolitane” dice Giorgio Assenza, presentatore di uno schema di progetto di legge per l’istituzione del Cals, Consiglio regionale delle Autonomie locali per la Sicilia, da sottoporre al Parlamento nazionale, ai sensi dellart. 41 ter del nostro Statuto.
Il presidente del Collegio dei Questori all’Ars si sofferma, quindi, sulle funzioni essenziali che espleterà il nuovo organo: dai pareri obbligatori sui documenti regionali di programmazione economica e finanziaria ai diversi contributi di sua competenza nell’elaborazione della legislazione isolana in materia di Enti locali fino ai pareri su eventuali questioni di legittimità costituzionale nei casi previsti dalla Carta.
Al momento, i Cal sono stati formati in tredici regioni e nelle due province autonome (Trento e Bolzano).
Per garantire la rappresentanza dei diversi livelli istituzionali, Assenza, il quale definisce il (futuro) Cals “organo essenziale per una fattiva e razionale collaborazione fra Enti locali e Regione siciliana”, nel suo ddl depositato oggi in Ars stabilisce che una successiva legge regionale ne disciplinerà la composizione.

Una proposta di sviluppo dei settori più strategici dell’economia dell’isola
Venerdì al teatro Santa Cecilia, l’assemblea pubblica di Confartigianato Sicilia

Una proposta di sviluppo dei settori più strategici dell’economia siciliana. La presenterà il presidente di Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi, nel corso dell’assemblea pubblica di Confartigianato in programma per venerdì mattina, 26 gennaio, a partire dalle 10,30, al teatro Santa Cecilia, in piazza Teatro Santa Cecilia 5, a Palermo.

Nel corso dell’assemblea, sarà presentata la proposta di sviluppo alla platea degli imprenditori di Confartigianato, alla politica e alle istituzioni. Una proposta studiata partendo anche alle analisi effettuate dall’osservatorio economico regionale di Confartigianato Sicilia.

Parteciperanno all’assemblea, tra gli altri, anche il presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti, il vice presidente della Regione, Gaetano Armao, l’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, e alcuni rappresentanti del Parlamento siciliano. Prevista anche la partecipazione del direttore generale di Artigiancassa, Francesco Simone.

 

 

 

Il Gruppo 283 di Amnesty International il 25 gennaio ricorda la morte di Guilio Regeni avvenuta due anni fa

 

Ancora una volta il gruppo 283 di Agrigento di Amnesty International sarà in piazza ad Agrigento il 25 Gennaio dalle ore 17:30 a Porta di Porte per ricordare la morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni avvenuta due anni fa.
L’iniziativa è aperta a tutti coloro che vogliono manifestare affinché sia fatta piena luce su quanto è realmente accaduto in Egitto.
Amnesty International Italia ricorda come in questo secondo anniversario di lutto e di domande è indispensabile non consegnare Giulio alla memoria, rinunciando a chiedere la verità anche per rispetto alla famiglia Regeni che da 24 mesi non riesce ad ottenere la verità dalle autorità egiziane.

 
“E’ bene che il Presidente Musumeci chiarisca
al Governo nazionale, a quali norme vuole derogare e soprattutto per
fare cosa. Il Presidente deve chiarire quale è la strategia di
medio-lungo periodo, oltre che per l’emergenza che è sotto gli occhi
di tutti.
Oggi abbiamo il dovere di chiudere una fase storica vergognosa, nella
quale l’assenza della politica ha generato disservizi, sprechi e a
volte anche malaffare.”Lo ha detto oggi pomeriggio all’Assemblea Regionale Siciliana il
deputato di Sicilia Vera Cateno De Luca, intervenendo al dibattito
sulle mozioni presentate da diversi gruppi politici sui rifiuti.

“Ci troviamo di fronte ad un piano regionale sostanzialmente bocciato
– ha continuato De Luca – e soprattutto siamo in presenza di una
filiera dell’impiantistica che è del tutto inesistente e lontana dal
rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi relativi alla
differenziata che non sono solo obiettivi di legge ma soprattutto
obiettivi di civiltà.
E sul fronte dell’impiantistica non possiamo non ricordare che fra i
260 milioni di euro di fondi comunitari a rischio, molti sono
destinati proprio a questo settore, con il rischio di aggiungere al
danno materiale la beffa della perdita dei finanziamenti.
Oggi occorre porre fine alla gestione improvvisata di questi ultimi
anni, rispetto ad una situazione ereditata dal Governo Crocetta,
abbandonando quella che fino ad ora è apparsa più una politica degli
annunci.”

