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Salgono a 4 le auto rubate presso l’ospedale “San Giovanni di Dio “ di Agrigento. Una vera e propria emergenza.
L’ultimo caso si è verificato due giorni fa. A denunciare il fatto un infermiere che, a fine servizio lavorativo, si era diretto verso l’auto, e poi la triste scoperta: l’auto era stata rubata.
“Adesso basta, dicono i sanitari e tutto il personale dell’ospedale, chiediamo dei controlli dinamici da parte delle Forze di polizia ed un servizio di videosorveglianza più efficace specialmente nei parcheggi a sud dell’ospedale”.

Manifestazione religiosa popolare.

San Calogero, chiamato anche il Santo Nero, è insieme a San Gerlando il compatrono della città.

La festa, che si svolge sempre le prime due settimane di Luglio, è caratteristica e spettacolare. Particolarmente attesa dai cittadini devoti è l’uscita dalla chiesa ( dedicata a lui) del fercolo con la statua con i caratteristici portatori della confraternita, all’incessante ritmo dei tradizionali tamburi che rievocano timbri e musicalità arabeggianti della banda musicale che esegue sempre la stessa musica (zingarella).

Durante la processione che si snoda per tutto il centro storico cittadino con il simulacro portato a spalla dai devoti portatori, la gente è solita lanciare dalle finestre i “muffuletti”, le tradizionali pagnottelle con sesamo e semi di finocchietto. Il ritmo  frenetico dei tamburi della banda segue tutta la processione. 

La caratteristica processione rievoca uno degli avvenimenti legati al Santo. Si dice che  durante una gravissima epidemia, il vecchio e saggio eremita bizantino, accompagnato dal rullo di tamburi, attraversava la città chiedendo pane e cibo per i malati relegati fuori le mura cittadine.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Alessandro Quattrocchi ha assolto dal reato di evasione il favarese Gaspare Volpe, ex datore di lavoro di Gessica Lattuca, ragazza madre scomparsa da Favara ormai da quasi un anno.

Per Volpe, appena uscito dal carcere, erano stati disposti gli arresti domiciliari ma, una volta tornato nella sua abitazione, non ha potuto fare rientro trovando la serratura della porta cambiata.

Rimase allora tutta la notte fuori dall’abitazione dove avrebbe dovuto scontare la pena ai domiciliari e, proprio in questa circostanza, una pattuglia di carabinieri lo pizzicò al di fuori delle mura di casa denunciandolo per il reato di evasione.

L’avvocato Carmen Augello, difensore dell’uomo, ha dimostrato come il favarese non avesse avuto intenzione di evadere ma di essere stato vittima di un inconveniente che gli impedì di entrare in casa.

 

È stata perquisita nella notte dalla Guardia di Finanza la barca ‘Alex’, ormeggiata a Lampedusa, dopo lo sbarco dei migranti a bordo.
Indagato il capitano Tommaso Stella per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Fino alle quattro del mattino i finanzieri hanno perquisito la barca, che è stata sequestrata, acquisendo documenti. Nelle prossime ore l’informativa verrà trasmessa alla Procura di Agrigento che aprirà un fascicolo.

I migranti  a bordo del veliero Alex scendono a terra, a Lampedusa, per effetto del sequestro penale disposto d’iniziativa dalla Guardia di Finanza. L’equipaggio dell’unita’ navale della ong e’ indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lo si apprende da fonti del Viminale.

“Ancora non ci e’ stato notificato nulla. Siamo assolutamente sereni perche’ convinti di avere operato correttamente e perche’ abbiamo gia’ presentato un esposto alla magistratura. Diciamo che questa volta siamo arrivati prima della Guardia di Finanza”. Cosi’ il capo missione di Mediterranea Erasmo Palazzotto, commenta la decisione del Viminale di fare sbarcare tutti i migranti a bordo della Alex, sequestrare l’imbarcazione e indagare tutto l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Procura di Agrigento ha ricevuto l’esposto presentato da Mediterranea Human Savings sulle procedure seguite dalle autorita’ italiane nei confronti della imbarcazione Alex della Ong e nelle prossime ore valutera’ le eventuali iniziative da adottare. E’ quanto ha appreso l’ANSA negli ambienti giudiziari del capoluogo. Secondo il contenuto dell’esposto, l’intimazione ad andare a Malta come “porto sicuro” avrebbe messo in pericolo la vita dei Migranti soccorsi dalla Ong.

