Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 124)

Lo screening sierologico per il Covid 19 condotto dall’Asp di Agrigento presso il Comando dei Vigili Urbani  ha dato esito positivo per un agente di polizia locale. Per questa ragione è stato sottoposto a tampone rinofaringeo. Il risultato è atteso nelle prossime ore. L’agente si trova in isolamento. La situazione è sotto controllo. Questi esami hanno lo scopo di monitorare la diffusione del virus e di prevenire ogni possibilità di contagio. Fino a tutto domani, 25 giugno in attesa dell’esito, è stata disposta la sospensione dei servizi interni della Polizia locale, ad eccezione del servizio CRO e del servizio protocollo. Inoltre, è stata stabilita la sospensione del ricevimento del pubblico. Non saranno utilizzate le autovetture a servizio dell’infortunistica stradale. Disposta anche la sanificazione straordinaria dei locali e degli automezzi.  Il servizio di pattuglia nelle turnazioni esterne prestabilite da ordine di servizio sarà reso soltanto con personale che ha eseguito il test sierologico con esito negativo. Il personale del Settore con servizio non in presenza, sempre fino al 25 giugno compreso, presterà servizio in modalità di lavoro agile.

Scatta l’allarme Covid tra gli agenti della polizia locale di Agrigento. Un agente è risultato positivo al test sierologico del Coronavirus. Gli è stato fatto il tampone il cui esito si conoscerà nelle prossime ore. Tutti coloro i quali fanno parte del Corpo sono stati sottoposti al test per lo screening sierologico. L’esito è stato negativo per tutti tranne appunto per uno. Preso atto della situazione stata disposta la chiusura del Comando del Corpo a Villaseta, per 24-48 ore.

Gli agenti, anche quelli che stavano iniziando il turno pomeridiano, sono stati invitati ad andare a casa in attesa dell’esito del tampone del loro collega.

Via libera dalla Conferenza Unificata al Decreto proposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha stanziato 137,2 milioni di euro da destinare alla progettazione e realizzazione di ciclovie urbane, ciclostazioni e di altri interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina.
Stanziati 209 mila euro per il Comune di Agrigento.

A darne notizia è il deputato regionale del Movimento 5 stelle on. Giovanni Di Caro.

Assolutamente impensabile non pagare un dipendente, qualsiasi sia la mansione che svolge così come non è giustificabile scaricare le responsabilità economiche ed amministrative da una parte verso l’altra.

Una situazione datata che vede la città ridotta ad un pantano, dove la raccolta dei rifiuti rappresenta, ora mai, un optional scandito da inediti proclami ed inopportune dichiarazioni di intenti.

L’amministrazione comunale in questi anni con incuria e pressapochismo ha affrontato il problema rifiuti come se si trattasse di un compitino lasciato per le vacanze alle scuole elementari. Un appalto milionario a fronte di UNA CITTA’ SPORCA.

Non è possibile tutto questo, così come non trova spazio in nessuna giurisprudenza del lavoro il fatto che i netturbini non vengano pagati.

L’amministrazione Alba ha l’obbligo di pagare le ditte le stesse che a norma di bando sono obbligate a pulire la città in lungo ed in largo.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti i lavoratori che da mesi non percepiscono il dovuto salario con le difficoltà comprensibili ricadenti sulle loro famiglie. Gli stessi operatori che in periodo di pandemia con coraggio e spirito di appartenenza hanno fatto si che la città potesse vivere pulita e decorosa.

Invitiamo la sindaca affinchè una soluzione si trovi immediatamente e si possa ridare serenità a decine di famiglie che vivono di questo importante lavoro, essenziale per la nostra comunità.

Sullo sconcertante spot apparso sul sito ufficiale della compagnia aerea EasyJet arriva puntuoale la replica da parte del Governatore della Calabria Jole Santelli: “La pseudo operazione di marketing sulla Calabria realizzata da EasyJet è offensiva, miope e ha un chiaro sapore razzista – commenta -. Si potevano usare tante parole per descrivere la meraviglia e la straordinarietà di una regione unica al mondo, ma la compagnia inglese ha scelto le più becere e le più consunte, realizzando una pubblicità ingannevole che non è altro che una sommatoria di inqualificabili pregiudizi. Per questo ho immediatamente scritto una lettera di protesta alla compagnia”. “Descrivere la Calabria come una regione che ‘soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremotì e per via della ‘mancanza di città iconiche come Roma e Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram’, oltre che falso, è anche profondamente ridicolo. Così come lo è parlare di ‘case bizzarrè, come se ci si trovasse a descrivere le abitazioni dei puffi. I calabresi – spiega Santelli – meritano rispetto e una miglior considerazione da parte di tutti. Prendiamo comunque atto delle scuse pubbliche di EasyJet, che ha già provveduto a modificare il testo originariamente apparso nella sezione ‘Ispiramì del suo sito”.
“A pensarci bene, il modo migliore per rimediare a una gaffe senza precedenti – conclude la governatrice della Calabria – sarebbe quello di incrementare in modo considerevole i voli per la Calabria, in modo da permettere alle migliaia e migliaia di passeggeri di EasyJet di scoprire le infinite meraviglie della nostra terra. Non abbiamo Roma e non abbiamo Venezia, certo, ma non ci lamentiamo affatto. La Calabria è una meraviglia che merita solo di essere ammirata”.

