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Ad Agrigento, domani sera, sabato 8 luglio, in piazza San Francesco, dalle ore 22:30 in poi, su iniziativa di Pani’n Plaza dei fratelli Scibetta, si esibiranno i Telaio Magnetico, una band di Porto Empedocle molto nota in tutta la Sicilia, perché da 20 anni racconta la storia del rock in musica. Girolamo Randisi e Pasquale Lattuca alla voce, Giuseppe Ciotta alla chitarra, Totò Piazza al basso, Stefano Smecca alla batteria e Totò Marullo alle tastiere.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno arrestato un 40 enne del luogo, poiché hanno accertato che il medesimo, a seguito di una violenta lite con l’anziano padre, lo aveva colpito ripetutamente al volto.
L’anziano, 86enne, con serie difficoltà motorie, si è recato prima presso il pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì e poi, impaurito di far rientro a casa, ha trovato il coraggio di presentarsi in caserma dai Carabinieri, ove riusciva a chiedere aiuto per le continue vessazioni e violenze subite dal figlio convivente.
I Carabinieri, raccolti i necessari elementi di prova, rintracciavano e arrestavano, subito dopo, il 40 enne, per i reati di “maltrattamenti contro familiari e conviventi continuati” e “lesione personale”, con l’aggravante di aver violato le prescrizioni impostegli con la misura di prevenzione della sorveglianza speciale cui è sottoposto.
Terminate le formalità di rito, l’autore del reato veniva associato al carcere di Petrusa, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La creatrice di moda di Raffadali, Ninetta Cufaro, sarà presente in questo mese di luglio in California con un proprio book fotografico e con alcune sue realizzazioni alla moda presso un importante Istituto americano delle Belle Arti. Oltre alla moda la stilista raffadalese è dedita anche al sociale. Infatti è sua intenzione di devolvere in beneficenza per un’associazione sulle violenze domestiche, il ricavato dei prossimi due abiti realizzati e venduti. Il suo progetto nel cassetto è quello di creare una vera scuola atelier di giovani stilisti della moda.

Il Tribunale di Agrigento ha assolto, con formula ampia e liberatoria, “perché il fatto non sussiste”, il sindaco di Cammarata, l’onorevole Vincenzo Giambrone, già direttore del Consorzio di bonifica Agrigento 3, e il dirigente dello stesso Consorzio, Pasquale Pappacena, imputati a seguito dell’incidente subito, nell’agosto del 2010, da un operaio del Consorzio durante dei lavori di scavo. A Giambrone è stato contestato il non avere provveduto al consolidamento del terreno. A Pappacena il non avere vigilato alle disposizioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro. I difensori, gli avvocati Claudio Gallina Montana e Valeria Maggio, hanno dimostrato la correttezza dell’operato dei due assistiti.


Mercoledì 12 luglio 2017 la Confcommercio inaugura ad Agrigento, nella sede di via Imera 223/c, lo “Sportello condominio”, rivolto a tutti i cittadini ed imprese che vogliano saperne di più su regole e leggi della vita in condominio.
A dare le prime informazioni saranno, a turno, i professionisti  della  AMI Associazione manager immobiliari  guidati dalla presidente nazionale  Dott.sa Maria Gabriella Miceli.
Lo Sportello Condominio sarà in funzione ogni mercoledì mattina  dalle ore 10,00 alle 12,00.  Basterà presentarsi direttamente nella sede della Confcommercio di Agrigento oppure, per essere sicuri di ottenere le informazioni desiderate, prenotare un appuntamento al numero di telefono 0922 22791 o scrivendo a agrigento@confcommercio.it .

Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, interviene a seguito della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Agrigento, e afferma: “Tra i tanti appelli rivolti a Mattarella, tutti apprezzabili e oltremodo condivisibili, ve ne sarebbe anche un altro, altrettanto condivisibile. Si tratta di invitare il presidente Mattarella a venire più spesso ad Agrigento, e magari a percorrere anche strade o quartieri alternativi al percorso principale. Così solo, forse, i cittadini contribuenti di Agrigento potranno sperare in un’opera di pulizia straordinaria, così come l’amministrazione comunale Firetto ha provveduto tempestivamente solo ed esclusivamente lungo il tracciato che avrebbe dovuto percorrere il presidente Mattarella. La città è flagellata dal degrado e dai pericoli. Basta, tra tanti esempi ricorrenti ogni giorno, recarsi al Villaggio Mosè vecchio per rendersi conto in quali condizioni da terzo mondo versano i residenti, tra sterpaglia, insetti, immondizia ovunque, buche e pericoli di ogni sorta. Ed è una cartolina comune alle altre periferie, non molto lontane dal percorso seguito da Mattarella. Quanto accaduto, e accade, è un’altra testimonianza di profonda mancanza di rispetto verso i cittadini che hanno votato e scelto un sindaco, che pagano le tasse, e adesso si ritrovano in tali condizioni vergognose” – conclude Pasquale Spataro.

