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Il sindaco di Agrigento Franco Miccichè, già a lavoro da giorni per contrastare innanzitutto la questione del Covid 19 ha fatto ieri sera il punto sulla situazione. Ecco cosa ha riferito:

“Continua a salire la curva di contagi nella nostra città. Oggi sono saliti a 26 i casi di agrigentini contagiati dal Coronavirus.

Sono tutti asintomatici e stanno trascorrendo in casa il periodo della quarantena evitando il contagio con gli altri congiunti che non sono nelle loro stesse condizioni.

Resta invece ricoverano all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta le cui condizioni di salute hanno imposto il ricovero in un reparto specializzato.

La nostra città, come le altre della Sicilia sta registrando una escalation di persone contagiate ed è per questo che il presidente della regione oggi ha emesso un’ordinanza dove aumenta le restrizioni nei rapporti sociali che più di altri possono causare occasione di contagio.

Io ho chiesto alla Polizia locale questa sera di monitorare la situazione nei luoghi della movida per scongiurare la possibilità di assembramenti e raccomando sempre a tutti di prestare la massima attenzione e di applicare tutte le norme anti contagio previste dalla legge”.

Ancora un triste primato in Sicilia. La curva dei contagi di Covid 19 non accenna a diminuire. Il bollettino del ministero della Salute comunica che nelle ultime 24 ore i nuovi casi positivi sono 886 e i tamponi effettuati sono stati 7147.

Il ministero della Salute segnala inoltre nove decessi e 124 guarigioni. Sull’Isola al momento ci sono 9.889 positivi e il numero dei ricoveri ordinari è in rialzo: dai 593 di ieri si passa ai 606 di oggi. Un ricovero in più in terapia intensiva.

Ecco i dati provinciali: 258 Palermo, 276 a Catania, 7 a Enna, 48 a Messina, 7 a Caltanissetta, 102 a Ragusa, 96 a Trapani, 55 ad Agrigento e 37 a Siracusa.

Era caduta da cavallo ieri in un terreno tra Alcamo e Partinico ed è morta oggi in rianimazione all’ospedale Civico Angelica Pitò, 21 anni. La giovane era stata portata in elisoccorso ma per lei non c’è stato nulla da fare. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio alla periferia di Partinico, in contrada Fondachelli. Ad indagare il commissariato di polizia di Partinico. Pare comunque che la ragazza sia scivolata dalla sella, e abbia battuto la testa a terra.

Ufficio Stampa del Comune di Agrigento, il SAGI scrive al sindaco
MIccichè.
La segreteria provinciale del sindacato dei giornalisti SAGI ha scritto al neo sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, sulla questione della comunicazione istituzionale dell’Ente.
“In attesa di potela incontrare proprio in questa fase di avvio della attività amministrativa- scrive la segreteria- le sottoponiamo
la questione della comunicazione ed in particolare dell’Ufficio Stampa”.
Per questa organizzazione sindacale di categoria, sarebbe auspicabile la creazione di un vero e proprio ufficio per tutto quello che riguarda la sua attività, quella della giunta e del consiglio comunale, in modo stabile e professionale”. “Considerato le leggi in materia e le disposizioni dell’OREL – prosegue il SAGI- tale ufficio dovrà essere dotato di personale già in pianta stabile all’interno del Comune, anche per non gravare sui costi. Sappiamo bene che è sua prerogativa nominare oggi un portavoce di sua fiducia e non un addetto stampa. In questo caso, considerata l’attuale situazione finanziaria dell’Ente, se proprio intende procedere in questa direzione, ci permettiamo di suggerire, al fine di non aggravare le già deficitarie casse comunali, di decurtare gli emolumenti previsti per tale figura professionale, ristorandola magari con rimborsi spese”. ” Siamo certi che, a differenza del suo predecessore Lei su questo tema si comporterà diversamente, in modo certamente più responsabile, proprio per non appesantire di ulteriori costi il bilancio dell’Ente”.” Nel caso in cui la figura
del giornalista non fosse presente in organico- conclude il SAGI- la invitiamo a valutare una eventuale collaborazione esterna da ricercare con selezione pubblica ( bando) in modo da potere affidare ad un professionista del settore il delicato compito della comunicazione istituzionale”.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto dei nuovi rilievi presso l’abitazione frequentata per l’ultima volta da Gessica Lattuca, prima della sua scomparsa.

La casa sotto osservazione dei Ris e dei carabinieri di Favara è quella del padre di Gessica, che al momento della scomparsa della figlia si trovava in carcere.

Così, il 3 settembre, a distanza di due anni e tre settimane si riaccendono i riflettori su una storia ancora dai contorni misteriosi e che non hanno fatto luce sulla improvvisa scomparsa della giovane allora 27enne, madre di quattro figli.

La vicenda allora fece molto scalpore. Si parlò subito di sequestro di persona, maturato in un ambiente familiare alquanto marginale. L’ultimo avvistamento della ragazza risale alla sera del 12 agosto, domenica, alle 20:50, in via Umberto a Favara, poi, della giovane mamma si sono perse le tracce.

