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Dal veliero Alex e’ stato fatto sbarcare un migrante disidratato, come ha constato il medico salito a bordo. L’uomo e’ stato portato al poliambulatorio di Lampedusa per essere curato.

“Incredibilmente non sono state ancora attivate le procedure di sbarco.La gente a bordo sta male, ha bisogno di soccorso e cure mediche. 

I naufraghi sono a bordo da più di 48 ore.Qualcuno da Roma intende gestire un sequestro di persona?” Scrive Mediterranea.

Nel frattempo il veliero Alex di Mediterranea Human Savings e’ stato fatto spostare dalla banchina al molo Favaloro per consentire al traghetto Cossyra proveniente da Porto Empedocle di attraccare a Lampedusa.

I profughi e l’equipaggio a bordo dell’imbarcazione potranno cosi’ utilizzare anche i bagni che si trovano in quell’area. Il molo Favaloro e’ una zona militare, pertanto interdetta anche ai giornalisti.

La Nave Alex di Mediterranea Saving Humans, ormai in acque italiane, sta facendo rotta verso Lampedusa ‘scortata’ da un gommone della Guardia costiera e una motovedetta della Guardia di finanza. A bordo dell’imbarcazione dell’Ong ci sono 41 migranti  salvati giovedì in acque libiche e l’equipaggio.

 Nave Alex, circa un’ora fa, ha dichiarato “lo stato di necessità ” a bordo e deciso di forzare il blocco imposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

“In queste ore di attesa snervante non abbiamo sentito che NO dalle autorità italiane ed europee. Abbiamo chiesto: Possono i naufraghi raggiungere Malta con motovedette del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera? NO
Possono i naufraghi raggiungere Malta su assetti maltesi? NO
Possiamo essere riforniti di acqua dolce, cibo e gasolio per arrivare a Malta? NO
Possiamo trasbordare in acque internazionali? NO Siamo a un’ora di navigazione da Lampedusa, abbiamo proposto varie soluzioni ricevendo sempre la stessa risposta: NO”, cosi scrive Mediterranea sul profilo Facebook dopo aver preso la decisione di forzare blocco e dirigersi verso il Porto di Lampedusa.

E su Twitter il Ministro Salvini scrive: “La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe gia’ arrivata a Malta che aveva dato la disponibilita’ di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell’Ordine sono pronte ad intervenire, vediamo se anche in questo caso la “giustizia” tollerera’ l’illegalita’: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono “salvatori”, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani”.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese e l’ex parlamentare nazionale Basilio Catanoso, recentemente fuorusciti da Forza Italia, aderiscono entrambi a Fratelli d’Italia. Così scrive l’Adnkronos. La decisione sarebbe maturata al termine di una riunione a porte chiuse, in presenza di un centinaio fra dirigenti di MuovitItalia, consiglieri comunali, dirigenti giovanili, consiglieri di municipalità e dei comuni del catanese. Pogliese e Catanoso sono spesso incorsi in contrasti con la linea seguita da Forza Italia in Sicilia, al timone di Gianfranco Miccichè.

 

Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppe Scozzari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha concesso all’ex sindaco di Naro, Calogero Cremona, la possibilità di lavorare gratuitamente in una cooperativa sociale che assiste persone anziane, al fine, ricorrendo una condotta positiva, di estinguere il reato di peculato. Si tratta del cosiddetto “affidamento in prova”. Cremona risponde di peculato perché, avvalendosi di un netturbino comunale, avrebbe pulito una strada interna della sua casa di campagna, inondata da un nubifragio, utilizzando anche un mezzo del Comune, un bobcat, e sostituendo a spese del Comune una ruota del bobcat che si è danneggiata durante le operazioni di pulizia

 

A Palermo la Corte d’Assise Appello ha confermato la sentenza emessa, a conclusione del giudizio abbreviato, il 25 giugno del 2018 dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, che ha condannato a 30 anni di carcere Daniele Lodato, 35 anni, di Canicattì, imputato dell’omicidio, ritenuto volontario e premeditato, di Marco Vinci, 22 anni, di Canicattì, ucciso a coltellate il 17 giugno del 2017 a Canicattì innanzi ad un pub in piazza San Domenico. L’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Castronovo, risarcirà i familiari della vittima che sono parte civile tramite l’avvocato Santo Lucia.

 

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha annunciato il “rimpastino”, come lo ha definito lui, della giunta regionale in occasione della prima settimana di luglio. E così è stato. Manlio Messina è il nuovo assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo.

Ha 45 anni, è laureato in Economia e commercio, già consigliere comunale a Catania, e dirigente di Fratelli d’Italia. Manlio Messina subentra a Sandro Pappalardo, dimessosi all’inizio di giugno dopo la nomina nel Consiglio di amministrazione dell’Enit, l’Ente nazionale per il turismo.

