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Una proposta di sviluppo dei settori più strategici dell’economia dell’isola
Venerdì al teatro Santa Cecilia, l’assemblea pubblica di Confartigianato Sicilia

Una proposta di sviluppo dei settori più strategici dell’economia siciliana. La presenterà il presidente di Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi, nel corso dell’assemblea pubblica di Confartigianato in programma per venerdì mattina, 26 gennaio, a partire dalle 10,30, al teatro Santa Cecilia, in piazza Teatro Santa Cecilia 5, a Palermo.

Nel corso dell’assemblea, sarà presentata la proposta di sviluppo alla platea degli imprenditori di Confartigianato, alla politica e alle istituzioni. Una proposta studiata partendo anche alle analisi effettuate dall’osservatorio economico regionale di Confartigianato Sicilia.

Parteciperanno all’assemblea, tra gli altri, anche il presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti, il vice presidente della Regione, Gaetano Armao, l’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, e alcuni rappresentanti del Parlamento siciliano. Prevista anche la partecipazione del direttore generale di Artigiancassa, Francesco Simone.

 

 

 

Il Gruppo 283 di Amnesty International il 25 gennaio ricorda la morte di Guilio Regeni avvenuta due anni fa

 

Ancora una volta il gruppo 283 di Agrigento di Amnesty International sarà in piazza ad Agrigento il 25 Gennaio dalle ore 17:30 a Porta di Porte per ricordare la morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni avvenuta due anni fa.
L’iniziativa è aperta a tutti coloro che vogliono manifestare affinché sia fatta piena luce su quanto è realmente accaduto in Egitto.
Amnesty International Italia ricorda come in questo secondo anniversario di lutto e di domande è indispensabile non consegnare Giulio alla memoria, rinunciando a chiedere la verità anche per rispetto alla famiglia Regeni che da 24 mesi non riesce ad ottenere la verità dalle autorità egiziane.

 
“E’ bene che il Presidente Musumeci chiarisca
al Governo nazionale, a quali norme vuole derogare e soprattutto per
fare cosa. Il Presidente deve chiarire quale è la strategia di
medio-lungo periodo, oltre che per l’emergenza che è sotto gli occhi
di tutti.
Oggi abbiamo il dovere di chiudere una fase storica vergognosa, nella
quale l’assenza della politica ha generato disservizi, sprechi e a
volte anche malaffare.”Lo ha detto oggi pomeriggio all’Assemblea Regionale Siciliana il
deputato di Sicilia Vera Cateno De Luca, intervenendo al dibattito
sulle mozioni presentate da diversi gruppi politici sui rifiuti.

“Ci troviamo di fronte ad un piano regionale sostanzialmente bocciato
– ha continuato De Luca – e soprattutto siamo in presenza di una
filiera dell’impiantistica che è del tutto inesistente e lontana dal
rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi relativi alla
differenziata che non sono solo obiettivi di legge ma soprattutto
obiettivi di civiltà.
E sul fronte dell’impiantistica non possiamo non ricordare che fra i
260 milioni di euro di fondi comunitari a rischio, molti sono
destinati proprio a questo settore, con il rischio di aggiungere al
danno materiale la beffa della perdita dei finanziamenti.
Oggi occorre porre fine alla gestione improvvisata di questi ultimi
anni, rispetto ad una situazione ereditata dal Governo Crocetta,
abbandonando quella che fino ad ora è apparsa più una politica degli
annunci.”

Da De Luca arrivano delle richieste precise al Governatore Musumeci:
“al Governo – dice il Presidente del Gruppo Misto – chiediamo di
chiarire come vuole modificare la normativa, come e se vuole prendere
atto del fallimento delle SSR e come vuole suddividere le competenze
fra i comuni e le strutture di area vasta che saranno riattivate nel
territorio.
Credo che sia necessario fare chiarezza rispetto alle responsabilità,
riorganizzando le competenze, ma nel farlo è necessario tenere conto
sia delle tante esperienze positive realizzate da alcuni comuni ed
ambiti, ma anche dei livelli occupazionali del settore.
Quale che sia la strategia che il Governo ci rappresenterà sarà
inevitabile nel breve periodo emergenziale l’ampliamento di alcuni
impianti, ma sarà altrettanto necessario rompere alcuni monopoli che
sono oggettivamente presenti al di là del ragionamento sulla loro
genesi.”

