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Una rissa, con almeno tre giovani feriti, uno dei quali ha riportato uno sfregio al volto, è scoppiata sabato notte nei luoghi della movida di Canicattì. Tutto ha avuto inizio quando al 112 sono giunte alcune segnalazioni di una rissa in piazza Regina Margherita. Quando le pattuglie del Commissariato cittadino sono giunte sul posto, dei rissosi non c’era più alcuna traccia.

Poco dopo però, è arrivata sempre alla polizia, la segnalazione di un ventenne ferito, forse con un colpo di bottiglia al volto, che si era presentato all’ospedale “Barone Lombardo”. Il giovane ha riportato un brutto taglio al viso. Sentito dai poliziotti ha raccontato d’essere caduto, e di essersi ferito con un pezzo di vetro che c’era a terra.

Un incendio, le cui sono al momento sconosciute, ha provocato dei danni, ad uno stabilimento balneare, della zona di Lido Russello, a Realmonte. E’ successo nel corso della notte.

Le fiamme hanno aggredito il locale “Nodo Ammare”, e hanno interessato una porzione della facciata, e la zona limitrofa alla cucina, provocando danni su una parte della struttura.

Sul posto si sono recati i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento, che hanno spento il rogo, e i carabinieri della Stazione di Realmonte, che si stanno occupando delle indagini.

Si è svolta il 20 luglio scorso l’audizione della Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi sulla questione del bonus covid agli operatori sanitari Seus/118 e Sas impegnati durante la pandemia Covid-19.

Spiega il presidente della Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi On. Carmelo Pullara.

Durante l’audizione – prosegue il presidente della commissione -abbiamo ricevuto le rassicurazioni dall’Assessorato alla economia  e dall’Assessorato alla Salute che manterranno fede agli impegni assunti e pertanto la seconda tranche del bonus per i lavoratori Seus, che rappresenta il saldo, verrà versato tra la fine di luglio e gli inizi di agosto.

Mentre per il lavoratori SAS gli assessorati salute ed economia dopo approfondimenti hanno ritenuto non sufficiente l’Ordine del giorno a suo tempo approvato. Pertanto  sarà predisposto apposito provvedimento normativo finalizzato ad erogare il bonus.

Lo scopo importante della commissione speciale di Monitoraggio e attuazione delle leggi,  -conclude Pullara- di cui mi onoro di presiedere, è proprio quello di verificare che la volontà del legislatore regionale trovi la corretta corrispondenza nell’attuare quanto proposto nella legge, ed oggi, anche dopo questi risultati manifesto tutta la mia soddisfazione per il lavoro svolto dalla stessa commissione, grazie alla preziosa ed efficace attività dei mie colleghi di commissione. Ovviamente vigileremo affinché quanto deciso nella audizione non venga disatteso.

Ecco i dati del controllo straordinario del territorio che è stato svolto lo scorso fine settimana dal Commissariato di Licata, unitamente al Reparto Prevenzione Crimine di Palermo ed alla Sezione Polizia Stradale di Ag, in quel comune. 10 posti di controllo, 3 posti di blocco, 129 persone identificate e controllate (tra i quali diversi pregiudicati), 70 veicoli controllati, 18 contravvenzioni per violazioni al codice della strada, 25 punti della patente decurtati. Inoltre, sono stati controllati 20 soggetti sottoposti alle misure alternative alla detenzione e misure di sicurezza e di prevenzione e sono stati effettuati 2 controlli presso pubblici esercizi con particolare attenzione al fenomeno della illegale cessione di sostanze stupefacenti ed alla vendita di bevande alcooliche a minorenni e a persone in evidente stato di ebbrezza alcoolica. Presso altrettanti esercizi commerciali si è proceduto alla verifica del rispetto delle norme anti assembramento previste dalla normativa anticovid vigente.

La triste vicenda che ha colpito e in atto colpisce ancora il Comune di Favara non sembra volgere al termine.

Cumuli di spazzatura fanno da padrone in tutte le vie della città nonostante sia già passato un mese dall’inizio della protesta dei lavoratori; tra un tira e molla la situazione si è fatta pesantissima; si rischia anche per la salute pubblica. Chi si trova a Favara, infatti, oggi indossa la mascherina di più per il pericolo igienico sanitario scaturito dai cumuli di rifiuti (una puzza incredibile che gira nell’aria) che per il Covid, situazione questa che non sembra essere meno preoccupante.

Non si cercano colpevoli, perchè ognuno porta avanti i propri diritti. Ma ci sono le ditte, o meglio l’Rti capofila Iseda che hanno anche dei doveri (visto e considerato che i miliardi li incassano loro).

Leggete attentamente cosa prevede l’articolo 17 del capitolato stipulato con l’Ente appaltante che si può leggere a pagina 42. Sembra che più chiaro di così non si può. Eppure l’Rti continua a fare i cavoli propri.