Ancora vuota l’ultima casella mancante, l’assessorato regionale ai Beni culturali, già retto dal compianto Sebastiano Tusa.

 

Il consigliere comunale Salvatore Borsellino ha realizzato il sogno più bello della sua vita. Ha sposato Ilaria Di Masi nello splendido scenario della cattedrale di Agrigento.

Coppia assai affiatata, Ilaria e Salvatore dopo alcuni anni di fidanzamento hanno deciso di unirsi in matrimonio.

Non meno splendido della cattedrale lo scenario del trattenimento dove la coppia ha ospitato gli invitati nei pressi della Scala dei Turchi, a Realmonte.

A Ilaria e Salvatore gli auguri di tutto lo staff di sicilia24h.it.

 

 

A distanza di otto anni dal crollo di Palazzo Lo Jacono-Maraventano, nell’aprile 2011, si chiude il primo grado di giudizio del processo che vedeva sul banco degli imputati ben nove persone accusate, a vario titolo, di crollo e disastro colposo e falso. 
Il presidente della prima sezione penale Giuseppe Melisenda Giambertoni ( con a latere i giudici Gianfranca Claudia Infatino e Katia La Barbera) ha letto il dispositivo di sentenza poco dopo le 17: cinque condanne e quattro assoluzioni. 

La pena più alta è stata inflitta a Gaspare Triassi,  funzionario del Comune di Agrigento e direttore dei lavori di messa in sicurezza del Palazzo Lo Jacono, condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione; condanne ad un anno di reclusione ciascuno anche per Giuseppe Analfino, Carmelo Analfino – responsabili della ditta “Edil.Co.A” – ed il geometra Andrea Patti e l’architetto Calogero Tulumello. Assolti per non aver commesso il fatto Attilio Sciara – responsabile della protezione civile – Giuseppe Principato – dirigente dell’Ufficio tecnico- il geometra Marcello Cappellino e Calogero Analfino, uno dei responsabili della ditta “Edil.Co.A”. Concesse le attenuanti generiche.

La Corte ha disposto anche il risarcimento del danno, da quantificare in sede civile, in favore (quasi tutte) delle parti civili oltre al pagamento di 3500 euro di spese processuali. 

Il pubblico ministero Alessandra Russo aveva chiesto la condanna di otto dei nove imputati affermando che ci furono responsabilità nel sottovalutare un rischio di imminente crollo. Cosa che avvenne fra il marzo e l’aprile 2011 quando i palazzi LoJacono e Schifano crollarono. Due giorni prima, nella stessa area, era in atto la processione del venerdì santo con centinaia di persone mentre, fortunatamente, quel giorno la strada risultò essere deserta. 

 

L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel comunica che, con la sottoscrizione del Contratto di Servizio, a partire da lunedì 8 luglio 2019 vi sarà la variazione definitiva del Calendario di conferimento dei rifiuti che prevede lo spostamento della raccolta della carta dal lunedì al mercoledì. Quindi nella giornata di lunedì verranno raccolti l’umido ed i pannolini e pannoloni. Nella giornata di mercoledì si raccoglierà l’umido e la carta.Restano invariate la raccolta di martedì e venerdì per la plastica, la raccolta di giovedì per la frazione indifferenziata e la raccolta di sabato dell’umido e del vetro. A giorni sarà distribuito un nuovo opuscolo con le predette variazioni che in ogni caso saranno operativa da lunedì 8 luglio

Innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Carlo Cannella, si è svolta l’udienza di garanzia a carico del professor Francesco Basile, già Rettore, poi dimessosi, dell’Università di Catania, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Università bandita”. Basile è difeso dagli avvocati Attilio Floresta e Angelo Pennisi. E Pennisi, dopo l’interrogatorio, afferma: “Il professor Francesco Basile ha con forza respinto tutte le accuse, in modo particolare quella di associazione a delinquere o, meglio, di essere il capo dell’associazione a delinquere. Basile ha spiegato in modo molto sintetico, in quanto ha fatto solo dichiarazioni spontanee, che lui con la collaborazione dei direttori del dipartimento si è attivato sempre al massimo per lo sviluppo della cultura, per il servizio nei confronti degli studenti e delle nuove categorie, riuscendo ad ottenere ed ha fornito anche la prova documentale che l’Università di Catania oggi è una tra le prime venti università nel mondo. Quindi la sua è stata un’associazione non per delinquere ma per il progresso dell’Università. Basile è molto sereno, anche perché ha la coscienza molto tranquilla ed è sicuro di avere adempiuto a pieno al proprio dovere”.