Infine De Luca interviene sul tema dei termovalorizzatori.
“Questi impianti in base alla normativa nazionale sono stati definiti
come strutture strategiche ed è prevista la realizzazione anche in
Sicilia. Il Presidente Musumeci dovrà dirci non se, ma come vuole
adempiere alle previsioni della normativa nazionale. Certamente non ci
aspettiamo che il piano di medio-lungo periodo di basi sui
termovalorizzatori, ma in un sistema efficiente di filiera anche
questi impianti devono trovare la loro corretta localizzazione e il
loro ruolo.”

Ennesima sconcertante seduta di question time: amministrazione non pervenuta e domande inevase:
– Problemi di inquinamento idrico: dicono di non essere competenti (sulla Salute pubblica?) e se ne lavano le mani!
-Problemi di traffico: dopo 6 mesi devono ancora studiare una soluzione per piazza Marconi..
-Pagamenti TARI di uffici statali e regionali: non si sa se sono pervenuti perché i dati li ha ancora la ex GESA.
-Bagni pubblici: nessuna programmazione per questo importantissimo servizio.
E’ tutto un faremo e diremo che si ripete ad ogni question time, a distanza di mesi, sugli stessi argomenti anche di grande importanza per i cittadini.
Cosa faccia la giunta comunale dietro quella porta di vetro sempre chiusa è un mistero: insomma… un’amministrazione “attiva” ma non troppo.
Alimentano una macchina del fumo che ieri ha prodotto un cambio di assessori
La conferenza stampa è stata comunicata last minute in perfetta coincidenza con il question time programmato e alle cui domande avrebbe dovuto rispondere anche l’ex assessore Fontana e, così, per la seconda volta nella storia di questo Consiglio comunale un assessore non risponde alle domande per “dimissioni di giornata”
Mentre le domande sui rifiuti e sul randagismo rimanevano inevase pechè nessuno degli assessori presenti aveva delega per rispondere, gli stessi assessori/Consiglieri hanno avuto l’ardire di chiedere uno stop alla seduta in corso per permettere loro la partecipazione alla conferenza stampa in corso per almeno un quarto d’ora: insomma impiegati e Consiglieri avrebbero dovuto aspettarli mentre si producevano in pose per foto e sorrisi di rito!
Si è appreso che durante la conferenza stampa, si è parlato di un sistema opaco spezzato da questa amministrazione: inefficienze e costi esosi andrebbero, per questa amministrazione che non controlla i costi e non sa dove sono i netturbini e che servizi svolgono in giornata, addebitate ai netturbini, alle ditte e ai sindacati.
La colpa è sempre degli altri se non è partita la raccolta per le utenze non domestiche, se le strade sono sempre più sporche, se non c’è nessuna programmazione e non si sa, addirittura, se si ricorrerà o meno ai cestelli condominiali tanto che molti aspetteranno ancora l’ultimo momento per andare a prendere i propri mastelli: questa amministrazione ancora una volta si dice “brava”.
L’importante, evidentemente, è che ci credano loro! I cittadini, invece, ormai hanno mangiato la foglia!

 

