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A Licata, nel quartiere Bronx, una mano ignota avrebbe appiccato il fuoco ad uno scooter di proprietà di un disoccupato di 36 anni del luogo. Le fiamme hanno coinvolto anche il prospetto di una palazzina costringendo alcune famiglie a uscire dalle proprie abitazioni a causa dell’intenso fumo sprigionato. Sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Indagano i Carabinieri.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto di Agatino Gemma, 50 anni, eseguito dalla Squadra Mobile per l’omicidio del pensionato Nunzio Nicotra, 80 anni, vedovo, il cui corpo con diverse coltellate è stato trovato il 7 aprile scorso nel monolocale dove ha abitato, non lontano dall’ospedale Garibaldi centro. Agatino Gemma innanzi al giudice non ha reso confessione, ma in una precedente dichiarazione al sostituto procuratore ha invece ammesso il delitto e anche il movente: la vittima non gli avrebbe restituito dei soldi che gli ha prestato. Gemma, ex agente di polizia penitenziaria, è stato già arrestato nel 2006 per il delitto di una prostituta nigeriana, anche lei ferita mortalmente con delle coltellate. E’ stato ritenuto non in grado di intendere e volere, e recluso nell’istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto, e poi, a scadenza dei termini, è stato scarcerato.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto nel merito l’ex Sovrintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino, che ha rinunciato alla prescrizione. E’ stato ribaltato il verdetto di primo grado, allorchè il Tribunale ha condannato l’imputata ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per il reato di falso, in riferimento a presunte irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di un impianto fotovoltaico a Monreale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto ancora nel merito del caso “Ruggero Razza e i dati falsi covid”, ed ha affermato: “L’assessore Razza è stato fra i migliori assessori che la Regione siciliana abbia avuto in 70 anni. Le responsabilità politiche sono del Presidente e quelle penali di chi le commette. Lasciamo lavorare i magistrati, ho grande fiducia nella magistratura. Se qualcuno ha sbagliato pagherà e se qualcuno non ha sbagliato in tanti dovranno chiedere scusa. L’assessore per un avviso di garanzia si è dimesso. E’ una grande lezione istituzionale”.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Palermo hanno confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise, presieduta da Alfonso Malato, il 26 giugno del 2020, e hanno condannato a 22 anni di reclusione la romena Anisoara Lupascu, 40 anni, imputata dell’omicidio, a colpi di zappa e di bastone, del bracciante, connazionale, di 37 anni Constantin Pinau, in concorso con il marito Vasile Lupascu, 46 anni, e con il loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 21 anni, entrambi già condannati a 30 anni di carcere ciascuno a conclusione del giudizio abbreviato, con sentenza di condanna confermata il 23 novembre del 2020 dalla Corte d’Assise d’Appello.

Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonio Cucinella, ha assolto Giuseppe Camilleri, 47 anni, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Burgio. Camilleri, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, è stato ristretto due mesi agli arresti domiciliari e costretto a sette anni di sospensione dal servizio perché indagato e poi imputato di falso ideologico e truffa continuata allorchè avrebbe truffato l’Arma dei Carabinieri attestando missioni inesistenti o di durata maggiore rispetto a quelle effettivamente svolte. Il pubblico ministero, Michele Marrone, ha proposto la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Entrare nel merito per cercare il colpevole sembra riduttivo e superfluo.

Se dipende dal Comune, dalla sindaca Anna Alba, dalle ditte, da chicchessia poco importa. In atto a Favara c’è uno sciopero degli operatori ecologici.

Ma uno scempio così è assolutamente schifoso da vedere. Tutta la città “dell’agnello pasquale e della Cultural Park” è ricoperta da rifiuti di ogni genere. Per pubblicare una fotogallery di tutto il paese stracolmo di sacchetti occorrerebbe un intero giornale; pubblichiamo soltanto ciò che ogni persona vede nella “centralissima” via IV Novembre, il salotto della città. Ma possiamo assicurare che in tutte le altre vie dell’intero Comune la situazione non cambia; anzi peggiora e si rischia una vera e propria epidemia. Il fetore regna sovrano nell’aria.

Ci chiediamo e chiediamo agli addetti ai lavori: è possibile che tutto ciò accada nell’anno del Signore 2021?

E con il più classico degli scaricabarili,  nessuno si indigna, a cominciare dal primo cittadino nella qualità di principale ufficiale sanitario della Città

Ogni altro commento appare superfluo…

“Dire no al Ponte sullo Stretto significa negare alla Sicilia un futuro di sviluppo, ma noi faremo tutto quello che è umanamente possibile per fare assumere al governo delle larghe intese una decisione coraggiosa.
Altrimenti denunceremmo pubblicamente questo atteggiamento di condanna della Sicilia e del Mezzogiorno affinché ognuno sappia trarne le logiche conseguenze” Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’ANSA, nel ribadire che “il collegamento veloce nello Stretto è la nostra priorità, come ho già avuto modo dire al ministro Giovannini”.

Sul mancato inserimento dell’opera nel Recovery plan il governatore osserva che il Pnrr “non è l’Apocalisse, ma una tappa, una grande opportunità, limitata nel tempo, con 20 miliardi di euro con cui si dovranno fare tante cose, secondo la logica che sembra prevalere a Roma”.

Nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Il Governatore ha dichiarato tre nuove “zone rosse” nell’Isola.

Si tratta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, di Ramacca e Zafferana Etnea, in provincia di Catania. L’ordinanza sarà in vigore a partire da mercoledì 14 aprile e sino a giorno 28 compreso. Il provvedimento è stato adottato su richiesta delle amministrazioni comunali interessate e sulla base delle relazioni delle Aziende sanitarie provinciali di Caltanissetta e Catania.

In Sicilia la percentuale di popolazione che ha ricevuto la prima dose del vaccino è del 7,4% rispetto alla media nazionale dell’8,7%. La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è del 6,1% contro la media nazionale del 6,6%.

I dati, aggiornati a questa mattina, sono elaborati dalla Fondazione Gimbe di Bologna. La percentuale di popolazione anziana di età superiore a 80 anni che ha completato il ciclo vaccinale è del 35%, mentre quella che ha ricevuto una sola dose è del 16,2%.