In vista delle prossime elezioni amministrative dove si voterà anche a Siculiana, l’avvocato del luogo Vita Mazza ha presentato una lista civica con la quale concorrerà alla competizione elettorale per la poltrona di primo cittadino.

L’avv. Mazza è stata già chiara sui punti più importanti che rappresenteranno il suo programma: “Chiusura del centro d’accoglienza “Villa Sikania” e recupero del centro storico”.

Questa la prima dichiarazione del neo candidato a sindaco Mazza.

Un giovane ciclista nisseno ha evitato un disastro ambientale per il mare agrigentino.
Lui si trovava in escursione sulla spiaggia isolata di Drasi quando ha visto arrivare dal largo un fusto di 200 litri pieno di olio esausto, che perdeva il liquido nero. Quindi lo ha trascinato a riva e l’ha messo in sicurezza.

A dichiararlo è il dirigente di Mareamico Claudio Lombardo.

La stessa associazione ha provveduto successivamente ad informare la Capitaneria di Porto segnalando il luogo preciso per la rimozione del pericoloso liquido.

 

Il Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, interviene sulle dichiarazioni rilasciate  dal vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Giancarlo Cancelleri, ieri in visita a Porto Empedocle ed afferma:“La clamorosa gaffe di cui si è reso protagonista il vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Giancarlo Cancelleri, che scambia la nave per la quarantena dei migranti, Moby Zaza, per una nave da crociera, è lo specchio del preoccupante pressappochismo e dell’impreparazione di una certa classe politica, che si è ritrovata, quasi senza rendersene conto, a governare l’Italia.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse, però, sullo sfondo una tematica molto seria che gli agrigentini stanno subendo sulla loro pelle, quella, appunto, del fenomeno migratorio.

Il vice Ministro Giancarlo Cancelleri, troppo preso ad annunciare enfaticamente il rifacimento o l’apertura di strutture viarie, ha, forse, dimenticato della presenza nella rada di Porto Empedocle della Moby Zaza, nave utilizzata per la quarantena dei migranti e noleggiata, dal Governo PD-CINQUESTELLE, di cui egli fa parte, per la modica cifra di 1 milione di euro più iva al mese.

Il grossolano svarione del vice Ministro pentastellato certamente fare riflettere gli italiani sull’imbarazzante inconsistenza ed inadeguatezza di chi oggi è al Governo del Paese, un Governo che, aprendo indiscriminatamente i porti, ha trasformato la provincia di Agrigento nel campo profughi d’Europa.

Illustrissimo vice Ministro Giancarlo Cancelleri, ci aspettavamo le navi da crociera e ci ritroviamo con la nave per la quarantena dei migranti (quella da lei confusa per una nave da crociera, appunto), ci aspettavamo l’arrivo dei turisti e ci ritroviamo con centinaia di migranti”.

Il consiglio di INARSIND AGRIGENTO, su sollecitazione degli appartenenti alla categoria, chiede, fermo restando le misure di contenimento inerenti l’emergenza COVID, il ripristino del servizio di ricevimento agli Enti regionali, provinciali e locali. Sebbene si comprendano le difficoltà degli uffici, la ripresa delle attività, che dal 15 giugno è estesa a tutte le categorie, ha innescato una maggiore richiesta da parte dell’utenza di definire i procedimenti iniziati ed iniziarne di nuovi.

Inoltre a breve si definiranno i criteri di accesso ad importanti misure di sostegno all’attività edilizia come l’ecobonus ed il sismabonus ed in INARSIND AGRIGENTO 2 taluni casi interfacciarsi con gli uffici sarà indispensabile. Molti enti sono sprovvisti di piattaforme digitali e questo rende ancora più difficoltoso la presentazione delle pratiche. Mancano inoltre sistemi di prenotazione che garantiscano tempistiche e modalità di appuntamento.

Si ribadisce pertanto la necessità di riprendere le attività di ricevimento o comunque di definire procedure per gestire le prenotazioni degli appuntamenti.

