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Il sindaco di Licata, Giuseppe Galanti, interviene a seguito dell’allagamento, anche fino a un metro, provocato dall’ultimo nubifragio che si è abbattuto sulla città, e afferma: Chiedo immediatamente un intervento straordinario dei Governi Nazionale e Regionale, perché non è ammissibile che vi sia un’Italia sott’acqua a cui si sta rivolgendo l’attenzione delle Istituzioni – si vedano Venezia e Matera – e che solo Licata venga lasciata sola. Dopo i danni del 2016, l’allora Governo Regionale promise un piano per Licata da 30 milioni di euro per l’efficientamento delle infrastrutture cittadine, ma evidentemente non è bastato. Oggi abbiamo un nuovo Governo Regionale a cui questa città ha dato un grande contributo elettorale e ci aspettiamo che le promesse degli anni passati diventino realtà. Per questo motivo chiedo ufficialmente al Presidente Musumeci e all’Assessore Marco Falcone di ricevere al più presto una delegazione licatese per rimettersi congiuntamente all’opera e per rendere operativi i progetti:
– di protezione della costa, da contrada Poggio di Guardia a Gaffe, attraverso barriere frangiflutti.
– di realizzazione di misure infrastrutturali eccezionali, tra cui adeguate pompe di sollevamento, per il quartiere Playa Fondachello.

Ricorrono ancora casi in provincia di Agrigento di veicoli pesanti che, durante il controllo da parte degli equipaggi della Polizia Stradale, sono sorpresi con la manomissione dell’impianto antinquinamento e l’illecita installazione di un dispositivo elettronico di emulazione che consente al proprietario del veicolo di eludere la normativa europea, risparmiando sul costo dell’additivo ADBLUE, idoneo a limitare al massimo le emissioni di biossido d’azoto dei motori diesel. Nell’ultimo mese sono ben 15 i casi accertati e sanzionati dagli agenti della sezione Polizia Stradale di Agrigento, capitanata da Andrea Morreale. I conducenti sono stati sanzionati per diverse violazioni al codice della strada, per un totale di circa 600 euro. Il dispositivo elettronico è di volta in volta rimosso e sequestrato. La carta di circolazione del veicolo è ritirata. Il mezzo pesante per poter nuovamente circolare dovrà essere sottoposto a visita di revisione presso la Motorizzazione Civile, dopo il ripristino della regolarità dell’impianto antinquinamento.

Anche nell’Agrigentino da lunedì 25 novembre a domenica 1 dicembre si svolgerà una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della “Settimana della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. L’Azienda sanitaria di Agrigento offrirà alla popolazione compresa fra i 18 ed i 40 anni d’età una vasta gamma di servizi diagnostici ed informativi gratuiti e di facile accesso. In particolare, nei laboratori d’analisi degli ospedali di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Ribera, e nel poliambulatorio di Bivona, dalle ore 11:30 alle 13:30, senza ricetta medica e prenotazione, sarà eseguito lo screening ematico per la diagnosi dell’HIV, delle epatiti virali, della sifilide ed il tampone vaginale/uretrale o esame delle urine per la ricerca di clamidia e gonorrea, ed ottenere inoltre ogni tipo di informazione per prevenire le infezioni. L’iniziativa sarà presentata in conferenza stampa lunedì prossimo 25 novembre.

Venerdì 22 novembre ricorre la Giornata mondiale per i Survivors, ovvero i sopravvissuti alla morte di un caro per suicidio. L’obiettivo dell’evento è aumentare la consapevolezza nella comunità scientifica e nella popolazione che il suicidio è un fenomeno che può essere prevenuto. In occasione della ricorrenza, l’Ama, l’Associazione mutuo aiuto, in collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, ha organizzato due incontri – dibattito, con esperti del settore e diverse testimonianze. Domani pomeriggio, giovedì 21 novembre, a Favara, nella Parrocchia dell’Itria, dalle ore 16 in poi. Poi venerdì mattina, ad Agrigento, nella cappella dell’ospedale “San Giovanni di Dio, dalle ore 9:30 fino al tardo pomeriggio quando saranno tratte le conclusioni.

Ad Agrigento domani, giovedì 21 novembre, nella Cattedrale di San Gerlando, alle ore 17 il cardinale Francesco Montenegro celebrerà una messa in occasione della ricorrenza della Virgo Fidelis, la santa patrona dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia, che comprende anche il 78° Anniversario della Battaglia di Culqualber e la celebrazione della “Giornata dell’Orfano”, costituisce annualmente un momento di meditazione spirituale per le donne e gli uomini in uniforme della Benemerita. Alla celebrazione, caratterizzata dallo svolgimento nella Cattedrale restituita alla città, parteciperanno le autorità provinciali, insieme ai Carabinieri, in servizio e in congedo, alle loro famiglie, ai parenti delle “vittime del dovere” e ad una folta rappresentanza di studenti di istituti scolastici del capoluogo. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare quali graditi ospiti dell’Arma.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi alla seconda sezione penale presieduta dalla giudice Wilma Mazzara, si è svolta un’altra udienza del processo a carico di cinque imputati ai quali la Procura della Repubblica di Agrigento contesta, a vario titolo, l’avere scaricato dal giugno 2008 al luglio 2013 tutti i reflui non depurati della rete fognaria della zona sud – est di Agrigento, tra San Leone, Cannatello e Villaggio Peruzzo, nel mare antistante la costa di San Leone tramite due scarichi non autorizzati, essendo scaduta l’autorizzazione. I due scarichi sono stati due condotte sottomarine, intese una “Pubblica Sicurezza” e l’altra “Padri Vocazionisti”. E tale scarico presunto inquinante, illegale e non autorizzato sarebbe stato aggravato dalla frequente rottura delle condotte o dallo straripamento delle centraline di sollevamento anche in spiaggia, nei pressi della battigia, più volte segnalato e documentato in video e foto dall’associazione ambientalista “MareAmico” di Claudio Lombardo. Ebbene, ha deposto in aula il professor Salvatore Sciacca, consulente del pubblico ministero, Antonella Pandolfi. Sciacca, già docente universitario a Catania, tra l’altro ha dichiarato: “C’erano due problemi. Uno: le perdite dai pennelli a mare che scaricavano a poche centinaia di metri e non a chilometri di distanza dalla riva. L’altro: il mancato trattamento dei liquami che arrivavano a mare filtrati solo con una semplice e grossolana grigliatura. I liquami finivano in acqua, a poche centinaia di metri e senza il doppio trattamento depurativo previsto dalla legge. Questo avveniva anche perché sulla condotta gravava un numero di utenze spropositato”.