La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni di carcere inflitta all’ex numero 2 del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici hanno accolto il ricorso del difensore di Contrada, l’avvocato Stefano Giordano, che ha impugnato il provvedimento con cui la Corte d’Appello di Palermo ha dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. Bruno Contrada, tra il carcere, e poi i domiciliari per motivi di salute, ha scontato tutta la pena. Poi nel 2015 la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia a risarcire Contrada ritenendo che non dovesse essere né processato né condannato perché all’epoca dei fatti a lui contestati il reato di concorso in associazione mafiosa non era “chiaro, né prevedibile”. E si tratta delle stesse ragioni per le quali adesso la Cassazione ha revocato la condanna. Bruno Contrada commenta: “Dopo 25 anni di sofferenza e di dolore, sapendo di essere innocente e di avere servito con onore lo Stato, le Istituzioni e la Patria, arriva finalmente l’assoluzione, dall’Italia e dall’Europa. Ho sofferto molto e molto più di me ha sofferto la mia famiglia. Il mio pensiero va a tutti loro, che mi sono sempre stati vicini. Il mio onore? Non l’ho perduto mai, ho sempre camminato a testa alta perché ho sempre e solo fatto il mio dovere”.
Fonte Teleacras

Il 18 ottobre del 2011 fu il giorno del blitz cosiddetto “Strike”, dall’inglese colpo, battuta. E i poliziotti del Commissariato di Canicattì e della Squadra Mobile di Agrigento colpirono e batterono 27 indagati. 16, tutti di Canicattì, arrestati in carcere. E agli altri 11 fu imposto il divieto di dimora. Ai giudici hanno risposto, a vario titolo, di detenzione e spaccio di droga, marijuana, hashish e cocaina, tra Canicattì e oltre confini, a cavallo delle province di Agrigento e Caltanissetta. E poi anche di rapine, danneggiamenti, aggressioni e intimidazioni. Il 19 luglio del 2012 il Tribunale di Agrigento ha rinviato a giudizio 25 imputati. E 3 canicattinesi sono stati giudicati in abbreviato e condannati: 7 anni di reclusione sono stati inflitti a Giuseppe Paci, 34 anni, poi 6 anni e 8 mesi a Gaspare Facciponte, 41 anni, e poi 4 anni di carcere a Salvatore Sammartino, 28 anni. Adesso, il Tribunale di Agrigento, al processo ordinario, ha sfornato 5 condanne, 14 assoluzioni, e 2 non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Il presidente della sezione penale, Giuseppe Melisenda Giambertoni, con a fianco Maria Alessandra Tedde e Giancarlo Caruso, ha inflitto 8 anni e 6 mesi di reclusione a Giovanni Magro, 38 anni, 8 mesi a Salvatore Carlo Sammartino, 55 anni, 3 anni 9 mesi a Diego Paci, 39 anni, 9 mesi a Sebti Ouldji, 47 anni, e 3 anni a Hosni Ben Brahem, 34 anni. Poi sono stati assolti Francesco Milanese, 32 anni, Giacinto Corbo, 57 anni, Vincenzo Tiranno, 35 anni, Neji Kebaier, 27 anni, Salvatore Ragazzo, 31 anni, Mirko Messina, 33 anni, Ivan Napoli, 25 anni, Giovanni Milana, 42 anni, Diego Cutaia, 33 anni, Luca Ivan Alaimo, 30 anni, Danilo Fazio, 39 anni, Filippo Cutaia, 28 anni, Diego Scibetta, 42 anni, e Diego Messina, 51 anni. E poi non doversi procedere per Giuseppe Spampinato, 35 anni, e Michele Sammartino, 55 anni.
fonte TELEACRAS