Maxi operazione antidroga a Catania; la polizia di Stato su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari a carico di un sodalizio criminale responsabile di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

Nell’operazione si registra il coinvolgimento di circa 40 destinatari di provvedimenti restrittivi appartenenti a due distinte gruppi criminali, operanti nel capoluogo etneo e riconducibili ai sodalizi criminali del clan Cappello – Bonaccorsi  e di quello dei Cursoti Milanesi.

I reati. Associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. L’operazione, denominata ‘Tricolore’, ha colpito i gruppi che gestivano ‘piazze di spaccio’. L’attività investigativa, supportata da presidi tecnici, ha dimostrato l’esistenza, nel rione popolare di San Berillo Nuovo, di due distinte “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti (trafficanti in cocaina e marijuana), a breve distanza l’una dall’altra, la prima di esse (quella ubicata in Corso Indipendenza, angolo via La Marmora) gestita dal gruppo mafioso organicamente riconducibile al clan mafioso Cappello–Bonaccorsi, con a capo Lorenzo Christian Monaco, ovvero colui che aveva ricevuto da Salvatore Bonaccorsi, figlio di Concetto ed esponente apicale dei “Carateddi” (oggi entrambi collaboratori di giustizia), l’investitura per gestire l’anzidetta proficua attività nel complesso, preoccupandosi anche di definire i confini con gli altri gruppi mafiosi operanti sul territorio.

Altra zona operativa limitrofa alla prima e precisamente in via San Leone, è gestita da diversi soggetti riconducibili, per la loro storia pregressa, al clan dei “Cursoti Milanesi”. Il confine tra le due piazze – dopo aspri dissidi che avevano visto alcuni soggetti vicini al clan dei “Cursoti Milanesi” percorrere armati le vie pubbliche della città per contrastare i rivali – veniva contrassegnato dall’apposizione di due distinte bandiere, quella degli Stati Uniti d’America per il clan dei Cappello-Bonaccorsi, quella del Milan per il clan dei Cursoti-Milanesi. Infatti, nel gennaio del 2017, la Polizia aveva proceduto all’arresto di alcuni pregiudicati, sodali a Rosario Pitarà inteso “Sarettu u furasteri”2, storico esponente di rango apicale del clan mafioso dei Cursoti Milanesi, in possesso di numerose armi da guerra e armi da fuoco clandestine, in procinto di compiere un’azione di carattere dimostrativo contro il clan rivale.

Nel corso dell’attività d’indagine sono stati acquisiti elementi consolidati in ordine alle capacità dei due gruppi mafiosi di imporre il loro controllo sul territorio tramite un articolato sistema di pusher, vedette e custodi della sostanza stupefacente che garantivano la gestione, prolungata e continuativa, delle due sopra menzionate piazze di spaccio e ciò nonostante alcuni interventi delle Forze dell’Ordine che eseguivano alcuni arresti dei sodali. Dall’operazione “Tricolore” si è appreso che i proventi dello spaccio non solo sono destinati all’autofinanziamento della consorteria criminale, ma anche al mantenimento dei sodali in carcere, secondo noti e consolidati “clichè” che impongono ai soggetti non raggiunti da misure restrittive di contribuire al sostentamento dei sodali, soprattutto di quelli aventi un ruolo apicale.

L’attività investigativa ha inoltre consentito di individuare, oltre ai fornitori delle piazze di spaccio, legati alla criminalità organizzata campana, anche di risalire a soggetti che sin da subito sono apparsi coinvolti nel favoreggiamento della latitanza di Concetto Bonaccorsi, storico boss, unitamente al fratello Ignazio, dell’omonima famiglia, detta dei “Carateddi”, alleata con il clan Cappello. L’accurato monitoraggio telefonico e l’osservazione diretta dei movimenti di tali soggetti, in provincia di Pistoia, sono sfociati nell’aprile del 2017 nell’individuazione dell’abitazione in cui Bonaccorsi si era rifugiato, consentendone l’arresto dopo una latitanza protrattasi dal settembre del 2016.

Sono state sequestrate diverse armi e munizioni, tra cui un fucile semiautomatico cal.12 marca Benelli con matricola abrasa, una pistola mitragliatrice cal. 7.65 riportante la scritta “Salve Blanc” priva di caricatore, una pistola marca Bruni mod. 92 modificata, una mitraglietta modello M&P-15 Tony Sistem Component con matricola abrasa e priva di caricatore, un fucile doppietta cal. 16 a canne mozze, diversi caricatori mono e bifilari per armi di vario calibro, numeroso munizionamento di vario calibro e un corpetto antiproiettile.