 

 

Dal veliero Alex e’ stato fatto sbarcare un migrante disidratato, come ha constato il medico salito a bordo. L’uomo e’ stato portato al poliambulatorio di Lampedusa per essere curato.

“Incredibilmente non sono state ancora attivate le procedure di sbarco.La gente a bordo sta male, ha bisogno di soccorso e cure mediche. 

I naufraghi sono a bordo da più di 48 ore.Qualcuno da Roma intende gestire un sequestro di persona?” Scrive Mediterranea.

Nel frattempo il veliero Alex di Mediterranea Human Savings e’ stato fatto spostare dalla banchina al molo Favaloro per consentire al traghetto Cossyra proveniente da Porto Empedocle di attraccare a Lampedusa.

I profughi e l’equipaggio a bordo dell’imbarcazione potranno cosi’ utilizzare anche i bagni che si trovano in quell’area. Il molo Favaloro e’ una zona militare, pertanto interdetta anche ai giornalisti.

La Nave Alex di Mediterranea Saving Humans, ormai in acque italiane, sta facendo rotta verso Lampedusa ‘scortata’ da un gommone della Guardia costiera e una motovedetta della Guardia di finanza. A bordo dell’imbarcazione dell’Ong ci sono 41 migranti  salvati giovedì in acque libiche e l’equipaggio.

 Nave Alex, circa un’ora fa, ha dichiarato “lo stato di necessità ” a bordo e deciso di forzare il blocco imposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

“In queste ore di attesa snervante non abbiamo sentito che NO dalle autorità italiane ed europee. Abbiamo chiesto: Possono i naufraghi raggiungere Malta con motovedette del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera? NO
Possono i naufraghi raggiungere Malta su assetti maltesi? NO
Possiamo essere riforniti di acqua dolce, cibo e gasolio per arrivare a Malta? NO
Possiamo trasbordare in acque internazionali? NO Siamo a un’ora di navigazione da Lampedusa, abbiamo proposto varie soluzioni ricevendo sempre la stessa risposta: NO”, cosi scrive Mediterranea sul profilo Facebook dopo aver preso la decisione di forzare blocco e dirigersi verso il Porto di Lampedusa.

E su Twitter il Ministro Salvini scrive: “La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe gia’ arrivata a Malta che aveva dato la disponibilita’ di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell’Ordine sono pronte ad intervenire, vediamo se anche in questo caso la “giustizia” tollerera’ l’illegalita’: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono “salvatori”, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani”.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese e l’ex parlamentare nazionale Basilio Catanoso, recentemente fuorusciti da Forza Italia, aderiscono entrambi a Fratelli d’Italia. Così scrive l’Adnkronos. La decisione sarebbe maturata al termine di una riunione a porte chiuse, in presenza di un centinaio fra dirigenti di MuovitItalia, consiglieri comunali, dirigenti giovanili, consiglieri di municipalità e dei comuni del catanese. Pogliese e Catanoso sono spesso incorsi in contrasti con la linea seguita da Forza Italia in Sicilia, al timone di Gianfranco Miccichè.

 

Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppe Scozzari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha concesso all’ex sindaco di Naro, Calogero Cremona, la possibilità di lavorare gratuitamente in una cooperativa sociale che assiste persone anziane, al fine, ricorrendo una condotta positiva, di estinguere il reato di peculato. Si tratta del cosiddetto “affidamento in prova”. Cremona risponde di peculato perché, avvalendosi di un netturbino comunale, avrebbe pulito una strada interna della sua casa di campagna, inondata da un nubifragio, utilizzando anche un mezzo del Comune, un bobcat, e sostituendo a spese del Comune una ruota del bobcat che si è danneggiata durante le operazioni di pulizia

 

A Palermo la Corte d’Assise Appello ha confermato la sentenza emessa, a conclusione del giudizio abbreviato, il 25 giugno del 2018 dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, che ha condannato a 30 anni di carcere Daniele Lodato, 35 anni, di Canicattì, imputato dell’omicidio, ritenuto volontario e premeditato, di Marco Vinci, 22 anni, di Canicattì, ucciso a coltellate il 17 giugno del 2017 a Canicattì innanzi ad un pub in piazza San Domenico. L’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Castronovo, risarcirà i familiari della vittima che sono parte civile tramite l’avvocato Santo Lucia.