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Alla Camera Penale di Caltanissetta è prossimo ad essere istituito il primo sportello per la riparazione dell’errore giudiziario. L’avvocato Sergio Iacona, presidente della Camera Penale nissena, in occasione di un convegno sul tema “Confronto sul Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo”, che si svolgerà domani al palazzo di giustizia di Caltanissetta, annuncia: “Ci adegueremmo a quelle che sono le direttive dell’Osservatorio per la riparazione dell’errore giudiziario e offriremo la possibilità ai cittadini di rivolgersi, ove si sentano vittime di un errore giudiziario o di una condanna ingiusta, a questo sportello che sarà gestito dalla Camera Penale”.

Tra Agrigento e Porto Empedocle, da lunedì prossimo 16 settembre, e per una settimana fino a lunedì 23, sarà chiuso al transito un tratto della strada statale 115, dal chilometro 183,600 al chilometro 184,600, tra Villaseta e Porto Empedocle. L’Anas e l’Irsap saranno impegnati nella ricostruzione del cavalcavia demolito a giugno in via Capuana. Sarà transitabile un segnalato percorso alternativo, lungo via Fosse Ardeatine.

Ad Agrigento, a San Leone, in un appartamento in via Nettuno, è morto un turista di 35 anni, B M B sono le iniziali del nome, della Svizzera. Sarebbe stato vittima di un arresto cardiaco provocato da un aneurisma. Accanto all’uomo sono stati trovati dei farmaci antinfiammatori, che sono stati sequestrati. La salma del turista, in vacanza ad Agrigento con un amico, è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento a disposizione della Procura.

A Porto Empedocle hanno arrestato I F, sono le iniziali del nome, 60 anni, perché più volte ha scritto sui muri cittadini, in particolare nel quartiere Vincenzella, alcune frasi ingiuriose nei confronti di una donna, anche lei empedoclina, di cui lui si è invaghito. Lei invece, di 30 anni, lo ha respinto. All’uomo, incastrato dalle immagini registrate dalla video-sorveglianza, è stato imposto il divieto di avvicinamento alla donna. Adesso, invece, perdurando la condotta molesta, è stato arrestato ai domiciliari con il divieto di comunicare con l’esterno.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, e del Commissariato di Licata, diretto da Sergio Carrubba, hanno arrestato ai domiciliari una coppia di coniugi di Licata, B F sono le iniziali del nome, 43 anni, operaio, e C A, 36 anni, casalinga, colti in flagranza del reato di coltivazione di sostanza stupefacente, aggravato dall’ingente quantitativo, essendo state rinvenute e poste sotto sequestro circa 250 piante di marijuana, per un peso complessivo di 247 chili. Le piante, in piena fioritura, alte tra 1 metro e 1 metro e 50, sono state scoperte in un terreno di vaste dimensioni, tra alberi di ulivo e da frutta, e dove vi è anche l’abitazione dei coniugi. In un garage di pertinenza sono stati inoltre scoperti e sequestrati 80 grammi di cannabis.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Gloria Andreoli, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno a carico di Giuseppe Angarussa, 34 anni, di Porto Empedocle, e di Roberto D’Amico, 29 anni, di Cattolica Eraclea, imputati di ricettazione e arrestati il 26 ottobre del 2018 perchè sorpresi nella disponibilità di quasi 7 quintali di rame rubato. Angarussa e D’Amico, difesi dagli avvocati Davide Casà e Davide Santamaria, sono giudicati in abbreviato. Il 9 ottobre è attesa la sentenza.

I carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato un 60enne del luogo – I.F. – per il reato di stalking nei confronto di una trentenne della “marina”. L’uomo, su cui già pendeva il provvedimento di divieto di avvicinamento alla ragazza, avrebbe violato ripetutamente le prescrizioni imposte dal divieto. Così il giudice Giuseppa Zampino ha aggravato la misura rispondendo gli arresti domiciliari.

Al centro della vicenda ci sarebbero le attenzioni troppo morbose, che si sono spinte in una vera e propria condotta di stalking, che il 60enne avrebbe rivolto alla donna di ben trent’anni più giovane. Pedinamenti e movimenti sospetti si sarebbero trasformati poi in deliri.

Le telecamere di sorveglianza del paese, congiunta all’attività investigativa delle forze dell’ordine, hanno anche permesso di risalire al 60enne quale autore di varie scritte offensive sulle mura della città soprattutto nel quartiere di Vincenzella.

 

Bisognerà individuare un nuovo giudice in sostituzione del presidente della seconda sezione penale Angela Wilma Mazzara che si asterrà nell’ambito del processo sulla vicenda scaturita dall’inchiesta “La Carica delle 104”. Il collegio difensivo ha sollevato la questione in virtù del fatto che il giudice, ricoprendo altro incarico, aveva emesso in passato un provvedimento nei confronti di uno degli imputati. Per tale motivo, dunque, il processo è stato rinviato al 25 settembre per l’individuazione di un nuovo collegio di giudici.

Sul banco degli imputati 48 tra medici, faccendieri e presunti “finti” disabili accusati di aver dato vita ad un “sistema” ben consolidato  che faceva leva sulle agevolazioni della legge 104 e garantiva, a chi non aveva diritto, di poterne usufruire beneficiando quindi di tutti i vantaggi. Tre i filoni che caratterizzano l’inchiesta della “Carica delle 104”: il “terremoto” del settembre 2014 con un totale di 101 indagati; nell’ottobre 2016 e novembre 2017 l’inchiesta si allargò sfociando nel secondo e terzo filone che altro non sono che il seguito delle investigazioni condotte dalla Digos della Questura di Agrigento. Nel marzo scorso il pm Paola Vetro ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 54 persone di cui una quarantina di presunti “finti” invalidi, una decina di medici e insegnanti.