Nella prospettiva delle elezioni Amministrative a Favara, in autunno, il 10 ottobre, i responsabili di “Scegli Progetto Comune”, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, PiùECO Ecologisti Confederati, e di varie associazioni di volontariato e di attivismo civico, dopo diversi incontri hanno concluso un accordo politico per affrontare, in forma unitaria, la prossima competizione elettorale comunale. I promotori dell’intesa affermano: “Bisogna ridisegnare e ricostruire Favara, rendendola una città mediterranea ed europea, nuova, aperta, solidale e democratica. E’ necessario non solo ripristinare una condizione di vita ‘normale’, fatta di decoro, pulizia delle strade, rispetto delle regole sociali e del bene comune, e di trasparenza dell’azione amministrativa, ma anche far sì che si possa guardare ai prossimi decenni in una coraggiosa visione di rigenerazione urbana, economica, sociale e culturale. Abbiamo formato sei aree di lavoro che, con l’apporto di tutte le forze culturali ed associative presenti sul territorio, consentiranno di elaborare un programma amministrativo utile a dare a Favara un nuovo volto. Nei prossimi giorni sarà convocata un’assemblea unitaria di tutti i simpatizzanti, iscritti e firmatari delle varie forze, e si ufficializzerà la candidatura a sindaco”.

In Sicilia si lavora al progetto di un’ampia alleanza di centro, politica ed elettorale. I segretari regionali di Cantiere Popolare, Massimo Dell’Utri, Italia Viva, Davide Faraone, e Udc, Decio Terrana, si sono appena riuniti a Palermo per puntellare il progetto centrista e allestire un’asse popolare, liberale e riformista. Sarebbe il primo di una serie di interlocuzioni che si svolgeranno nei prossimi giorni per costruire un progetto di governo per la Regione, al voto nell’autunno 2022, e per la città di Palermo, al voto nella primavera 2022. La presenza di Faraone testimonierebbe un allontanamento del partito di Renzi dal blocco del centro-sinistra.

Vi è anche Burgio, in provincia di Agrigento, tra le 24 località italiane che hanno presentato la manifestazione d’interesse al Ministero della Cultura per partecipare al titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2024. E’ quasi identica la distribuzione geografica tra le diverse zone interessate: 7 città al centro, 7 al nord e 10 tra sud e Isole. Adesso tutte le città partecipanti dovranno presentare il proprio progetto che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti nella gestione dei beni culturali. La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di 1 milione di euro, mostrerà, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di progresso dell’intera comunità. Oltre Burgio, in Sicilia ha presentato istanza di partecipazione la città di Siracusa.

E’ morto, in detenzione domiciliare, l’anziano boss mafioso Antonino Bonafede. Ex allevatore, aveva 85 anni.

Nella sua abitazione doveva scontare altri cinque anni di reclusione. Condannato definitivamente per associazione mafiosa, per ragioni di salute gli era stato concesso di uscire dal carcere nel 2017. Il decesso è avvenuto giovedì scorso, ma la notizia è trapelata oggi.
A fine maggio scorso, in virtù un’ulteriore condanna definitiva per violazioni agli obblighi imposti ai condannati mafiosi, il Tribunale di Marsala, a seguito dell’inammissibilità del ricorso dell’imputato dichiarato dalla Cassazione nel febbraio di quest’anno, gli ha confermato il termine della detenzione domiciliare al 2026. Antonino Bonafede era padre dell’ex latitante Natale Bonafede, in carcere con condanna all’ergastolo per omicidi commessi nei primi anni ’90 su ordine della Cupola allora capeggiata da Totò Riina. “Le ultime indagini sulla mafia trapanese, effettuate dal Ros dei Carabinieri – hanno recentemente spiegato gli investigatori – hanno fatto emergere come, a seguito degli arresti dei capi famiglia, i fratelli Rallo Antonino e Vito Vincenzo, la reggenza vacante della Famiglia di Marsala sarebbe stata affidata, nel 2009, proprio all’anziano Uomo d’Onore Antonino Bonafede (“zio Nino”), ritenuto una garanzia anche in virtù dei precedenti rapporti di massima collaborazione con lo storico defunto capo mandamento di Mazara del Vallo, Vito Gondola, con il quale venivano organizzati i summit mafiosi”.
Fu nell’aprile 2018 che la Cassazione rese definitiva la condanna di Antonino Bonafede a 16 anni di carcere (pena “complessiva”, comprendente cioè una precedente condanna a 6 anni già scontata) inflitta l’8 giugno 2015 dal Tribunale di Marsala, e confermata il 13 novembre 2017 dalla Corte d’appello di Palermo, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione antimafia dei carabinieri “The Witness”, del 9 marzo 2015.