Da De Luca arrivano delle richieste precise al Governatore Musumeci:
“al Governo – dice il Presidente del Gruppo Misto – chiediamo di
chiarire come vuole modificare la normativa, come e se vuole prendere
atto del fallimento delle SSR e come vuole suddividere le competenze
fra i comuni e le strutture di area vasta che saranno riattivate nel
territorio.
Credo che sia necessario fare chiarezza rispetto alle responsabilità,
riorganizzando le competenze, ma nel farlo è necessario tenere conto
sia delle tante esperienze positive realizzate da alcuni comuni ed
ambiti, ma anche dei livelli occupazionali del settore.
Quale che sia la strategia che il Governo ci rappresenterà sarà
inevitabile nel breve periodo emergenziale l’ampliamento di alcuni
impianti, ma sarà altrettanto necessario rompere alcuni monopoli che
sono oggettivamente presenti al di là del ragionamento sulla loro
genesi.”

Infine De Luca interviene sul tema dei termovalorizzatori.
“Questi impianti in base alla normativa nazionale sono stati definiti
come strutture strategiche ed è prevista la realizzazione anche in
Sicilia. Il Presidente Musumeci dovrà dirci non se, ma come vuole
adempiere alle previsioni della normativa nazionale. Certamente non ci
aspettiamo che il piano di medio-lungo periodo di basi sui
termovalorizzatori, ma in un sistema efficiente di filiera anche
questi impianti devono trovare la loro corretta localizzazione e il
loro ruolo.”

Ennesima sconcertante seduta di question time: amministrazione non pervenuta e domande inevase:
– Problemi di inquinamento idrico: dicono di non essere competenti (sulla Salute pubblica?) e se ne lavano le mani!
-Problemi di traffico: dopo 6 mesi devono ancora studiare una soluzione per piazza Marconi..
-Pagamenti TARI di uffici statali e regionali: non si sa se sono pervenuti perché i dati li ha ancora la ex GESA.
-Bagni pubblici: nessuna programmazione per questo importantissimo servizio.
E’ tutto un faremo e diremo che si ripete ad ogni question time, a distanza di mesi, sugli stessi argomenti anche di grande importanza per i cittadini.
Cosa faccia la giunta comunale dietro quella porta di vetro sempre chiusa è un mistero: insomma… un’amministrazione “attiva” ma non troppo.
Alimentano una macchina del fumo che ieri ha prodotto un cambio di assessori
La conferenza stampa è stata comunicata last minute in perfetta coincidenza con il question time programmato e alle cui domande avrebbe dovuto rispondere anche l’ex assessore Fontana e, così, per la seconda volta nella storia di questo Consiglio comunale un assessore non risponde alle domande per “dimissioni di giornata”
Mentre le domande sui rifiuti e sul randagismo rimanevano inevase pechè nessuno degli assessori presenti aveva delega per rispondere, gli stessi assessori/Consiglieri hanno avuto l’ardire di chiedere uno stop alla seduta in corso per permettere loro la partecipazione alla conferenza stampa in corso per almeno un quarto d’ora: insomma impiegati e Consiglieri avrebbero dovuto aspettarli mentre si producevano in pose per foto e sorrisi di rito!
Si è appreso che durante la conferenza stampa, si è parlato di un sistema opaco spezzato da questa amministrazione: inefficienze e costi esosi andrebbero, per questa amministrazione che non controlla i costi e non sa dove sono i netturbini e che servizi svolgono in giornata, addebitate ai netturbini, alle ditte e ai sindacati.
La colpa è sempre degli altri se non è partita la raccolta per le utenze non domestiche, se le strade sono sempre più sporche, se non c’è nessuna programmazione e non si sa, addirittura, se si ricorrerà o meno ai cestelli condominiali tanto che molti aspetteranno ancora l’ultimo momento per andare a prendere i propri mastelli: questa amministrazione ancora una volta si dice “brava”.
L’importante, evidentemente, è che ci credano loro! I cittadini, invece, ormai hanno mangiato la foglia!