“E’ quella del 29 gennaio 2018 la data che segnerà, almeno in tema di differenziata, la netta distinzione tra agrigentini di serie A ed agrigentini di serie B. A decretarlo è una comunicazione ufficiale riportata sul sito istituzionale del comune di Agrigento dove a chiare lettere diverse zone , tra le quali Contrada Petrusa, Favara Ovest, Contrada Modaccamo, Piano Gatta, Contrada Borsellino e tante altre, risultano al momento essere state escluse e quindi non servite dal servizio. Un servizio, quello dei rifiuti, pagato dai cittadini fior di quattrini!”.
A segnalare la gravissima disparità di trattamento è il consigliere comunale indipendente, Nuccia Palermo, che in una nota annuncia la presentazione di una mozione in sede consiliare per la risoluzione immediata del problema ma soprattutto per capire su chi cada la responsabilità di una così assurda disparità di trattamento.
“Non abbiamo le tempistiche – scrive il consigliere Palermo – per attendere che nuovi soggetti entrino nel meccanismo di una macchina amministrativa già in corsa. Servono già le soluzioni e serve una marcia spedita poichè i cittadini rischiano di subire un danno economico e sociale rilevante”.
“Per non parlare del problema sanità nel caso in cui questi cittadini si ritrovassero – continua ancora Nuccia Palermo – costretti ad abbandonare i propri rifiuti. Voglio ricordare, al primo cittadino Firetto e all’assessore Hamel, che dal 29 gennaio saranno ritirati tutti i cassonetti della città e ad oggi le zone prima citate risultano già prive dei contenitori per i rifiuti”.
“Il cambio tra un assessore e l’altro non può essere esclusivamente un modo per accontentare la propria maggioranza e cercare una qualsivoglia stabilità numerica – conclude Nuccia Palermo – ma dovrebbe segnare un cambio di passo ed un’accelerazione nel portare a compimento la programmazione politico-amministrativa prefissata. Una programmazione, purtroppo, ad oggi ancora a noi sconosciuta”.

A seguito del rigetto del ricorso da parte del Tar Lazio contro il provvedimento di revoca della protezione, l’imprenditore di Bivona, testimone di Giustizia e presidente della relativa associazione nazionale, Ignazio Cutrò, ha scritto un messaggio-appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ignazio Cutrò, tra l’altro, afferma: “Chiedo al Capo dello Stato di fare tutto il possibile per proteggere la mia famiglia e sopratutto di fare chiarezza su come sia stato possibile che la commissione centrale del ministero degli Interni abbia revocato le speciali misure di protezione, mettendo così a grave rischio di vita la mia famiglia. Quello che fa più male sta proprio nelle parole intercettate dai carabinieri nel corso delle indagini: un capomafia confida nel fatto che lo Stato si stancherà di proteggere la famiglia Cutrò. Anzi per il capomafia questa è una certezza. Il nocciolo sta proprio nell’assoluta consapevolezza del capomafia che basterà semplicemente attendere che lo Stato si stufi di Ignazio: che lo faccia per risparmiare danaro e quindi per ridurre i costi della sua protezione oppure per il suo temperamento, per le sue proteste, poco importa. Il capomafia sa bene che deve soltanto attendere questo momento e potrà uccidere Ignazio Cutrò e la sua famiglia. Noi, se siamo uno Stato civile che vuole veramente sconfiggere le mafie e sostenere gli onesti cittadini che denunciano, dobbiamo infrangere, spezzare questa granitica certezza del capomafia che mai e poi mai lo Stato smetterà di proteggere i testimoni di giustizia”.

Semaforo verde in Sicilia alla stabilizzazione di almeno 2mila precari nella sanità pubblica. Un apposito piano operativo è stato predisposto dall’assessore regionale Ruggero Razza. Tale processo di stabilizzazione è atteso dal prossimo 20 febbraio in poi, con la graduale e progressiva trasformazione di tutti i contratti a tempo determinato in impieghi a tempo indeterminato. E’ una manovra che interessa infermieri, medici e amministrativi, sia con qualifiche ordinarie che dirigenziali. Alle stabilizzazioni si procederà anche senza attendere la definizione della nuova rete ospedaliera e il piano triennale delle assunzioni. L’unico limite riguarda la copertura finanziaria, che ogni manager dovrà assicurare entro il 20 febbraio. E per ciò è autorizzato ad aumentare la voce di spesa relativa alle assunzioni diminuendo in modo corrispondente quella per i contratti flessibili. Contestualmente, quindi, scatterà un divieto di sottoscrivere nuovi contratti flessibili. Inoltre, nell’attesa delle stabilizzazioni, i contratti di tutti i precari attualmente in servizio possono essere prorogati fino all’assunzione definitiva.