Cresce l’attesa per l’alta moda a Palermo e Monreale di Dolce & Gabbana. In città non si parla altro che di un fine settimana all’insegna delle bellezza di colori di terra di Sicilia e dove dalla terrazza Martini, i colori degli ombrelloni e sedie a righe bianche e blu, risaltano la freschezza di abiti leggeri e camice personalizzate con disegni rigorosamente siciliane, con limoni,carretti e paladini di terra conterranea. Sono arrivati i primi ospiti di fama mondiale  in mare palermitano, e gli yatch sono attraccati nel porto palermitano con ospitalità data dagli stilisti in pura e semplice tradizione siciliana, “così come i genitori hanno insegnato”.. tengono a precisare.
Dall’intervista fatta in questi giorni, hanno confermato la loro felicità: «Abbiamo invitato clienti da tutto il mondo, Cina, Giappone, Russia, per noi l’ospitalità è sacra e lo spazio è quello che è. I palermitani conoscono la loro città, questo è il momento di farla gustare a chi non sa nulla: ci piace che i nostri acquirenti capiscano quale è la nostra fonte di ispirazione, quali sono le nostre radici. Insomma, vogliamo spiegare al mondo cos’è la Sicilia». Già, cos’è? «L’elenco è lunghissimo. La parola chiave è bellezza e, quando ne hai tanta, la ignori. Qui la bellezza è ovunque, nelle architetture e nei vicoli, a Ballarò. La Sicilia è bellezza e amore, bisogna avere il coraggio di dirlo, perché è stata sempre un po’ denigrata, messa da parte. Come tutto il sud». I due, disponibili alle chiacchiere, puntano sulla leggerezza. Rivelano il ruolo di Palermo: «Dopo la prima stagione non capivamo bene cosa volevamo essere. Da Polizzi siamo venuti a Palermo – a proposito siamo amanti di pasticcerie e ci manca Mazzara, ci manca “Il Pinguino” – e a un certo punto, a un angolo di via Libertà, abbiamo visto il manifesto di una ragazza nuda con uno scialle, affacciata a un balcone barocco: ecco, abbiamo detto, questa è la nostra immagine. Era una foto di Letizia Battaglia che noi avevamo confuso con Ferdinando Scianna. Siamo rimasti in zona…»
«Oroglioso di essere siciliano »dice Domenico Dolce di Polizzi Generosa, un ragazzo che dalla bottega del padre ha portato le sue idee e la sua voglia di realizzarsi in giro per il mondo, trovando in Stefano Gabbana una spalla ideale per realizzare tutto ciò che conosciamo, dando un lustro di sicilianità ad entrambi, visto che Stefano si specchia in tutto e per tutto nella semplicità di Sicilia, sentendosi anch’egli un siciliano , pur non essendolo. Emozionati entrambi per essere  Palermo e Monreale, contenti di portare la moda mondiale in una terra che li vede già protagonisti , hanno trovato per le vie della città l’affetto e il calore che solo il siciliano sa dare. Infatti pensano di allargare la loro esperienza siciliana in altri luoghi come Agrigento e Siracusa, estendendo i colori dei paesaggi e con un seguito e un indotto che sfiora il milione di euro tra parrucchieri, maestranze e tanta gente che sta allestendo il tutto nel migliore dei modi .
«Ci auguriamo che i palermitani non si offendano se non potranno sedersi tra il pubblico. Ci piacerebbe invitare tutti ma non si può, anche per ragioni di sicurezza».
E i vip? «Ma no, abbiamo fatto un’eccezione l’anno scorso, a Napoli, invitando la Loren, perché la collezione era dedicata a lei. Ma questa volta è dedicata alla Sicilia».
Hanno voluto invitare vip da tutto il mondo per far conoscere le loro origini e il calore dei siciliani, e dalle prime impressioni e nei fatti, il successo è già garantito, e questo certamente fa ben sperare nel successo di fine settimana, ve il palermitano, pur non potendo essere in prima fila, saprà ripagare il privilegio fatto da Dolce&Gabbana.

SERGIO CALI'

Sergio Calì all’evento “Dolce & Gabbana” a Palermo

Sergio Calì, percussionista agrigentino e docente del conservatorio Toscanini di Ribera, dopo essere stato tra i Maestri dell’orchestra di Radio Italia nel concerto del Foro Italico di Palermo a suonare per Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Gigi D’Alessio, Francesco Renga e tanti altri artisti, si appresta ad esibirsi per i rinomati stilisti Dolce & Gabbana in occasione dell’evento che si svolgerà questa sera, venerdì 7 luglio, a Palermo.