La cronaca di quei giorni racconta della giovane madre di 4 figli, tre da un compagno, uno da un altro, scomparsa nel nulla, senza che qualcuno abbia visto. In un paese dove, molto probabilmente, tutti sanno e vedono tutto, anche quello che si muove dietro mura e finestre.

Si cercava Gessica con decine di uomini, con l’aiuto degli elicotteri e con il sostegno di squadre cinofile, in paese, all’interno dell’abitato, in alcuni quartieri, casa dopo casa, e nelle campagne circostanti.

Due le ipotesi che portarono a due diverse soluzioni: Gessica viva, trattenuta da qualcuno o Gessica vittima di una vendetta, probabilmente per uno “sgarro” non suo, ma di una persona alla quale ultimamente la ragazza si era avvicinata.

Le ricerche in paese e quelle in campagna non diedero risultati apprezzabili.

La famiglia, l’ex compagno di Gessica col quale la ragazza continuava ad avere buoni rapporti, e gli stessi investigatori scartarono subito l’idea che la ragazza fosse andata via sulle proprie gambe.

Anzi, tutto fa pensare che da Favara proprio non sia mai andata via, almeno viva.

In Procura sono arrivati, quindi, i risultati dei rilievi che sono stati effettuati il 3 settembre scorso.  Rilievi che i Ris hanno effettuato grazie al luminol che ha permesso di evidenziare dentro l’abitazione del padre di Gessica, Giuseppe Lattuca, alcune tracce di sangue e tracce ematiche non visibili ad occhio nudo.

Gli esiti delle tracce esaminate sono, dunque, nelle mani della Procura di Agrigento e potrebbero contenere un cambio di scena inaspettato.

Il 3 settembre, i Ris hanno probabilmente trovato la chiave di Volta nella scomparsa di Gessica?

Ulteriori notizie si attendono nelle prossime ore che potrebbero davvero mettere nuovamente in discussione tutto l’accaduto e magari dare, finalmente, un senso a questa terribile vicenda.

Vanessa Miceli

 

Giallo a Serradifalco dove il corpo di un 24enne, Calogero Aquilina, è stato trovato privo di vita nelle campagne di contrada Santuzza. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti sui quali stanno facendo approfondimenti i carabinieri. Il giovane sarebbe stato trovato con un taglio alla gola. Si era recato a raccogliere olive, un’attività che tanti giovani in queste settimane praticano nella zona. Il sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, lo ricorda così: “Un caro amico con cui vivevamo assieme la passione del Serradifalco Calcio, siamo molto turbati”

Prima lo hanno accerchiato, poi lo hanno intimidito ed anche minacciato di morte con un coltello.

Si tratta di un giovane che aveva appena chiuso il locale dove lavora e con se aveva portato anche i soldi dell’incasso della serata. Ed ecco entrare in scena i quattro delinquenti i quali immediatamente hanno raggiunto il loro scopo tra un evidente stato confusionale del malcapitato.

I criminali dopo aver preso il portafogli dell’uomo sono scappati via facendo perdere le loro tracce. In quel momento, purtroppo, dalla via Atenea non stava transitando alcuna autovettura delle Forze dell’Ordine solitamente impegnate in quei luoghi e in quelle ore ad un capillare servizio di controllo.

Rimane la paura, la pericolosità di questi criminali e lo sconforto dei commercianti del luogo che adesso, giustamente, temono che fatti simili abbiamo a verificarsi nuovamente.

 

In provincia di Agrigento ci sono stati ieri in un solo giorno 59 nuovi casi e in molte città ci sono coinvolte anche scuole. Provvedimenti di sospensione di lezioni da parte di alcuni sindaci.

Oltre ai casi già citati in altri articoli nell’hinterland di Sciacca, ormai tutta la provincia è avvolta dal Covid 19. Tre casi di coronavirus nelle ultime ore ad Agrigento, cinque positivi ad Aragona tra cui una studentessa. Nove a Licata, di cui 7 studentidi tre classi diverse che hanno obbligato il dirigente scolastico a chiudere l’istituto, due contagi a Racalmuto, fra cui un docente di scuola media, tre casi, fra cui un insegnante, a Canicattì dove è stata disposta la chiusura di un’altra scuola. Cinque positivi a Ribera, mentre a Menfi è contagiato anche un dipendente comunale che è però residente in un altro Comune. Un caso anche a Naro, Santa Elisabetta, Lampedusa e Porto Empedocle. Due nuovi positivi anche a Cianciana (due cittadini belgi). Ancora Covid free Montevago, dove era circolata voce di due contagi, non confermati poi dai dati.

Salgono a venti purtroppo i casi di coronavirus ad Agrigento. “Oggi nella nostra città – dichiara il sindaco Franco Miccichè – si sono registrati altri tre casi. Sono tutti asintomatici e sono in isolamento domiciliare.”

“Resta invece ricoverato – conclude Miccichè – l’uomo colpito da coronavirus alcuni giorni fa. Raccomando sempre attenzione e di applicare le norme anti contagio previste dalla legge.”