Prosegue la “politica” di radicamento nel territorio agrigentino dell’Associazione Onlus Volontari di Strada, sempre più impegnata a favore delle famiglie bisognose e nella difesa dei loro diritti.
Dopo “Sportello Amico”, al quale hanno già aderito importanti professionalità del mondo medico, che danno il loro fattivo e volontario contributo in termini di medicina preventiva, prevista, sempre all’interno della nostra sede, viale della Vittoria, 313, l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo, a favore delle famiglie che vivono momenti di disagio economico.
L’iniziativa scaturisce a seguito di un proficuo incontro tra la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino e la presidente della sezione agrigentina di Federconsumatori, Ilenia Capodici. Le due donne, animate da grande senso di umanità, hanno trovato subito l’intesa per creare una stretta collaborazione che ha come unica finalità quella di fornire al cittadino – consumatore, in difficoltà economiche, elementi di tutela e di difesa dei propri diritti.
La Federconsumatori metterà a disposizione dei Volontari di Strada propri operatori esperti sui diritti del consumatore abilitati anche alle procedure di conciliazione e arbitrato sulle materie più controverse e di maggiore conoscenza comune, quali telefono, energia, assicurazione, banca e finanza.
“La Federconsumatori, ed in particolare la sezione di Agrigento – sottolinea la presidente Ilenia Capodici – è sempre stata attenta alle situazioni di disagio del territorio in cui opera, dedicando particolare attenzione alle famiglie, agli anziani, agli immigrati, ai giovani e più in generale alle fasce più deboli della popolazione. Ecco perché è sembrata più che naturale e spontanea la collaborazione che da oggi in avanti avremo con i Volontari di Strada, associazione che da anni si occupa delle famiglie più bisognose del territorio di Agrigento, sotto il profilo dell’assistenza diretta in termini di beni primari. Metteremo a disposizione, in maniera del tutto volontaria e gratuita, la nostra competenza e professionalità a favore di quanti avranno bisogno”.
“E’ con grande soddisfazione – dichiara la presidente dei Volontaridi Strada, Anna Marino – che accogliamo nella nostra “famiglia” la Federconsumatori. L’incontro con la Capodici ha una importante valenza in quanto viene a riconoscere il ruolo fondamentale di tutela dei diritti svolto dall’associazione. Dall’incontro sono emersi validi argomenti di approfondimento, in particolar modo per ciò che riguarda l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo a favore di quei cittadini e di quella famiglie, purtroppo sempre più numerose, che non hanno le possibilità economiche per far valere i propri diritti e per questo costretti a vivere nella più totale e completa marginalità”.

Riposo non obbligatoriamente domenicale, ma calendarizzato attraverso una razionale turnazione settimanale. E’ la volontà espressa anche dai panificatori di Licata che si sono riuniti nella sede locale della CNA, su iniziativa dei vertici del territorio. “E’ stata un’assemblea molto partecipata – spiega il presidente Piero Caico – un momento proficuo di confronto con gli artigiani del settore per capire l’orientamento rispetto alle disposizioni impartite dal recente Decreto firmato dall’allora assessore regionale Mariella Lo Bello. E l’esito dell’incontro è stato chiaro ed inequivocabile: la pausa è rivendicata da tutti – precisa il presidente della sede di Licata della CNA – ma senza voler privare i cittadini del pane fresco nei giorni festivi. Questa è dunque la nostra posizione, pienamente condivisa dai panificatori della città, che sottoporremo nelle prossime ore all’attenzione del Commissario Straordinario del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara. Con lei discuteremo e delineeremo, assieme alle altre organizzazioni di categoria, il piano per le turnazioni”. E proprio la modifica del Decreto sembra essere diventata una delle priorità in questa nuova legislatura alla Regione. “C’è una interlocuzione costante sin dalle prime battute e una ampia apertura mostrata dalle Istituzioni di Palazzo dei Normanni e di Palazzo d’Orleans – afferma il presidente provinciale della Cna di Agrigento, Mimmo Randisi – e grazie ai nostri vertici siciliani, Nello Battiato e Piero Giglione, e al segretario del settore Alimentare, Tindaro Germanelli – stiamo lavorando, considerata l’unanime volontà su scala provinciale e regionale degli operatori del comparto, per arrivare all’annullamento del Decreto o in subordine per apportare delle modiche all’attuale quadro normativo che è lacunoso in diverse sue parti. Così come è strutturato è destinato infatti a favorire l’abusivismo e la grande distribuzione”.